- Questo topic ha 14 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 7 mesi fa da
Mariachiara.
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CreatoreTopic
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2 Febbraio 2017 alle 19:19 #109268::
Salve,
premetto che uso da circa una settimana latex, quindi non sono esperta, ma mi ritrovo a scontrarmi sempre con lo stesso problema, ossia le seguenti segnalazioni di errori:
Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 23–31
There is no line here to endHo girato a lungo nel forum alla ricerca di soluzioni a questi problemi, scoprendo che è tutto legato agli a capo, in particolare quando questi son doppi. Ho provato ad applicare al codice le soluzioni che trovavo (ad esempio utilizzare \new line al posto di \\) solo che mi hanno risolto il problema solo fino a quando non aggiungevo altri pezzi di codice, e al nuovo “a capo” il problema mi si ripresenta (in particolare la prima segnalazione di errore).
A questo punto vorrei chiedere, esistono altri modi per lasciare una riga bianca tra un pezzo di testo e un altro oltre al doppio a capo? Stavo pensando a usare l’opzione \paragraph{} o \subparagraph{}, ma usando latex per “sistemare” appunti universitari, spesso mi ritrovo a scrivere definizioni di poche righe (a volte anche solo una), quindi pezzi di testo non definibili come paragrafi, che preferisco separare tra loro da una linea bianca per facilitare dopo lo studio, dite che è la soluzione migliore o esisto altre ancora?Grazie a tutti
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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2 Febbraio 2017 alle 21:06 #109269::
Prova a dare un’occhiata a questa mia risposta di circa sei mesi fa. Ti suggerirei di leggerti anche tutto il filone di discussione.Ciao.
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Gustavo
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2 Febbraio 2017 alle 22:11 #109270::
Mariotti” post=109440Salve,
premetto che uso da circa una settimana latex, quindi non sono esperta, ma mi ritrovo a scontrarmi sempre con lo stesso problema, ossia le seguenti segnalazioni di errori:
Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 23–31
There is no line here to endHo girato a lungo nel forum alla ricerca di soluzioni a questi problemi, scoprendo che è tutto legato agli a capo, in particolare quando questi son doppi. Ho provato ad applicare al codice le soluzioni che trovavo (ad esempio utilizzare \new line al posto di \\) solo che mi hanno risolto il problema solo fino a quando non aggiungevo altri pezzi di codice, e al nuovo “a capo” il problema mi si ripresenta (in particolare la prima segnalazione di errore).
A questo punto vorrei chiedere, esistono altri modi per lasciare una riga bianca tra un pezzo di testo e un altro oltre al doppio a capo? Stavo pensando a usare l’opzione \paragraph{} o \subparagraph{}, ma usando latex per “sistemare” appunti universitari, spesso mi ritrovo a scrivere definizioni di poche righe (a volte anche solo una), quindi pezzi di testo non definibili come paragrafi, che preferisco separare tra loro da una linea bianca per facilitare dopo lo studio, dite che è la soluzione migliore o esisto altre ancora?Grazie a tutti
@Mariotti,
il tuo errore è tipico dei neofiti, quindi non ti scoraggiare.Non devi quasi mai usare il comando \\ per andare a capo e in particolare non devi mai usarlo dopo un punto e a capo, ma devi solo lasciare una riga vuota.
Quanto ti ho detto è scritto in qualunque guida; suppongo e spero che tu abbia scaricato o LaTeX per l’impazionete, oppure L’Arte di scrivere con LaTeX, oppure LaTeXpedia, tutti liberamante scaricabili dalla sezione DOcumentazione di questo forum.
Lavorare con LaTeX, che non è un word processor (come MS Word, oppure Libre/OpenOffice Writer, oppure Mac OS X Pages), ma è un programma di composizione tipografica; quello che tu scrivi con l’editor (per semplicità suppongo che tu usi TeXworks oppure TeXstudio, ma continuo a chiamarlo l’editor; L’editor non è LaTeX; l’editor ti serve solo per comunicare con LaTeX) è un misto di testo da comporre intercalato con istruzioni per la composizione; quaindi quello che scrivi con l’editor è una specie di programma, che l’editor spedisce a LaTeX, che interpreta le istruzioni e compone il testo seguendo quelle istruzioni, il risultato è un file PDF con il testo composto tipograficamente.
