- Questo topic ha 9 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 anni, 8 mesi fa da
Golden Boy.
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CreatoreTopic
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18 Dicembre 2015 alle 17:36 #104431
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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18 Dicembre 2015 alle 17:49 #104432::
per risolvere questo tipo di problemi ti consiglio il pacchetto siunitx che gestisce da solo ed impagina correttamente i numeri e le loro unità di misura.
Il pacchetto in realtà riesce a fare cose molto più avanzate di mettere l’unità di misura ai numeri, ma basta una rapida occhiata alla documentazione del pacchetto per capirlo 😉
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18 Dicembre 2015 alle 21:15 #104433::
Non c’è dubbio che il pacchetto siunitx faccia il suo lavoro egregiamente e lasciando libero l’utente da questi piccoli dettagli.
Ma il comando [tt]\,[/tt] non mette solo uno spazio piccolo fra numero e unità di misura (che siano lettere o contengano lettere come ℃) ma lo mette “insecabile”, vale a dire che non è grande come lo spazio insecabile introdotto da ~, ma gode della stessa proprietà che la riga non può interrompersi fra la misura e l’unità di misura. Ciò e molto importante e il fatto che fra misura e unità di misura ci sia uno spazio fine invece che lo spazio interparola, non solo è corretto, ma suggerisce il fato che misura e unità di misura siano due parti della stessa entità.
Certo siunitx si può configurare in mille modi, ma se uno sa come scrivere correttamente le unità di misura non ne ha nessun bisogno; parto dal presupposto che se si può fare a meno di caricare un pacchetto è meglio non caricarlo. Ovviamente se non si sa come scrivere le unità di misura, siunitx è estremamente utile, ma bisogna anche saperlo configurare.
Leggere la documentazione è sempre essenziale; nel caso di siunitx la configurazione serve per lo più per poter scrivere i numeri fratti con la virgola, e per gestire le unità di misura nel testo dal come diversamente da come lo si fa in matematica; è utile anche per le colonne di soli numeri fratti in alcune tabelle. Sapendo gestire bene queste cose, conoscendo i debiti meccanismi, anche quest’ultima funzionalità non è così importante: si può fare a mano senza nessuna fatica.
Non è una incitazione a boicottare siunitx — lo raccomando invece a chi ne ha bisogno e non saprebbe come fare altrimenti.
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19 Dicembre 2015 alle 6:22 #104434::
Se è per questo tutto può essere fatto a mano e non avremmo bisogno di nessun pacchetto.
Tuttavia (almeno per quanto mi riguarda) latex è il mezzo non il fine. La redazione di un documento non mi può occupare più tempo di quello che ho usato per elaborarne il contenuto 😉
Esiste un pacchetto che mi toglie un sacco di grattacapi (non solo le unità di misura, ma anche le tabelle, e la manipolazione di numeri)?
Sono contentissimo e passo avanti.
Sicuramente ai fini della stesura è più utile non perdere tempo, usare siunitx e dedicare quel tempo per aggiustare dei grafici (ad esempio) o generare delle figure di qualità 🙂
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19 Dicembre 2015 alle 6:49 #104435::
Certo che se il problema è più lo spazio tra due lettere (o una lettera e una parola, o un numero e una lettera) allora siamo messi male… in senso buono!
Il contenuto è ciò che conta. Che poi ci sia più o meno spazio, impercettibile a livello visivo (visto che il \ va bene), non ti preoccupare. Sono problemi che lasciano il tempo che trovano … i pacchetti ci sono, indubbiamente, per aiutare e facilitare. Ma se fosse così importante non ti pare che ci sarebbe qualcosa di default?
Alla fine se è per una tesi di laurea, fidati, che neanche la leggeranno, come succede in tutte le università italiane. Al più leggeranno l’abstract, l’indice, l’introduzione e la bibliografia. Il contenuto vero e proprio sarà letto dal tuo relatore e basta. Neanche si accorgono di errori di battitura, figurati di uno spazio.Se poi si imputano su quello e non su altro… beh… considera che certa gente non ha di meglio da fare nella vita.
Rigore e rispetto delle regole si, ma l’eccessiva precisione e pignoleria diventa disturbo ed è totalmente inutile ai fini del lavoro finale.
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19 Dicembre 2015 alle 7:03 #104436::
@Little,
quel che ho scritto non era polemica o critica nei tuoi confronti o nei confronti di nessuno.
La convenienza di caricare pacchetti dipende da quello che abitualmente si scrive e da quanti altri pacchetti si caricano. I pacchetti infatti esistono per non stare a perdere tempo ogni volta a reinventare quello che altri hanno già inventato.
