[OT] La disciplina sul diritto d’autore: questa sconosciuta [/OT]

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  • #111150
    lorenzo.pantieri
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      Ciao a tutti, chiedo scusa per l’OT, innanzitutto.

      OT mica tanto poi: LaTeX serve per scrivere, ed è bene sapere che cosa sia possa scrivere legalmente, rispettando il diritto d’autore. Comincio con alcune domande.

      1. Posso riportare integralmente, in una dispensa rivolta ai miei studenti di scuola secondaria, una poesia di un autore morto da meno di settant’anni?

      2. Mi interessa riprodurre un’immagine che ho trovato su Wikipedia. Posso farlo? Come devo citare correttamente la fonte?

      3. Scatto personalmente una foto alla Tour Eiffel di Parigi e la metto su una dispensa. Tutto lecito?

      4. Sapete citarmi alcuni siti che mettano a disposizione immagini “royalty free”?

      Grazie in anticipo.

      P.S. Ritengo che l’argomento sia potenzialmente interessante anche per altri: se viene fuori una massa critica di osservazioni, potrei farne la base per un articolo da pubblicare su ArsTeXnica…

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      • #111151
        Heinrich Fleck
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          Ciao Lorenzo,

          quanto al primo punto la risposta categorica è <> se riporti integralmente la poesia in lingua originaria secondo la fonte: anche se la traduci potrebbero sussistere problemi giuridici con l’autore e l’editore. Un estratto è d’altra parte si considera (anche non giuricamente) sempre ammesso senza che sorgano complicazioni, a patto di citare fonte, edizione,… La mia traduzione in rete del Tonio Kroeger di Thomas Mann costituisce, a tutt’oggi ad esempio, un illecito civile sia sotto il punto di vista del testo tedesco riportato che sotto quella della traduzione: ad oggi comunque dal 2006 (prima edizione) non è successo nulla!

          Quanto al secondo punto, le immagini su wikipedia, dato lo stretto regime esistente sul sito, sono generalmente di libero accesso, ovviamente occorrerebbe conoscere, nel caso specifico, l’immagine cui ti riferisci, Faccio un esempio banale, al di là di quella (per me) pseudo-enciclopedia, che hai citato e che io sfrutto unicamente come motore di ricerca per raggiungere i miei lavori. Se, ed è il tuo campo, intendessi riportare una foto di un’aurora boreale, in questi casi è sufficiente chiedere il permesso all’autore o al sito: vari autori di immagini ed il sito twanight.org, per fare un esempio, m anche la NASA, mi hanno sempre concesso il permesso di pubblicare tutto quanto volevo prelevare dal sito. Quindi basta citarli per ringraziamento.

          La foto scattata della torre Eiffel non può considerarsi protetta da alcun diritto, come non lo sono il Pantheon o l’Acropoli. Diverso è il caso in cui pubblichi l’immagine (foto) di una persona vivente o deceduta da meno di quel detto periodo critico: devi chiedere l’autorizzazione.

          Quanto a siti che mettano immagini libere a disposizione, non è tanto che non li conosca, quanto piuttosto non me ne sono mai preoccupato: nel mio dizionario di marineria ho prelevato quanto mi serviva anche da siti che vietavano (sic!) la riproduzione delle foto. lo so, non è un comportamento corretto, ma mi servivano.

          Infine, ti può essere d’aiuto (forse) porre nelle tue pubblicazioni un’avvertenza che io pongo ormai da qualche anno sotto una rubrica che chiamo <> prima del lavoro. Dopo aver precisato che dei miei <> contributi si può fare quello che se ne vuole, aggiungo questa frase:

          Questa pubblicazione non accede a finanziamenti ed ai sensi del D. l.vo 9 aprile 2003~n.~70 e della legge 16 luglio 2012 n. 103 non è soggetta alla registrazione prevista per le testate editoriali commerciali (legge 8 febbraio 1948, n.47), conforme la Corte di Cassazione sentenza n. 23230 del 10 maggio 2012.

