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Arianna.
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CreatoreTopic
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13 Ottobre 2016 alle 17:11 #108296::
Ciao a tutti! Ho cominciato a utilizzare Latex da poco e con un po’ di fortuna sono riuscita a scrivere metà della mia prima relazione; l’ho impostata in modalità articolo per questioni di praticità ma sopratutto perchè non sono a conoscenza di di impostazioni migliori. Ad ogni modo il problema che mi trovo ad affrontare riguarda il ridimensionamento di una tabella che ha una larghezza troppo grande ed esce dal margine sinistro del foglio, nonostante ci sia spazio nel margine destro, in quanto allineata con il testo. Ho utilizzato nel preambolo il pacchetto \usepackage{graphicx} che dovrebbe attivare i comandi \resizebox e \scalebox, tuttavia non riesco a ridimensionare la tabella. Non ho ancora deciso se centrarla nella pagina, con la conseguenza che non sia della stessa larghezza del testo, oppure modificare la larghezza occupata dal testo nel foglio in modo che coincidano.
Il preambolo si presenta in questo modo:`
\documentclass[pt12]{article}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{geometry}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{graphicx}
\title{\textit{\textbf{Mitsubishi 6UEC53/125H Low Speed Engine }}}
\author{\begin{tabular}{rl}
\textbf{Gruppo:} & Carelli Arianna \\ & Chiatello Davide \\& Ghirardelli Michele \\ & Lanata Vittorio
\\
\\ \textbf{Classe:} & $5^{\circ}CI$
\end{tabular}}
\date{}
\usepackage{color}
\usepackage{afterpage}
\usepackage{graphicx}
\graphicspath{Immagini/}
\begin{document}`Mentre l’ambiente della tabella l’ho compilato in questo modo:
`
\begin{tabular}{|r||c|c|c|c|c|}
\hline
&\textbf{Pressione, p[bar]}&\textbf{Volume specifico, v[$\frac{m^3}{kp}$]}&\textbf{Temperatura assoluta, T[K]}&\textbf{Temperatura, t[$^{\circ}C$]}\\ \hline \hline
P. 1&2 bar&0.44 $\frac{m^3}{kp}$&308 K&35 $^{\circ}C$\\ \hline
P. 2& 78 bar&0.03 $\frac{m^3}{kp}$&893.72 K&620.72 $^{\circ}C$\\ \hline
P. 3&108 bar&0.03 $\frac{m^3}{kp}$&1237.46 K&964.46 $^{\circ}C$\\ \hline
P. 4&108 bar&0.04 $\frac{m^3}{kp}$&1621.56 K&1348.56 $^{\circ}C$\\ \hline
P. 5& 4.23 bar&0.44 $\frac{m^3}{kp}$&700 K&427 $^{\circ}C$\\ \hline
\end{tabular}`Vi chiederei gentilmente se potreste indicarmi dove inserire il comando \graphicx e come modificare la larghezza occupata dal testo nel foglio, in quanto lascia molto spazio sia dal margine sinistro che destro.
Grazie mille in anticipo!!!!:D
P.s non so se cambia qualcosa ma come editor utilizzo Texmaker
[attachment=1773]Relazionemacchine.tex[/attachment]
[attachment=1773]Relazionemacchine.tex[/attachment]
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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13 Ottobre 2016 alle 19:05 #108297::
Benvenuta sul forum.
Non credo che sia corretto usare il comando \author in quel modo, inserendovi una tabella.
Tuttavia non leggo il comando \resizebox nel codice quindi non può funzionare.
Inoltre dovresti caricare i tre paccheti base fontenc, inputenc, babel, almeno inserisci direttamente i caratteri accentati.
R.
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14 Ottobre 2016 alle 5:50 #108298::
Ho provato a inserire il comando \resizebox ma il programma me lo segnalava come fosse un errore, in quanto lo sottolineava di rosso, quindi non capisco se lo debba scaricare come pacchetto oppure scrivere in modo diverso il codice. Per quanto riguarda la tabella nell’ambiente \author l’ho inserita per necessità, in quanto volevo ottenere un risultato estetico di questo tipo; in aggiunta ho visto una rappresentazione di questo tipo in una delle molte guide che si trovano su internet
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14 Ottobre 2016 alle 6:12 #108299::
TeXmaker sottolinea in rosso ogni stringa che non si indicata nel sui correttore ortografico. non distingue le stringhe di testo dai comandi preceduti dalla barra rovescia dalle parole di una lingua. Quindi non preoccuparti se trovi nel file sorgente linee ondulate rosse sotto i nomi dei comandi.Esegui tranquillamente la compilazione ed eventualmente segnala errori di compilazione.