È ovvio che per lavorare con LaTeX non basta chiedere ad un amico, bisogna armarsi di pazienza e leggere un manuale; Quelli che ti ho indicato sopra sono tutti validi e vanno in ordine dal livello più semplice a quello più completo.
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3 Febbraio 2017 alle 9:50 #109271::
Grazie a tutti per i consigli,
Credo di aver risolto tutto con \smallskip. @letterecdp, Purtroppo avevo letto un’altra discussione più vecchia su quel problema e non quella specifica; @OldClaudio, purtroppo la linea bianca e basta non mi permette di fare ciò che mi serve, anche se non è tipograficamente corretto, senò avrei evitato il disturbo a entrabi.
Grazie ancora da una piccola principiante.
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3 Febbraio 2017 alle 11:26 #109272::
Mariotti” post=109448Grazie a tutti per i consigli,
Credo di aver risolto tutto con \smallskip. @letterecdp, Purtroppo avevo letto un’altra discussione più vecchia su quel problema e non quella specifica; @OldClaudio, purtroppo la linea bianca e basta non mi permette di fare ciò che mi serve, anche se non è tipograficamente corretto, senò avrei evitato il disturbo a entrabi.
Grazie ancora da una piccola principiante.Ciao,
puoi per cortesia postare qui il codice che ti dà problemi?
Inseriscilo tra i tag ‘code’ (quando sei in modifica del post, cerca in alto il pulsante con la paginetta bianca e le <>, e segui l’esempio).
Dovresti postare solamente la porzione d’interesse così potremo capire meglio.
R.
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3 Febbraio 2017 alle 12:03 #109273::
@robitex Il fatto è che non è un pezzo specifico del codice a dare problema, ad esempio, a riga 22 non viene segnalato errore e tutto compila correttamente , poi a riga 56 aggiungo una frase e di punto in bianco mi segnala errore sia a riga 22 che a riga 56 (considerando che le due righe non sono tra loro collegate da rimandi a formule, citazioni o robe del genere) e magari a dare il problema è il fatto che scrivo:
` … codice.\newline`
al posto di
` … codice. \newline`
ossia un spazio mi stravolge tutto.
Probabilmente sono io che non ho capito correttamente come utilizzare gli a capo o le spaziature, essendo novellina, e visto che mi serve qualcosa di funzionale allo studio, le regole tipografiche per ora non mi interessano, ho letto infatti che parecchi sconsigliano l’uso di troppi pezzi separati da linee bianche, ma al momento è quello che mi serve. XD
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3 Febbraio 2017 alle 12:34 #109274::
Cara Mariotti hai fatto bene ad accennarie a \smallskip.Questo mi porta a supporre che tu voglia mettere un piccolo spazio fra un capoverso e l’altro e che una semplice riga bianca nel file sorgente ti cominici un nuovo capoverso, ma non ti spazi i capoversi.
Ammesso che questa supposizione sia corretta, vediamo di chiarire le cose: in tipografia (non con i word processor che non sono impaginatori tipografici, ma sono semplicemente delle macchine da scrivere “intelligenti”) non si usano contemporaneamente il rientro della prima riga ci ciascun capoverso e lo spazio inter-capoverso.
Infatti nelle liste come itemize, enumerate e description dove non c’è il rientro della prima riga, viene usato lo spazio inter capoverso. Nel testo dove c’è il rientor della prima riga di ogni capoverso, non si usa lo spazio inter capoverso.Le due cose sono tipograficamente incompatibili.
Certe volte, in un testo non strutturato (non diviso in paragrafi, sottoparagrafi, eccetera [non confondere paragrafo con paragraph; sono falsi amici; l’italiano paragrafo corrisponde all’inglese section, e l’inglese paragraph corrisponde all’italiano capoverso]), potrebbe essere necessario inserire uno stacco fra un argomento trattato in diversi capoversi consecutivi da un altro argomento trattato in un certo numero di capoversi consecutivi; in un testo strutturato lo stacco sarebbe costituito dal titolo del paragrafo; in un testo non strutturato un’intera linea bianca fra in due argomenti potrebbe essere troppo, am un asterismo centrato potrebbe essere quello che più si addice alla situazione che ho descritto.
\smallskip inserisce uno spazio di un quarto di scartamento (avanzamento di riga, \baselineskip) e lo si vede appena; scrivendo a 10pt o a 12pt un quarto di riga vuol dire da tre a 3,5pt cioè circa un millimetro. Un asterismo può arrivare ad occupare più spazio senza lasciarlo del tutto vuoto.