          La precisazione è (per me) necessaria avendo composto una serie di documenti che richiamano la pubblicazione di una rivista. Non è certo il caso tuo, ma puoi valutare se pubblicarli in questa forma.

          I migliori saluti ed auguri per il tuo lavoro che seguo sempre,

          Un abbraccio, Enrico

        • #111152
          OldClaudio
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            Devi ditinguere i diritti di copyright dai diritti di proprietà letteraria; Sono due cose diverse.

            Il diritto di copia appartiene a chi ne ha diritto (tautologia)ma non necessariamente questo diritto di copia appartiene all’autore; gli autori, generalmente concedono il diritto di copia all’ediotre il quel ne riceve i giusto compenso e che si assume gli oneri delle spese legali nel caso che debba adire le vie legali contro chi gli copia abusivamente quanto egli pubblica. Recentemente (una decina o quindicina di anni) la legge stabilisce che non si vioal il diritto di copia se ad uso esclusivamente personale si copia una parte non eccedente il 10% dell’opera (ovviamante questo vale per libri, non certo per una foto).

            Per la proprietà letteraria bast citare l’autore, altrimenti è plagio; di solito per non incorrere nel reato di plagio, se si omette la citazione dell’autore, bast riportare poche parole; che cosa voglia dire poche, è ambiguo, ma direi che una frase intera (non un periodo o un capoverso, ma solo una frase, cioè una parte di un periodo) sarebbe già troppo.

            I siti internet dai quali si potrebbero ricavare immagini di vario tipo di solito presentano la licenza d’uso se si passa il pointer sopra l’immagine; di solito si tratta di licenza gratuita per uso personale (non è il tuo caso se metti l’immagine in una dispensa, anche se la regali ai tuoi allievi); ma la citazione dell’indirizzo internet direi che sia comunque necessaria. Le foto che fai tu sono opera tua e non devi chiedere permessi a nessuno, sempre che non violi la privacy di persone. In ogni caso, come vedi nella guida GuIT, ogni immagine è citata nel retro frontespizio, oppure di fianco ad ognuna, quasi sempre in verticale, c’è scritto chi ha prodotto l’immagine e come.

            Non sono certo al 100% che nel curare la Guid GuIT io abbia rispettato tutte le leggi; ma mi sento tranquillo perché le foto sono tutte mie, e dei disegni cto sempre chi li ha fatti e/o se li ho rielaborati a modo mio.

            Nota che l’ultima cosa di cui mi sono occupato nella mia attività di professore, è stata una questione di plagio; ricorda che si tratta di un reato penale, e che se si è condannati nel penale, si apre una porta per il civile con danni che sono severi, anche se nel penale un incensurato di solito riceve la condizionale (ma gli si spoca la fedina penale).
            Sono cose molto serie e fai benissimo a occupartene. Purtroppo la ricerca delle leggi, delle Gazzette Ufficiale dove sono pubblicate e la loro comprensione in legalese stretto è molto difficile.

          • #111153
            Heinrich Fleck
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              Caro Lorenzo,
              intervengo di nuovo nella discussione stimolato dal messaggio di OldClaudio che introduce giustamente il concetto di <>. Nel mio precedente messaggio sul punto non mi ero soffermato dandolo per acquisito, ma è bene che sullo stesso mi soffermi un poco in relazione alle tue esigenze.

              Plagio non può configurarsi una qualsiasi citazione che riporti la fonte originale, mentre, al contrario, plagio, è quello che assume un qualsiasi altro testo riportandolo fittizziamente come frutto del proprio pensiero. Nella mia pregressa esperienza amministrativa del mondo della scuola, mi sono occupato anche del plagio fra studenti (in sede di maturità copiando scritti altrui), stigmatizzandoli come un illecito disciplinare perseguibile ai sensi del TU sulla PI del 1934/1265, quando le leggi erano ancora scritte bene: leggere per credere.

