Problema Assiomi non numerati

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  • #111717
    Michele Ferro
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      `\documentclass [openany , a4paper , pt12]{book}
      \usepackage [italian]{babel}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[utf8]{inputenc}
      \usepackage{setspace}
      \usepackage{amsmath}
      \usepackage{wasysym}
      \usepackage{amssymb}
      \onehalfspacing
      \begin{document}
      \title{Facciamo matematica… \\ Stando allegri}
      \author{Michele Ferro}
      \date{2 aprile 2017}
      \maketitle
      \tableofcontents
      \chapter{Regole di calcolo}
      Vediamo le proprietà delle 4 operazioni nell'insieme numerico in cui lavoriamo; cioè l'insieme dei Reali $\Re$ \\
      L'insieme $\Re$ è l'insieme di tutti i numeri da $-\infty$ a $+\infty$, grazie all'assioma di Dedekind è anche un insieme “Denso”:
      \newtheorem*{ass}{Assioma di Dedekind}
      \begin{ass}
      Considerati due numeri qualunque $a$ e $b$ esisterà sempre un numero $c$ che gli starà in mezzo a questi due.
      \end{ass}`

      Vorrei scrivere l’assioma di Dedekind senza che venga numerato, nel documento che ho allegato spiega che basta scrivere l’asterisco (come ho fatto) vicino il comando \newtheorem e dovrebbe funzionare, solo che mi risulta errore “comando non definito”

      P.S. se tolgo l’asterisco questo codice funziona perfettamente, ho usato sia Texstudio sia TeXmaker

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      • #111718
        OldClaudio
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          Eh, cosa vuol dire non leggere la documentazione…

          Il nucleo di LaTeX contien il comando \newtheorem di cui puoi leggere le funzionalità nella pagina 67, pasragarfo 1.7.3 Teoremi della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

          Leggendo la documentazione avresti visto che il comando \newtheorem* non esiste e che l’enunciato definito con questo comando numera sempre il suo octenuto. Se avessi latto fino in fondo quel paragrafetto, avresti visto che la definizione di enunciati sono molto piu variegate se si carica il pacchetto amsthm.

          Aprendo quindi un terminale, scrivendoci dentro il comando texdoc amsthm, ed eseguendolo premendo il tasto invio, si apre una finestra dove c’è la documentazione del pacchetto e dove si parla anche di \newtheorem* e dell’uso particolare a cui serve.

          Per quanto mi sforzi, non riesco a leggere nel tuo file (che non è compilabile perché non è completo) che tu abbia caricato amthm, dunque non puoi usare la versione asteriscata e pertanto non puoi comporre enunciati non numerati.

          Ma da quel che ti ho detto sai ora come fare per risolvere il tuo problema.

          Anzi ti ho detto troppo, perché potrebbe venirti in mente di non leggere la documentazione. Questo sarebbe il terso errore ripetuto; dunque” errare humanum esta, perseverare…”; lo conosci anche tu questo proverbio vecchissimo che ha già almeno 2000 anni. 😉

        • #111719
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          Non posso davvero trattenermi dal fare due commenti del tutto estranei all’uso di (La)TeX e, dunque, off-topic.

          Mike95″ post=112005[…]
          `
          Vediamo le proprietà delle 4 operazioni nell'insieme numerico in cui lavoriamo; cioè l'insieme dei Reali $\Re$ \\
          L'insieme $\Re$ è l'insieme di tutti i numeri da $-\infty$ a $+\infty$, grazie all'assioma di Dedekind è anche un insieme “Denso”:
          \newtheorem*{ass}{Assioma di Dedekind}
          \begin{ass}
          Considerati due numeri qualunque $a$ e $b$ esisterà sempre un numero $c$ che gli starà in mezzo a questi due.
          \end{ass}
          `
          […]

          Ripeto, non posso esimermi dall’osservare che questo testo contiene errori di forma, di sostanza e, direi anche, di “esposizione didattica” (se così posso esprimermi).

          1. Il testo sembrerebbe essere una dispensina di matematica destinata ad alunni delle superiori; capisco che da molti anni viene considerato doveroso, da parte degli insegnanti, abbassare il loro linguaggio al livello di quello delle «chat», ma arrivare addirittura a palesi sgrammaticature come «esisterà sempre un numero c che gli starà in mezzo a questi due» mi sembra davvero troppo.
          2. Ritengo che, sebbene con ragazzi di quest’età, oltretutto spesso svogliati, si possa (e si debba!) acconsentire all’uso di un linguaggio colloquiale per introdurre un concetto, in matematica non si possa comunque prescindere dall’insegnare, senza cedimenti o compromessi, anche il linguaggio tecnico proprio della disciplina. Pertanto, si includano pure commenti e spiegazioni preliminari in stile discorsivo e informale, ma quando si giunge alla formulazione — per così dire — “incorniciata” di un teorema o di un assioma, si usi il linguaggio appropriato:`\forall a\in\mathbb{R}, \forall b\in\mathbb{R} \quad \exists c\in\mathbb{R} \text{ tale che } atutti i numeri da -∞ a +∞»? «Tutti» quali?
          3. (Il punto più importante) L’assioma di Dedekind non è quello citato: esso non asserisce che i numeri reali formano un insieme ordinato denso (che è appunto la proprietà espressa dall’enunciato riportato nell’esempio), bensì che essi formano un insieme ordinato completo, cioè un insieme ordinato nel quale ogni sottoinsieme non vuoto e superiormente limitato ha un estremo superiore. La densità ordinale è una proprietà posseduta anche dall’insieme dei numeri razionali, il quale, però, non è completo (com’è ben noto!).