Asterismo: decorazione formata da tre asterischi disposti in linea ma adeguatamente spaziati, o da tre asterischi disposti a triangolo equilatero. Può essere sostituito da una decorazione o da altri ornamenti; non sono molti i font che dispongano di file con ornamenti; ma se usi il pacchetto fourier potresti usarne di diversi tipi.
Concludendo: nel testo non lasciare spazio fra i capoversi; in un testo non strutturato puoi separare un argomento da un altro con un asterismo o con un altro tipo di ornamento.
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3 Febbraio 2017 alle 14:12 #109275::
[attachment=1824]FISICA.zip[/attachment]Mamo, mi sto perdendo, a ‘sto punto allego il pezzo di file in pdf che per ora ho scritto e riformulo la domanda:
volendo avere come effetto visivo questo qui (senza rientranze e con linee separatorie tra un pezzo e un altro), in quanto è per me il più congeniale allo studio, come faccio a ottenerlo senza eccedere con i \newline?
In questo caso ho usato \medskip per dividere una definizione dall’altra col codice nella seguente forma:
` … testo. \medskip \newline
testo 2`
in quanto è l’unica combinazione che per ora mi da l’effetto visivo desiderato e nel contempo mi riduce drasticamente i segnali di errore. Per quanto mi metta a guardare nei manuali, non riesco a determinare quale sia la forma di scrittura più adatta per ciò.Grazie a tutti per la pazienza
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3 Febbraio 2017 alle 15:13 #109276::
Cara Mariotti, capisco che tu voglia usare LaTeX perché scrivi i tuoi appunti usando anche molte formule, ma sarebbe meglio che tu fossi consistente ed usassi le cose di LaTeX per quello a cui servvono.Veniamo però alla tua domanda.
Subito dopo [tt]\begin{document[/tt] inserisci`\parskip=6pt % aggiusta a tuo piacimento
\parindent=0pt`Po togli tutti i [tt]\newline[/tt] e [tt]\medskip[/tt].Ed ora veniamo al file che hai allegato. Puoi scrivere quello che ti pare come ti pare, ma ci sono dei mezzi più corretti per farlo. In particolare non prendere l’abitudine di scrivere come ti pare, perché prendi delle brutte abitudini. Leggiti invece un buona guida fra quelle che ti sono state indicate (per tua comodità ti segnalo la guida iniziale, proprio l’ABC di LaTeX, LaTeX per l’impaziente da scaricare da link che si trova nella sezione Documentazione di questo forum; dopo che l’avrai studiato, anche saltando da un capitolo all’altro, puoi passare alla guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano — è la guida per l’uso di LaTeX scritta dal creatore di LaTeX in inglese e che è stata tradotta in italiano, con molti commenti che l’autore ritiene utili per l’uso odierno, non per quello del 1994, data della nascita di LaTeX2e, quello che stai usando).
Prendiamo l’inizio del paragrafo 1.1: questo paragrafo contiene sostanzialmente una lista di tipo description:`\begin{descritption}
\item[GRANDEZZA} Un ente fisico per il quale sia definibile un procedimento operativo (una metodologia) che consenta, in modo univoco, di effettuare operazioni di uguaglianza, confronto e somma con grandezze fisiche che sono dette della stessa specie (\emph{omogenee}).
\item[…] …
\end{description}`Dopo indichi le grandezze fondamentali; devi usare un’altra description e in particolare non devi assolutamente sottolineare il corsivo; è una pessima abitudine; nota inoltre che l’ambiente description ti mette il nome in neretto, quindi è già evidenziato abbastanza senza bisogno di ulteriori marcature di enfasi.`\begin{description}
\item[Lunghezza] …
…
\item[Corrente elettrica] Si misura in ampere, simbolo A. Una corrente elettrica di 1 A che percorre due fili paralleli distanti fra di loro un metro esercita la forza di $2\cdot10^{-7}$~N/m.