              Quindi non aver timore di un qualsiasi plagio nel fare una citazione, e non confondere questo con la citazione: si tratta di concetti giuridici distanti… anni luce. Contraddicendo il titolo del tuo post, <>, questa non è affatto sconosciuta, tutt’altro; fermo restando che -personalmente- sono contrario a qualsiasi dirittto d’autore, ma questa è una considerazione d’ordine etico personale che si fonda su un presupposto, che vado ripetendo da anni fra i miei pochi amici: è illecito ed immorale porre il diritto d’autore su un pensiero od anche un’equazione di un qualsiasi autore.
              Ciao, Enrico

            • #111154
              lorenzo.pantieri
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                heinrich” post=111433è illecito ed immorale porre il diritto d’autore su un pensiero od anche un’equazione di un qualsiasi autore.

                Grazie mille per le risposte, innanzitutto.

                1. Quindi posso citare qualche verso di una poesia di (poniamo) Jacques Prévert, citando la fonte ovviamente, non tutta la poesia. Giusto?

                2. E come la mettiamo con le equazioni? Mettiamo che io voglia citare l’equazione di Hardy e Weinberg, scoperta indipendentemente dai due autori nel lontano 1908. Ho visto che Hardy è morto il 1dicembre 1947: quindi legalmente non potrei citarla? Mi sembra impossibile!

                3. Posso citare un brano (qualche frase, non solo qualche parola) di Gustavo Zagrebelsky, sempre citando la fonte?

                4. Ancora. L’esempio della Tour Eiffel non l’ho scelto a caso. Ho letto da qualche parte che non si può.

                5. Vado al Louvre e fotografo la Gioconda di Leonardo: posso mettere la foto in una dispensa per i miei studenti? E in un lavoro a scopo di lucro? Io direi di no, anche se la foto l’ho fatta io e non ho violato la privacy di nessuno…

              • #111155
                lorenzo.pantieri
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                  heinrich” post=111433
                  Plagio non può configurarsi una qualsiasi citazione che riporti la fonte originale, mentre, al contrario, plagio, è quello che assume un qualsiasi altro testo riportandolo fittizziamente come frutto del proprio pensiero.

                  Certo, violazione del diritto d’autore e plagio sono cose ben diverse. Se copio un articolo di Zagrebelsky e lo spaccio per mio, è un plagio, naturalmente. Ma se copio/incollo un intero articolo di Zagrebelsky, citando autore e rivista su cui è stato pubblicato, non commetto un plagio ma violo il diritto d’autore, mi sa.

                • #111156
                  OldClaudio
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                    Usiamo tutti la parola diritto di autore, ma secondo me confondiamo le cose; certo il plagio è una cosa seria, ma sarebbe plagio anche se non spacciassi per tuo qualcosa scritto da altri salvo che non sia una breve citazione.

                    Il diitto di copyright è una cosa; di solito ne è proprietario che ha depositato la richiesta di copyright, e di solito è l’editore.

                    Il diritto di autore è l’emolumento che l’editore eventualmente paga all’autore di un testo che l’editore ah pubblicato.

                    La proprietà intellettuale non viene ceduta, non può essere ceduta; ma può essere rubata quando si spaccia qualcosa che ha pensato e scritto qualcun altro. La proprietà ntellettuale negli USA è protetta da poco tempo; nel senso che da circa 100-150 anni essa è protetta per i cittadini americani e le oper pubblicate negli USA, ma fino a poco tempo fa qualuuque casa editrice poteva stampare e vendere libri scritti da stranieri (possibilmente in inglese così non c’erano nemmeno le spese di traduzione) e i britannici erano particolarmente oppressi da questo modo di fare..

