Note piè di pagina miste: numero e lettera

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  • #103799
    Paolo
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      Avrei la necessità di utilizzare in uno stesso testo contemporaneamente note a piè di pagine numerate progressivamente (1, 2, 3, ecc.) e con lettera minuscola progressiva (a, b, c, ecc.). Scusate, ma cercando in giro non ho trovato una soluzione. Grazie in anticipo

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      • #103800
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        Intendi forse qualche cosa del genere:
        `
        \documentclass{report}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage[english, italian]{babel}
        \begin{document}

        Questa è una parte di testo\footnote{questa la prima nota}. Qui continua il testo\footnote{seconda nota}

        \begin{itemize}
        \item X\footnotemark{} \item Y\footnotemark{} \item Z\footnotemark{}
        \end{itemize}

        \addtocounter{footnote}{-3} %3=n
        \stepcounter{footnote}\footnotetext{a}
        \stepcounter{footnote}\footnotetext{b}
        \stepcounter{footnote}\footnotetext{c}
        \end{document}`

      • #103801
        OldClaudio
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          Il pacchetto \eledmac e il più recente \reledmac servono per comporre le edizioni critiche che hanno anche 5 apparati di note diverse.
          La cosa non è così semplice da spiegare in un messaggio sul forum; bisogna quindi leggere la documentazione dando in un terminale il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto.

        • #103802
          Paolo
          Partecipante
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            Grazie a Aimè e a OldClaudio. La soluzione sta senz’altro in uno dei pacchetti per la stesura di edizioni critiche proposta da OldClaudio. Tuttavia le 376 pagine della documentazione del pacchetto reledmac mi hanno scoraggiato. A me sarebbe sufficiente scrivere manualmente le singole note (non ne ho più di una decina complessivamente e non credo che scriverò un’edizione critica di un testo in altre occasioni).
            Grazie lo stesso, proverò a studiare comunque il pacchetto se nessuno mi suggerisce una soluzione più agevole.

          • #103803
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            pzav” post=104257Grazie a Aimè e a OldClaudio. La soluzione sta senz’altro in uno dei pacchetti per la stesura di edizioni critiche proposta da OldClaudio. Tuttavia le 376 pagine della documentazione del pacchetto reledmac mi hanno scoraggiato. A me sarebbe sufficiente scrivere manualmente le singole note (non ne ho più di una decina complessivamente e non credo che scriverò un’edizione critica di un testo in altre occasioni).
            Grazie lo stesso, proverò a studiare comunque il pacchetto se nessuno mi suggerisce una soluzione più agevole.

            Se usi la classe suftesi, che ha il limite di non essere personalizzabile se non con le opzioni previste,
            c’è il comando \xfootnote:

            `
            \documentclass[pagelayout=periodical,version=screen,style=smallcaps5]{suftesi}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage{microtype}
            \usepackage{lipsum}

            \begin{document}

            \chapter{Lorem ipsum}
            Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Ut purus elit, vestibulum ut, placerat ac, adipiscing vitae, felis. Curabitur dic- tum gravida mauris.%
            \xfootnote[a]{Nam arcu libero, nonummy eget, consectetuer id, vulputate a, magna.} Donec vehicula augue eu neque. Pellentesque habitant morbi tristique senectus et netus et malesuada fames ac turpis egestas. Mauris ut leo.%
            \footnote{Cras viverra metus rhoncus sem. Nulla et lectus vestibulum urna fringilla ultrices.}
            Phasellus eu tellus sit amet tortor gravida placerat. Integer sapien est, iaculis in, pretium quis, viverra ac, nunc. Praesent eget sem vel leo ultrices bibendum. Aenean faucibus.%
            \footnote{Morbi dolor nulla, malesuada eu, pulvinar at, mollis ac, nulla.} Curabitur auctor semper nulla. Donec varius orci eget risus. Duis nibh mi, congue eu, accumsan eleifend, sagittis quis, diam. Duis eget orci sit amet orci dignissim rutrum.%
            \xfootnote{Nam dui ligula, fringilla a, euismod sodales, sollicitudin vel, wisi. Morbi auctor lorem non justo. Nam lacus libero, pretium at, lobortis vitae, ultricies et, tellus. Donec aliquet, tortor sed accumsan bibendum, erat ligula aliquet magna, vitae ornare odio metus a mi.}
            \lipsum

