Stile per un lavoro di Fotonica

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  • #108934
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    Salve a tutti,
    sono un utente LaTeX da abbastanza anni ormai e mi sono iscritto a questo forum parecchio tempo fa anche se, credo, questo sia il primo messaggio che posto.

    Il principale motivo per cui utilizzo LaTeX è che sono un utente che apprezza molto l’estetica di un libro tipograficamente scritto in maniera consona ma, al contempo, sono anche totalmente inesperto riguardo le accoppiate fra caratteri (ovvero, quali caratteri vanno bene insieme, quali no) e quali stili e font siano più adatti a redigere un documento piuttosto che un altro.

    In questi anni ho redatto la totalità dei miei documenti con gli stili fornitimi da ClassicThesis e ArsClassica poiché me ne sono innamorato dopo aver letto la bellissima guida di Lorenzo Pantieri. Al momento sto scrivendo un documento di fotonica per i miei studenti di un corso universitario ma, per valutare altre opzioni estetiche, vorrei sapere se esistano in giro modelli come i due da me citati che mi permettano di comporre il mio testo in modo soddisfacente (e anche in modo leggermente più pratico in realtà perché gli Euler, per quanto mi piacciano molto, non sono i caratteri più adatti quando ci sono di mezzo unità di misura).

    Per completezza, allego il file .pdf del testo che sto redigendo cosicché possiate, se volete, fornirmi validi consigli per la grande quantità di errori che di sicuro sono presenti in esso. Il documento non è ancora terminato e alcune parti, da un punto di vista contenutistico, andranno di certo riviste.

    [attachment]Fotonica.pdf[/attachment]

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    • #108935
      lorenzo.pantieri
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        Il PDF non si vede.

        Per non avere gli Euler basta non caricare “eulermath” in ClassicThesis.

        Altre classi? Prova Suftesi e Tufte.

      • #108936
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        Grazie per la risposta e per aver scritto la guida “L’arte di scrivere con LaTeX” che, come già detto, ho avuto il piacere di leggere apprezzandola in modo particolare.

        Il documento non si carica perché purtroppo il file .pdf eccede la massima grandezza consentita. Forse potrei caricare il file .tex in alternativa.
        [attachment=1809]Fotonica.tex[/attachment]

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      • #108937
        OldClaudio
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          Senti, anche se sei iscritto da molto tempo al forum, ti meriti il tuo benvenuto!

          Come ti ha detto Lorenzo, elimina eulermath e la matematica ti verrà benissimo con i font matematici in stile Palatino, come il resto del testo. Anche lui ha eliminato gli eulermath dalla sua ultima revisione dell’Arte.

          In compenso ha messo a nuovo la sua guida L’arte di comporre con ClassicThesis, mi pare che sia intitolato; lo puoi scaricare dal lnk che compare nel filone di discussione che si trova nella sezione TeX e LaTeX del forum. Non è lungo e ti conviene leggerlo, perché ho l’impressioni che tu ricarichi pacchetti già caricati.

          Parlando di matematica, tanto per cominciare, da un lato mi congratulo del fatto che usi le equazioni di Maxwell come vanno scritte; d’altra parte ti suggerirei di usare per le equazioni di Maxwell l’ambiente subequations, di culi leggi la funzione e l’uso nella documentazione di amsmath (terminale; comando texdoc amsmath; esegui; leggi).

          C’è però un’altra cosa che mi lascia perplesso; l’allineamento delle equazioni a sinistra; ClassicThesis fa in modo che non siano troppo a sinistra; tuttavia io le lascerei centrate; se devono essere incolonnate, quando scrivi sistemi o cose del genere, ci pensano gli appositi ambienti di amsmath.

          Lorenzo ti ha suggerito di provare anche altre classi o pacchetti; il pacchetto LayAureo dimensiona la gabbia e i 4 margini in modo da tenere in conto le proporzioni auree; leggine la documentazione con il comando texdoc layaureo.

