::
La regola aurea è sempre quella del buon senso. 🙂 E cioè, scrivere come matematica ciò che è matematica e come testo ciò che è testo. Nell’esempio proposto, «Soggetto 1» è perfettamente analogo a «Capitolo 1», e dunque io non avrei dubbi di sorta: sempre [tt]Soggetto~1[/tt] e mai [tt]Soggetto~$1$[/tt].
Si può pensare che la differenza sia visibile solo se si sta usando un carattere, o meglio, una famiglia di caratteri che distingue fra numeri maiuscoli e numeri minuscoli, ma non c’è solo quest’aspetto. Il TeX è predisposto per onorare, facoltativamente, la convenzione (credo desueta, perché io non l’ho mai vista attuata in pratica) di separare le formule matematiche dal testo circostante con un piccolo ammontare di spazio, precisamente uno spazio di larghezza uguale al valore del parametro [tt]\mathsurround[/tt] (vedi, ad esempio, The TeXbook, pag. 162). Se si pensa a questo, risulta più facile individuare i contesti dove ha senso usare [tt]$123$[/tt] e dove non ha senso farlo. Cito direttamente da pag. 162 del TeXbook:
You might find it helpful to think of each [tt]$[/tt] as a symbol that has the potential of adding a little space to the printed output; then the rule about excluding sentence punctuation from formulas may be easier to remember.
Qui Knuth sta parlando della opportunità di scrivere`for $x = a$, $b$, or $c$.`anziché`for $x = a, b$, or $c$.`ma il discorso è abbastanza simile.
Ciao.
—
Gustavo