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Bella domanda! Essa offrirebbe lo spunto per una «dotta disquisizione» sulla primitiva [tt]\insert[/tt] di TeX, che tuttavia vi — e mi 🙂 — risparmio, a meno che qualcuno non sia espressamente interessato. Qui basterà ricordare che la primitiva [tt]\insert[/tt], che e ciò che il comando [tt]\footnotetext[/tt] utilizza “a livello macchina” per creare la nota a piè di pagina, può essere usata anche in modo matematico e anche nelle formule fuori corpo (displayed formulae); di conseguenza, anche [tt]\footnotetext[/tt] può essere usato in tali contesti. (Nota: neanche i doubly dangerous bend paragraphs del TeXbook spiegano con chiarezza la questione, e in particolare la Rule 1 dell’appendice G omette di menzionare i nodi di tipo [tt]\insert[/tt] tra quelli che vengono copiati inalterati dalla lista matematica alla sua traduzione in lista orizzontale; tuttavia le cose stanno come ho detto.)
Questo è importante, perché mettere il comando [tt]\footnotetext[/tt] fuori dell’ambiente matematico, come suggerisce @OldClaudio, non è la soluzione ideale (be’, a dire il vero la soluzione ideale resta sempre l’altra soluzione che suggerisce @OldClaudio, e cioè non usare le note nelle formule! 😉 ): infatti, a meno di non fare giravolte strane con il contatore [tt]footnote[/tt], dire «fuori dell’ambiente matematico» vuole in pratica dire «dopo l’ambiente matematico», come nell’esempio seguente:
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Testo prima dell'equazione:
\begin{equation}
\underbrace{a+b}_{\text{somma\footnotemark}} = c
\end{equation}
\footnotetext{Si usa il segno~$+$.}
Testo dopo l'equazione.
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Purtroppo, se si fa così, la nota a piè di pagina resta “attaccata” al testo dopo l’equazione, e apparirà quindi nella pagina sbagliata se TeX decide di cambiare pagina subito dopo l’equazione stessa, cosa non solo possibilissima, ma anche ben accetta.
Questo inconveniente non si presenta se si sposta [tt]\footnotetext[/tt] dentro l’ambiente [tt]equation[/tt]; bisogna però avere l’accortezza di farlo comparire obbligatoriamente al livello più esterno della formula: se lo si usa dentro una qualunque sottoformula, il che, in pratica, vuol più o meno dire dentro una qualunque coppia di parentesi graffe, esso non avrà effetto. In pratica, basterà metterlo subito prima dell’[tt]\end{equation[/tt] (o costrutto equivalente).
Ecco un esempio completo e compilabile, che dimostra anche il corretto funzionamento dei riferimenti ipertestuali. Per chi ne ha voglia, sono anche preimpostati, ma non attivati, alcuni tracciati diagnostici che spiegano in dettaglio cosa succede,
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% My standard header for TeX.SX answers:
\documentclass[a4paper]{article} % To avoid confusion, let us explicitly
% declare the paper format.
\usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
% End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath} % controllo compatibilita`
\usepackage{hyperref}
\newcommand*{\ShowLists}{%
% % Decommentare le linee seguenti per avere i attivare diagnostici:
% \begingroup
% \showboxbreadth = 10000
% \showboxdepth = 10
% \tracingonline = 1
% \showlists
% \endgroup
}
\begin{document}
Testo prima dell'equazione:
\begin{equation}
\underbrace{a+b}_{\text{somma\footnotemark}} = c
\footnotetext{Si usa il segno~$+$.}
\ShowLists
\end{equation}
\ShowLists
Testo dopo l'equazione.
\end{document}
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Ciao.
—
Gustavo