Non capisco gli errori

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  • #102000
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    Premetto che sono una piccola adolescente alle prese con la tesina di maturità quindi non insultatemi perfavore.
    Anche se il risultato compilato è perfetto, voglio capire perché trovo questi errori, tutti alla linea 15:

    Dove la linea 15 è questa:

    e quello che ho scritto è questo:
    `\documentclass[12pt]{report}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[Italian]{babel}
    \usepackage{wallpaper,epigraph}

    \renewcommand{\thesection}{\arabic{section}}

    \newcommand{\cambiaFont}[2]{{\fontencoding{T1}\fontfamily{#1}%
    \selectfont#2}}

    \title{il titolo}
    \author{il mio nome}
    \date{}

    \begin{document}

    \ThisCenterWallPaper{2.5}{ingranaggicopia}

    \cambiaFont{ppl}{
    \maketitle
    \tableofcontents
    \newpage
    \section{Introduzione}
    Testo lungo lungo
    \newpage
    \section{Karl Popper}
    Testo bla bla
    \newpage
    \subsection{Il metodo di Popper e la teoria della relatività}
    Testo bla bla
    \newpage
    \section{Paul Feyerabend}
    Testo bla bla
    \subsection{Il sistema eliocentrico copernicano e la violazione del principio di coerenza}
    testo bla bla
    \newpage
    \section{Due concezioni della storia della scienza}
    testo bla bla
    \newpage
    \section{Conclusioni}
    testo bla bla
    \addcontentsline{toc}{section}{\bibname}
    \begin{thebibliography}{7}
    \bibitem[1] \textsc{\scshape Paul K. Feyerabend},\enskip \textit{Contro il Metodo}, tr. it. Feltrinelli, Milano 1979
    \end{thebibliography}

    } \end{document}`

    Grazie 🙂 🙂

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    • #102001
      robitex
      Amministratore del forum
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        Ciao e benvenuta sul forum!!!
        Una cosa semplice è questa: il comando \textsc sta per testo in small caps (maiuscoletto) e funziona prendendo il testo tra parentesi graffe.
        `\textsc{Testo In Maiuscoletto}`
        Quindi non come hai scritto tu perché subito dopo hai il comando inutile \scshape.
        Tuttavia non devi pensare tu a formattare la lista bibliografica. Per questo ci pensano i programmi e i pacchetti adatti.

        Aggiungo, oltre al consiglio solito di leggere una buona guida e di affrontare un tema alla volta (layout di pagina, tabelle, testatine, etc), che se ci sono degli errori rossi significa che il documento composto comunque non è corretto.

        Gli errori vanno risolti.
        L’editor può infatti lanciare la compilazione con l’opzione di “non stop on error”. Normalmente la compilazione si blocca al primo errore (per esempio un comando non definito).
        Congratulazioni per la tua scelta di usare un sistema diverso per la tua tesina.
        R.

        ps.
        il codice è più leggibile per gli utetni del forum se tu lo inserisci tra i tag code (l’iconcina sopra alla finestra di testo in cui si scrive il post con la paginetta e le parentesi spigolose <>).

      • #102002
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        Angie2117″ post=101803Anche se il risultato compilato è perfetto, voglio capire perché trovo questi errori

        Io sono molto sorpreso da questo atteggiamento: la maggior parte delle persone che conosco hanno un atteggiamento del tipo «non fa niente che ci sono tutti questi errori, l’importante è che il documento finale appaia corretto», invece la tua voglia di capire comunque cosa sta succedendo è davvero bella 🙂

        È vero che la maturità è alle porte e magari il tempo stringe, ma come già suggerito da robitex se riesci a trovare un po’ di tempo libero (anche dopo gli esami e la meritata pausa) sicuramente una lettura introduttiva a una delle guide di base messe a disposizione su questo sito ti aiuterebbe molto 😉

      • #102003
        OldClaudio
        Partecipante
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          Brava; il tuo atteggiamento ti fa onore, indipendentemente dal fatto che to abbia commesso un errore nel tuo codice; cercare di capire è l’atteggiamento giusto; se capisci, eviti gli errori e ti godi maggiormente questo software incredibile.

          Leggere delle buone guide è importante; LaTeX non è Word e richiede una certa preparazione per usarlo bene, non solo per non commettere errori nel codice, ma anche per non commettere errori di tipografia.