                    Ora nel caso dell’articolo di Zagrebelski o della poesia integrale, citandone autore e dove e quando l’autore ha pubblicato il suo scritto, non commetti reato di nessun genere, né rubi la proprietà intellettuale. L’importante è non spacciare per prpio cio che hanno pensato e scritto altri. sui diritti di copyright basta chiedere all’editore della rivista, dell’entologia, del testo pubblicato il permesso di riprodurre senza farne una fotocopia (per esempio, reimpaginando il testo è lo stesso, ma la forma è diversa) e gli editori solitamente rispondono in modo positivo e spesso sono contenti perché il prodotto dei loro autori da lustro anche a loro; tuttavia la copia integrale della rivista o del libro è vietata in modo assoluto anche per uso personale; inutile chiedere, la copia integrale è vietata.

                  • #111157
                    Heinrich Fleck
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                      Lorenzo,
                      secondo me puoi citare i versi che vuoi a parte il riportare correttamente fonte e caratteristiche editoriali dell’opera, eccetto, è ovvio, il caso in cui pubblicassi un’intera raccolta di versi.

                      Quanto alle formule è ovvio quanto naturale che le puoi citare. Mica tutti i testi che riportano e = mc2 pagano il diritto d’autore.

                      I testi che vietano di riportare la foto della torre Eiffel, per stare al tuo esempio, devono specificare in base a quale principio di norma affermano questo; non basta dire che una cosa è vietata, bisogna sempre dire: <>. Stesso discorso per la foto della Gioconda. I musei vietano spesso di effettuare fotografie, ma devi considerare che il divieto, specie nel caso di tele, si basa sul principio che i lampi continui (di chi si ostina insensatamente a fotografare un dipinto quando può trovarlo in migliore risoluzione in rete) possano danneggiare i dipinti, come in effetti è.
                      Non esiste, almeno che non l’abbiano inventato pochi giorni fa, un <> che sia protetto, e se vai a vedere la foto in internet trovi scritto L’opera d’arte fotografata è nel pubblico dominio.

                      Quanto al plagio una breve nota aggiuntiva: esso presuppone la volontà dolosa di appropriaparsi di un’opera altrui spacciandola per propria confidando sull’ignoranza di chi legge (oggi, ai tempi di internet, pratica molto difficile). Ergo la citazione non solo è lontana dal plagio ma è una fattispecie giuridica da questo completamente diversa ed a questa completamente estranea non essendone in alcun modo il presupposto.

                      Ciao, Enrico

                      ma sarebbe plagio anche se non spacciassi per tuo qualcosa scritto da altri salvo che non sia una breve citazione

                    • #111158
                      lorenzo.pantieri
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                        heinrich” post=111440
                        I testi che vietano di riportare la foto della torre Eiffel, per stare al tuo esempio, devono specificare in base a quale principio di norma affermano questo […].

                        Cito da Wikipedia.

                        La maggior parte delle opere d’arte (bidimensionali o tridimensionali) situate permanentemente in Italia il cui autore è morto da almeno 70 anni a partire dal 1º gennaio dell’anno corrente, nonostante siano per il diritto d’autore nel pubblico dominio, sono protette dalla legislazione sui beni culturali (codice Urbani). In Wikipedia in lingua italiana, dopo aver raccolto le opinioni di alcune soprintendenze e dopo aver interpretato il codice Urbani, crediamo di non violare alcun diritto, né pubblico né privato, accettando solo immagini a bassa risoluzione (inferiore a 640 x 480 pixel) con l’obbligo di indicare l’ente preposto alla protezione del bene e lo status del copyright relativo alla riproduzione fotografica.

                        https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Copyright_immagini#Opere_d.27arte_italiane

                        Ora non riesco a ritrovare la citazione sulla torre Eiffel, ma il discorso non cambia. Sono in gita a Pisa, scatto una bella foto della Torre di Pisa: il cui autore è verosimilmente morto da più di 70 anni. Posso mettere la foto nella dispensa per i miei studenti? E per un’opera a sfondo commerciale? Ho il sospetto di no…

                        Ho fatto delle domande molto puntuali, ma non ho ricevuto una risposta altrettanto puntuale a tutte.