          La classe suftesi è anche molto elegante; personalmente la uso poco, ma la preferisco decisamente al risultato che si può ottenere con ClassicThesis+ArsClassica.
          Lo uso poco perché le classi me le scrivo da solo; tuttavia suftesi per me è una fonte di ispirazione. ne apprezzo in modo particolare l’aspetto classico dei vari layouto che si possono ottenere facilmente con la miriade di opzioni della forma chiave-valore con cui si può configurare quasi tutto; quasi perché l’autore dice espressamente: “Se non ti piacciono i [numerosi] layout di questa classe, scegli un’altra classe”. (La quadra è mia). Leggi comunque la documentazione con texdoc suftesi

          Un’altra classe configurabile in ogni dettaglio e che virtualmente non necessita di nessun altro pacchetto è la classe memoir; ha un solo difetto: la sua documentazione, che leggi con texdoc memoir è molto lunga; ma è anche ben strutturata, per cui virtualmente ogni capitolo può essere letto prescindendo dagli altri; tutto è documentato; ci sono numerosissimi esempi; puoi configurare ogni possibile infimo dettaglio; puoi emulare con comandi compatibili con il resto della classe le funzionalità di una trentina di pacchetti. Se scegli i font Palatino con il pacchetto mathpazo hai anche font coerenti, matematica compresa. Anche con memoir puoi rispettare alla lettera la larghezza della gabbia in modo da soddisfare la regola di Brinhurst per la leggibilità (come d’altra parte fa anche ClassicThesis). Se non specifichi nessuna opzione e non usi nesusn comando di configurazione ottieni lo stesso risultato che otterresti con la classe book; ma le opzioni e i comandi sono tali e tanti che puoi ottenere praticamente qualsiasi cosa. A ragion veduta si possono ottenere cose molto ben fatte anche se noi tutti siamo dei dilettanti; in quanto dilettanti potremmo anche non operare a ragion veduta, per cui potremmo anche creare dei veri orrori. È per questo che dobbiamo farci una culutra, ce non consiste solo nel prendere una buona classe e ad usarla; è il minimo che dobbiamo fare, ma possiamo fare anche di più.

          Insomma, la decisione è tua, purché leggi la documentazione; io ti suggerirei anche texdoc memdesign che sostanzialmente ti dà i principi del design della pagina e te la racconta con una visione storica. Benché non sia un trattato di Arte Tipografica, ne rappresenta una buona introduzione.

        • #108938
          lorenzo.pantieri
          Partecipante
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            Ci ho dato un’occhiata. Mi sembra un gran bel lavoro. Ti do qualche consiglio al volo.

            1. Nell’elenco delle figure usa didascalie brevi, di una riga al massimo, meglio se in semplice testo.

            2. Se in una figura metti due cose, usa subfig. Ma la didascalia dev’essere unica. Quindi, nell’elenco delle figure, non

            Figura 15 (a) Interferometro di Mach-Zender. (b) Interferometro di Fabry-Perot”

            ma

            Figura 15 Interferometri

            Poi nelle sottodidascalie li specifichi. Ancora, anziché

            Figura 8 Curve di dispersione per una guida planare (a) simmetrica e (b) asimettrica con $n_g=3{,}38$, $n_1=3{,}17$, $n_2= 1$ e $\alphs =6{,}58$.

            scrivi nella didascalia complessiva

            Curve di dispersione per una guida planare

            e nelle sottodidascalie vai nel dettaglio.

            3. I titoli delle sezioni vanno sempre su una sola riga. Ci sei riuscito sempre, tranne in due occasioni:

            2.3 Metodi analitici per guide tridimensionali
            4.1 Meccanismi d’interazione radiazione-materia

            Prova a riformulare.

            2.3 Metodi per guide tridimensionali
            4.1 Interazione radiazione-materia

            oppure, per il primo:

            2.3 Guide tridimensionali

            o anche
            `\section{Metodi analitici per guide \mbox{tridimensionali}}
            `

            4. Puoi allargare ancora un po’ la gabbia. Prova con
            `\areaset[current]{370pt}{784pt}`
            Così, oltre a risolvere i problemini del punto precedente, hai più spazio per le formule, che a volte sono un po’ troppo vicine ai numeri.