          Nella fattispecie la sintassi di \bibitem è la seguente:

          [tt]\bibitem[ [/tt]citazione [tt] ]{[/tt]chiave[tt]}[/tt] testo esteso della citazione

          La citazione è la stringa con la quale vuoi che sia identificata il riferimento bibliografico nel tuo testo e nella bibliografia stessa; chiave è il nome mnemonico che usi nel comando [tt]\cite[/tt] quando vuoi citare quel particolare riferimento bibliografico nel testo e il testo esteso della citazione è tutto quello che scrivi per identificare il testo citato, nome e cognome dell’autore, titolo del contributo al congresso, tuttolo del libro che contiene gli atti del congresso, casa editrice, anno di pubblicazione, pagine su cui si svolge il contributo, e via di questo passo. Per un libro ci vuole l’autore, il titolo, la casa editrice, il luogo, l’anno, eccetera; e cosiì via per le altre tipologie di documenti usabili come riferimenti. Per approfondire questo aspetto defi aprire un terminale, console, xterm, prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo; ci scrivi dentro texdoc bibtex; premi il tasto “invio”, e se tutto va bene puoi leggere quasi tutto quello che riguarda le bibliografie, oltre a come si gestisce una bibliografia con il programma BibTeX; se vuoi spingerti più in là leggi con lo stesso sistema la documentazione di biblatex e del programma biber da usare al posto di BibTeX.

          Ma torinao a te: tu hai scritto`\begin{thebibliography}{7}
          \bibitem[1] \textsc{\scshape Paul K. Feyerabend},\enskip \textit{Contro il Metodo}, tr. it. Feltrinelli, Milano 1979
          \end{thebibliography}`
          Quello vuol dire che:
          1) hai non sette citazioni da fare ma un numero di citazioni che sono numerabili con una sola cifra e citabili con citazioni formate da stringhe non più larghe di quanto lo sia una cifra; che tu scriva 1, 7, o 9, puoi citare con il sistema di citazione numerico, solo con citazioni di una cifra. Ma se vuoi le citazioni alfabetiche devi usare una stringa al posto del 7, che sia lunga quanto la stringa più lunga.
          2) con il \bibitem che hai usato vuoi citare il tuo testo con la stringa “1” , ma siccome non hai messo la chiave fra graffe, la chiave diventa il primo token della tua lista, vale a dire [tt]\textsc[/tt] e questo è il grosso errore che ti da quella sfilza di messaggi; se poi tu havessi provato a citare il testo che hai allegato per il tuo riferimento avresti ricevuto altri errori, forse persino errori fatali.

          Vediamo come potresti correggere`\begin{thebibliography}{7}
          \bibitem{book:Feyerabend} \textsc{Paul K. Feyerabend}, \textit{Contro il Metodo}, tr. it. Feltrinelli, Milano 1979
          \end{thebibliography}`

          In questo modo le citazioni sono in forma numerica, più o meno così nella bibliografia

          [1] Paul K. Feyerabend, Contro il metodo tr. it. Feltrinelli, Milano 1979

          La parte in rosso verrebbe composta in maiuscoletto, la parte in verde in corsivo.

          Nel testo, quando vuoi riferire a quel testo scrivi soltanto “… come scrisse Feyerabend \cite{book:Feyerabend} si può osservare che…”; componendo il testo con pdfLaTeX quella breve parte di frase viene resa con “… come scrisse Feyerabend [1] si può osservare che…”.

          Permettimi ancora di osservare che per scrivere tutto in Palatino non devi usare [tt]\cambiafont{ppl}{…}[/tt], perché quel comando può servire per comporre del testo molto breve e molto particolare con il Palatino; potrebbe andare bene per il solo titolo, ma certo non per l’intero documento.

          Usa il pacchetto [tt]newpxtext[/tt] per scrivere utto il documento col palatino.

        • #102004
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          OldClaudio” post=101807Brava; il tuo atteggiamento ti fa onore, indipendentemente dal fatto che to abbia commesso un errore nel tuo codice; cercare di capire è l’atteggiamento giusto; se capisci, eviti gli errori e ti godi maggiormente questo software incredibile.

          Leggere delle buone guide è importante; LaTeX non è Word e richiede una certa preparazione per usarlo bene, non solo per non commettere errori nel codice, ma anche per non commettere errori di tipografia.

          Grazie mille, ho risolto! Non avevo capito bene come funzionasse l’ambiente della bibliografia perché l’ho cercato con molta fretta e impazienza, purtroppo in questi giorni non ho proprio tempo per dedicarmi al programma, comunque di sicuro approfondirò e diventerò più pratica non appena finiti gli esami!