            \end{document}`

            Ciao
            Ivan

          • #103804
            Paolo
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              Grazie Ivan. Tutto ha funzionato a meraviglia fino a quando… ho verificato che le testatine, con la classe suftesi, non sono personalizzabili 🙁 Io ho bisogno di personalizzarle. Cercherò ancora (ma la strada mi sembra quella giusta: un ‘semplice’ comando che manualmente possa inserire il simbolo della nota personalizzato).

            • #103805
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              Ciao,

              se controlli la guida di Suftesi dovresti trovare la definizione di \xfootnote; se la copi nel preambolo del tuo documento puoi usare quel comando anche senza utilizzare quella classe.

              A presto,
              Matteo

            • #103806
              Paolo
              Partecipante
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                Grazie mille a Matteo. Problema risolto.
                Paolo

              • #103807
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                Buongiorno,
                anche a me sarebbe piaciuto ottenere lo stesso effetto!
                Ho provato a copiare queste linee
                `\newcommand*\xfootnote[1][*]{%
                \xdef\@thefnmark{#1}%
                \@footnotemark\@footnotetext}
                `
                nel preambolo, ma ottengo il seguente errore:
                `! Use of \@ doesn't match its definition.
                \\xfootnote [#1]->\xdef \@thefnmark{#1}\@f
                ootnotemark\@footnotetext
                l.697 Questi altri rapporti \xfootnote[N]
                {ciao}
                If you say, e.g., `\def\a1{…}', then you must always
                put `1' after `\a', since control sequence names are
                made up of letters only. The macro here has not been
                followed by the required stuff, so I'm ignoring it.`

                Non capisco dove sbaglio, suggerimenti?
                grazie!

              • #103808
                OldClaudio
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                  Sbagli a non mettere [tt]\makeatletter[/tt] prima di quella deifnizione: il messaggio di erorre è abbastanza ciaro dove ti dice che \@ non è usato conformemente alla sua deifnizione; infatti il comando \xfootnote contiene diverse vole la presenza di @ che non è una lettera, ma un segno analfabetico; le macro per l’utente sono formato solo da lettere o da un solo carattere analfabetico. INfatti l’utente può usare \@ per variare la spaziatura dopo certi segni di interpunzione, ma l’utente non può usare direttamente, per esempio, \@thefootnetemark, se non dopo aver fatto diventare il segno @ una lettera; questo si ottine mettendo \makeatletter prima di ogni uso del segno @, in particolare prima di definire delle macro che ne fanno uso. è racontato anche nella guida di Leslie Lamport, il papà di LaTeX, e che si trova tradotta in italiano abbondantemente commentata nella sezione delle guide tematiche di questo forum.

                • #103809
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                  Grazie mille per la spiegazione.
                  Siccome ho copiato le linee dalla guida di suftesi, non pensavo occorresse aggiungere altro.
                  La lettura dei log dovrebbe essere sempre d’insegnamento, ma in questi giorni sono alla presa con vari errori e mi ci perdo un po’.

                  L’unica cosa, nel piè di pagina, c’è modo di riportare la stessa dicitura che appare in apice?

                  grazie!

                • #103810
                  OldClaudio
                  Partecipante
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                    Non è chiaro che cosa significhi per te “apice”; se capisco bene vorresti che il richiamo nel testo apparisse come il marcatore della nota che viene stampata nel piedino?

                    In generale questo dipende dalla classe, e gli stili francesi usano il richiamo ad esponente nel testo e i simboli richiamati prima della nota con caratteri di corpo normale appoggiati alla linea di base; la classe book, invece li rappresenta entrambi con lettere sollevate e rimpicciolite. Altri presentano una cosa fra parentesi e l’altra senza parentesi.
                    Quindi la tua domanda è vaga se non precisi la classe o almeno se non mostri un esempio minimo compilabile o una foto che esponga quello che vorresti ottenere, con la classe che usi.

