pacchetto latex-uni8

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  • #115141
    claudio
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      Con l’ultimo aggiornamento ho trovato questo pacchetto latex-uni8 certamente
      un idea curiosa per semplificare i preamboli
      che ne pensate?
      ciao
      claudio

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      • #115142
        OldClaudio
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          Ho appena aggiornato anch’io e ho visto la documentazione (penosa) del pacchetto.
          “Penosa” perché le norme per caricare i pacchetti su CTAN prescrivono la documentazione in formato PDF, mentre non tutti gli utenti sono in grado di leggere codici di manuale da leggere con comandi specifici delle macchine Linux e Mac.

          Detto questo, mi pare che contenga alcune buone idee e altre che sono tipograficamante inaccettabili, come l’uso di suol.
          Per il resto non mi sembra che ci siano tanti vantaggio ad usare il pacchetto in questione rispetto a scriversi il preambolo normale con quei quattro comandi necessarie per impostare font e lingue. Buona l’idea di usare \PassoptionToPackage, opzione che per altro mette solo in mostra, cioè evidenzia, l’opzione passata al pacchetto, quando basterebbe mettere l’opzione fra quelle della classe (le opzioni di classe sono globali, quelle dei pacchetti sono locali; vedere la guida da leggere con texdoc clsguide), ma fatto con le opzioni di classe o fatto con \PassOptionsToPackage, le opzioni aggiunte si aggiungono in coda a quelle già passate al pacchetto designato; per babel la lista di opzion fa sì che l’ultima diventi la lingua di default. Va bene per avere inglese di default (che lo sarebbe anche senza chiamare babel) e l’unghrese di default per chi, come l’autore, scrive in ungherese; ma se vuoi scrivere qualcosa anche in una terza lingua, devi stare attento a dove la metti nella lista delle lingue aggiunte.

          Insomma, bravo l’autore che si è confezionato qualcosa che gli va a fagioulo e bravo a metterlo su CTAN (sia pure senza la documentazione nella forma prescritta), ma io non consiglierei quel pacchetto a nessuno per i motivi che ho detto.

          Non è una critica distruttiva; ho appena detto “bravo” all’autore del pacchetto; ma ritengo che il suo pacchetto non sia di grandissima utilità.

          Ecco un aneddoto personale; quando ero agli inizi e LaTeX2eera appena nato, mi ero cosruito tre nuove minclassi che contenvano già il preambolo con le lingue e i font; le avevo chiamate libro.cls, rapporto.cls, e articolo.cls. Le ho usate forse epr seimesi, poi, pur avendole a bordo del mio particolare sistema TeX, non le mai più usate; mi vincolavano troppo e di fatto usavo sempre le classi originali; ora spesso uso un preambolo precostituito che mi permette di usare pdflatex, xelatex e lualatex indifferentemente con impostazioni specifiche (e, ovviamente, per documenti particolari) per i tre motori, ma è un preambolo che copio direttamente da un mainfile ad un altro, così che posso modificare alcune impostazioni senza alcun vincolo in modo da adattarle al particolare documento.

          Ovviamente è solo una questione di gusti; posso consigliare quello che penso sia meglio, ma i consigli non necessariamente sono oro colato; sono solo un’indicazione di quello che io farei o che già faccio abitualmente.

          PS: a proposito di documentazione e di nuovi pacchetti: L’ultima volta che ho caricato su CTAN un aggiornamento pacchetto già esistente senza allegare uno dei tre file richiesti dalle norme di CTAN, mi è stato cortesemente respinto; nessun problema: ho aggiunto il file mancante, semplice duplicato di un file esistente, solo in formato diverso, e tutto si è risolto in un paio d’ore con tanti ringraziamenti per essere stato così veloce nell’adeguarmi alle norme. Tuttavia, con l’ultimo aggiornamento di TeX Live c’era anche il pacchetto tetragonos: hai provato a dare il comando texdoc tetragonos? È tutto in cinese, senza nemmeno un abstract in inglese, per cui se non conosci il cinese non puoi sapere nemmeno che cosa si possa fare con quel pacchetto. Come sempre le norme ci sono, ma pochi le rispettano; Anche il pacchetto frenchmath (con l’ultimo aggiornamento) è ben documentato, ma solo in francese; perché? la norma che richede la documentazione in inglese, almeno l’abstract, c’è e vale per tutti. Me ne lamento, anche se io conosco bene il francese; il sistema TeX è nato anglofono ed è diventato internazionale, dove la lingua franca è l’inglese, sia pure nella sua forma minima siglata EFL (English as a Foreign Language).

          Scusami per i numerosi off topic di questo messaggio.

        • #115143
          robitex
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            Ciao.
            Che poi se pensiamo che LuaTeX è un compositore molto più interessante per tutti i tipi di utenti, il preambolo si riduce ad un pacchetto dei tre fondamentali che si usano con il formato LaTeX con pdftex.
            Ovvero, con LuaLaTeX non si carica più fontenc e nemmeno inputenc.
            Si codifica il sorgente in utf-8 come si fa già con pdfLaTeX ma quei due pacchetti non servono più.
            Si carica invece il pacchetto fontspec per ottenere i vantaggi dei font open type.
            Il preambolo base va da:
            `
            % !TeX program = pdfLaTeX
            \documentclass{article}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[italian]{babel}
            % etc
            `
            a
            `
            % !TeX program = LuaLaTeX
            \documentclass{article}
            \usepackage[italian]{babel}
            % etc
            `

            Io invece rispetto a Claudio uso diverse classi documento che ho scritto appositamente e che continuo a usare tutti i giorni.
            Il motivo è che i documenti che produco richiedono parecchi componenti aggiuntivi, sia tipografici che di gestione dati.
            Capisco molto bene perché mi è capitato molte volte negli anni, lo scrivere codice di “abbreviazione” e poi tornare indietro perché non conveniente.
            La cosa importante invece è l’essere pazienti di adattare i sorgenti alle nostre esigenze.
            Se non lo siamo rendiamo difficile il processo di prova ed errore con cui si raggiunge un buon codice.
            R.

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