        • #102005
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          robitex” post=101804Ciao e benvenuta sul forum!!!
          Una cosa semplice è questa: il comando \textsc sta per testo in small caps (maiuscoletto) e funziona prendendo il testo tra parentesi graffe.
          `\textsc{Testo In Maiuscoletto}`
          Quindi non come hai scritto tu perché subito dopo hai il comando inutile \scshape.
          Tuttavia non devi pensare tu a formattare la lista bibliografica. Per questo ci pensano i programmi e i pacchetti adatti.

          Aggiungo, oltre al consiglio solito di leggere una buona guida e di affrontare un tema alla volta (layout di pagina, tabelle, testatine, etc), che se ci sono degli errori rossi significa che il documento composto comunque non è corretto.

          Gli errori vanno risolti.
          L’editor può infatti lanciare la compilazione con l’opzione di “non stop on error”. Normalmente la compilazione si blocca al primo errore (per esempio un comando non definito).
          Congratulazioni per la tua scelta di usare un sistema diverso per la tua tesina.
          R.

          ps.
          il codice è più leggibile per gli utetni del forum se tu lo inserisci tra i tag code (l’iconcina sopra alla finestra di testo in cui si scrive il post con la paginetta e le parentesi spigolose <>).

          Ora ho capito! Ho inserito il comando \scshape perché avendo sbagliato prima senza di lui non mi risultava il maiuscoletto, adesso torna tutto

          Grazie a tutti dell’aiuto!! Se trovo altri intoppi vi disturberò di nuovo!

        • #102006
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          [Off-topic]

          Posso chiedere su che argomento è la tesina, esattamente? Vedo che si parla di sistema eliocentrico, ma sarei curioso di avere qualche informazione positiva.

          Questa mia curiosità non è fine a sé stessa: per ragioni professionali, mi interessa sapere per quali scopi usano il (La)TeX quei pochissimi studenti delle scuole superiori che lo usano, e quali siano i loro interessi di studio.

          Grazie in anticipo per l’eventuale risposta.


          Gustavo

        • #102007
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          letteracdp” post=101826[Off-topic]

          Posso chiedere su che argomento è la tesina, esattamente? Vedo che si parla di sistema eliocentrico, ma sarei curioso di avere qualche informazione positiva.

          Questa mia curiosità non è fine a sé stessa: per ragioni professionali, mi interessa sapere per quali scopi usano il (La)TeX quei pochissimi studenti delle scuole superiori che lo usano, e quali siano i loro interessi di studio.

          Grazie in anticipo per l’eventuale risposta.


          Gustavo

          Ciao Gustavo, la mia tesina tratta delle discussioni sul metodo scientifico del Novecento, in particolare metto a confronto due posizioni radicalmente diverse, di Karl Popper e Paul Feyerabend.. è strutturata così: c’è una prima parte in cui vengono descritte le posizioni dei filosofi e una seconda parte dedicata ad alcuni eventi della storia della scienza. Per Popper ci sarà l’esempio del metodo di Einstein nel formulare la teoria della relatività (Popper ritiene la teoria impeccabile perché falsificabile), dopodiché ci saranno le posizioni di Feyerabend sempre sulla relatività (sostiene che Einstein sia uno scienziato senza scrupoli di metodo).
          Invece il sistema copernicano viene citato in Feyerabend come esempio di teoria che non rispetta il principio di coerenza, poiché ignora la teoria al tempo accettata (sistema aristotelico-tolemaico) e riprende una teoria al tempo superata, già sostenuta in passato dalla scuola dei pitagorici.
          Gli scopi finali sono due:
          1. rivalutare il ruolo della creatività e della dinamicità della mente nel campo della scienza dimostrando attraverso esempi storici che, anche se formalmente impeccabile, non è auspicabile utilizzare un metodo rigido come quello proposto da Popper (quindi sostenendo il pensiero di Feyerabend)
          2. Dimostrare che filosofia e fisica non sono due entità separate, anzi si contaminano a vicenda e a volte coincidono.

          Ho scelto questo campo perché ho notato (perfortuna non nei miei fantastici insegnanti) che si tende a trasmettere le varie discipline come campi di conoscenza settoriale, il che rischia di inaridire la curiosità dei giovani (già messa a dura prova da innumerevoli fattori). E chi ha una formazione umanistica spesso definisce chi si occupa di scienza come qualcuno senza sentimenti, senza immaginazione, rigido, austero e inespressivo e soprattutto che non si interessa minimamente di filosofia. Con questa riflessione voglio dimostrare che lo scienziato vero e appassionato ha una formazione variegata e non ha la presunzione di definire esatte le scienze di cui si occupa, anzi è colui che le vede più imperfette e incomplete, ed è per questo che dedica alla conoscenza la sua vita.