                        Quanto alla legge, la penso come Manzoni: “con le gride tutti sono colpevoli e tutti sono innocenti”. Per esempio, la legge distingue tra opera fotografica (artistica) e semplice fotografia: per la prima si applica il diritto di autore (70 anni oltre la morte dell’autore), per la seconda invece c’è una tutela più blanda (l’uso è lecito dopo 20 anni dallo scatto). Ora, distinguere tra una “foto artistica” e una “semplice foto” è davvero dura: in un’ultima analisi decide il giudice.

                        Sia chiaro il mio intento: sto affrontando un problema (che ritengo interessante per tutta la nostra comunità), e vorrei sapere con precisione come stanno le cose! 😉

                      • #111159
                        Heinrich Fleck
                        Partecipante
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                          Caro Lorenzo,

                          questa conversazione comincia ad esulare abbastanza, strictu sensu, dai temi propri del forum anche perché questa volta sarò molto prolisso (logorroico?) e non voglio annoiare ulteriormente nessuno con tematiche giuridiche molto distanti dall’informatica, anche per le considerazioni a seguire che non a tutti riusciranno gradite. Questa sarà pertanto la mia ultima risposta a te sul tema; se lo desideri, possiamo senz’altro continuare tra noi la discussione.

                          In primis, reitero la premessa già fatta che mutuo in un accorato appello: <>, appena affidabile quando tratta di tematiche scientifiche o tecniche; per il resto è di una superficialità ed approssimazione impressionate: gli autori di quella sottospecie di enciclopedia (chi ha in casa la Treccani mi comprende) applicano il copia e incolla di testi d’ogni genere come condotta di vita, senza alcun criterio razionale e -soprattutto- senza alcun approfondito esame, giusto per vedere i propri contributi incrementati, così come altri individui praticano il <> galleggiando in vita con facebook illudendosi di esistere.

                          Esaurite le considerazioni d’ordine etico, veniamo al dunque. L’articolo normativo che citi, lo devi (in conseguenza delle mie premesse) leggere nell’interezza (e nel corpus) andando alla fonte, come sempre va fatto, non per estratto di citazione approssimata.

                          Approfondendo (ma solo un poco) la tematica rispetto a quanto ho scritto finora, occorre anzitutto distinguere fra paternità dell’opera e diritto relativo (nel caso della Gioconda esiste paternità non più certo dirittto): la paternità è il diritto <> dell’autore ad essere riconosciuto come tale da cui <> da questo scaturire <> effetti giuridici di protezione (2576 e 2577 CC), e l’autore è l’unico legittimato a rivendicarla (la paternità) opponendosi a <> che possano essere a lui di pregiudizio. Quando uno scrittore concede ad una casa editrice il diritto a pubblicare la sua opera in cambio di proventi per copie vendute, conserva sempre la paternità, spesso (appunto) intesa come <>.

                          Andando alla fonte normativa da te citata, richiamo la tua attenzione sul successivamente introdotto articolo 3-bis che recita:
                          <>.

                          Legittimamente acquisite non vuol dire <> ma anche <>.

                          Quanto propriamente al diritto d’autore, disciplinato in prima battuta dall’articolo 2575 del CC (opere dell’ingegno di carattere creativo, appartenenti al mondo della letteratura, della musica -omissis- sotto qualsiasi forma ed espressione) esso è stato ulteriormente disciplinato dalla legge 22 aprile 1941, 633 (vedere). Ricorda ancora che, conformemente all’articolo 2576 del CC, il diritto d’autore si qualifica quale ”creazione dell’opera”, per cui l’autore ha diritto di pubblicare l’opera e sfruttarne eventuali proventi economici.

