xcolor: comando che trasforma i colori in scala di grigi

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  • #102542
    lorenzo.pantieri
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      Ciao a tutti.

      Ho un documento che contiene alcune cose colorate con xcolor. Voglio stamparlo in bianco e nero.

      1. Esiste un comando che trasforma tutti i colori in nero o in scala di grigi? Insomma, con hyperref se voglio predisporre il documento per la stampa in b/n basta scrivere:
      `\hypersetup{urlcolor=Black, linkcolor=Black, citecolor=Black}`
      Con xcolor c’è qualcosa di analogo?

      2. Ho dei box prodotti con tcolorbox che usano questi sfondi:
      `\begin{tcolorbox}[colback=Emerald!10!white,colframe=Emerald!10!white]

      \begin{tcolorbox}[colback=cyan!10!white,colframe=cyan!10!white]

      \begin{tcolorbox}[colback=red!10!white,colframe=red!10!white]`
      Ora, in una stampa in b/n questi sfondi vanno rimpiazzati con un bel grigio. Che grigio mi consigliate di usare? Io ho scritto semplicemente:
      `\definecolor{blue}{gray}{0}
      \definecolor{red}{gray}{0}
      \definecolor{cyan}{gray}{0}
      \definecolor{Emerald}{gray}{0}`
      nel preambolo senza modificare nient’altro. In questo modo gli sfondi vengono tutti resi come
      `black!10!white`
      ma forse quel 10 è troppo piccolo o troppo grande…

      Grazie,
      L.

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      • #102543
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        Personalmente non userei box colorati. Eventualmente lascerei soltanto il lato sinistro dei box, in nero.
        A parte lo spreco di inchiostro per i box colorati, credo che siano del tutto inutili, anzi sono dannosi. È una tendenza della tipografia scolastica che è diventata preponderante una quindicina di anni fa. I libri sono diventati di anno in anno sempre più colorati, alcuni addirittura hanno già il testo sottolineato o evidenziato. Parole cerchiate, frecce e rimandi di ogni tipo. Elenchi con cerchietti colorati. Numeri di pagina messi in testatine colorate. Insomma una vera corsa a chi è più sgargiante. Libri pesanti ma non sempre di peso. Io, che non sono un matematico, fortunatamente ho studiato sullo Zwirner. Testo autorevole, serio e, naturalmente in bianco e nero. Ma al tempo, quando facevo ripetizioni di matematica, mi è capitato di vedere testi ridicoli. Quasi sempre lo studente mi diceva che il docente non seguiva il libro. E ti credo! Erano perlopiu illeggibili!

        Dicevo che questi espedienti grafici sono anche dannosi. Lo studente, secondo me, deve avere la possibilità di personalizzare il libro. È lo studente, semmai. che deve riquadrare una definizione o un teorema ed evidenziare una parola o sottolinearne un’altra. È il docente serve anche per insegnare come si studia.

        I tuoi testi di matematica sono ampiamente più sobri della maggior parte di quelli in circolazione. Ecco perché coglierei l’occasione per renderli ancora più seri e professionali.

        Ma questa è un’opinione puramente personale e non dettata dall’esperienza, se non minima. Credo però che l’idea che l’uso di colori e delle complicazioni grafiche aiuti lo studente ad approcciarsi alle materie difficili sia priva di fondamento. La matematica è difficile e non esistono espedienti cromatici che la possono rendere più facile. Non esistono vie cromatiche alla matematica 🙂

        In ogni caso, un grigio al 10% credo sia una buona scelta. Si vede ma non è troppo invadente. Va detto però che la resa si può valutare solo sulla stampa. Infatti dipende da come si stampa e dalla carta che si usa.

        Ciao
        Ivan

      • #102544
        lorenzo.pantieri
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          ivan” post=102376Personalmente non userei box colorati. Eventualmente lascerei soltanto il lato sinistro dei box, in nero.
          A parte lo spreco di inchiostro per i box colorati, credo che siano del tutto inutili, anzi sono dannosi. È una tendenza della tipografia scolastica che è diventata preponderante una quindicina di anni fa. I libri sono diventati di anno in anno sempre più colorati, alcuni addirittura hanno già il testo sottolineato o evidenziato. Parole cerchiate, frecce e rimandi di ogni tipo. Elenchi con cerchietti colorati. Numeri di pagina messi in testatine colorate. Insomma una vera corsa a chi è più sgargiante. Libri pesanti ma non sempre di peso. Io, che non sono un matematico, fortunatamente ho studiato sullo Zwirner. Testo autorevole, serio e, naturalmente in bianco e nero. Ma al tempo, quando facevo ripetizioni di matematica, mi è capitato di vedere testi ridicoli. Quasi sempre lo studente mi diceva che il docente non seguiva il libro. E ti credo! Erano perlopiu illeggibili!