            5. Valuta se numerare tutte le formule (e non solo alcune).

            6. Via la punteggiatura dalle formule in display!

            7. Via il punto finale dalle didascalie brevi. Quindi non

            Figura 33: Assorbimento.

            ma

            Figura 33: Assorbimento

            8. Le formule in Euler e allineate a sinistra sono bellissime! Io le lascerei così.

            9. Il capitolo 4 ha una sola una section. Non ha senso, per me!

            10. Prova a dare
            `\setcounter{tocdepth}{1}`
            e vedi se ti piace l’indice.

            11. Ho appena aggiornato ArsClassica (appena l’aggiornamento viene pubblicato su CTAN vi avverto). Nell’attesa, prova a scrivere, dopo aver caricato ArsClassica:
            `\areaset[current]{370pt}{784pt}

            % subsections
            \titleformat{\subsection}
            {\normalfont\sffamily\bfseries}{\textsc{\MakeTextLowercase%
            {\thesubsection}}}{1em}{\normalsize}
            % subsubsections
            \titleformat{\subsubsection}
            {\normalfont\sffamily\bfseries\itshape}{\textsc%
            {\MakeTextLowercase{\thesubsubsection}}}%
            {1em}{\normalsize\itshape}
            % paragraphs
            \titleformat{\paragraph}[runin]
            {\normalfont\normalsize\sffamily\bfseries}{\textsc%
            {\MakeTextLowercase{\theparagraph}}}%
            {0pt}{\spacedlowsmallcaps} `

            Se vuoi, mandami il PDF a lorenzo.pantieri@gmail.com. Sono curioso di vedere il documento finale!

            P.S.

            OldClaudio” post=109118Lorenzo ti ha suggerito di provare anche altre classi o pacchetti […].

            In realtà, rispondevo all’opener che mi chiedeva altre classi. Il mio suggerimento, però, anche visto l’ottimo risultato, è di continuare senz’altro con ArsClassica, eventualmente eliminando l’opzione “eulermath” di ClassicThesis.

          • #108939
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            @OldClaudio

            OldClaudio” post=109118perché ho l’impressioni che tu ricarichi pacchetti già caricati.

            Intanto grazie mille per la risposta esaustiva e per il benvenuto. La tua impressione è vera, ma solo in parte. Ovvero, alcuni pacchetti con le relative impostazioni, nello specifico quelle riguardanti ClassicThesis, ArsClassica e la documentclass, sono stati effettivamente caricati copiando e incollando i codici. Per quanto riguarda gli altri pacchetti, ti assicuro che la quasi totalità di essi sono stati caricati con cognizione di causa e solo perché mi servivano effettivamente.

            Per quanto riguarda tutte le proposte che mi hai fatto, farò di certo delle prove, sperando soprattutto di avere tempo e voglia di leggermi tutte quelle documentazioni 🙂

            Infine, per le equazioni allineate a sinistra, devo dire che a me piacciono molto. Ho provato ad utilizzare l’ambiente subequations ma, proprio a causa di questo allineamento delle equazioni, ho problemi con l’ambiente in questione perché, non so come mai, me le allinea a destra. Quindi, essendo io una bestia, ho deciso semplicemente di evitare l’utilizzo dell’ambiente piuttosto che ingegnarmi a trovare una soluzione.


            @lorenzo
            .pantieri

            mi ha dato tanti e preziosi consigli, cercherò di analizzarli punto per punto perché su alcuni ho delle perplessità:

            1. Giustissimo, anche a me non piace molto il risultato dell’elenco delle figure. Ma come posso modificare le didascalie della listoffigures che prende in automatico quelle dell’ambiente figure?

            2. Ok, leggerò l’ambiente subfig e proverò ad utilizzarlo per le figure multiple.

            3. Molto strano: nel mio documento .pdf ogni sezione ha un titolo che va su di una sola riga, non so perché a te appaiono su due righe.

            4. Vedi sotto.

            5. Ecco, questo è sempre stato un mio grande dubbio: quando numerare e quando no un’equazione? Nel documento, ho pensato di numerare quelle più importanti e, ovviamente, quelle con i riferimenti incrociati ma, se mi consigli di numerarle tutte, provvederò in tal senso.

