Testo giustificato

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  • #111523
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    Salve a tutti, sto scrivendo la tesi e ho un problema con il testo giustificato.
    A volte “esce fuori” dai margini che ho impostato. Ho usato come package questi due:

    \usepackage{ragged2e}
    \usepackage[none]{hyphenat}

    Ecco degli esempi del problema:

    [attachment=1932]1.png[/attachment]

    [attachment=1933]2.png[/attachment]

    [attachment=1934]3.png[/attachment]

    Come posso risolvere?

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    • #111524
      robitex
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        Ciao.
        Non carichi i pattern di sillabazione.
        Se compili in pdflatex, usa il comando:
        `\usepackage[italian]{babel}`

        Se usi compilatori più moderni, usa il pacchetto polyglossia.
        La lettura di una buona guida di base ti aiuterà a evitare incomprensioni con i tuoi file sorgenti.
        Esiste per esempio un articolo di Agostino De Marco pubblicato sulla rivista del GuIT ArsTeXnica, su come comporre una tesi.
        Buon lavoro.
        R.

      • #111525
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        Utilizzo LuaLatex come compilatore. Ho provato a utilizzare il pacchetto polyglossia impostando il linguaggio principale a italiano ma non cambia niente. Ho provato a togliere il package hyphenat e il problema è che non voglio che mi divide la parola col trattino. E’ brutto da dire ma voglio una cosa del genere come viene in word.

        [attachment=1935]1_2017-09-30.png[/attachment]

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      • #111526
        OldClaudio
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          Appunto; in word la divisione in sillabe in fin di riga non è automatica. Mentre in LaTeX lo è, epr fortuna.
          La cesura in fin di riga va benissimo, assolutamente, basta che non ci siano troppe righe con il trttino di cesura alla fine.

          Il metodo migliore non è né quello di comporre in bandiera (col margine destro seghettato, non giustificato; la composizione in bandiera è l’unica acccettabile se non si vuole la cesura in fin di riga. Non è nemmeno quello di impiegare hyphenat con l’opzione none; ilmeno che ti possa capitare è prorpio quello che ti capita.

          Il metodo migliore è di caricare il pacchetto microtype dopo che hai selezionato i font con cui comporre. funziona completamente, cioè dando il meglio, solo con pdflatex e lualatex; con xelatex non funziona al massimo.
          Il suo funzionamento sfrutta una proprietà che word si sogna, cioè giustifica le righe non lavorando solo sugli spazi interparola come fa word, nemmeno con il solo algoritmo di LaTeX di scegliere le divisioni in righe con o senza divisioni in sillabe minimizzando un funzionale di bruttezza (la brutte minima è evidentemente quello che tutti vorrebbero, anzi, la bellezza massima) piuttosto complessa che tiene conto delle cesure, delle righe adiacenti con cesura, dell’allargamento o del restringimento dello spazio normale interparola e avendo non la singola riga sotto esame ma l’intero capoverso. Microtype agisce anche con lievi allargamenti o restringimenti die font impiegati, in modo tale che gli spazi interparola siano il più omogenei possibili. Il risultato non si vede a occhio nudo con righe sufficientemente lunge, ma si si guardano i “ruscelli” bianchi fra le parole di righe successive e si contano il numero di cesure in ogni pagina, si trova che questi numeri (numeri di ruscelli e numero di cesure per ogni pagina) tendono a zero. Io ho composto molte pagine (non le ho mai contate, ma sono decine di migliaia) e guardando le mie pagine trovo che i ruscelli sono svaniti completamente e le pagine senza nemmeno una cesura sono decisamente superiori alla metà del totale.

          Inoltre, scusa se te lo dico, perché usi uno scartamento (detto impropriamente interlinea) pari a circa tre volte il corpo dei font che usi? Quella è porcheria da word processor. Se vuoi comporre una porcheria di quel genere, perché usi LaTeX? Faresti molto prima con Word, Writer, Pages, e chi più ne ha più ne metta. I word processor sono formidabili in mano al personale che deve scrivere lettere commerciali; va bene per comporre verbali di assemblee, insomma va bene per il lavoro burocratico, legale, commerciale, e simili. Non per una tesi. Latex, o meglio i programmi del sistema TeX, sono programmi di composizione tipografica che ha un livello di qualità compositiva ed estetica che si rifà ad una tradizione di almeno 5 secoli; è una forma artistica, non consiste solo nel mettere delle parole in fila.

          Tu stesso dici “è brutto da dire”; non è solo brutto da dire, è brutto da fare.

        • #111527
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          OldClaudio” post=111820Appunto; in word la divisione in sillabe in fin di riga non è automatica. Mentre in LaTeX lo è, epr fortuna.
          La cesura in fin di riga va benissimo, assolutamente, basta che non ci siano troppe righe con il trttino di cesura alla fine.

          Il metodo migliore non è né quello di comporre in bandiera (col margine destro seghettato, non giustificato; la composizione in bandiera è l’unica acccettabile se non si vuole la cesura in fin di riga. Non è nemmeno quello di impiegare hyphenat con l’opzione none; ilmeno che ti possa capitare è prorpio quello che ti capita.

