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Questo è un forum frequentato da gente un po’ particolare, sì… Comunque, @OldClaudio esagera: frazioni e, più in generale, operazioni in cui gli operandi sono brevi brani di testo s’incontrano anche nei libri stampati, e non parlo solo dei testi scolastici o delle istruzioni del modello Unico per la dichiarazione dei redditi.
😉 Lo so benissimo che frazioni col testo si usano spesso e volentieri, ma non necessariamente le istruzioni del modello UNICO sono da prendere a modello e la cosa è tollerabilissima in testi informali. Se ho fatto quei commenti, è perché non mi sembrava che @calcioscacchi stesse scrivendo un testo in burocratese o un testo informale; tuttavia gli indicato la soluzione, che mi sembra gli sia stata utile. 🙂
Quando faccio quei commenti mi riferisco alle norme ISO, vincolanti per “physics and technology”, anche perché sono riprese dalle norme UNI, che in Italia hanno valore di legge; vincolanti, insomma, nella matematica delle grandezze misurabili; quelle norme non sono vincolanti per i matematici e per chi scrive di matematica pura. Purtroppo molti fisici e molti ingegneri ignorano totalmente quelle norme o, se sanno che esistono, non gliene importa niente. Esempio: a laureandi in ingegneria civile che scrivevano correttamente le quote dei disegni progettuali come m, m2, m3, si sono visti correggere le loro tesi con ml, mq e mc, con la spiegazione che in cantiere i muratori e i capimastri non capirebbero quelle scritture con gli esponenti — come se una tesi di ingegneria civile dovesse finire in cantiere per essere interpretata da muratori e capimastri, i quali non capiranno mai la notazione corretta, quella con gli esponenti, se non gliela si mostra nemmeno. Non parliamo poi della maggior parte dei maestri elementari che continuano a violare ogni norma relativa alle grandezze misurate. Debbo dire che nemmeno alcuni docenti delle secondarie inferiori e superiori sembrano essere al corrente del fatto che l’ortografia matematica delle grandezze è soggetta a norme internazionali e nazionali.
Probabilmente non è il caso di @calcioscacchi; ma gli informatici (ingegneri e scienziati) è si comportano abitualmente così, visto che non sono abituati alle variabili matematiche, ma alle loro stringhe che chiamano variabili; non hai idea degli improperi che ho ricevuto da alcuni informatici dopo la pubblicazione su TUGboat di un mio articolo che descriveva le norme ISO per la scrittura della matematica dei fisici e degli ingegneri.
Invece Barbara Beeton, matematica e socia dell’American Mathematical Socienty, direttora (secondo la Crusca sembra che “direttrice” sia una parola not politically correct…) responsabile di TUGboat e, a quel tempo, anche capo redattore di TUGboat, in entrambi i ruoli persona molto intelligente, colta e capace, ha apprezzato moltissimo l’esposizione di quelle norme e ne ha fatto una specie di regola redazionale per quella nostra rivista.