                  • #103811
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                    OldClaudio” post=110863se capisco bene vorresti che il richiamo nel testo apparisse come il marcatore della nota che viene stampata nel piedino?

                    Esatto. Nel caso del comando sopracitato (xfootnote), nel testo viene inserito in apiceRichiamoNota, mentre nel piè di pagina viene riportato un numero (per ex. 1).
                    Mi chiedevo se fosse possibile che riportasse nel piè di pagina la stessa dicitura “RichiamoNota”, ad esempio.

                    OldClaudio” post=110863
                    In generale questo dipende dalla classe, e gli stili francesi usano il richiamo ad esponente nel testo e i simboli richiamati prima della nota con caratteri di corpo normale appoggiati alla linea di base; la classe book, invece li rappresenta entrambi con lettere sollevate e rimpicciolite. Altri presentano una cosa fra parentesi e l’altra senza parentesi.
                    Quindi la tua domanda è vaga se non precisi la classe o almeno se non mostri un esempio minimo compilabile o una foto che esponga quello che vorresti ottenere, con la classe che usi.

                    Buono a sapersi!
                    Io uso book, compilo con xelatex e quindi mi affido a polyglossia per la gestione delle lingue.
                    Allego un’immagine del risultato attuale;
                    ciò che vorrei sarebbe un rimando in piè di pagina con “NdT” al posto dell’uno.
                    O, ancora meglio, numeri in apice per il richiamo nota e “NdT” nel pié di pagina (mi sembra che siano presentate così in editoria le note del traduttore).
                    Sto già usando reledpar per le note critiche, ma vorrei apportare una differenza tra le note critiche del testo e le note del traduttore (parte integrante delle traduzione).
                    In realtà non ne ho molte, anzi, quindi è più una curiosità che altro.

                    Non vorrei però abusare ne’ della tua conoscenza ne’ infiltrarmi in questo topic in modo traverso.
                    Metto comunque un emc che, se i moderatori lo ritenessero opportuno, potrebbe sempre essere cancellato.

                    `\documentclass{book}

                    \usepackage{fontspec,xunicode}

                    \usepackage{polyglossia}
                    \setmainlanguage{french}
                    \setotherlanguage{italian}

                    \usepackage[series={A},noend]{reledmac}
                    %\setRlineflag{D}
                    \usepackage{reledpar}

                    \makeatletter
                    \newcommand*\xfootnote[1][*]{%
                    \xdef\@thefnmark{#1}%
                    \@footnotemark\@footnotetext}

                    % Risolvere errore “no room for a new write
                    \usepackage{morewrites}

                    \begin{document}

                    \chapter{La traduction}

                    \begin{pages}
                    \begin{Leftside}
                    \begin{french}
                    \beginnumbering

                    \section*{Erreur dessablage}
                    \pstart %
                    %\autopar

                    Ceci est un texte en français

                    LATEX est un langage et un système de composition de documents créé par Leslie Lamport en 19831,2. Plus exactement, il s'agit d'une collection de macro-commandes destinées à faciliter l'utilisation du « processeur de texte » TeX de Donald Knuth. Depuis 1993, il est maintenu par le LATEX3 Project team. La première version utilisée largement, appelée LaTeX2.09, est sortie en 1984. Une révision majeure, appelée LaTeX2ε, est sortie en 1991.

                    Le nom est l'abréviation de Lamport TeX. On écrit souvent LATEX, le logiciel permettant les mises en forme correspondant au logo.

                    Du fait de sa relative simplicité, il est devenu la méthode privilégiée d'écriture de documents scientifiques employant TeX. Il est particulièrement utilisé dans les domaines techniques et scientifiques pour la production de documents de taille moyenne ou importante (thèse ou livre, par exemple). Néanmoins, il peut être aussi employé pour générer des documents de types variés (par exemple, des lettres, ou des transparents).

                    Le moteur actuel (2014) de LATEX est PdfTeX mais ses limites, notamment concernant le traitement des textes Unicode, ont entraîné l'adoption officielle de LuaTeX comme futur successeur. Lorsque le développement en sera stabilisé, LuaLaTeX sera probablement l'implémentation standard de LaTeX.

