- Questo topic ha 8 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 7 mesi fa da
OldClaudio.
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CreatoreTopic
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22 Gennaio 2017 alle 7:55 #109100::
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXpedia.pdf[EDIT]
L’articolo è stato accorpato a LaTeXpedia.
[/EDIT]L’ho completamente riscritto, dietro l’input di Claudio, che non so più come ringraziare.
Ho accolto quasi tutti i suoi suggerimenti. Quelli che non ho accolto (uno o due) è perché non li ho capiti! 😉 In un articolo come questo non farei menzione a Lua(La)TeX.
Spero che:
1. mi aiuterete a risolvere il problema con le marche prosodiche;
2. leggerete il lavoro aiutandomi a perfezionarlo (è un lavoro praticamente nuovo, con gli inevitabili errori).Quando sarà pronto, aggiorno LaTeXpedia.
Grazie anticipate.
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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22 Gennaio 2017 alle 8:20 #109101
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22 Gennaio 2017 alle 8:50 #109102::
Oggi il mio Mac mi sembra stregato.
`\documentclass{scrbook}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[greek]{babel}
\languageattribute{greek}{polutoniko}
\newcommand{\greco}{\foreignlanguage{greek}}
\begin{document}
\greco{\grtoday}
\end{document}`
produce un errore:
`/Oggi.tex:7: Undefined control sequence.
\grtoday l.7 \greco{\grtoday}`
Se scrivo \Grtoday, invece, va tutto bene.Aiuto.
P.S. Ecco, mi sono appena accorto che se carico anche “teubner” \grtoday viene accettato senza problemi…
P.P.S. Anche spulciando la doc di babel non trovo \grtoday, ma solo \Grtoday: ho il sospetto che \grtoday sia definito da teubner!
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22 Gennaio 2017 alle 9:32 #109103
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22 Gennaio 2017 alle 9:47 #109104
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22 Gennaio 2017 alle 13:20 #109105::
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXpedia.pdf[EDIT]
L’articolo è stato accorpato a LaTeXpedia.
[/EDIT]Carissimi, ho appena aggiornato l’articolo, sulla base delle ultime indicazioni di Claudio.
Ho lasciato in sospeso il discorso su LuaLaTeX, che Claudio consiglia al posto di XeLaTeX. Non ne so abbastanza per poterne parlare, ma mi riprometto di studiarci su. 😉
A presto,
Lorenzo
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22 Gennaio 2017 alle 16:16 #109106::
Te lo dico da utente, non da guru come potrebbe fare Enrico.
Il suo codice interno è scritto quasi tutto in L3, quindi per me indecifrabile. Molte parti di LuaTeX, il vero motore che interpreta il linguaggio LaTeX, contiene molte parti scritte in Lua, quasi altrettanto indecifrabile per me.Tuttavia ci sarà ben un motivo epr il quale l’aggiornamento di Xelatex è sostanzialmente terminato, mentre Lua ha un grosso team che ci lavora sopra, incluso il nostro Luigi Scarso.
Ma se tu da iscritto a GuiT, scaricassi gli articoli di ArsTeXnica, troveresti che già ora molti articoli riguardano Lua.
Io stolavornado sulla sillabazione del latino liturgico, insieme ad un gruppo di altre persone straniere. ci scambiamo file; ma il grosso è creare i file di pattern e collaudarli su elenchi di parole lunghissimi; io mi occupo dei pattern, loso si occupano dei collaudi e dell’arricchimento dell parle critiche. Posso fare i collaudi in “no time” con lualatex, che è in grado di caricarsi i pattern in tempo reale, e non richiede di incorporarli nel formato. In questo modo ho risparmiato ore di lavoro.OK, questa non è un’attività per il tuo lettore tipo.
Avrai forse notato che recentemente appaiono sul forum domande a proposito della creazione di file PDF per le tesi che soddisfino le norme PDF/A (ISO19005:2005, ISO1905:2011, ISO1905:2012, eccetera) con pdfLaTeX bisogna ricorrere a trucchi per ottenere il risultato, con XeLaTeX si deve evitare di creare un file PDF compresso; con LuaLaTeX non ci sono problemi. E siccome molti tuoi lettori possono essere studenti di quelle università che chiedono la tesi in formato elettronico archiviabile secondo le norme, è bene che sappiano che con pdfLaTeX devono escogitare dei trucchi se scrivono in matematica (i trucchi, per la verità sono già implementati nella classe TOPtesi, ma ad certi studenti magari, vengono imposti formati o stili diversi). Forse varrebe la pena che studiassi anche tu questo problema dell’archiviabilità, almeno quanto basta per mettere un altro capitolo nella parte delle Specialità — naturalmente sempre pensando al tuo lettore tipo. Leggiti l’apposito capitolo nella Guida GuIT; ti renderai conto della delicatezza del problema e dell’imbarazzo in cui si trovano i laureandi senza avere indicazioni di sorta, che ovviamente le segreterie delle università non sono in grado di dare (la solita burocrazia che pretende dal cittadino, ma non gli dice come fare).