          Il metodo migliore è di caricare il pacchetto microtype dopo che hai selezionato i font con cui comporre. funziona completamente, cioè dando il meglio, solo con pdflatex e lualatex; con xelatex non funziona al massimo.
          Il suo funzionamento sfrutta una proprietà che word si sogna, cioè giustifica le righe non lavorando solo sugli spazi interparola come fa word, nemmeno con il solo algoritmo di LaTeX di scegliere le divisioni in righe con o senza divisioni in sillabe minimizzando un funzionale di bruttezza (la brutte minima è evidentemente quello che tutti vorrebbero, anzi, la bellezza massima) piuttosto complessa che tiene conto delle cesure, delle righe adiacenti con cesura, dell’allargamento o del restringimento dello spazio normale interparola e avendo non la singola riga sotto esame ma l’intero capoverso. Microtype agisce anche con lievi allargamenti o restringimenti die font impiegati, in modo tale che gli spazi interparola siano il più omogenei possibili. Il risultato non si vede a occhio nudo con righe sufficientemente lunge, ma si si guardano i “ruscelli” bianchi fra le parole di righe successive e si contano il numero di cesure in ogni pagina, si trova che questi numeri (numeri di ruscelli e numero di cesure per ogni pagina) tendono a zero. Io ho composto molte pagine (non le ho mai contate, ma sono decine di migliaia) e guardando le mie pagine trovo che i ruscelli sono svaniti completamente e le pagine senza nemmeno una cesura sono decisamente superiori alla metà del totale.

          Inoltre, scusa se te lo dico, perché usi uno scartamento (detto impropriamente interlinea) pari a circa tre volte il corpo dei font che usi? Quella è porcheria da word processor. Se vuoi comporre una porcheria di quel genere, perché usi LaTeX? Faresti molto prima con Word, Writer, Pages, e chi più ne ha più ne metta. I word processor sono formidabili in mano al personale che deve scrivere lettere commerciali; va bene per comporre verbali di assemblee, insomma va bene per il lavoro burocratico, legale, commerciale, e simili. Non per una tesi. Latex, o meglio i programmi del sistema TeX, sono programmi di composizione tipografica che ha un livello di qualità compositiva ed estetica che si rifà ad una tradizione di almeno 5 secoli; è una forma artistica, non consiste solo nel mettere delle parole in fila.

          Tu stesso dici “è brutto da dire”; non è solo brutto da dire, è brutto da fare.

          Il pacchetto microtype ha risolto egregiamente il problema e devo dire con una semplicità unica dato che ho dovuto solo inserire la riga \usepackage{microtype}. Per il resto l’interlinea ecc. le ho impostate così come stanno sul template dell’università fornitoci in word. Lo so che è brutto ecc. ma non li decido io i template 😀 . In questo caso la scelta di latex è stato più per comodità che per stile poichè in word stavo impazzendo con le immagini, le didascalie ecc.

        • #111528
          OldClaudio
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            È quello che pensavo; l’università dà un template composto con un word processor senza rendersi conto che questi programmi non sono adatti a comporre in modo serio testi diversi dalla corrispondenza commerciale; mi domando anche se compongono i verbali dei consigli di facoltà con lo scartamanto tre volte più grande del corpo.

            Siccome quelle prescrizioni sono comunque qualitative, perché nessuno può ragionevolmente chiedere ad altri di produrre documenti che sono tre volte più ingombranti (anche per i loro archivi) di testi composti bene, ti suggerisco di ridurre quell’immenso scartamento al massimo al valore 1.5; se stai usando il pacchetto setspace, imposta \onehalfspacing; tipograficamente è molto meno indecente e lo si può tollerare.

            Il discorso è diverso se il tuo relatore è uno di quegli impiccioni che vogliono avere la bozza della tesi su carta per poter annotare tutto il testo per correggerei lo stile (be’, talvolta anche la grammatica, visto che certi errori e refusi scappano a tutti e vanno comunque corretti) — stile che comunque è una cosa personale e il laureando ha il suo mentre il relatore ne ha un altro. Comunque in questo caso lasciagli uno scartamento grande, ma quando comporrei la bella copia riduci lo scartamento ad un valore molto minore; Idealmente togli ogni uso dei comandi del pacchetto setspace.

          • #111529
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            Ho ridotto a 1.5 perchè effettivamente era orrendo proprio da vedere. Comunque la cosa divertente è che durante i corsi quando richiedono relazioni ecc. rompono che le vogliono in LaTex. Proprio l’altro giorno un professore ci diceva che lo dobbiamo imparare perchè in ambito lavorativo ce lo dobbiamo sognare word. Poi arrivi alla tesi e ti piazzano il template in word :D.

            P.s è il primo post che scrivo, il problema l’ho risolto, devo chiudere il topic o fare altro?

          • #111530
            OldClaudio
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              Sì puoi chiuderlo.

              Curiosità a cui non sei tenuto a rispondere: che corso di laurea presso quale università stai seguendo?

            • #111531
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              Ingegneria informatica alla Federico II.

            • #111532
              OldClaudio
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                Proprio lì?
                E pensare che il presidente del nostro Gruppo è stato il prof. Agostino De Marco (ingegneria Aeronautiica) se in qualche modo gli fai sapere quello che ti è successo con questo template e quali sono le prescrizioni del tuo corso di studi, probabilmente si dà da fare per riportarli “sulla retta via”.
                Nota che la guida tematica sulle tesi di laurea che trovi qui nella sezione Documentazione, l’ha scritta proprio lui. 🙂 😎 😉

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