Ti ho spostato il tuo “thread” nella sezione “TeX e LaTeX”, perché non mi pare un argomento da “Corsi e didattica”, dove gli argomenti già presenti ti indicano che li eri fuori tema.
Suggerimento; parli di soluzioni in rete; la rete è una parola molto vaga, ma sarebbe preferibile che quando cerchi soluzioni in rete ti rivolgessi in prims a questo sito, dove nella sezione Documentazione trovi di tutto e di più. Il fatto che il tuo preambolo non contenga inputenc (senza inputenc puoi scrivere usando solo i 96 caratteri ASCII, sufficienti per l’inglese, ma totalmente insufficienti per l’italiano) non hai specificato fontenc (senza fontenc la sillabazione funziona bene solo con l’inglese, ma non funziona assolutamente bene con qualunque lingua che usi lettere accentate) non hai specificato babel con l’opzion italian (senza questa impostazione la sillabazione delle parole senza accenti avviene con le regole dell’inglese, ma ti andrebbe bene equ-azione, des-crivere, liq-uido?); per cui avanzo la ragionevole ipotesi che tu non abbia letto nessuna guida, come per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX di Gordini e Pantieri di cui trovi il link nella sezione Documentazione.
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14 Ottobre 2016 alle 11:00 #108300::
Innanzitutto, benvenuta nel forum anche da parte mia! 🙂A quanto vedo, sei una studentessa di scuola superiore, e mi fa sempre piacere quando vedo persone che si accostano a (La)TeX prima dell’università; però, come ribadiamo in continuazione, LaTeX è un sistema complesso, per certi versi simile a un linguaggio di programmazione, e richiede almeno qualche giorno di studio preliminare delle guide di base per essere utilizzato. I tuoi problemi nascono dal fatto che hai cercato di saltare questa fase preliminare; ma, come forse stai cominciando a capire, credendo di risparmiare tempo, in effetti ne hai perso, perché, se anche ti risolvessimo noi questo particolare problema della tabella, al massimo mezza pagina più in giù ti bloccheresti di nuovo per un altro, e via così. Alla fine ti ritroveresti ad averci messo almeno una settimana per ottenere un documento magari pure di qualità mediocre, senza aver veramente imparato alcunché, mentre, se avessi dedicato quattro/cinque giorni a studiare le guide, nello stesso tempo avresti ottenuto un documento migliore, imparando come si fa e diventando così capace di sbrigare i documenti successivi in poche ore al massimo.
La guida L’arte di scrivere con LaTeX, che puoi scaricare gratuitamente da questo sito, parla in modo abbastanza ampio, al capitolo 6, della composizione di tabelle, trattando anche il caso di tabelle che contengono dati sperimentali, cioè di come si compongono, con l’aiuto del pacchetto siuntix, tabelle in cui compaiono numeri che esprimono grandezze fisiche, e come vadano indicate le unità di misura (è giusto scriverle in cima alle colonne, ma poi non vanno replicate accanto a ogni singolo dato!). Ti rimando dunque a quel testo per i numerosi errori che commetti nel comporre la tabella. Alla fine del capitolo 6 troverai anche una serie di consigli su cosa fare quando una tabella risulta troppo grande; a questi consigli aggiungo qui anche uno “sporco trucco”, con la raccomandazione di usarlo solo come estrema soluzione:
`
\begin{center}
\makebox[0pt]{\begin{tabular}{…} % sostituire ai punti gli specificatori tipo “lr…”
% contenuto della tabella
\end{tabular}}
\end{center}
`
Questo allinea incondizionatamente l’asse verticale della tabella con l’asse verticale della gabbia del testo; se la tabella è troppo grande, deborderà dalla gabbia del testo in modo simmetrico dai due lati.Questo per quanto riguarda la tabella. Adesso passiamo in rassegna una serie di altri strafalcioni che commetti… 😉 😛 😀 🙄
- Non esiste alcuna opzione [tt]pt12[/tt]; l’opzione per impostare il corpo del carattere principale si chiama [tt]12pt[/tt].