            6. Questo punto mi lascia abbastanza perplesso: non hai scritto tu stesso nella guida “L’arte di scrivere con LaTeX” che su questo argomento di discussione sono nati due filoni di pensiero? Ovvero, alcuni pensano che le formule non facciano parte del flusso di testo e quindi la punteggiatura non ci vada, altri ritengono invece che aiuti l’occhio del lettore e quindi vada inserita. Entrambe valide, basta seguire la scelta in tutto il documento. Oppure ho capito male io?

            7. Ok. Invece nelle didascalie lunghe, quelle con dentro inserita della punteggiatura, il punto finale deve rimanere?

            8. Sì, anche io le apprezzo molto esteticamente.

            9. No, semplicemente non è ancora finito. Anche in questo momento sto continuando a scrivere il documento e già c’è un altro capitolo 🙂

            10. Sinceramente preferisco l’indice che tenga conto anche delle subsection.

            11. Va bene, inserirò il codice copiandolo e incollandolo ignorantemente, fiducioso nelle tue qualità da esteta di LaTeX. Grazie mille per tutto. Se vuoi, ti invierò senz’altro il documento non appena sarà stato terminato.

          • #108940
            lorenzo.pantieri
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              Aboeufs” post=1091221. Giustissimo, anche a me non piace molto il risultato dell’elenco delle figure. Ma come posso modificare le didascalie della listoffigures che prende in automatico quelle dell’ambiente figure?

              `\caption[Didascalia breve, di solo testo, va nell'indice]{Didascalia lunga finché vuoi, con formule, tipo $\alpha+\beta=0$}`

              Aboeufs” post=1091222. Ok, leggerò l’ambiente subfig e proverò ad utilizzarlo per le figure multiple.

              In una paginetta dell’Arte è spiegato tutto quello che ti serve.

              Aboeufs” post=1091225. Ecco, questo è sempre stato un mio grande dubbio: quando numerare e quando no un’equazione? Nel documento, ho pensato di numerare quelle più importanti e, ovviamente, quelle con i riferimenti incrociati ma, se mi consigli di numerarle tutte, provvederò in tal senso.

              La numerazione può essere utile comunque. Per esempio, un tuo lettore potrebbe volere chiarimenti sul perché dalla “settima formula a pagina 123” e dalla “quinta formula a pagina 127” ne segua la “terza formula a pag. 130”. Scomodo, vero? Con un numero si fa molto prima.

              Aboeufs” post=1091226. Questo punto mi lascia abbastanza perplesso: non hai scritto tu stesso nella guida “L’arte di scrivere con LaTeX” che su questo argomento di discussione sono nati due filoni di pensiero? Ovvero, alcuni pensano che le formule non facciano parte del flusso di testo e quindi la punteggiatura non ci vada, altri ritengono invece che aiuti l’occhio del lettore e quindi vada inserita. Entrambe valide, basta seguire la scelta in tutto il documento. Oppure ho capito male io?

              Hai capito bene. Ma se la togli, capisci che ne puoi benissimo fare a meno: il discorso scorre bene lo stesso, e le formule sono più chiare. Tutti quei punti e virgole finali sono un’inutile pedanteria. Prova.

              Aboeufs” post=1091227. Ok. Invece nelle didascalie lunghe, quelle con dentro inserita della punteggiatura, il punto finale deve rimanere?

              Per “didascalia lunga” intendo una dida costituita da due o più frasi, separate dal punto fermo. Quindi
              `\caption{Questa è una bellissima didascalia, data a mo' d'esempio, che mostra (si spera!) il concetto}`
              ma
              `\caption{Eccone un'altra. Spero che si capisca. Tutto qui.}`

              Aboeufs” post=10912210. Sinceramente preferisco l’indice che tenga conto anche delle subsection.

              Per me un’indice meno dettagliato è più chiaro: il lettore capisce meglio che cosa vuoi dire.

              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX2012.pdf

              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

              C’è paragone? 😉

              A volte, less is more: nell’ultima revisione dell’Arte mi sono attenuto a questo principio.

              Aboeufs” post=10912211. Va bene, inserirò il codice copiandolo e incollandolo ignorantemente, fiducioso nelle tue qualità da esteta di LaTeX. Grazie mille per tutto. Se vuoi, ti invierò senz’altro il documento non appena sarà stato terminato.

              Quel codice, semplicemente, allarga la gabbia (la prima riga). Il resto mette in neretto i titoli delle sezioni fini (subsection, subsubsection, paragraph).

