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Marta.
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CreatoreTopic
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19 Gennaio 2016 alle 6:49 #104662::
Salve, sto scrivendo la mia tesi in Latex e sono alle prime armi. Il mio problema è sulla bibliografia e sitografia.
Il mio Prof. mi ha consegnato un file già pronto ma non riesco a capire come inserirli.Nella cartella che mi ha consegnato ci sono anche due file: bibliografia.bib e sito.bib
Grazie per il vostro aiuto!!
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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19 Gennaio 2016 alle 8:51 #104663::
1) non devi inserirle; ti vengono composte automaticamente quando componi il testo seguendo la procedura riportata in ogni guida. Sicoome sei nuovo, oltre al doveroso BENVENUTO, ti suggerisco di scaricare la guida L’Arte di scrivere con LaTeX dalla sezione Documentazione di questo sito. Ovviamente devi “popolare” i due file bib con i riferimenti bibliografici e sitografici (sconsigliati, perché i siti nascono e muoiono con frequenza molto alta e finiscono con il perdere ogni utilità come riferimenti) che vuoi citare.2) … ma ci sono dei problemini nel codice che ti ha dato il tuo prof che evidentemente non è aggiornato né frequenta il forum. Al volo:
a) l’opzione italian specificata sia alla classe sia a babel rischia di produrre degli errori; l’opzione si specifica una volta sola quasi mai alla classe tranne nei casi in cui la si voglia rendere una opzione globale, utile a diversi pacchetti.
b) l’opzione latin1 oggi non si dovrebbe usare più; non è sbagliata, ma da qualche anno, da quando tutti i calcolatori usano i font OpenType e tutti dispongono di editor che gestiscono la codifica UNICODE, si preferisce usare la “transcodifica” utf8. Tu, se hai già scritto qualcosa, non cambiare niente a meno che tu non sappia come fare per cambiare la codifica ai tuoi file sorgente.
c) Non si deve mai caricare il pacchetto latexsym, meno che mai dopo aver caricato il pacchetto amssymb.
d) Non bisogna ASSOLUTAMENTE specificare l’opzione epr il driver al pacchetto graphicx, perché lui sa benissimo come caricarsi quello giusto da solo; impostando [dvips] puoi compilare solo con il vecchio LaTeX e non con pdflatex; togli subito quell’opzione, parentesi quadre comprese, perché è un errore grave.
e) graphicx carica graphics da solo; togli il riferimento a graphics e lascia solo color; per una gestione più avanzata dei colori suggerirei di sostituire color con xcolor. D’altronde qualche riga più in basso color è caricato di nuovo; è un rischio grosso caricare un pacchetto più di una volta, si rischiano delle incompatibilità. Anche graphicx è caricato più di una volta.
f) togli la chiamata a epsfig; non ti serve se lavori con una versione moderna di TeXLive (su MiKTeX non saprei dirti, ma credo che valga anche per MiKTeX). dal 2010, se non vado errato, pdfLaTeX incorpora direttamente anche i file in formato .eps quindi non c’è nessun bisogno di ricorrere a quale pacchetto necessario solo quando si compila con LaTeX.
g) perché usare PSTricks? Certo ci sono alcune (pochissime) cose che si possono fare solo con PSTricks, ma oggi il pacchetto migliore per fare disegni specifici è TikZ e per grafici bi- e tri- dimensionali è pgfplots perfettamante compatibile con pdfLaTeX. Dovendo per forza usare PSTriks, in quei rarissimi casi in cui TikZ e pgfplots non ce la fanno, esiste al possibilità di usare dei pacchetti di interfaccia che consentono l’uso diretto di PSTriks dentro a un sorgente da compilare con pdfLaTeX
h) lo scartamento (così si chiama, non interlinea) ampliato del 69% è un crimine tipografico; ma è anche frutto di scarsa auto documentazione quella di ripetere le dimensione della carta e, peggio ancora, quella di impostare i parametri della pagina ricorrendo a \textheght, \textwidth, \oddsidemargin, \hoffset, e simili. Infatti, non sapendo che cosa significhino quelle cose, ci sono delle incongruenze: la pagina A4 larga 210 mm è suddivisa in una gabbia di testo di 14cm e in due margini laterali specificati in 4 centimetri ciascuno; si noti che \oddsidemargin e \evensidemargine sono i margini sinistri delle pagine dispari e pari rispettivamente. Ma c’è un grosso errore: l’offset orizzontale di un pollice (che è quello preimpostato e che viene aggiunto automaticamente in fase di stampa o di visualizzazione su schermo) fa sì che i margini sinistri effettivi siano di 65.4mm e non di 40mm. Se l’aritmetica non è un’opinione 140mm + 65,4mm = 205,4mm per cui i margini destri effettivi restano di solo 6mm. Tipograficamente parlando è un orrore. La strada giusta per ottenere una pagina ben disegnata è quella di usare il pacchetto geometry che tiene conto da solo dei vari offset e non richiede di ricordarsi di quel pollice di differenza di cui tiene conto da solo.
i) La numerazione dele pagine è tutto un programma; si cominica con la numerazione araba e i ringraziamanti hanno la numerazione in cifre arabe. Poi prima di comporre l’indice si imposta la numerazione romana, che riporta a 1 il contatore delle pagine e riparte numerando i, ii, iii, iv,… poi si definisce la macro \thepageno (che contenga il numero arabo 1) che non si sa bene a che cosa serva perché LaTeX non ne fa uso, ma si reimposta la numerazione araba che riparte da 1; in sostanza i ringraziamenti sono in cifre arabe, l’indice in cifre romane minuscole che ripartono da i, poi il rsto della tesi in cifre arabe che ripartono da 1. Magnifica confusione dovuta al fatto che non si sa che cosa esegua il comando \pagenumbering.
j) ripetere \fancyhead per cambiare le testine, singifica non sapere che cosa facciano i comandi \chapter e \chapter*, \section e \section*. Inoltre {\bfseries{…}} contiene almeno un a coppia di graffe di troppo, come se \bfseries fosse un comando che agisce su un argomento: non \bfseries è una dichiarazione e non accetta argomenti. La scrittura giusta casomai sarebbe {\bfseries …} con le parentesi esterne che delimitano l’effetto della dichiarazione; per giunta in una testatina anche queste graffe residue sono inessenziali.
Eccetera
Scusa se mi sono permesso di criticare pesantemente il codice che hai allegato (e che ti ho inserto negli appositi tag, per evidenziarlo come codice). Ma l’ho fatto per dimostrarti che non bisogna mai prendere ed usare alla cieca qualunque codice scritto da compagni o professori, i quali, anche loro, purtroppo, sono soggetti a fare errori anche gravi come ti ho mostrato. La via maestra consiste nel leggere una buona guida (quella che ti ho segnalato è ottima) e crearsi il proprio file sorgente della tesi in modo corretto, non ridondante (meno pacchetti si caricano con la scusa del non si sa mai, potrebbero servire, può dare luogo ad incompatibilità) e ben fatto.
Non ti scoraggiare; lavora con la tua testa e vedrai che farai molto meglio; ti ci vorrà un paio d’ore a leggere alcuni (5 o 6) capitoli dell’Arte, e per fogliare il resto, tanto per sapere di che cosa parla; il resto lo leggerai con attenzione quando ne avrai bisogno, ma intanto saprai dove trovarlo.
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19 Gennaio 2016 alle 12:15 #104664
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