- Come ti ha già detto @OldClaudio, subito dopo la linea [tt]\documentclass…[/tt] dovresti caricare i seguenti pacchetti
`
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
`
Il pacchetto lmodern non è altrettanto importante quanto gli altri, ma lo raccomanderei ugualmente. - Carichi (in parte, pure dopo aver impartito le dichiarazioni [tt]\title[/tt] e [tt]\author[/tt], il che è un ulteriore errore) i seguenti pacchetti
`
\usepackage{tabularx}
\usepackage{geometry}
\usepackage{amssymb}
% …
\usepackage{color}
\usepackage{afterpage}
`
che però apparentemente non utilizzi: sai, di ciascuno di essi, cosa esso faccia e il motivo per cui lo carichi? A me sembrano particolarmente strani afterpage e amssymb; geometry è molto probabilmente sensato, però tu non mostri come lo utilizzi. - Il pacchetto graphicx è caricato due volte; se lo caricavi al solo scopo di usare [tt]\resizebox[/tt], lascia perdere: piuttosto, è molto meglio comporre la tabella con caratteri di dimensione più piccola, per esempio [tt]\small[/tt] o [tt]\footnotesize[/tt]. Se hai delle figure esterne da caricare, naturalmente, è un altro discorso.
- Per quanto riguarda l’uso di [tt]tabular[/tt] dentro l’argomento della dichiarazione [tt]\author[/tt]: sì, si può fare, anche se non è molto elegante. Vorrei però anche farti presente la costruzione`\author{Pippo\and Pluto\and Paperino}`(la quale, in effetti, verrà alla fine implementata dalla classe di documento per mezzo di un ambiente [tt]tabular[/tt]; ma lo fa la classe di documento!); se non ti serve mettere la data, puoi anche ricorrere a un altro “sporco trucco”: scrivere la classe al posto della data
`
\author{Pippo \and Pluto \and Paperino}
\date{Classe 5C}
`
Per adesso, può bastare così… 🙂
Ciao.
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Gustavo
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15 Ottobre 2016 alle 18:59 #108301::
Prima di tutto volevo ringraziarvi per i consigli che mi avete fornito. Ho cominciato a studiare il manuale generale che propone questo sito e devo ammettere che ho sbagliato a non farlo prima, ma come si dice, meglio tardi che mai :P!! Ho ancora diversi dubbi ma sicuramente spariranno andando avanti a leggere il manuale. L’unica cosa che posso dire a mia discolpa è che l’inutilizzo dei pacchetti iniziali trova spiegazione nel fatto che, l’editor Texmaker mi dice che non ha installato il pacchetto “italian” e di conseguenza non riesco a lanciarlo. Tuttavia il programma è impostato sulla lingua italiana, anche se non so se si estende a quanto scritto nel corpo del testo, in quanto Latex lavora bene solo in inglese senza l’utilizzo dei pacchetti. Per quanto riguarda la codifica UTF8, non l’ho inserita nel preambolo in quanto il programma era già preimpostato su di essa. Invece per la T1, non ho spiegazioni :P.
Progredendo con la guida spero di riuscire a capire come installare pacchetti non preinstallati come “italian” babel (anche se mi sembra strano che un pacchetto basilare come questo non sia stato inserito nel programma), e anche come utilizzare e inserire i pacchetti nel preambolo.
Grazie ancora per i vostri consigli, per adesso cercherò di portare a termine il primo…finire la guida!!!Ciao
Arianna
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16 Ottobre 2016 alle 7:36 #108302::
Arianna; grazie dei ringraziamenti, ma devi assolutamente correggere alcune idee sbagliate che hai dimostrato di avere scrivendo nel tuo ultimo messaggio.Texmaker e pdflatex sono due cose diverse e indipendenti; Texmaker è preconfigurato per salvare in suoi documenti con la coficica utf8? benissimo; ma pdflatex non lo sa; solo scrivendo dentro il file .tex da comporre l’istruzione [tt]\usepackage[utf8]{inputenc}[/tt] tu, Arianna, comunichi a pdflatex che il file che gli stai dando in input da leggere per comporlo è scritto con la codifica utf8.
