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Certo, è assolutamente vietato modificare i file della distribuzione; se sei su una macchina diversa da WIndows come utenti “normali” non si può nemmeno provare a modificare i file della distribuzione che sono locked.
Comunque, sì, 30 anni fa era forse l’unica strada da percorrere, ma oggi le licenze ci sono ed è chiaro anche con la blandissima licenza LPPL che non si possono modificare i file della distribuzione se non cambiandone il nome e mantenendo il copyright originale ma togliendo ogni riferimento al curatore del pacchetto “vero”. Se ti modifichi qualcosa, lo fai in un file con nome diverso e se ci sono errori te li correggi da solo, non vai a chiedere come fare all’autore originale.
Ma esiste un modo più semplice e costruttivo, perfettamente lecito, e direi anche comodo; ti copi i comandi che vuoi modificare, te li incolli nel preambolo del tuo documento, ci metti un \makeatletter prima e un \makeatother dopo, e modifichi quello che vuoi nel tuo preambolo sostituendo \newcommand con \renewcommand se le macro da modificare sono state definite usando \newcommand. Ovviamente queste modifiche le aggiungi al tuo preambolo solo dopo avere caricato il pacchetto di cui vuoi modificare lacune macro.
La cosa è pulita ed efficace; anzi è la via più semplice per farlo. Ci sarebbe un altro metodo, quello di usare xpatch (leggine la documentazione con texdoc xpatch. Di solito funziona benissimo, ma non puoi modificare macro con argomenti opzionali. Con xpatch, quando lo si può usare la cosa non è solo legale e pulita, ma è anche “elegante” 🙂 .