- Questo topic ha 6 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 5 mesi fa da
OldClaudio.
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CreatoreTopic
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5 Aprile 2019 alle 5:54 #115483::
Salve a tutti, vorrei chiedervi se esiste un modo per rendere più centrale rispetto ai margini e più grande (magari eliminando gli interlinea superiore ed inferiori) l’immagine a schermo intero in allegato relativa al seguente codice:`
\clearpage\begin{tikzpicture}[remember picture,overlay]
\label{fig:n}
\pgfdeclareimage[height=.75\paperheight]{image}{Immagini/actual}
\node at (current page.center) {\pgfuseimage{image}};
\end{tikzpicture}\clearpage
`
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AutoreRisposte
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5 Aprile 2019 alle 6:27 #115484::
Hammer” post=115866Salve a tutti, vorrei chiedervi se esiste un modo per rendere più centrale rispetto ai margini e più grande (magari eliminando gli interlinea superiore ed inferiori) l’immagine a schermo intero in allegato relativa al seguente codice:
`
\clearpage\begin{tikzpicture}[remember picture,overlay]
\label{fig:n}
\pgfdeclareimage[height=.75\paperheight]{image}{Immagini/actual}
\node at (current page.center) {\pgfuseimage{image}};
\end{tikzpicture}\clearpage
`Ciao.
Il codice che riporti secondo me va modificato. Non usare tikz per includere le immagini, usa il pacchetto graphicx.
Tutto il lavoro di centraggio di pagina è automatico, se includi l’immagine in un ambiente figure con opzione p, che sta per page.
In questo modo potrai usare una caption, creare il sommario delle immagini in automatico, e non dovrasi compilare due volte.R.
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5 Aprile 2019 alle 6:57 #115485::
Oltre a quello che ti ha detto @robitex (di usare graphics per immettere le immagini dentro un normale ambiente figure con l’opzione di posizionamento [p], devi usare le scatole cinesi come ti ho già detto e di cui ti ho indicato anche al documentazione.Se vuoi fare cose non previste dalla classe devi trovare tu il marchingegno che ti permette di farlo; ti ho suggerito \makebox e minipage, ma vedi trovare tu i parametri da specificare per ottenere il risultato che cerchi, specialmente se vuoi uscire dai margini laterali e se vuoi occupare anche parte dei margini inferiore e superiore.
Ricordati solo di non esagerare con l’occupazione dei marigni; potresti andare incontro a problemi ben più gravi rispetto a quelli che otterresti scalando in giù le tue grandi immagini.
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6 Aprile 2019 alle 5:59 #115486::
Ok ragazzi/e grazie mille. Posso farvi un’ultima domanda che non c’entra con l’oggetto del post senza aprirne un altro?In particolare, vorrei capire se i nomi degli autori, man mano che vengono citati nel testo, devono essere scritti in corsivo oppure no. Sto scrivendo la tesi di laurea e ho trovato indicazioni molto confuse in rete riguardo l’uso del corsivo. Ad esempio, per quanto riguarda i nomi in inglese, sembra che risulti corretto sia utilizzare il corsivo soltanto la prima volta che si incontrano parole nuove inglesi nel testo sia enfatizzare sempre i termini inglesi con il corsivo. Qualcuno mi potrebbe dare una mano in questo?
Notate bene che non mi riferisco ai riferimenti bibliografici, ma alla citazione degli autori nel testo.
Grazie 🙂
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6 Aprile 2019 alle 11:37 #115487::
I nomi degli autori si possono scrivere sempre in tondo nel testo e nella bibliografia, oppure sempre in maiuscoletto; non ho mai visto da nessuna parte che si debbano scrivere in corsivo, che siano inglesi, russi, o sudafricani. Non ha senso.
L’uso del corsivo è accettabile epr i nomi comuni, ma anche in quel caso si usa il corsivo sempre, non solo la prima volta, se non sono entrati come prestiti stabilizzati di forestierismi nella lingua italiana; non scriveresti mai glof, tennis, record, in corsivo anche se sono parole inglesi, come non scriveresti in corsivo choc (francese) intellighenzia (traslitterazione del russo), lager (tedesco) e simili altre aprole facenti ormai parte del lessico italiano.Puoi usare la rpima volta e solola prima, quando vuoi evidenziare una prola insolita che usi come vocabolo cnon come parte di un discorso, se la usi in modo metaforico o ironico, non nel suo significato “ordinario”; se ne tai dando la definizione. E lo fai qualunque sia la lingua che usi per il testo principale, e qualunque sia la lingua a cui appartiene la parola evidenziata.
Nella guida Introduzione all’arte dela composizione tipografica con LaTeX, che puoi liberamante scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito, uno dei primi capitoli è intitolato Ortografia tipografica , che tratta di tante cose, compreso l’uso dei font in tipografia. Attento: non si tratta di verità dogmatiche; è un riassunto delle pratiche abituali in Italia e c’è qualche cenno ad alcune pratiche straniere, essenzialmente per sottolineare le differenze fra certe pratiche straniere e quelle italiane. Quando poi vai nei campi frequentati dagli certi umanisti, trovi pratiche diverse per il solo gusto di sembrare originali.
