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La risposta di Ivan è corretta; ti dice di usare delle “parure” di font che accoppiano i font matematici con i font di testo in modo corretto.
Ma temo che tu vorresti fare una cosa sbagliatissima; spero di sbagliarmi. La matematica DEVE essere composta in corsivo matematico, non in tondo.
Il tondo è il carattere con grazie con il quale scrivi il “testo generico”, come lo chiami tu. Spero che tu non stia usando erroneamente un font senza grazie per scrivere il testo generico; sarebbe un errore, perché i font senza grazie servono per scrivere avvisi o brevi testi che non richiedono per la lettura più di pochi minuti. Per un testo lungo, per giunta infarcito di matematica, un testo scritto con font bastoncino/lineare/senza grazie sarebbe faticoso da leggere. Quindi il testo va scritto con un font graziato; senza se e senza ma.
Ciò premesso, la matematica va scritta in corsivo matematico, che è diverso dal corsivo testuale e si distingue dal tersto normale proprio perché la matematica non è testo normale. Se queste mie osservazioni ti paiono mie opinioni personali, ti sbagli: esiste non solo la tradizione tipografica che dai tempi di Descartes (Cartesio) in poi ha sempre usato il corsivo per la matematica, ma esistono le norme ISO-UNI che hanno valore generale; quelle UNI non sono altro che la traduzione in italiano delle norme ISO, che hanno valore per tutti i paesi del mondo (almeno quelli che riconoscono quanto l’INternational Standards Organisation fa perché tutti usino lo stesso linguaggio matematico, altrimenti non ci si capirebbe). Le norme ISO si riferiscono alla matematica scritta nei campi delle scienze applicate, fisica, chimica, ingegneria, eccetera, ma il discorso del corsivo matematico è assolutamante universale e accettato da tutti anche dagli scienziati “non applicati”.
Ora il corsivo matematico deve in qualche modo essere adattato al font del testo normale, non nella forma, ma nelle altre caratteristiche del disegno dei font; deve avere lo stesso corpo (salvo per i deponenti e gli esponenti di primo e di secondo livello), deve avere lo stesso occhio interno (l’altezza delle lettere senza ascendenti né discendenti), deve avere la stessa nerezza, e via di questo passo; tuttavia il corsivo matematico e il corsivo testuale, anche se hanno le caratteristiche grafiche come ho spiegato sopra, non hanno le stesse caratteristiche tipografiche; le creanture fra un carattere e l’altro sono diverse, il corsivo matematico non ha caratteri legati, mentre il corsivo testuale li ha; eccetera.
Ecco perché Ivan ti ha consigliato certi pacchetti per essere sicuro che l’accoppiata testo-matematica sia perfetta; ma nel modo più assoluto la risposta di Ivan non é nella conforme ad una interpretazione letterale della tua frase: “tutte le formule scritte abbiano lo stesso font del testo generico.”
Se ho capito male il tuo messaggio, perdonami; ma se l’ho capito bene prendi nota di quello che ti ho scritto.