                          Vero è che la legge 248/2000 ha attuato un discreto inasprimento normativo, ma si tratta soprattutto di riferimenti al software con cui (tanto per dire come sono scritte oggi le leggi) il problema della violazione del software era mischiato ed identificato con la <> (sic!) e la stessa legge sanziona chiunque fotocopi più del 15\% di un libro. Questa è una parte rilevante della disposizione, sicuramente sfuggita al legislatore nella sua effettiva portata, perché -inequivocabilmente- se ne deduce per analogia, che da uno stesso libro (o sito) non si possa prelevare più del 15\% delle foto (immagini) (e del testo) in esso contenuto, mentre un prelievo entro detta quota si qualifica come assolutamente legittimo.

                          Sollevi ancora il problema delle immagini fotografiche. Se la foto della Gioconda è stata scattata (come si diceva un tempo) da persona che l’ha protetta, a questi spettano per venti anni i diritti che si possono anche estendere al committente, al datore di lavoro, ecc. MA se mancano tali protezioni, la pubblicazione della foto è ammessa a meno di non provare la malafede dell’utente finale. In caso contrario, foto protetta, dovresti indicare: l’autore.

                          Ciao, ora torno al mio Archimede che grazie agli dèi di questi problemi non ne aveva, ed a proposito, perdona, se pensassi che per la legge di gravitazione dovrebbe essere necessario ricondurne la paternità a Newton, vatti a leggere l’equilibrio dei piani, i galleggianti, il metodo: ce n’è a iosa; assieme alla prima (giunta) dimostrazione scientifica della sfericità della Terra.

                          Ciao Enrico

                        • #111160
                          claudio
                          Partecipante
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                            claudio

                          • #111161
                            lorenzo.pantieri
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                              heinrich” post=111442In primis, reitero la premessa già fatta che mutuo in un accorato appello: <>, appena affidabile quando tratta di tematiche scientifiche o tecniche; per il resto è di una superficialità ed approssimazione impressionate: gli autori di quella sottospecie di enciclopedia (chi ha in casa la Treccani mi comprende) applicano il copia e incolla di testi d’ogni genere come condotta di vita, senza alcun criterio razionale e -soprattutto- senza alcun approfondito esame, giusto per vedere i propri contributi incrementati, così come altri individui praticano il <> galleggiando in vita con facebook illudendosi di esistere.

                              No Enrico, qui non ti seguo: in base alla mia esperienza, Wikipedia è ben fatta. Ovviamente, il livello è introduttivo. Ma avercene, di risorse così. Fra l’altro è pubblicata sotto licenza Creative Commons: quindi liberamente usabile per scopi didattici, immagini comprese: non è poco.

                              claudio” post=111443Mi inserisco nella discussione
                              con questo link
                              che ne pensate?
                              claudio

                              Ne penso che è un gran bel corso, chiaro e sintetico, particolarmente adatto per gli insegnanti. Grazie per la segnalazione!

                            • #111162
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                              Quindi se uno dovesse citare Mattina di Ungaretti, come dovrebbe fare? L’autore è morto nel ’70 la poesia è di 4 parole più il titolo, e quindi citando solo quello sarei già al 20% del testo. Dovrei chiedere il permesso alla casa editrice che pubblicò per prima la raccolta con tutte le poesie?

                            • #111163
                              Heinrich Fleck
                              Partecipante
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                                Certamente no, non bisogna confondere la percentuale indicata (di un singolo testo poetico o letterario) con l’intera raccolta in cui -presumibilmente- la composizione d’interesse si trova compresa.
                                Non è necessario essere più realisti del re, soltanto essere corretti nelle citazioni; senza contare che il titolo della <> è ”estraneo”, per sua natura, alla citazione effettuata.
                                Se citassi un brano di Bulkakov, poniamo il celebre romanzo, non avviene che il titolo assorbe in percentuale la citazione che fai, dal momento che scriveresti: <

                              • #111164
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  schwarz89it” post=111447Quindi se uno dovesse citare Mattina di Ungaretti, come dovrebbe fare? L’autore è morto nel ’70 la poesia è di 4 parole più il titolo, e quindi citando solo quello sarei già al 20% del testo. Dovrei chiedere il permesso alla casa editrice che pubblicò per prima la raccolta con tutte le poesie?