              Ok, aspetto il tuo PDF. Se hai messo delle belle immagini, sarà uno spettacolo: lo metto nella mia cartella “opere d’arte”. 😉

            • #108941
              lorenzo.pantieri
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                P.S. Attenzione alle unità di misura! nel paragrafo 4.1.4 scrivi che
                `Le sezioni d'urto hanno la dimensione del $m^2$.`
                È un errore che ripeti altre volte nel lavoro.

                Correggi: quella “m” va in tondo e non in corsivo matematico! Magari usa i comandi di sinuintx. Ti consiglio di controllarle tutte una a una: deseleziona l’opzione “eulermath”, così con i Palatino le differenze ti saltano più all’occhio. Poi, alla fine, rimetti “eulermath”.

                Altro errore. Cambia
                `$\alpha_{acc}$, $E_{out} e $\theta_{max}$`
                con
                `$\alpha_\textup{acc}$, $E_\textup{out}$ e $\theta_{\max}$`
                Cerca \textup nell’Arte: in un lavoro di fisica è essenziale scrivere correttamente pedici (e unità di misura).

                Ah, prova a vedere com’è la resa con
                `\renewcommand{\vec}{\bm}`
                Forse in neretto i vettori risaltano meglio.

              • #108942
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                Ok. In pratica avrò da fare un lavoro di revisione immane! Ora inizio.

                Ad ogni modo, per quanto riguarda il neretto per indicare i vettori, credo che lascerò il simbolo \vec poiché non mi piace il fatto che i simboli e le convenzioni matematiche adottati nello stampato siano diversi da quelli che gli studenti scrivono sui loro appunti o che vengono scritti alla lavagna (il neretto non è riproducibile nella scrittura a mano, la “freccetta” sì).

              • #108943
                lorenzo.pantieri
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                  Aboeufs” post=109129Ok. In pratica avrò da fare un lavoro di revisione immane!

                  Per nulla. Basterà qualche ora. Fidati.

                  Il più sarà controllare le unità di misura e i pedici in tondo: è un lavoro che va fatto. Impensabile scrivere in un lavoro di qualità cose come
                  `$V_{efficace}$ $15~km$`
                  e non
                  `$V_\textup{efficace}$ $15$\,km`
                  Meglio ancora è usare sinunitx per la seconda.

                  Aboeufs” post=109129Ad ogni modo, per quanto riguarda il neretto per indicare i vettori, credo che lascerò il simbolo \vec poiché non mi piace il fatto che i simboli e le convenzioni matematiche adottati nello stampato siano diversi da quelli che gli studenti scrivono sui loro appunti o che vengono scritti alla lavagna (il neretto non è riproducibile nella scrittura a mano, la “freccetta” sì.

                  Certo, il neretto non è riproducibile a mano, ma in un libro stampato è molto più chiaro. Non penso sia un dramma per uno studente universitario scrivere un vettore usando la freccia e leggerlo in neretto su un testo! Fossi in te, proverei l’effetto.

                  Aspetto il lavoro finito, se hai della buone immagini verrà uno spettacolo!

                  Buon lavoro.

                • #108944
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                  Sto provvedendo ad apportare tutte le modifiche che mi hai consigliato.
                  Nello specifico, ho già terminato la modifica di tutte le immagini, eliminando il punto fermo finale nelle didascalie che contengano un’unica frase e aggiungendo una didascalia più breve fra parentesi quadre laddove necessario affinché nell’elenco delle figure ogni figura abbia una didascalia contenuta in un solo rigo.
                  Inoltre, ho modificato l’indice eliminando le subsection da esso, aggiunto i codici che mi hai scritto prima, sto numerando ogni equazione (sto anche utilizzando l’ambiente subequations per alcune di esse, come suggerito da OldClaudio) e sto eliminando tutta la punteggiatura da quelle in display come da te suggeritomi.
                  Per quanto rigurda le unità di misura, per fortuna il 99% di tutte le unità di misura le ho scritte tramite il pacchetto siunitx, quindi non sarà un problema modificare quei pochi errori di distrazione.