…
\end{description}`Evita el abbreviazioni più che puoi anche negli incisi parentetici; le abbreviazioni sono una brutta abitudine, sono ammesse negli incisi parentetici, ma è meglio non usarle. Evita di usare le maiuscole per nomi comuni ed aggettivi; sta iscriveno in italiano, non in inglese. Ovviamente anche queste parole hanno la maiuscola quando iniziano una frase, ma nell’esempio che ti ho scritto sopra “elettrica” non si trova in posizione iniziale, quindo la maiuscola non si deve usare. Non è facoltativo usarla, è un errore usarla.Nel paragrafo 1.2 parli di vettori e distingui i vettori dai versori; è un erroere; anche i versori sono dei vettori solo che indicano solo la direzione e il verso, ma la loro lunghezza è unitaria. quindi usa la freccia anche per loro, non usare il circonflesso matematico; inoltre usa i simboli giusti: scrivi $\vec{\imath}$ e $\vec{jmath}$ per usar ele lettere i e j senza puntino.
Come al solito non sottolineare mai ma usa il corsivo o il neretto, non entrambi.
Stai attenta al fatto che ad ogni parentesi aperta deve corrispondere la corrispondente parentesi chiusa; nella formula del prodotto scale di due vettori hai dimenticato una tonda chiusa. E che fine ha fatto il termine $a_z b_z$ nella formala del coseno di fi?
Vabbe’, queste ultime osservazioni non riguardano LaTeX, ma visto che sono errori che ti sono sfuggiti, mi pareva utile segnalarteli. Non prenderla come una critica a quel che hai scritto; tutti facciamo errori; io ringrazio sempre coloro che me li segnalano.
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3 Febbraio 2017 alle 16:06 #109277::
Cara Mariotti, capisco che tu voglia usare LaTeX perché scrivi i tuoi appunti usando anche molte formule, ma sarebbe meglio che tu fossi consistente ed usassi le cose di LaTeX per quello a cui servvono.
Di fatto è come dire che o seguo i formalismi (anche se non funzionali a quello che serve) o tanto vale non usare latex. Allora se non fosse per la facilità con cui si possono scrivere le formule, di fatto se il programma non si può adeguare alle necessità di chi lo usa, che senso ha usarlo?
Scusa, ma davvero, da come ne parli passi questo messaggio.
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4 Febbraio 2017 alle 7:31 #109278::
Mariotti” post=109461
Cara Mariotti, capisco che tu voglia usare LaTeX perché scrivi i tuoi appunti usando anche molte formule, ma sarebbe meglio che tu fossi consistente ed usassi le cose di LaTeX per quello a cui servvono.
Di fatto è come dire che o seguo i formalismi (anche se non funzionali a quello che serve) o tanto vale non usare latex. Allora se non fosse per la facilità con cui si possono scrivere le formule, di fatto se il programma non si può adeguare alle necessità di chi lo usa, che senso ha usarlo?
Scusa, ma davvero, da come ne parli passi questo messaggio.Non credo che io abbia passato un messaggio del tipo di quello che credi di avere ricevuto; almeno non nella forma totalizzante che descrivi.
Usare LaTeX per comporre cose violando le norme tipografiche che hanno una tradizione di 5 secoli, anche se sono in continua evoluzione, è fattibilissimo; lo si può fare; e l’hai fatto.
Ma che senso ha mettere a mano \newline quando esiste l’ambiente description che fa quello che tu fai a mano? Ecco, in questo senso dico che se usi LaTeX, usalo come si deve; se poi vuoi usare font ridicoli (come comics sans (per fortuna non lo fai, anche se è possibile farlo; tuttavia…), o vuoi indicare i vettori unitari con un circonflesso sopra il puntino della i e della j, o se evidenzi in corsivo sottolineato (perché non addirittura in maiuscoletto nero inclinato e sottolineato? sarebbe ancora più in evidenza) lo puoi fare (con i font giusti, perché i Computer Modern nelle loro molte varietà rendono l’operazione molto difficile), sei padronissima di farlo.A proposito della qualità dello stampato, io uso LaTeX da almeno 30 anni, ma quando scrivo una lettera all’amministrazione del mio ateneo, uso Word o Writer o Pages, a seconda della macchina che ho sottomano. Ci sarà un motivo, no? D’altra parte, quando scrivo all’amministrazione per esporre una lista di spese sostenute per un viaggio di servizio, uso LaTeX per comporre le tabelle delle spese come si deve; ci sarà un motivo, no? Il concetto che cerco di seguire è quello di usare lo strumento giusto per lo scopo preciso che mi propongo.