                    La notation LATEX pour les formules mathématiques est très utilisée, c'est d'ailleurs celle qui a été intégrée à MediaWiki.
                    %\pstartL

                    \pend
                    \endnumbering
                    \end{french}
                    \end{Leftside}

                    \begin{Rightside}
                    \begin{italian}
                    \beginnumbering

                    \section*{Errore quantomeno sgradevole}
                    %\autopar
                    \pstart
                    Ecco invece un testo in italiano

                    Fornisce funzioni di desktop publishing programmabili e mezzi per l'automazione della maggior parte della composizione tipografica, inclusa la numerazione, i riferimenti incrociati, tabelle e figure, organizzazione delle pagine, bibliografie e molto altro.

                    Oltre a documenti stampabili può inoltre produrre presentazioni della stessa resa grafica grazie alla classe Beamer.

                    Al contrario di editor (o word processor) più conosciuti quali ad esempio Microsoft Word, WordPerfect, Works, Writer della suite LibreOffice (o OpenOffice.org), che si basano sul paradigma WYSIWYG (What You See Is What You Get, cioè ciò che vedi è quello che ottieni), con LaTeX si scrive un testo preoccupandosi essenzialmente del contenuto (della struttura) e non della forma. Il testo del documento conterrà anche delle istruzioni (direttive di LaTeX): per ottenere l'output finale è necessario che tale sorgente sia poi compilato.

                    È distribuito con una licenza di software libero e questo lo ha reso disponibile per praticamente qualsiasi architettura: ne esistono pertanto versioni funzionanti per tutti i sistemi operativi, tra cui anche Microsoft Windows\xfootnote[Ndt]{Sembrerebbe che questo sistema operativo si possa tradurre in italiano con la parola “finestre''}, macOS e le varie distribuzioni Linux.

                    È distribuito con una licenza di software libero e questo lo ha reso disponibile per praticamente qualsiasi architettura: ne esistono pertanto versioni funzionanti per tutti i sistemi operativi, tra cui anche Microsoft Windows, macOS e le varie distribuzioni Linux.

                    \pend
                    \endnumbering
                    \end{italian}
                    \end{Rightside}
                    \end{pages}
                    %\Columns
                    \Pages

                    \end{document}
                    `

                    Grazie mille per i preziosi consigli.

                  • #103812
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      Come ti dicevo, la cosa dipende dalla classe; garda il seguente esempio minimo compilabile`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                      % !TEX TS-program = pdflatex

                      \documentclass[12pt]{article}
                      \usepackage[utf8]{inputenc}
                      \usepackage[T1]{fontenc}
                      \usepackage{lmodern}
                      \usepackage[italian]{babel}

                      \makeatletter
                      \newcommand*\xfootnote[1][NdT]{%
                      \xdef\@thefnmark{#1}%
                      \@footnotemark\@footnotetext}

                      \begin{document}
                      Bla bla bla\xfootnote{Bli bli bli.}
                      \end{document}`Se copi questo breve codice in un nuovo file .tex e lo compili, vedi bene che Il richiamo in nota è prorpio NdT.

                      Posso ipotizzare che la tua classe ridefinisca il \@fotenomark qualcosa nella scrittura dele note, specialmente se scrivi in francese.

                      Io seguirei una strada del tutto diversa; userei normalmente il comando \footnote, in modo da comporre una nota come tutte le altre nel tuo documento; poi terminerei il testo delle note dove vuoi marcare che si tratta di una nota del traduttore con la sigla apposita. Definirei perciò un comando `\newcommand\NdT{(\emph{N.d.T.})}` poi userei questo comando alla fine del testo della tua annotazione come traduttrice, per esempio`Bla bla\footnote{Blo blo \NdT}`L’informazione è la stessa; rispetti la consuetudine; inoltre non incocci nelle ridefinizioni eseguite dalla tua classe o dalla lingua in cui scrivi. Se poi usi il pacchetto reledmac, credo che sia l’unica via percorribile.

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