                  Mi rimane un unico dubbio, che riguarda proprio i pedici delle variabili: mentre mi è chiaro che dovrò sostituire ad ogni $ V_{ efficace } $ o simili un $ V_\textup {efficace} $ e simili, non ho ben capito se lo stesso vale per ogni $ n_g $, $ n_1 $ e simili.

                  P. S. ora provo a vedere cosa succede con i vettori in neretto.

                  P. P. S. ho provato a modificare tutti i vettori in neretto ma il risultato è orribile perché vengono scritti in Palatino invece che in Euler (io mi sono limitato a caricare il pacchetto “bm” e ad inserire la stringa che tu mi hai scritto)

                • #108945
                  lorenzo.pantieri
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                    Aboeufs” post=109135Mi rimane un unico dubbio, che riguarda proprio i pedici delle variabili: mentre mi è chiaro che dovrò sostituire ad ogni $ V_{ efficace } $ o simili un $ V_\textup {efficace} $ e simili, non ho ben capito se lo stesso vale per ogni $ n_g $, $ n_1 $ e simili.

                    Usa $V_i$ se stai parlando dell’i-esima tensione. Usa $V_\textup{i}$ se stai parlando della tensione in ingresso. Cerca \textup nell’Arte e leggi la spiegazione.

                    Aboeufs” post=109135P. P. S. ho provato a modificare tutti i vettori in neretto ma il risultato è orribile perché vengono scritti in Palatino invece che in Euler (io mi sono limitato a caricare il pacchetto “bm” e ad inserire la stringa che tu mi hai scritto)

                    Non caricare il pacchetto bm e usa il comando \boldsymbol.

                  • #108946
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                    [attachment]Fotonica.tex[/attachment]
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                    Eccomi di nuovo qua, scusandomi per il ritardo.

                    Ho apportato al documento tutte le modifiche che mi avete consigliato e ho aggiunti altri capitoli, sempre seguendo le vostre linee guida. Ora il documento consta di 6 capitoli completi e manca solamente l’ultimo capitolo (poi provvederò ad inviarlo a Lorenzo Pantieri, come promesso).

                    Intanto, avrei un ultimo problema da risolvere: sono in grande difficoltà nella creazione del frontespizio. Ho letto la documentazione in italiano dell’omonimo pacchetto ma non mi aiuta a realizzare ciò che avevo in mente. Non vorrei fare nulla di troppo complicato in realtà: una pagina iniziale di un colore diverso dal bianco, un’immagine centrata e un titolo di un colore diverso dal nero. Non riesco però a trovare informazioni su come poter procedere.

                    Nello specifico, per quanto riguarda l’immagine vorrei utilizzare l’immagine di copertina dell’album ” The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd (essendo un lavoro di fotonica il prisma colpito dalla luce mi sembrava appropriato e quel prisma in particolare è molto evocativo) per il colore di sfondo stavo pensando di uniformarlo a quello dell’immagine così da perdere il distacco fra immagine e sfondo e mettere in risalto solo il prisma stesso. Per quanto riguarda il colore del titolo stavo pensando ad un semplice bianco, casomai utilizzando anche un carattere diverso se pensate sia necessario. Cosa ne pensate?
                    Grazie in anticipo

                  • #108947
                    lorenzo.pantieri
                    Partecipante
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                      Prova con questo:
                      `\begin{titlepage}
                      \pagecolor{red!10!white}
                      \sffamily
                      \changetext{}{}{}{((\paperwidth – \textwidth) / 2) – \oddsidemargin – \hoffset – 1in}{} % centra orizzontalmente il frontespizio
                      \pdfbookmark{Frontespizio}{Frontespizio}
                      \begin{center}
                      {\LARGE

                      \hfill

                      \vfill

                      {\spacedlowsmallcaps{Nome dell'autore}} \\ \bigskip\bigskip

                      {\Huge\color{blue}\fontsize{37.5}{25}\selectfont\Fotonica}

                      }

                      \vfill

                      \includegraphics[width=6cm]{TFZSuperEllisse} \\ \bigskip

                      Sottotitolo \\ \bigskip

                      \vfill

                      \end{center}
                      \end{titlepage}
                      \afterpage{\pagecolor{white}}
                      `
                      Servono i pacchetto chngpage, calc, xcolor e afterpage.

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