          Dicevo che questi espedienti grafici sono anche dannosi. Lo studente, secondo me, deve avere la possibilità di personalizzare il libro. È lo studente, semmai. che deve riquadrare una definizione o un teorema ed evidenziare una parola o sottolinearne un’altra. È il docente serve anche per insegnare come si studia.

          I tuoi testi di matematica sono ampiamente più sobri della maggior parte di quelli in circolazione. Ecco perché coglierei l’occasione per renderli ancora più seri e professionali.

          Ma questa è un’opinione puramente personale e non dettata dall’esperienza, se non minima. Credo però che l’idea che l’uso di colori e delle complicazioni grafiche aiuti lo studente ad approcciarsi alle materie difficili sia priva di fondamento. La matematica è difficile e non esistono espedienti cromatici che la possono rendere più facile. Non esistono vie cromatiche alla matematica 🙂

          In ogni caso, un grigio al 10% credo sia una buona scelta. Si vede ma non è troppo invadente. Va detto però che la resa si può valutare solo sulla stampa. Infatti dipende da come si stampa e dalla carta che si usa.

          Grazie per i tuoi consigli, innanzitutto. Nutro una grandissima stima per il tuo lavoro, Ivan. Ora ho l’acqua alla gola e devo accontentarmi. Ma la prossima versione dei miei libri di matematica (e dell’Arte) voglio impaginarla con suftesi. Ne riparleremo.

          A presto, per ora.

        • #102545
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          Ho guardato per bene i tuoi testi e devo dire che sono dei capolavori. Dubito che con suftesi otterrai un risultato altrettanto accattivante.
          In ogni caso, l’umico “difetto” che mi salta all’occhio sono proprio quei box colorati. Sarebbe interessante vedere un esempio di qualche pagina con al posto del box colorato solo la riga verticale di sinistra, cioè io lato sinistro del box. Nero o forse anche in gigio, magari un po’ più spesso, tipo 2 pt.

          Con l’occasione ti segnalo un allineamento sbagliato tra i piani cartesiani di pagina 3.
          Personalmente non userei la numerazione romana, tanto meno se si limita a frontespizio e indice.

          Ciao
          Ivan

        • #102546
          lorenzo.pantieri
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            ivan” post=102379Ho guardato per bene i tuoi testi e devo dire che sono dei capolavori. Dubito che con suftesi otterrai un risultato altrettanto accattivante.

            Addirittura! In ogni caso, quando passerò a suftesi (da settembre ci metto le mani), ti terrò aggiornato sui risultati. Magari sarà l’occasione per arricchiere suftesi di un nuovo stile…

            ivan” post=102379In ogni caso, l’umico “difetto” che mi salta all’occhio sono proprio quei box colorati. Sarebbe interessante vedere un esempio di qualche pagina con al posto del box colorato solo la riga verticale di sinistra, cioè io lato sinistro del box. Nero o forse anche in gigio, magari un po’ più spesso, tipo 2 pt.

            Hai un pacchetto o codice di riferimento per fare quello che chiedi? In ogni caso, questa è solo la versione 1.0, l’anno prossimo sperimenterò anche altri look. Avevo provato a eliminare del tutto i box, ma la pagina mi sembrava troppo spoglia…

            Ovviamente, lo stesso documento visualizzato a colori o stampato in bianco e nero produce effetti molto diversi… ma ritengo il b/n accettabile…

            ivan” post=102379
            Con l’occasione ti segnalo un allineamento sbagliato tra i piani cartesiani di pagina 3.

            Si tratta di un effetto vuluto. Infatti quelle sei immagii vengono aggiornate un po’ alla volta nel corso del libro, in parallelo, fino ad avere il risultato finale. Ovviamente a quel punto il lettore non ha modo di prevedere il risultato finale, e quindi può restare perplesso. Ma ho preferito mantenere l’effetto “a cartone animato”, con nuovi particolari che arricchiscono sempre più il disegno.

            ivan” post=102379
            Personalmente non userei la numerazione romana, tanto meno se si limita a frontespizio e indice.

            Anche questa cosa la metto in lista.

            A presto, grazie ancora! 🙂

          • #102547
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            lorenzo.pantieri” post=102389

            In ogni caso, l’umico “difetto” che mi salta all’occhio sono proprio quei box colorati. Sarebbe interessante vedere un esempio di qualche pagina con al posto del box colorato solo la riga verticale di sinistra, cioè io lato sinistro del box. Nero o forse anche in gigio, magari un po’ più spesso, tipo 2 pt.

            Hai un pacchetto o codice di riferimento per fare quello che chiedi? In ogni caso, questa è solo la versione 1.0, l’anno prossimo sperimenterò anche altri look. Avevo provato a eliminare del tutto i box, ma la pagina mi sembrava troppo spoglia…

            È una delle opzioni da dare all’ambiente tcolorbox. Probabilmente si chiama leftrule.

            Ciao
            Ivan

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