Ricorda il corsivo, il maiuscoletto, il nero sono modi di mettere in evidenza certe parti del testo; cambiare forma o serie deve avere un significato costante per non mettere in difficoltà il lettore; inoltre non si eseguono mai due o tre evidenziazioni contemporaneamente; quindi o solo corsivo, o solo nero, o solo maiuscoletto, non corsivo nero, corsivo maiuscoletto, maiuscoletto nero e, ovviamente, niente corsivo-maiuscoletto-nero. È lecito usare il corsivo o il maiuscoletto in un titolo scritto in nero, altrimenti l’evidenziazione si perderebbe. MA seocndo il grande book designer Robert Bringhurst, il nero non si dovrebbe usare mai.
Tutto ciò non serve por tenerti una lezione ma per sottolineare che quando si scrive tipograficamente come si fa quando si usa LaTeX, bisogna rispettare certe regole che nessuno ci ha mai insegnato a scuola o all’università; e non sono le regole della grammatica, sono altre regole che si aggiungono a quelle grammaticali.
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6 Aprile 2019 alle 14:35 #115488::
Perfetto, scaricherò e leggerò la guida che mi hai consigliato. Comunque, nel mio caso devo utilizzare molto frequentemente termini tecnici inglesi relativi all’ambito industriale, come: “lead time”, “cycle time”, “buffer”, “equipment”. Ho difficoltà anche con alcuni termini più comuni: “task”, “management”, “standard” etc. Ad esempio “etc.” l’ho inserito in corsivo, è un errore?Nello specifico, oltre al dubbio sul corsivo, ho anche difficoltà con i plurali. Mi spiego meglio, ci sono molte parole inglesi che secondo me non è gradevole riportare al plurale in un testo, ma si tratta di un’interpretazione personale. Non essendoci regole particolarmente ferree (o almeno non che io sappia, al di là delle numerose guide sulla tipografia), una volta terminato il mio progetto di tesi mi sono venuti diversi dubbi sull’utilizzo del corsivo e del plurale!
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6 Aprile 2019 alle 15:32 #115489::
Nella guida che ti ho indicato ci solo le regole da usare in modo da non urtare troppo la suscettibilità di alcuni. Ma da ingegnere sono abituato alle regole e cerco di rispettarle cercando la logica e quindi per quanto non esplicitamente enunciato nei testi vari di tipografia che ho consultato, che sia conforme alla logica sottostate.Allora: il corsivo lo usi per tutte le paole non assimilate nella lingua italiana, sempre e non talvolta; se il tuo testo, la tua tesi, usa spesso determinati termini come quelli che hai elencato, si può assumere che quei termini sono assimilati nel “gergo” della tua disciplina; perciò le scrivi in tondo e le tratti come parole italiane. In italiano le parole in generale prendono il plurale all’italiana, se la loro origine viene dal latino o anche dal greco passando per il latino. tutte le altre sono invarianti al plurale. La regole è semplice, semplicissima. Questo vale anche epr le parole latine, per el quali curriculum, lapis, album, iter, eccetera sono latine e non cambiano al plurale; se scrivi “curricula” dimostri di conoscere il altino ma non l’italiano. Se vuoi trattarle come parole latine le devi scrivere in corsivo come qualsiasi altra parola straniera e allora, puoi usare anche il plurale latino. Ma per usare i plurali delle parole straniere bisogna conoscere un minimo la lingua straniera di origine. Nella guida c’è l’esempio dei nomi che derivano dal giapponese e dal maori; kaki e kiwi; sono singolari? sono plurali? come si fa il plurale in giapponese o in maori? Nessun problema; le due parole sono assimilate nella lingua italiana (se non altro perché non esistono traduzioni italiane, mentre quei frutti non solo si vendono ma si coltivano in Italia da decenni). quindi li si tratta come qualunque altra parola italiana che termini in -i, come crisi, analisi, sintesi, eccetera; perciò sono invarianti e singolare e plurale sono identici.
Ma, per esempio “etc.” non lo devi usare perché è un’abbreviazione di una parola latina; la parola italiana è “eccetera” con la sua abbreviazione “ecc.” e l’uso del latino in questo caso è decisamente a sproposito; le abbreviazioni sono consentite solo all’interno di incisi parentetici. Per le abbreviazioni c’è un apposito paragrafo in quella guida.
Se non vuoi scaricare la guida che ti ho indicato (che comunque ti può essere utile, ma sono 800 e passa pagine) puoi scaricare la guidina tematica Tipocomporrein italiano che è costruito sul capitolo Ortografia tipografica di cui ti ho parlato; non è la stessa cosa ma è altrettanto valida e decisamente più breve.
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