- Questo topic ha 12 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 9 mesi fa da
OldClaudio.
-
CreatoreTopic
-
13 Novembre 2018 alle 5:53 #114546::
Salve, dovrei scrivere una formula e aggiungere sotto un elenco di valori che le variabili assumono in certe condizioni, nell’ambiente equation non posso andare a capo e altri ambienti matematici mi creano problemi col testo.
Potrei scrivere sotto ma vorrei, se possibile, fare in modo che la formula e le scritte sembrassero una cosa unita, come posso farlo?
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
13 Novembre 2018 alle 6:59 #114547::
Il pacchetto amsmath ti offre diversi ambienti con cui puoi fare quello che desideri fare.Ma anche senza arrivare a quel livello, puoi sempre creare un array (che equivale ad un tabular matematico) dove usi la prima riga per la formula e le righe successive, divise in più colonne per le semplici relazioni che contengono i valori.
Devi decidere tu se usare array o gli ambienti di amsmath perché dipende da tanti fattori; quanto è lunga la formula, quanti sono i valori, eccetera.
-
13 Novembre 2018 alle 9:32 #114548::
Ho già amsmath caricato potrei usare quello però non saprei quale ambiente scegliere, forse un equation con split dentro per avere un solo numero, se ho capito bene.I dati che dovrei mettere sono più o meno quelli nell”immagine allegata, mi pare più complicato dividerli in un array di più colonne.
Attachments:
You must be logged in to view attached files. -
13 Novembre 2018 alle 13:50 #114549::
Capisco il tuo imbarazzo nel dover/voler replicare quell’obbrorbrio.Le equazioni che non appartengono alla matematica pura, anche quelle empiriche come quella che mostri, vanno scritte in un altro modo, perché le norme ISO sper le scienze sperimentali prescrivono stili e forme completamente differenti. Quell’immagine che hai mostrato probabilmente è scritto da una persona che non ha idea di che cosa siano le norme ISO. Ma, la cosa più grave, le norme ISO non accettano relazioni matematiche empiriche, nemmeno se sotto si spiegano cosa siano i vari simboli specialmente se non sono indicate le unità di misura.
In sostanza, qualunque siano i fattori che intervengono nella formula, essa non ha nessun significato ragionevole.Le grandezze che rappresentano quantità misurate non possono venire elevate a esponenti non interi, tranno in alcuni rari casi dove le radici quadrate e quelle cubiche (esponenti 1/2 e 1/3) sono coerenti con la dimensionalità del radicando.
quelle grandezze devono avere simboli formati da una sola lettera con qualificatori al piede formati da qualunque informazione; La grandezza va in corsivo, e il qualificatore va in tondo. Nelle formule le virgole che rappresentano dei separatori seriali vanno spaziate da ciò e che esse precedono.Nel tuo caso i simboli e i qualificatori vanno esposti prima della formula e in linea col testo; oppure dopo la formala, ma sempre in linea col testo.
Insomma in quell’immagine non c’è un solo segno che si salvi.
Ti suggerisco di scaricare dalla sezione Documentazione la guidina tematica sulla matematica delle scienze sperimentali e di leggerla; poi dopo ne possiamo riparlare.
-
14 Novembre 2018 alle 4:54 #114550::
Quel coso può essere replicato o sistemato un po’ anche se di alcune parti non ho proprio capito il senso, perchè quella formula, largamente usata nella pratica clinica tramite app sul cellulare e calcolatori automatici, sarà scritta male con esponenti “non regolari” ma è la più precisa al momento.La cosa che più mi scoccia, e che è legata a latex, è come fare una sorta di legenda sotto al troiaio.
-
14 Novembre 2018 alle 7:10 #114551::
Se proprio devi, usi l’ambiente gather, dove nella prima riga metti l’equazione e nella seconda riga metti i troiaio dentro una \parbox, alla fine della quali aggiungi \notag. Quindi la “formula” risulta numerata e il troiaio no.
Ricorda che puoi sempre mettere delle scatole di testo in un ambiente matematico; l’importante è che, come nel caso in esame, tu specifichi convenientemente la larghezza della \parbox. Se non ti è chiara la \parbox, esamina la traduzione italiana della guida di Lamport, Il LaTeX Reference Manual commentato.
