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letteracdp.
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CreatoreTopic
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18 Dicembre 2017 alle 16:15 #112132::
Ciao,
ho un problema, inserendo le immagini negli ambienti figure e non volendo che latex le inserisca dove vuole in quanto ho una parte di testo che è riferita all’immagine e non può finire dopo alcune pagine) ho utilizzato il comando \begin{figure }[H] del paccetto \subfloat. Tuttavia, non so se sia dovuto a questo o meno, ma ho le pagine con margini diversi.
Mi spiego meglio, sto scrivendo un book, e nel passaggio dalla pagina in cui inizia la sezione e la successiva ho i margini laterali differenti (più rientrati nella seconda pagina). Come posso risolvere questo problema?
grazie
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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18 Dicembre 2017 alle 23:07 #112133::
Primo: non devi usare il comando di posizionamento [H} di float; devi riferirti ale figure con \label, \ref, \pageref, o meglio con \vref del pacchetto varioref.Secondo: la classe book ha i margini interno ed esterno diversi, perché così vuole l’arte tipografica.
Non ti piacciono?, usa il pacchetto geometry per cambiare i layout della pagina.Ti consiglio comunque di imparare qualche rudimento di tipografia leggendo le varie guide disponibili nella sezione documentazione; la guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX, può sembrarti un po’ pesante, ma cò un intero capitolo dedicato alla geometria della pagina, con molti disegni che permettono anche di capire perché i margini in un libro “debbano” essere diversi. In un rapporto non è necessario, ma in un libro si; in una cosa da leggere a schermo (un e-book per usare un termine moderno ma vago; vago perché e-book non è sinonimo di EPUB, am è qualunque testo da leggere a schermo o con un tabled adeguatamente configurato) può anche essere privo di margini, ma di solito gli e-book in formato PDF i margini li hanno; anche se talvolta molto ristretti. In un libro rilegato o, almeno, brossurato i margini interno ed esterno “devono” essere diversi; spesso il margine esterno è il 50% maggiore di quello interno e per lo stesso motivo il margine inferiore è il50% maggiore del margine superiore.
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12 Gennaio 2018 alle 16:11 #112134
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12 Gennaio 2018 alle 22:33 #112135::
kia9″ post=112554[…]
relativamente a \ref lo uso già ma dal momento che sto scrivendo la tesi ho bisogno che la parte di spiegazione della figura sia nelle vicinanze di questa e non un paio di pagine prima.
[…]No, tranquilizzati, questa è solo una tua idea, dovuta (perdonami se te lo dico 🙂 ) alla tua probabilmente ancora scarsa esperienza come autore di testi.
In realtà, per il lettore non è poi così faticoso leggere una spiegazione che si riferisce a una figura che si trova a due pagine di distanza (il che vuol dire che egli deve voltare un singolo foglio avanti e indietro): certo, la situazione ideale è avere figura e spiegazione su uno stesso paio di pagine affiancate (cioè, va benissimo anche se sono fronte a fronte, non occorre che siano sulla stessa pagina), ma in certi casi questo semplicemente non è possibile, e dover voltare un singolo foglio non è un fastidio insopportabile. Prova a riprendere in mano qualcuno dei testi sui quali hai studiato, e a vedere se ti è mai capitato il caso di una figura che non fosse affiancata al testo che faceva riferimento a essa e, se sì, se tale circostanza ti ha causato un tale fastidio nella lettura da dovertene poi ricordare. Comunque sia, l’idea di “ancorare” una figura a una posizione fissa nel testo, tramite l’opzione di posizionamento [tt]H[/tt] resa disponibile dal pacchetto float, è di solito, come ti ha già suggerito @OldClaudio, una cura molto peggiore del male, perché introduce un vincolo il più delle volte semplicemente inaccettabile nella suddivisione del testo in pagine: se la figura non ci sta nello spazio che rimane disponibile su una certa pagina sotto al testo accumulato fino a quel punto, bisognerà per forza inserire — non ci sono santi — un’interruzione di pagina in quel punto, anche a costo di creare enormi spazi verticali vuoti (e non ci vuole molto perché uno spazio verticale appaia «enorme», ti assicuro che a volte basta meno di un centimetro).
Ciò detto, va anche aggiunto che l’algoritmo per il posizionamento dei cosiddetti «oggetti mobili» (cioè figure, tabelle…) è unanimemente considerato dagli esperti di LaTeX come il punto di gran lunga più debole della versione «2 epsilon» del LaTeX: tutti sono concordi nel ritenere che esso lasci alquanto a desiderare, e invero quella della gestione degli oggetti mobili è una delle aree in cui ci si aspetta che l’introduzione (ormai speriamo prossima) del LaTeX3 porti miglioramenti assai significativi. In effetti, per quanto ne so, è proprio la messa a punto dell’output routine (quella parte del LaTeX che si occupa, fra tante altre cose, appunto anche del posizionamento degli oggetti mobili) che sta ritardando così tanto il rilascio del LaTeX3.