Il concetto della codifica T1 per i font è piu complessa, perché non riguarda l’editor, ma riguarda solo pdflatex. I font sono contenuti in file distinti dal file .tex e anche i file dei font, immaginali come delle cassettiere con tanti cassettini ognuno dei quali contiene un solo segno; Queste cassettiere possono avere più o meno cassetti; a pari numero di cassetti, non necessariamente lo stesso cassetto contiene lo stesso segno; ti faccio sole tre o quattro esempi:
1) La cassettiera OT1 ha 128 cassetti: 95 contengono i segni normalmente usati, le cifre, i segni di interpunzione, le 26 lettere latine minuscole; le 26 maiuscole. Le lettere legate e gli accenti come oggetti a se stanti occupano le restanti 33 posizioni. Vediamo poi che conseguenze ci sono ad usare una cassettiera così limitata.
2) La cassettiera T1 ha 256 cassetti: nei primi 128 ha più o meno le stesse cose della cassettiera OT1, ma messe in cassetti diversi; nei successivi 128 cassetti ha tutte le lettere minuscole e maiuscole accentate, anche lettere che sono totalmente sconosciute agli italiani, non tanto ß, che bene o male viaggiando un po nel mondo germanico conosciamo, ma anche cose come ø, þ, ð, å,ę eccetera. Vedremo poi che cosa questo comporta.
3) La cassettiera LY ha 256 cassetti; è simile alla cassettiera T1, ma manca di alcuni suoi segni e ne ha altri al loro posto, tra i quali il segno dell’euro €.
4) La cassettiera UNICODE dispone virtualmente di alcuni milioni di cassetti e potrebbe contenere altrettanti segni; nessun font a i suoi cassetti tutti pieni di qualcosa; nella mia esperienza ho incontrato font UNICODE contenenti al massimo circa 5000 segni.I font UNICODE non si pososno usare con pdflatex, perché questo programma gestisce solo caratteri al massimo con 256 cassetti. Siccome 256=28 bastano 8 bit per assegnare un codice identificativo a ciascun segno; ma il fatto che gli stessi segni possano essere disposti in 256 cassetti in modi diversi, fa si che esistano diversi modi di assegnare i codici identificativi e questi modi si chiamano codifiche.
La codifica UNICODE richiede un numero di bit molto maggiore,ma non esistono diverse codifiche, perché la codifica UNICODE è standardizzata e finalmente ce n’è una sola per identificare qualunque segno latino, greco, cirillico, arab, ebraico, cinese, giapponese, thai, coreano, eccetera. la codifica UTF-8 (scritta nella forma utf8 come opzione per inputenc) è un modo diverso di gestire la codifica UNICODE, per risparmiare spazio nei file codificati UTF-8 rispetto al caso che fossero tutti codificati UNICODE.Quindi l’editor non sa quali font sarenno usati da pdflatex e gli fornisce i dati in codifica utf8; psdlatex a priori non sa quali ofnt l’utente vuole usare per comporre il suo documento; l’utente glielo comunica caricando opportuni pacchetti ma essenzialmente specificandogli la codifica dei font che vuole usare; se si dimentica di specificare o comunque deliberatamente non specifica nessuna codifica, assume per impostazione predefinita (per “default” come si dice in inglese, ma anche gergalmente in italiano) la codifica OT1.
OK; niente di male, nel senso che fino al 1994, quando usci LaTeX2e, capace di gestire font con 256 segni, in Italia si è fatto buon viso a cattivo gioco e si è usata l’unica codifica disponibile OT1, nonostante la mancanza delle lettere accentate. In Francia, dove il francese usa molti più accenti che l’italiano, la cosa era insostenibile e si inventarono una codifica adatta al francese i cui font avevano nei loro cassetti almeno le lettere minuscole già accentate; ovviamente i documenti .tex scritti dai francesi potevano essere compilati solo in Francia dove erano disponibile anche i relativi font. questo è il motivo epr il quel nel 1991 finalmente la comunità internazionale degli utenti di TeX decise di passare a font con 256 glifi e di uniformarne le codifica ad una manciatina piuttosto ridotta, ma adatta almeno a tutte le lingue europee. Il risultato stimolò la creazione di LaTeX2e che gestisce i font in maniera più versatile di quanto succedeva precedentemente.