-
14 Novembre 2018 alle 8:24 #114552
-
14 Novembre 2018 alle 14:37 #114553::
Sullo split e su aligned ci sono pareri diversi qui sul forum. La loro differenza è visivamante insiginficante, ma ci si accorge della differenza quando si vuole aggiunge in cosa qualche cosa.Si volendo avresti potuto fare con un equation contenente uno split o un aligned; avresti avuto un incolonnamento con allineamento a sinistra, ma avresti vito infarcire di \text{} e avresti dovuto scrivere una sola di quelle specificazioni in ogni riga dello split.
Non hai bisogno di mettere a pedice ]min e max, perché seggo bene il significato di quel “troiaio”, essi indicano il minore o il maggiore fra gli oggetti contenuti nel loro argomento; le macro \min e \max dovrebbero funzinare correttamente nel tuo caso, solo che non vengono scritte sicuramente con lo stesso font del resto.Non voglio esprimere giudizi in merito, perché ne abbiamo entrambi gì espressi molti; ma temo che tu abbia una bella gatta da pelare, non difficile da fare, ma pur sempre un lavoro “sporco”. 🙁
-
14 Novembre 2018 alle 21:08 #114554
-
17 Novembre 2018 alle 8:32 #114555::
La documentazione è scarna, comunque ha detto il professore (con cui sono riuscito a parlare alla fine) che essendo una formula che si usa tramite calcolatori elettronici, perchè è troppo complessa da usare a mente e da ricordarsi, non importa mettere basta mettere il nome e dire che si è calcolato con quella.Piccola curiosità che non ho trovato altrove, Biber e biblatex usano lo stesso tipo di file bib? Cioè io creo una bibliografia da pubed, la trasformo in file bib, ho visto che con bibtex (tramite un programmino con interfaccia visuale che si chiama Kbibtex) funziona però poi ho letto che è consigliato biber, posso usare lo stesso file?
-
17 Novembre 2018 alle 17:38 #114556::
Di bibtex ne esistono almeno tre versioni bibtex, bibtex8 e bibtexu; nella mia installazione di TeXLive per Mac e il suo editor specifico per il Mac, TeXShop, il motore di composizione bibtex.engine fa riferimento semplicemente a bibtex, non agli altri due.In pratica a me funziona sempre anche si i file .bb hanno codifica UTF-8, ma in teoria bitex doverebbe funzionare correttamente solo se i file .bib sono codificati ASCI a 7 bit. Bibtex8 dovrebbe poter gestire tuti i file .bib con codifiche a 8 bit; bibtexu dovrebbe poter gestire le codifiche multi byte. Sarà, ma bibtex a me funziona con qualunque codifica; forse non ho mai usato caratteri codificati multipyte veramente strani..
Tuttavia bibtex non ha le funzionalità che ha biber, non tanto per le codifiche, quanto per i campi e le configurazioni che biblatex può dargli da elaborare. Quindi usando biblatex come pacchetto di gestione dei file bib, la loro elaborazione è decisamante meglio farla con bibre, che epr altro eè il programma che biblatex richiede di default.
-
17 Novembre 2018 alle 17:50 #114557::
Si, quello che intendevo è se avendo un file scaricato da pubmed e trasformato in bib (per motivi di tempo, perchè scrivere una roba tipo 120 articoli con 5-6 autori l’uno è tanta roba) posso usarlo con qualunque motore che legga i file bib.Cioè avevo già pensato di usare biber ma il file vorrei mantenerlo.
-
17 Novembre 2018 alle 21:44 #114558::
Appunto; o ce la fai con biber; mentre con bibtex è un terno al lotto.Naturalmente devi usare anche biblatex se vuoi che tutto quello che hai scaricato con pubmed possa venire composto. Lo scopo di biber è quello di leggere le impostazioni che gli vengono passata da biblatex e leggere il file .bib. In base a quello che rova nel file .aux del file principale del tuo document, estrae tutti i riferimenti che sono stati esplicitamente citati; oppure il file principale prima di \printbibliography contien il comando [tt]\nocite{*}[/tt] che scrive nel file .aux di estrarre tutti i riferimenti che siano o non siano stati citati; l’output di biber è quello di produrre il file .bbl che vene letto da \printbiblography e composto in base ai comandi che contiene.
L’operazione è complessa dietro le quinte, ma per te non ci sono che pochi click di mouse sui file che compili abitualmente.
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.