- Questo topic ha 7 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 7 mesi fa da
robitex.
-
CreatoreTopic
-
9 Febbraio 2017 alle 19:35 #109356::
Buongiorno a tutti quanti.Chiedo umilissimamente un vostro aiuto perchè mi sento impotente quanto un leone vegano.
Utilizzo LaTeX da circa dieci anni e da sempre utilizzo TeXnicCenter come editor.
Da sempre e dico sempre scrivo nel preambolo:
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
Non ho mai avuto problemi e fino a un anno fa le lettere accentate erano corrette.
Da qualche giorno, sempre sullo stesso PC (Win7), ho fatto girare il LaTeX e le lettere accentate come ad esempio la “à” mi viene fuori come una “A” maiuscola con il singolo tondo sopra (chissà perchè?). Il peggio è con la “ò” che mi causa degli errori. Mi dice che c’è un “missing $” in quanto la lettera viene segnata come una “A” al quadrato.
Mi sono perso qualcosa? Le lettere speciali ora hanno una codifica diversa? Come mai non mi funziona questo?
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
9 Febbraio 2017 alle 20:44 #109357
-
9 Febbraio 2017 alle 21:30 #109358::
@Claudio ha ragione, te lo conforma @OldClaudio…:grin:Per caso hai aggiornato TeXnicCenter? È possibile che modernizzandosi abbia deciso di usare la codifica utf8.
Ora, come vecchio utente di LaTeX e vecchio frequentatore del forum potresti avere notato che sono almeno 6 o 7 anni che diciamo a tutti di usare sempre e soltanto la codifica utf8.
In ogni caso diciamo anche di usare sempre le righe magiche; gli editor TeXShop (solo per mac), e i multipiattaforma TeXworks e TeXstudio, sono in grado di gestire el righe magiche; forse ci sono in gire anche altri editor che lo fanno; non sono in grado di dirti se l’ultima versione di TeXniCenter si in grado di farlo, perché non dispongo di una macchina Windows nemmeno virtuale.
Se non sai cosa siano le righe (o commenti) magiche scaricati dalla sezione Documentazione di questo forum la guida tematica sulle codifiche; SI spiega anche come fare a cambiare codifica ad un file già registrato sul disco, oltre a spiegare che cosa sono queste diavolerie di codifiche.
-
10 Febbraio 2017 alle 7:24 #109359::
Ciao,
confermo che gli editor più moderni usano la codifica utf8 di default.
Io uso due editor specializzati per TeX, TeX works e TeX Studio, e l’editor non specializzato Atom.Atom è lento ma ha funzioni da vendere e può essere adatto per lavorare su progetti di documento complessi, con molti file .tex;
Per i documenti complessi di solito uso Atom per editare e uno degli altri due editor TeX works o TeX Studio per la compilazione e la rifinitura della bozza.Recentemente, tutta la mia produzione di documenti è passata da pdflatex a lualatex. La nuova e potente generazione di motori di composizione, LuaTeX e LuajitTeX, prevedono che il sorgente debba essere codificato in utf8.
La codifica utf8 è una della famiglia Unicode. Ti permette di lavorare ovunque sui sorgenti.
Quindi ti consiglio di passare a utf8 + LuaLaTeX.Esistono modi automatici di convertire la codifica del file. Il più semplice è usare TeX Works.
Per la conversione a LuaLaTeX ti consiglio di leggere l’articolo di Claudio Beccari su PDF/A apparso su Ars 22. Contiene utili riferimenti per lavorare con i font OpenType.Oggi tutti dovrebbero, salvo casi di provata necessità, lavorare con utf8 + Lua(jit)TeX.
Un saluto.
R.
-
10 Febbraio 2017 alle 10:52 #109360::
robitex” post=109553
[…] LuajitTeX […]Pensavo a un errore di stampa. Ho controllato per scrupolo, e invece è tutto vero.
Le varianti di LaTeX diventano sempre più numerose, spuntano su come funghi in un bosco dopo un’abboondantissima pioggia: saranno anche più potenti, non dico di no (ma a chi serve davvero questo saurplus di potenza?. Di sicuro, i nomi diventano semppre più numerosi, cervellotici e cacofonici (“TeX” è un nome stupendo, già “LaTeX” lo è meno). Una babele che proprio non mi piace.
-
11 Febbraio 2017 alle 6:54 #109361::
Io ringrazio tutti quanti enormemente.Mi sono letto la guida alla codifica. Ho capito varie cose anche se la maggior parte non le ho capito tanto bene.