          Spero che ora non divampi un flame perché mi sono permesso di “bacchettare” l’autore della domanda… 😐

          Ciao.


          Gustavo

        • #111720
          lorenzo.pantieri
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            Claudio ti consiglia di guardare la documentazione “ufficiale”: è la via più sicura, ma a volte manca il tempo. Ho scritto le mie guide proprio per evitare che l’utente debba misurarsi con le (decine di) migliaia di pagine di documentazione su LaTeX. Nell’Arte, ma anche nell’Impaziente, c’è la soluzione del tuo problerma.

            La variante asterisco \newtheorem* produce enunciati non numerati.

            letteracdp” post=112013
            Ritengo che, sebbene con ragazzi di quest’età, oltretutto spesso svogliati, si possa (e si debba!) acconsentire all’uso di un linguaggio colloquiale per introdurre un concetto, in matematica non si possa comunque prescindere dall’insegnare, senza cedimenti o compromessi, anche il linguaggio tecnico proprio della disciplina. Pertanto, si includano pure commenti e spiegazioni preliminari in stile discorsivo e informale, ma quando si giunge alla formulazione — per così dire — “incorniciata” di un teorema o di un assioma, si usi il linguaggio appropriato:`\forall a\in\mathbb{R}, \forall b\in\mathbb{R} \quad \exists c\in\mathbb{R} \text{ tale che } a

            Coniugare rigore e facilità è una sfida interessante. Sul punto, non è necessario usare i simboli stenografici. Una scrittura come

            Dati due numeri reali distinti a e b c’è sempre un numero reale compreso fra a e b.

            va benissimo!

          • #111721
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            Ahimè, gran magra figura quella di colui il quale si atteggia a “bacchettatore” e poi sbaglia a sua volta! Naturalmente, nella formula con la quale, nel mio precedente messaggio, pretendevo di esprimere la proprietà di densità ordinale manca un «a<b implica»: l’enunciato corretto si esprime con qualcosa di simile a
            `\forall a\in\R, \forall b\in\R \quad \bigl(aA = (B+bh/2 che non dalla frase «l’area è data dalla metà del prodotto della somma delle basi per l’altezza»; e allo stesso modo in cui, a un certo punto, si è cominciato a scrivere 3x^2+4x=x+1 anziché «il triplo del quadrato della cosa aumentato del quadruplo della cosa uguagli…». Ma naturalmente, tutto dipende anche dal tipo di scuola e di alunni.

            Chiedo di nuovo scusa per il reiterato off-topic.

            Ciao.


            Gustavo

          • #111722
            lorenzo.pantieri
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              letteracdp” post=112018Difenderei, invece, l’uso dei quantificatori, che Lorenzo sembra deprecare in quanto «stenografia».

              Non depreco i simboli logici. Dico solo che a volte non aggiungono molto al discorso. Se dico che “dati due numeri razionali distinti, c’è sempre un numero razionale fra essi comrpeso” il tutto è chiarissimo. E scriverlo con i simboli logici non aggiunge chiarezza, anzi.

              Ho studiato analisi con un professore considerato fra i massimi analisti viventi: era rigorosissimo, eppure i simboli logici li usava con parsimonia…

              Insomma, a volte i simboli logici vengono usati per dare una falsa patina di rigore a un discorso: è quello l’uso che depreco.

            • #111723
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              lorenzo.pantieri” post=112020

              Difenderei, invece, l’uso dei quantificatori, che Lorenzo sembra deprecare in quanto «stenografia».

              Non depreco i simboli logici. Dico solo che a volte non aggiungono molto al discorso. Se dico che “dati due numeri razionali distinti, c’è sempre un numero razionale fra essi comrpeso” il tutto è chiarissimo. E scriverlo con i simboli logici non aggiunge chiarezza, anzi.

              Va bene, adesso non mettiamoci a litigare: c’è naturalmente del vero anche nel tuo punto di vista, e, come ho detto, l’approccio didattico dipende moltissimo dalle situazioni che uno si trova davanti. Quel che mi premeva sottolineare è che non bisogna neanche considerare il formalismo come un tabù.

              lorenzo.pantieri” post=112020Ho studiato analisi con un professore considerato fra i massimi analisti viventi […]

              Interessante! Chi era? Magari è lo stesso con il quale ho studiato io…

              Ciao.


              Gustavo

            • #111724
              lorenzo.pantieri
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                letteracdp” post=112022Va bene, adesso non mettiamoci a litigare […]

                Non mi pare che stiamo litigando, anzi! 😉

                letteracdp” post=112022

                Ho studiato analisi con un professore considerato fra i massimi analisti viventi […]

                Interessante! Chi era? Magari è lo stesso con il quale ho studiato io…

                http://www.dm.unibo.it/~lanconel/

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