          Scusami tanto se sono stata prolissa, fammi sapere che ne pensi!

          P.s. spero di non aver detto corbellerie, in tal caso chiedo scusa ma purtroppo sono costretta ad avere in testa una grande mole di informazioni al momento (anche molto meno interessanti)!

        • #102008
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          OT

          Angie2117″ post=101841
          ho notato (perfortuna non nei miei fantastici insegnanti) che si tende a trasmettere le varie discipline come campi di conoscenza settoriale, il che rischia di inaridire la curiosità dei giovani (già messa a dura prova da innumerevoli fattori). E chi ha una formazione umanistica spesso definisce chi si occupa di scienza come qualcuno senza sentimenti, senza immaginazione, rigido, austero e inespressivo e soprattutto che non si interessa minimamente di filosofia. Con questa riflessione voglio dimostrare che lo scienziato vero e appassionato ha una formazione variegata e non ha la presunzione di definire esatte le scienze di cui si occupa, anzi è colui che le vede più imperfette e incomplete, ed è per questo che dedica alla conoscenza la sua vita.

          Che dire? Brava!

          Ciao
          Ivan

          OT

        • #102009
          OldClaudio
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            Cara @Angie2117, ti ho letto con molto interesse e mi complimento con te, ancora una volta; Raramente ho conosciuto giovani maturandi, giovani di 18-19 anni, con le idee chiare come le tue e con la capacità di esprimerle in modo così ben argomentato.
            Il fatto che io non sia d’accordo è totalmente irrilevante; ammiro chi ha una posizione e la sa trasmettere con chiarezza e coerenza. Sono sicuro che la tua tesina verrà fuori che sarà un meraviglia.

            Tuttavia io ho una formazione di liceo classico e sono stato uno scienziato nel campo dell ICT (Information and Communication Technologies — ma perché non usare una locuzione italiana? perché in tanti anni non sono riuscito a trovarne una migliore, sebbene sia ambigua, tanto è vero che ho avuto molte delusioni quando coordinavo il progetto Erasmus Mundus svolto fra l’ateneo a cui afferivo e altri tre atenei europei).

            Per me gli scienziati e i tecnologi (gli ingegneri che per i filosofi sono all’ultimo gradino — in basso — nella scala della loro stima) non sono affatto persone “senza sentimenti, senza immaginazione, rigide, austere e inespressive e soprattutto che non si interessano minimamente di filosofia”. La filosofia della scienza, così mirabilmente esposta da Popper, è quella che giustifica il nostro lavoro; la ricerca della falsificabilità è quella cosa che ci permette di essere sempre nel dubbio, e quindi di non essere senza immaginazione, rigidi, austeri e specialmente di interessarci della filosofia, quella sufficientemente moderna (non quella che si rifà al ‘600, il secolo dei nuovi scienziate come Copernico e Galileo, solo per citarne alcuni) che rende giustizia alla razionalità, tutt’altro che infallibile, ma che ci ha permesso di liberarci di posizioni aprioristiche, dedotte attraverso il solo esercizio mentale, senza nessuna verifica e senza nessuna ricerca della falsificabilità; esercitandoci sulla falsificabilità, invece, possiamo trovare i bachi delle nostre teorie, possiamo correggerci, possiamo trovare idee migliori, ma questo richiede una grande fantasia, una grande immaginazione e una grande apertura mentale.

            Purtroppo nella mia esperienza ho incontrato molti pensatori e maître à penser che farneticano di cose che non stanno né in cielo né in terra, ma che si avvolgono nella prosopopea dell’ “intellighezia”, con sommo disprezzo per coloro che si occupano di cose che non capiscono; essi si rifanno a teorie filosofiche dove la razionalità non va a braccetto con il dubbio, cosa invece essenziale per Popper, e altri pensatori che la scienza la conoscono per davvero.