In più: XeLaTeX non produce direttamente il file PDF, ma i sul formato nativo è una specie è una specie di DVI esteso in modo da poter gestire caratteri unicode; per questo motivo bisogna riconfigurare il motore di trasformazione dvipdfm, precisamente, xdvipdfmx, in modo che non comprima i file; risultato filePDF che hanno ingombri in byte circa 10 volte superirore a quelli che si avrebbero con la solita compressione di default.
Poi sappiamo tutti che non gestisce microtype come si deve.
Un utente “normale” può far compilare un file predisposto per XeLaTeX senza cambiare una virgola dandolo in pasto a LuaLaTeX; quello che può notare è che la velocità di complazione è leggermente inferire a quella di XeLaTeX; con un piccolo file la noti, perché invece di compilare in, diciamo tre secondi, compila in 8 secondi; ma con un file grande compe potrebbe essere quello di LaTeXpedia, il tempo di compilazione passerebbe da, diciamo 15 secondi a 18 secondi, quindi in pratica non te ne accorgi.
Certo, poi, se vuoi usare Lua, devi studiarlo, ma se devi solo comporre un testo di filologia romanza, non devi fare assolutamente nulla di speciale.
Ovviamente le impostazioni iniziali per i font e per le lingue sono diverse da quelle di pdfLaTeX, come hai descritto nell’articolo sul latino e il greco, ma c’è solo quello di diverso e solo rispetto a pdfLaTeX; se hai testato quel codice con un file di prova e lo compilavi con XeLaTeX, prova a compilarlo con LuaLaTeX (e con TeXShop sai che la cosa è particolarmente semplice) e vedrai che la composizione va alla fine e il risultato è quasi identico — quasi perché LuaLaTeX con microtype usa anche l’espansino,mentre XeLaTeX non lo fa.; ma le differenze le devi andare a cercare con molta pazienza e cn la lente di ingrandimento.
Il vero problema che non dipende né dal programma di compilazione, né dalla piattaforma è la tastiera quando devi scrivere direttamente in greco o in crillico, o in ebraico, o in giapponese. Io ce la faccio usando col Mac la tastiera virtuale, ma non è comodo finché (almeno con il greco) non hai imparato a memoria le sequenze di tasti da usare. Ma questo non dipende né da pdfLaTeX, né da XeLaTeX, né da LuaLaTeX.
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22 Gennaio 2017 alle 19:03 #109107
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22 Gennaio 2017 alle 21:23 #109108::
No, Giulio Cesare non l’avrebbe scritta così, ma in latino moderno si può scrivere con in numeri arabi, e magari anche con i numeri romani, contando dalla data convenzionale della nascita di cristo, come quando usiamo le abbreviazioni aC, dC, AD, BC e simili.
Giulio Cesare ha solo il merito di avere reso legale la durata dell’anno di 365,25 giorni, che era la durata individuata dagli egizi (evidentemente la sua frequentazione con Cleopatra non aveva solo dato luogo alla nascita di Cesarione, ma aveva anche insegnato a Cesare cose che a Roma erano del tutto ignorate).
Gli ebrei per i quali vigeva un calendario luni-solare, avevano inventato un marchingegno complicatissimo per sincronizzare le lunazioni con le annualità e se non vado errato avevano stabilito la durata dell’anno tropico con la precisione di un terzo di secondo gia nel primo o nel secondo secolo dC.
La cristianità ha dovuto aspettare il XVI secolo per accorgersi che il calendario giuliano aveva accumulato 11 giorni di ritardo e inventarono il calendario gregoriano, ma alla Santa Sede, dove la li io sarei già contento sengua latina è ufficiale, scrivono le date gregoriane, non giuliane, e nemmeno ab urbe condita.
Ne abbiamo già parlato, e il tuo lavoro non è caduto nel dimenticatoio, ma eravamo alla ricerca, entrambi, di una data certa, non una data convenzionale, per la fondazione di Roma; il 21 aprile 753 aC è una delle date, ma non è l’unica che gira fra gli storici; io sarei già contento se si riuscisse ad usare una data convenzionale, lasciando all’utente la possibilità all’utente di stabilirne una diversa.
Grazie della tua precisazione e di quello che hai fatto per l’algoritmo della data ab urbe condita.
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