                                  Non ci crederai, ma ho avuto lo stesso dubbio!

                                  Da quanto ci ho capito, in un’opera si possono citare tre categorie di fonti:

                                  1. opere di pubblico dominio, cui appartengono gli atti ufficiali della Pubblica Amministrazione (leggi, delibere, sentenze) e le opere per cui sono passati oltre 70 anni dalla morte dell’autore (a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo);

                                  2. citazioni ed estratti da opere protette (non si può citare l’opera integralmente, dunque), purché si indichi l’autore e la fonte dell’opera citata, e lo si faccia per criticarla o discuterla, per scopi non commerciali in attività di insegnamento o ricerca, senza danneggiare lo sfruttamento commerciale dell’opera, riservato al titolare dei diritti d’autore;

                                  3. opere distribuite con licenze “aperte” (le Creative Commons, per esempio), rispettando i termini della licenza.

                                  Quindi per me la tua domanda è assolutamente legittima. Anzi, a rigor di logica, si potrebbe solo citare la parola “illumino” o “immenso”, ma non entrambe! Il che è assurdo, evidentemente.

                                  Un’OT nell’OT. Sono un matematico di formazione, e mi piacciono le cose precise: o di qua o di là, o bianco o nero, senza vie di mezzo. La legge non è così! I motivi sono diversi: tanto per cominciare le leggi si scrivono con il linguaggio naturale, che è intrinsecamente ambiguo (vedi il paradosso del sorite); poi il diritto fa largo uso di espressioni elastiche (la “diligenza del buon padre di famiglia”, il “comune senso del pudore”, i “gravi indizi di colpevolezza”) che devono essere riempite di contenuto (dall’interprete, cioè dal giudice, che decide caso per caso). Ancora, prevedere tutti i casi possibili della vita umana (soprattutto in un mondo complesso come il nostro) è impossibile: per esempio, la possibilità prevista dalla norma di citare una parte di un’opera (punto 2 precedente) va benissimo per un libro o un articolo, ma per una poesia di quattro parole che si fa? Se ne cita solo una? In un’ultima analisi, in un’ipotetica causa promossa dagli eredi di Ungaretti contro chi cita per intero Mattina, decide il giudice, che in tutte le controversie ha sempre una libertà di manovra più o meno ampia.

                                  P.S. Circa l’esempio della foto della Torre di Pisa scattata da me personalmente, per quanto ho capito non si può usare, senza il permesso esplicito della sovraintendenza.Da quanto ho capito, quello che si può fare è metterla in Rete, ma solo se in bassa risoluzione e per finalità non commerciali.

                                • #111165
                                  lorenzo.pantieri
                                  Partecipante
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                                    heinrich” post=111431quanto al primo punto la risposta categorica è <> se riporti integralmente la poesia in lingua originaria secondo la fonte: anche se la traduci potrebbero sussistere problemi giuridici con l’autore e l’editore. Un estratto è d’altra parte si considera (anche non giuricamente) sempre ammesso senza che sorgano complicazioni, a patto di citare fonte, edizione,…

                                    Un’ultima domanda. Vorrei sapere se una poesia (diciamo “Mattina” di Ungaretti) si considera un’opera a sé, oppure se la poesia è considerata parte della raccolta in cui è pubblicata (“Allegria di naufragi”). Infatti, visto che la legge dice che si può citare una parte di opera coperta da diritto d’autore, nel primo caso non potrei citarla per intero ai miei studenti, nel secondo sì.

                                    La stessa domanda vale per le canzoni: la canzone dei Beatles “With a Little Help from My Friends” fa parte dell’album “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Posso ipoteticamente riprodurla ai miei studenti (che ne so, usandola come colonna sonora di una presentazione didattica) oppure no?

                                    A buon senso, direi che nel caso della canzone la risposta è certamente no, mentre nel caso di una poesia la risposta e sì…

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