::
Se sei su Linux e hai scaricato/installato TeXLive da un repository Debian con apt-get o uno degli altri manager dei pacchetti Debian, hai scaricato solo il primo dei file che vengono proposti nell’elenco: è la versione base che contiene il minimmo per lavorare in inglese; babel in qual caso gestisce solo la lingua inglese.
Per gestire altre lingue dovresti scaricare e installare quello dei pacchetti che contiene la parola “languages”; ma se ce ne è una che contenga la parola “full” scarica e installa quella.
L’installazione Debian di TeXLive va bene, è controllata e soddisfa i criteri del consorzio Debian epr il software libel che quel consosrzio sostiene.
Ma il consiglio di @Claudio è valido; anche su Linux si può installare la versione “non-Debian” direttamente dal sito del TUG (TeX Ysers Group) al link http://www.tug.org/texlive/quickinstall.html; inoltre nella Sezione Documentazione di questo sito contine il link a texliveubuntu-YYYY-.pdf dove ci sono totte le istruzioni per scaricare e installare su diverse piattaforme Linux la versione “vera” di TeXLive.
Non che la versioen Debian non sia vera, ma l’ho messo fra virgolette, perché quella del TUG è la madre di tutte le installazioni, e ogni altra versione viene presa da lì e modificata, ridotta, spezzata, per altre piattaforme. Quella “vera” ha un TeXLiveMAnager che ne permette l’aggiornamento, volendo, anche giornaliero; Settimanale è meglio; ogni settimana, quando aggiorno ci sono alcune decine di pacchetti aggiornati e/o nuovi; disporre di una versione completa e aggiornata è un gran vantaggio, te lo garantisco. Io stesso aggiorno i pacchetti che ho creato per TUG due o tre vole all’anno, non tutti, ma certamente quelli che vengono usati più spesso; non aggiorno la sillabazione per l’italiano da alcuni anni, perché sono alcuni anni che non mi vengono segnalati errori veri (veri nel senso che non hanno radici straniere, ma sono parole veramente di origine latina, non sono acronimi, non sono termini tecnici; se dividesse equazione in equ-a-zio-ne, sarebbe un errore vero, tanto per intenderci, ma quella parola divisa in quel modo mi è venuta sott’occhio correggendo lo scritto d’esame di un mio allievo…; babel/italian e polyglossia/italian non fanno errori di questo genere).