Ma tu sai quanti inconvenienti si porta dietro l’abitudine di caricare tanti pacchetti che possono entrare in conflitto l’uno con l’altro; per mia filosofia personale ne carico il meno possibile, ma certamente ne carico molti anch’io e spesso trovo dei bachi che non dipendono dall’ordine di caricamento, ma da bachi che sono presenti in certi pacchetti da “sempre” ma che, usati senza altri pacchetti, non manifestano i loro effetti.
L’ultimo (che non ha nulla a che vedere con il quesito di @Cup): polyglossia con i moduli per il latino, il francese, l’inglese e l’italiano; lingua principale il latino (!); tutto funziona regolarmente anche se cambi lingua, finché non scrivi qualcosa in francese; esci dal francese e la punteggiatura resta alla francese anche quando scrivi nelle altre tre lingue; questo succede solo se componi con LuaLaTeX, e non succede se componi con XeLaTeX.
Ora questo esempio non dice nulla sull’abitudine di caricare i pacchetti utili anche del caso del “non si sa mai”; ma mostra chiaramente come bachi o incompatibilità fra moduli e pacchetti talvolta non emergono ma ci sono lo stesso.
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19 Dicembre 2015 alle 7:08 #104437::
golden_boy” post=104471Certo che se il problema è più lo spazio tra due lettere (o una lettera e una parola, o un numero e una lettera) allora siamo messi male… in senso buono!
Il contenuto è ciò che conta. Che poi ci sia più o meno spazio, impercettibile a livello visivo (visto che il \ va bene), non ti preoccupare. Sono problemi che lasciano il tempo che trovano … i pacchetti ci sono, indubbiamente, per aiutare e facilitare. Ma se fosse così importante non ti pare che ci sarebbe qualcosa di default?
Alla fine se è per una tesi di laurea, fidati, che neanche la leggeranno, come succede in tutte le università italiane. Al più leggeranno l’abstract, l’indice, l’introduzione e la bibliografia. Il contenuto vero e proprio sarà letto dal tuo relatore e basta. Neanche si accorgono di errori di battitura, figurati di uno spazio.Se poi si imputano su quello e non su altro… beh… considera che certa gente non ha di meglio da fare nella vita.
Rigore e rispetto delle regole si, ma l’eccessiva precisione e pignoleria diventa disturbo ed è totalmente inutile ai fini del lavoro finale.
Non sono affatto d’accordo.
Lo spazio tra il numero e l’unità di misura è importante. Punto e basta. Di certo non è impercettibile. Uno spazio inserito con [tt]~[/tt] e uno spazio inserito con [tt]\,[/tt] sono due cose completamente diverse, al punto che, nel filone in cui ci troviamo, il primo è sbagliato e il secondo è giusto.
Dal discorso che fai, si capisce che il contenuto di un documento è quello che conta. Certo, ma se il documento richiede di scrivere misure e unità di misura, allora misure e unità di misura sono il contenuto. E dunque sono importanti.
E poi non ho capito il discorso del default. Siccome non c’è nulla di default per scrivere le unità di misura correttamente, allora non sono importanti e si possono scrivere come si vogliono. Questo si inferisce dal tuo discorso.
Mi chiedo perché, allora, sistemi le tesi dei tuoi amici e fai domande qui sul forum (domande non sul contenuto, che è importante, ma su aspetti tipografici, proprio come quello su cui ha posto la domanda Gup), visto che non è importante. 🙂
Sempre con la massima cordialità, va da sé.
Per rispondere a Gup in una parola: «sì». Esiste il pacchetto siunitx che ti è stato già menzionato, certo. È uno strumento potentissimo, ma io lo uso solo quando so che nel mio documento devo scrivere molte unità di misura e varie, per essere sicuro non solo di averle tipograficamente coerenti, ma di poterle modificare tutte in una volta, se necessario, agendo sulle impostazioni del pacchetto.
Se devo scriverne solo qualcuna, invece, non ho dubbi: faccio a mano. Guarda le due scritture seguenti:
`\SI{5}{\metre}5\,m`
14 caratteri contro 4. Non c’è dubbio, si risparmia un sacco di tempo. (Occhio che esistono anche altre scritture, per esempio con [tt]\m[/tt].)Ciao
Tommaso
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19 Dicembre 2015 alle 7:21 #104438::
@golden_boy
non sono assolutamente d’accordo con nulla. Queste “piccolezze” sono quello che distingue un lavoro professionale da un lavoro fatto tanto per farlo.