Qual era il motivo per il quale il francese non era praticamente gestibile con i font codificati OT1? perché nel comporre i capoversi, l’apposito modulo di pdflatex deve poter allineare le righe del capoverso giustificandone i margini non semplicemente come fa word di default, allargando solo gli spazi interparola, ma eseguendo la cesura in fin di riga (lineetta di “acapo” fra due sillabe).
Questo processo implica che pdflatex deve sapere come dividere in sillabe ciascuna parola di una data lingua con le sue regole (ovviamente diverse da lingua a lingua); a sua volta questo implica che pdflatex deve saper riconoscere una parola codificata al suo interno già nel modo che serve per scriverla nel file di uscita; esempio: “qualità” composta con font T1, che contengono le lettere già accentate, ha la stessa rappresentazione “qualità” e viene correttamente diviso in sillabe “qua-li-tà” e la cesura viene eseguita in quella delle due posizioni che risulta migliore per la “bellezza” del capoverso; se invece la parola dovesse essere composta con un font codificato OT1, l’accento sulla “a” verrebbe sovrapposto con un comando apposito e la stinga que rappresenta quella parola sarebbe “qualit\accent19a”; per pdflatex una parola è formata solo da lettere dell’alfabeto precedute da uno spazio o qualche raro segno di interpunzione (parenetsi, virgolette aperte) e \accent non è una lettera ma un’istruzione e 19 non sono lettere, quindi con questa codifica si avrebbe la divisione sillabica solo di “qualit” quindi “qua-lit”; e si perde un possibile punto di cesura. Per l’italiano non sembra terribile, ma per il francese prendi per esempio “électricité”, che con font OT1 diventa al stringa “\accent18electricit\accent18e”; dunque la stringa di lettere “electricit” non è preceduta da uno spazio né da una parentesi o dalle virgolette aperte, non viene riconosciuta come parola e non viene eseguita la divisione sillabica. In francese la composizione tipografica non si può fre in questo modo orribile, quindi i francesi prima di crearsi i loro font erano costretti a sillabare a mano inserendo l’istruzione \- dove era grammaticalmente corretto nonostante gli accenti.
Ecco l’importanza della codifica T1 per i font da usare con le lingue che usano accenti.
Detto questo, ti segnalo un’altra tua omissione: non ho trovato, riguardando i tuoi messaggi, nessuna indicazione sulla distribuzione del sistema TeX che usi; il modulo per l’italiano non esiste come pacchetto ma babel se lo carica quando glielo dici con l’apposita opzione. In realtà è probabile che tu t sia installata una versione di base di MiKTeX, oppure che tu stia usando una versione di base su una macchina Linux legata al consorzio Debian, dove l’installazione di base, appunto, gestisce solo l’inglese.
Se hai MiKTeX, vai su Avvio -> Programmi -> MiKTeX -> 2.9 e nella finestra di dialigo che ti apapre dovresti poter scegliere qualcosa come MiKTeX Settings; cliccaci sopra; seleziona languages; metti un segno di spunta vicino a italian; clicca OK; seleziona Regenerate Formats. Ciò fatto non dovresti avere più problemi con l’italiano e la sua sillabazione. Sono vago perché sonoanni che non uso più Windows
Se ha la versione di base di TeXLive/Debian, installa anche gli altri frammenti dela distribuzione, uno dei quali mi sembra che si chiami TeXLiveLanguages; sono vago perché sono anni che non uso più Linux.
Poi in entrambi i casi ti fai un bel regalo se disinstalli MiKTeX, e installi al suo posto la distribuzione TeXLive completa scaricata dall’archivio CTAN come descritto ne L’Arte di scrivere con LaTeX. Se usi un Linux soggetto a Debian, ti fai un regalo se accanto a questo installi TeXLive scaricata da CTAN, come spiegato nel documento texlive-YEAR-ubuntu.pdf che trovi in rete.
Spero che tu sia arrivata a leggere fin qui e che ora tu abbia le idee più chiare su che cosa è il sistema TeX.
Buon lavoro e non ti scoraggiare se ti arrivano spiegoni da crisi di sonno come questa.:razz:
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16 Ottobre 2016 alle 19:00 #108303
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