Esattamente come fai tu.
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4 Febbraio 2017 alle 16:20 #109279::
Mariotti” post=109461
Cara Mariotti, capisco che tu voglia usare LaTeX perché scrivi i tuoi appunti usando anche molte formule, ma sarebbe meglio che tu fossi consistente ed usassi le cose di LaTeX per quello a cui servvono.
Di fatto è come dire che o seguo i formalismi (anche se non funzionali a quello che serve) o tanto vale non usare latex. Allora se non fosse per la facilità con cui si possono scrivere le formule, di fatto se il programma non si può adeguare alle necessità di chi lo usa, che senso ha usarlo?
Scusa, ma davvero, da come ne parli passi questo messaggio.Ciao Mariotti,
innanzitutto sappi che non sei sola a faticare nell’apprendimento di questo programma. Tutti noi neofiti siamo in difficoltà perché veniamo dall’uso di altri software, che potremmo definire di utilizzo più immediato (almeno in apparenza). In un certo senso hai ragione: LaTeX è un programma di tipocomposizione, pertanto è stato progettato non (come vorresti tu) per “adeguarsi alle necessità di chi lo usa”: il suo scopo è creare documenti tipograficamente corretti ed è un po’ restio a fare cose che vanno contro questo obiettivo. Lo si può forzare, ma il risultato in genere non è mai molto buono, ovviamente. Spesso si ribella e lancia messaggi di avvertimento, minaccia… è un tipetto con un bel caratterino. 🙂
In effetti usarlo ‘solo perché ci puoi scrivere le formule matematiche’ potrebbe non essere un motivo sufficiente per affrontare lo studio di questo software.
Perché, come ti è stato detto, è necessario studiare almeno una guida di base per avere un punto di partenza (anche io ti consiglio l’Arte di Lorenzo Pantieri). Se non sei disposta a studiarci un po’ su, probabilmente LaTeX non fa per te. Dovrai trovare altri programmi, ammesso che anche quelli non ti procurino qualche mal di testa, perché ormai le funzionalità dei software di un certo livello sono quasi sempre numerose e non puoi pensare di apprenderli ‘per intuizione’: anche per conoscere bene le funzionalità di un foglio elettronico, senza una buona guida non vai lontano.Un buon compromesso potrebbe essere Lyx, che tutti in questo forum ti sconsiglieranno, ma che potrebbe essere adatto all’utilizzo ‘rapido’ che ti aspetti.
Lyx è un’interfaccia grafica per LaTeX che semplifica alcune cose come la creazione delle tabelle, la scelta delle immagini e la creazione delle formule matematiche. A me è servito per avvicinarmi alla tipocomposizione in un momento in cui avevo scarse o nulle conoscenze di LaTeX, pochissimo tempo a disposizione per l’apprendimento e necessità di produrre al più presto un libro con un risultato perlomeno ‘accettabile’ (anche se molti qui non lo considererebbero tale). In quel momento Lyx mi ha aiutato molto e potrebbe tornare utile anche a te. Ma ricorda che dietro Lyx c’è sempre LaTeX, per cui il ‘caratterino’ di cui dicevo sopra è sempre pronto ad emergere. Nemmeno Lyx è WYSIWYG e nemmeno vuole esserlo! E’ solo un facilitatore, ma è buono e secondo me sta migliorando col passare del tempo. Detto questo, io sto seguendo il consiglio degli esperti del Guit e sto passando a LaTeX, perché voglio avere maggior controllo e maggiore consapevolezza dello strumento che utilizzo.Ora, ritengo molto probabile che tu possa ottenere un risultato ottimale nella scrittura matematica semplicemente seguendo i consigli che alcuni qui si sono già dimostrati disponibili a darti. Se posti un esempio minimale del ‘sorgente tipo’ che usi per produrre i tuoi appunti, tutti possono provare a compilarlo e vedrai che qualcuno ti proporrà una modifica che farà risplendere le tue equazioni. 🙂 Magari scoprirai che anziché inserire una riga bianca, ci sono altre impostazioni che possono modificare l’interlinea e comunque migliorare la leggibilità dei tuoi scritti. Una volta ottenuto il modello base, potrai continuare a usare quello senza altre modifiche, almeno finché non vorrai introdurre nuove migliorie.