Credo si tratti di una questione di codifica. Ho aperto il TeXstudio posizionandolo su latin1, che in realtà sarebbe ISO 8825-1 (e allora perchè chiamarlo latin1?), ho aperto i file della mia disfatta e li ho salvati a parte. Riaprendo i nuovi file con TeXnicCenter tutto girava alla grande. Infatti avevo provato sempre con TeXnicCenter a compilare vecchi file e tutto girava liscio. Il problema credo sia nato tra il 2013/2014 quando evidentemente il TeXnicCenter ha cambiato codifica ma la stessa credo non si possa cambiare con quel editor. Ma il problema è che TeXnicCenter lo trovo molto semplice e intuitivo per le cose che io faccio (sono un ingegnere, non un informatico o un matematico, quindi quello che funziona bene deve rimanere perpetuo) faccio fatica ad abituarmi agli sgargianti colori del TeXstudio. Comunque c’erano un paio di altri problemi quando facevo compilare con utf8, credo andassero bene le vocali accentate ma male il \textdegree o il semplice °
In merito ai nuovi LuaLaTeX, LiamLaTex,
LaTeX (e sicuramente arriverà un genio che si inventerà l’iLateX solo perchè la i davanti a dappertutto fa figo), credo sarebbe l’ora di uniformare un po’ le cose per semplificare la vita agli utonti come me. E a questo punto sarebbe da chiedersi alcune cose che esulano dal mondo dei semplici editori di testo. Cioè, perchè per leggere un pdf servono 250 mega di memoria quando una volta avanzavano 25, perchè le pubblicità dei siti rendono lenta una connessione ADSL, perchè quel maledetto flashplayer deve aggiornarsi due volte al giorno, perchè per vedere i video servono sempre nuovi codec con il risultato di aumentare le dimensioni dei file rendendo obsoleti i vecchi codec/player, ecc. Ma credo questa non sia la sede giusta di tali discussioni.
-
11 Febbraio 2017 alle 8:20 #109362::
Caro @chatruc, la confusione dei vari programmi nasce dal fatto di non saper distinguere, per le cattive abitudini che abbiamo preso nell’esprimerci, il mark-up Latex dal programma che lo interpreta, che sia latex.exe, elatex.exe, pdflatex.exe, xelatex.exe, lualatex.exe, eccetera (.exe l’ho aggiunto solo per mettere in evidenza che sto parlando degli eseguibili; in realtà quell’estensione si trova solo su Windows, perché nei sistemi UNIX-like gli eseguibili non hanno estensione, ma un certo bit impostato a 1).
Ora tutti questi eseguibili hanno preinstallato lo stesso mark-up LaTeX. In teoria qualsiasi file che sia compilabile con latex.exe potrebbe essere compilato tale e quale con gli altri programmi.
In pratica non succede, e in particolare non succede l’opposto, cioè che un sorgente compilabile, per esempio, con il comune pdflatex.exe, sia compilabile anche con latex.exe; figuriamoci un sorgente compilabile con lualatex o luajitlatex…:shock:Il fatto è che i “vecchi” programmi di compilazione, quelli tradizionali, come latex.exe, sono stati sorpassati da programmi che fanno molto di più; essendo più potenti, sono anche, talvolta, più difficili da usare. Ora @robitex è un ingegnere come te e come me; lui ha avuto il coraggio di mettersi a studiare con attenzione le ulteriori funzionalità di lualatex e luajitlatex e riesce a gestire il suo lavoro professionale in modo eccellente grazie a quelle funzionalità. La sua affermazione che tutti dovrebbero usare lualatex, lasciando perdere ogni altro compilatore è un po’ forte, ma non è lontano dal vero; è possibile che fra 10 anni gli altri compilatori verranno lasciati nelle distribuzioni per compatibilità con il passato, ma è certo che anche oggi il benemerito tex.exe di Knuth non è più usato, se non da Knuth stesso, perché oggi tutti i programmi di composizione sono gestiti o dall’interprete pdftex o da suoi discendenti più potenti come xetex o luatex o luajittex.
Personalmente la vedo brutta anche per xetex e xelatex, che non fa nulla di più di luatex e lualatex, anzi fa molto di meno. pdftex e pdflatex sopravvivono per la loro semplicità e velocità, grazie anche al fatto che ogni guida ne parla sempre, ma il fatto che questo interprete e questo programma non siano in grado di gestire i caratteri unicode se non con acrobazie fuori della portate degli utenti comuni (font virtuali) ne assicura un sopravvivenza maggiore di quella che ha avuto tex.exe, ma non durerà a lungo.Ne sono convinto: fra dieci anni continueremo a parlare di LaTeX, ma intenderemo lualatex.
Come sai io uso “LaTeX” da più di 30 anni; sono passato attraverso tutti i cambiamenti che il sistema ha subito in questo lungo lasso di tempo; ancora qualche anno fa mi chiedevo a chi potesse essere utile usare la codifica UNICODE, quando la ISO-8859-1 andava benissimo; oggi non ho dubbi sul fatto che bisognerebbe sempre usare la codifica UNICODE attraverso la sua transcodifica UTF-8; naturalmente servendosi dei font OpenType codificati in quel modo e quindi usando solo xelatex o lualatex; siccome xelatex ha delle limitazioni non trascurabili rispetto a lualatex, già oggi dovremmo tutti usare lualatex, anche se non ci serviamo di tutte le molte funzionalità ulteriori rispetto a quelle di pdflatex, per esempio il linguaggio di scripting Lua.
-
11 Febbraio 2017 alle 9:16 #109363::
Ciao.
La proliferazione dei nomi non è fine a se stessa ma è positiva, molto positiva. Nuovi programmi implementazione di nuove idee sono la linfa vitale del sistema TeX, ed è sempre stato così (ricordate il formato dvi e il programma latex?), non diversamente da altri contesti software. Se non ci si evolve si muore perché è legge di natura.Ribadisco oltre a quello che ha detto Claudio nel suo intervento che LuaTeX e LuajitTeX sono motori tipografici mentre i formati come LaTeX e ConTeXt sono delle collezioni di macro che introducono un linguaggio che l’utente può efficacemente usare per comporre i suoi documenti.
Un saluto.
R.
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.