Nell’attesa, un trucco (piuttosto bieco, ma spesso efficace, e comunque migliore dell’impiego della famigerata opzione di posizionamento [tt]H[/tt]) che si può usare per correggere un problema di posizionamento di un oggetto mobile è… spostare la posizione nel sorgente del codice
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\begin{figure}[tbp]
\centering
\includegraphics{…}
\caption{…}
\label{fig:…}
\end{figure}
`
che lo genera. Io, di solito, mi trovo bene a seguire la seguente rule of thumb:- come primo tentativo, inserisco il codice che genera una data figura subito prima del primo capoverso del testo che fa riferimento alla figura stessa;
- solo in caso di posizionamento fortemente insoddisfacente, provo a spostare il codice che genera la figura in avanti, un capoverso alla volta, sempre inserendolo fra due capoversi;
- praticamente mai mi spingo fino al punto di inserire il codice che genera la figura all’interno di un capoverso.
Si ricordi che gli aggiustamenti alla posizione degli oggetti mobili fanno parte della fase di «revisione finalissima» e, in quanto tali, vanno eseguiti soltanto quando si sta preparando la versione «assolutamente definitiva — non si cambia più nulla — MA DAVVERO!» del lavoro!
Concludo con un Esempio (più o meno) Minimo Compilabile che illustra quel che ho detto fin qui.
`
\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
% \usepackage[utf8]{inputenc} % non lo uso negli esempi affissi in rete
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[italian]{varioref}
\usepackage{graphicx}
%
% … altri eventuali pacchetti
%% Il seguente pacchetto serve a facilitare la stesura di documenti di esempio
% come il presente (MWE = Minimal Working Example = Esempio Mininmo Compilabile
% = EMC): **non** va usato in un documento reale.
\usepackage{mwe}\begin{document}
\chapter{Un certo capitolo}
\label{Chap:Gnu}Questo capitolo parla degli gnu (un argomento molto popolare fra gli autori di
Esempi Minimi Compilabili).% Per sperimentare un diverso collocamento della figura, decommentare la linea
% seguente:
% \lipsum[1-4]\section{Generalit\`{a} sugli gnu}
\label{Sect:Generalita}Diciamo che questo primo paragrafo del capitolo~\ref{Chap:Gnu} serva a
introdurre l'argomento da un punto di vista generale, e che utilizzi la
figura~\vref{fig:esempio} per spiegare come sono fatti gli gnu.\begin{figure}[tbp]
\centering
\includegraphics{image}
\caption{Immaginate che questo sia uno gnu}
\label{fig:esempio}
\end{figure}Io mi trovo bene a fare cos\`{\i}: nel sorgente, \emph{prima} metto il codice
che inserisce la figura, e \emph{poi} comincio a scrivere le spiegazioni
relative. Immaginiamo dunque che queste siano le spiegazioni: come si vede
nella figura~\vref{fig:esempio}, nell'anatomia di uno gnu si possono riconoscere
bla bla bla. Aggiungiamo anche del testo fittizio (del tipo <>) per simulare una spiegazione piuttosto lunga, diciamo
almeno un paio di facciate: il pacchetto \textsf{mwe} mette a disposizione il
comando \verb|\lipsum| per generare testo fittizio di questo tipo.\lipsum[1-8]
Diciamo che a questo punto la spiegazione sia finita: \`{e} cos\`{\i} brutta la
posizione che \LaTeX\ ha scelto per la figura~\ref{fig:esempio}? \`{E}
cos\`{\i} difficile seguire le spiegazioni e contemporaneamente tenere
sott'occhio la figura? E soprattutto: {\em sarebbe davvero stato pi\`{u} facile
seguire le spiegazioni (fino in fondo!\@) e contemporaneamente tenere
sott'occhio la figura se quest'ultima fosse stata forzatamente collocata subito
dopo il capoverso che termina con le parole <>?} \section{E con una figura pi\`{u} grande?}
\label{Sect:PiuGrande}Grazie tante! — direte voi — Tu hai usato una figura che non pone problemi
di posizionamento, perch\'{e} \`{e} piccola: ma che succede se usiamo una
figura che occupa un'intera pagina? Be', proviamo.\begin{figure}[tbp]
\centering
\includegraphics[height=16cm]{image-10×16}
\caption{Una figura grande}
\label{fig:grande}
\end{figure}La figura~\vref{fig:grande} mostra un'immagine che richiede da sola un'intera
pagina. In dettaglio, essa mostra che bla bla bla.\lipsum[9-16]
Testo che segue la presunta spiegazione della figura~\ref{fig:grande}. Di
nuovo: \`{e} davvero cos\`{\i} infelice la posizione scelta da \LaTeX?\end{document}
`Ciao.
—
Gustavo
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