Persino in una disciplina tecnica come la mia (ing. meccanica), la documentazione è il 50% del lavoro. Chiamalo marketing, chiamalo come vuoi ma un progetto ben fatto accompagnato da una documentazione che fa acqua non avrà mai successo.
Un documento deve trasmettere un messaggio. Un documento puntiglioso trasmette anche il messaggio che il lavoro svolto è puntiglioso. 😉
@OldClaudio
non l’ho presa come polemica e avevo capito il punto di vista. È ovvio che caricare tutti i pacchetti esistenti solo perché il computer ha abbastanza ram per farlo è una pratica deprecabile. Penso però sia inefficace non caricare nessun pacchetto perché c’è il rischio di trovare incompatibilità 🙂
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19 Dicembre 2015 alle 7:35 #104439::
Ciao.
Nel tempo mi sono abituato a scrivere le misure sempre con le macro del pacchetto siunitx anche se nel testo ce ne sono poche. Questo perché considero prioritario non solo la corretta resa tipografica ma anche esprimere semanticamente che quell’oggetto è una misura.
Tuttavia, contrariamente a questo principio, 🙂 , non inserisco i metri come \metre ma semplicemente come m.
Con l’editor che uso da non molto, TeX Studio, è molto comodo inserire macro \SI con l’autocompletamento e qualche combinazioni di tasti.Mi ha portato su questa strada il vantaggio che le macro \SI funzionano sia in modo testo che in modo matematico formattando automaticamente i numeri ed evitando il “problema della virgola in modo matematico”.
Ognuno poi è libero di fare quel che vuole dei propri documenti. Spero tuttavia che la scelta sia la qualità tipografica e la qualità dei contenuti.
R.
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19 Dicembre 2015 alle 10:10 #104440::
Non ho detto che le unità di misura sono inutili, ma con altri editor il problema non si pone, e forse non si pone neanche con il docente di riferimento.
Sicuramente è una sistemazione tipografica importante, ma il fatto che non ci sia di default, nel senso che non esiste un ambiente particolare o un comando particolare, mi fa pensare (opinione personale) che qualche millimetro in più o in meno , non cambi la vita a nessuno.Questo non vuol dire che il documento non deve essere formattato, non deve essere ben leggibile e non deve rispettare gli standard. Se si può migliorare ben venga.
Il mio discorso è riferito al fatto che molto spesso si hanno richieste strane, su piccolezze, e si trascura l’intero documento.
Altra cosa: esistono i due spazi dati da \ e dalla tilde. Non saranno il massimo, ma qualcosa fanno. Sarebbe meglio l’utilizzo (o la creazione se non c’è) di un pacchetto specifico e metterlo all’interno di un ambiente o comando. Magari esiste e non ne sono a conoscenza (e se è così mi scuso per la mia ignoranza). Credo solo che per una cosa così semplice, utilizzare metodi complessi è la scelta che si dovrebbe evitare. Si scende nel tecnicismo tralasciando l’utilità reale del documento.
Riguardo il postare le domande degli altri: se posso aiutare, aiuto volentieri (anche perché io sono registrato e i miei amici no). Lo faccio per migliorare la forma, se possibile, dopo che il contenuto è valido, ma soprattutto per capire se le richieste dei docenti non sono campate per aria. Il più delle volte, purtroppo, ci sono richieste assurde, pretestuose e che non portano benefici reali. Ogni caso è diverso, ma per dire, ho aiutato il mio amico recentemente per la tesi, tesi e slide. Per la tesi è stato tutto ottenuto in Latex, seppur con qualche leggera difficoltà. Per le slide, invece, le richieste erano talmente assurde che ha deciso di utilizzare power point (sia il mio amico che gli altri ragazzi seguiti dallo stesso relatore). Questo magari per il poco tempo a disposizione, oppure perché Latex mostra alcuni punti deboli (magari iniziali) per alcune richieste. Problematiche che, purtroppo, in pochi minuti si risolvono con editor esterni.
Non voglio andare off topic e non è un pretesto per essere pro o contro Latex, non avrebbero più senso queste discussioni, sia chiaro. Dalla tesi fatta bene, però, cosa ne è derivato? Un voto buono, ma alla fine l’ho letta più io la tesi del mio amico, che il relatore, che puntava alla forma, ad avere una formattazione in un certo modo, piuttosto che il contenuto… questo per tornare al discorso iniziale: non leggono la tesi, figuriamoci un millimetro nelle unità di misura (anche se questo non giustifica superficialità nella creazione del documento).
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