Sei sola nel deserto dei Navajos, non conosci il territorio e hai poca acqua. Rischi di lasciare le tue ossa a imbiancare al sole. Hai incontrato una brava guida indiana capace di portarti fuori di lì. Coraggio! è un bravo indiano, non vuole il tuo scalpo. Perché non provi a fidarti di lui e seguirlo sulle strade che conosce da sempre?
Saluti,
Marco
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6 Febbraio 2017 alle 18:33 #109280::
Ella! Scomodiamo addiritura gli indiani d’america!!Comunque @marco_stara, il problema non è leggere i manuali, pian piano lo sto facendo, solo che studiando e lavorando, tendo magari a selezionare la lettura in base a quello che mi serve, man mano che ci lavoro; alcuni comandi (come description ad esempio), non li ho considerati in quanto non li ritenevo legati in qualche modo a quello che stavo facendo, infatti avevo considerato il tutto come un unico testo che, magari, doveva essere strutturato (non a caso nella domanda iniziale chiedevo suggerimenti su ciò) e non come una una lista.
Ringrazio tantissimo @OldClaudio per aver suggerito l’ambiente description, le segnalazioni di errore non compaiono più, oltre al fatto che così ho meno comanti da scrivere.
La mala interpretazione della tua risposta è stata data dal fatto che ti sei molto concentrato sul “tipograficamente corretto” in tutte le tue risposte; capisco che, per chi lo usa per lavoro (quindi attento alle regole tipografiche come lo sei te), lo stile con cui scrivo su latex può risultare obrobrioso, ma è legato al motivo per cui ho iniziato a utilizzare questo programma (passo gli appunti ad amici che lavorano a tempo pieno e non riescono a frequentare, visto che ho una pessima grafia, ho pensato che riscrivere il tutto al computer potesse aiutare me nel ripetere le varie lezioni e permettesse loro di avere qualcosa di leggibile).
La domanda che avevo fatto era data dal semplice motivo che ero rimasta perplessa dal fatto che un programma così noto anche nel mondo studentesco, che si occupa di editing di testi, non avesse un minimo di fressibilità dalle regole tipografiche, che, anche in un testo che le segue, in qualche spezzone, magari, per varie necessità devono essere sviate.In ultimo svelo un arcano che ha scioccato @OldClaudio (ironicamente parlando): la differenza tra vettori e versori è stata fatta direttamente dal mio professore a lezione (nelle esercitazioni scrive i versori coi circonflessi sopra), motivo per cui quella distinzione compare anche nei miei appunti.
Grazie a tutti per i consigli e la pazienza
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6 Febbraio 2017 alle 20:29 #109281::
Mariotti” post=109498Ella! Scomodiamo addiritura gli indiani d’america!!
Dai non ti offendere! Un tono scherzoso non indica necessariamente una presa in giro o una mancanza di rispetto.
Il mio era solo uno invito a fidarti di più dei consigli che altri stavano dando…in effetti mi eri sembrata poco propensa.
Ma ritiro ufficialmente la frase sugli Indiani, è poco seria!La mala interpretazione della tua risposta..
Quale mala interpretazione? Da parte di chi? Io posso aver male interpretato la mia risposta?
…è stata data dal fatto che ti sei molto concentrato sul “tipograficamente corretto” …
Guarda che non sono io quello orientato alla buona tipografia, è LaTeX. Ma ognuno è libero di usarlo come vuole.
…lo stile con cui scrivo su latex può risultare obbrobrioso…
Ti assicuro che sbagli di grosso se pensi io trovi ridicolo il tuo stile, mi preoccupo solo del mio e quando qualcuno più competente mi fa notare un errore che posso correggere, non solo non mi offendo ma lo ringrazio di cuore. E capita spesso.
Ringrazio tantissimo @OldClaudio …
Bene. Mi fa molto piacere, davvero! … in effetti questo non lo avevo capito dal tuo intervento precedente… forse è lì che ho male interpretato, mi spiace.
Saluti
Marco
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7 Febbraio 2017 alle 5:09 #109282::
Anche il mioElla! Scomodiamo addiritura gli indiani d’america
era ironico. 😉
La parte sulla mala interpretazione della risposta era riferita a @OldClaudio, riguardo al mio intervento precedente (che appunto non era per dar contro, ma per avere chiarimenti riguardo al dubbio che mi era sorto leggendo la sua risposta)
Scusa se non son stata chiara
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