            Non voglio convincerti di niente; le mie idee possono essere sbagliate e il concetto del “dubito, ergo sum” mi consente di non essere mai sicuro di quello che dico. Ti posso suggerire, però, la lettura di un testo molto interessante, che puoi leggere anche dopo la maturità e che ti permette di scoprire alcune cose che puoi capire bene specialmente se stai facendo il liceo classico: Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata,”Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna”, Feltrinelli, collana Universale Economica Feltrinelli/Saggi, 7.a edizione, Milano 2013. Non è necessario essere d’accordo con tutto quello che c’è scritto, ma è illuminante, fa pensare, e pensare è l’attività più bella che tutti noi possiamo fare.

            Buona maturità e ancora complimenti

            (Old) Claudio

          • #102010
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            [Sempre OT, ma interessante e sostenuto, mi pare, da un certo consenso]

            Cara Angie2117,

            molte grazie per la risposta niente affatto prolissa, ma precisa, completa e densa, oltre che chiara. Si potrebbe fin troppo facilmente osservare che da una studentessa di scuola superiore che usa (La)TeX non ci si poteva aspettare di meno. 🙂 Permettimi di associarmi ai complimenti per la tua tesina e di farti un cordiale «in bocca al lupo» per l’esame.

            Se non sto diventando indiscreto, posso chiedere anche che scuola stai terminando? Mi viene da pensare, infatti, che il LaTeX ti sia stato fatto conoscere da qualche tuo insegnante; ma forse non è così, e in tal caso dimentica pure la domanda.

            Ciao e ancora grazie.


            Gustavo

            P.S. @OldClaudio: I giovani maturandi profondi, studiosi e con le idee chiare (in un’unica espressione: “davvero in gamba”) ci sono e non sono proprio rarissimi, anche se, ahimè, abbastanza rari sì. Non ho mai condiviso quella retorica che contrapporrebbe in blocco «le giovani generazioni» alla «generazione precedente», sempre considerata in blocco, della quale ultima, e della cui dissennatezza, le prime sarebbero le vittime. Sono per l’individualismo: ci sono molti giovani arcimeritevoli, ma anche moltissimi altri arcifelici di accodarsi alla dissennatezza dei padri, e di adagiarvisi.

          • #102011
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            OldClaudio” post=101844Cara @Angie2117, ti ho letto con molto interesse e mi complimento con te, ancora una volta; Raramente ho conosciuto giovani maturandi, giovani di 18-19 anni, con le idee chiare come le tue e con la capacità di esprimerle in modo così ben argomentato.
            Il fatto che io non sia d’accordo è totalmente irrilevante; ammiro chi ha una posizione e la sa trasmettere con chiarezza e coerenza. Sono sicuro che la tua tesina verrà fuori che sarà un meraviglia.

            Grazie Claudio, taglio il testo dalla citazione per una questione di brevitas e non perché non lo prendo in considerazione. Non posso che rispettare e ammirare le tue posizioni, anche perché potrei anche io avere idee sbagliate! Sottolineo che credo che una formazione classica ben strutturata sia la migliore che si possa ricevere, ma noto che negli ultimi tempi il liceo classico è diventato soltanto un vanto per figli di famiglie alto-borghesi e molti insegnamenti sconfinano nel virtuosismo nozionistico fine a se stesso, ed è questo l’atteggiamento che voglio criticare. (almeno questo è ciò che accade in vari licei di Roma a causa di insegnanti senza passione). Aggiungo che il principio di falsificazione è incriticabile, la questione è su quanto sia stato utilizzato nella storia (non tanto!).

            letteracdp” post=101845[Sempre OT, ma interessante e sostenuto, mi pare, da un certo consenso]

            Cara Angie2117,

            molte grazie per la risposta niente affatto prolissa, ma precisa, completa e densa, oltre che chiara. Si potrebbe fin troppo facilmente osservare che da una studentessa di scuola superiore che usa (La)TeX non ci si poteva aspettare di meno. 🙂 Permettimi di associarmi ai complimenti per la tua tesina e di farti un cordiale «in bocca al lupo» per l’esame.

            Se non sto diventando indiscreto, posso chiedere anche che scuola stai terminando? Mi viene da pensare, infatti, che il LaTeX ti sia stato fatto conoscere da qualche tuo insegnante; ma forse non è così, e in tal caso dimentica pure la domanda.

            Ciao e ancora grazie.

            Non sbagli, il mio professore di fisica (lo stesso che mi ha consigliato di leggere Feyerabend, che nessuno si è mai sognato di mettere in un programma del liceo) ha dato un corso base di LaTeX in quarto anno, ed è così che ho conosciuto il programma! Sto prendendo la maturità scientifica (probabilmente si era capito) 🙂

            Ora torno a lavoro, grazie per l’interessante scambio di opinioni!

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