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Leggo solo ora il messaggio iniziale e la conversazione fra @Valerio e @Luca34.
Il problema iniziale di @Valerio dipende dal fatto che lo spazio epr il numero dei capitoli è prefissato e si trova dentro la definizione del comando \l@chapter (come quello delle parti si trova dentro \l@part, ed ha un valore diverso, maggiore di quello per i capitoli). La ridefinizione di que. l comando è molto difficile, perché non è quella standard di book, ma quella di scrbook, la cui documentazione è in tedesco (quella in inglese fa pena).
Inoltre il pacchetto Classicthesis è categorico: non ammette modifiche: dice espressamante che se si vogliono apportare modifiche non lo si deve fare, ma si deve scegliere un’altra classe e/o un altro pacchetto.
Posso immaginare la soluzione di @Valerio che ha inserito il comando \quad; Spero che l’abbia fatto come si deve, perché rischia di avere un indice mal composto; cioè che la sua cura sia peggio del male. Siccome è geloso del suo codice, non ce l’ha mostrato, quindi mi restano i dubbi,ma spero che abbia fatto le cose per bene.
Vorrei permettermi un paio di commenti.
Mi domando perché si vadano a cercare template per le tesi, quando vari membri del GuIT ne hanno già proposte diverse; cito sufesi, sapthesis, unifith, toptesi; in più c’è frontespizio che permette di personalizzare il frontespizio in modo molto professionale; sono tutti file di classe o pacchetti, presenti in ogni installazione completa e aggiornata del sistema TeX. Con questi pacchetti non è necessario andare a cercare template in rete e il risultato in generale è molto buono.
Tutto ciò che si basa sulle classi ed i pacchetti della collezione Koma Script è molto diffuso in Germania e nei paesi limitrofi; fra questi scrbook, scrreprt, da una parte e ClassicThesis dall’altra; persino ArsClassica, che serve per comporre con ClassicThesis la nota guida L’Arte di scrivere con LaTeX, sono difficili da usare per il motivo a cui ho accennato sopra: documentazione carente, quindi o prendere o lasciare. È vero che con il software della collezione Koma Script si potrebbe configurare quasi tutto e ancora di più; ma quando si fa troppo, il tutto diventa estremamente complicato e interidpendente per cui se si da un colpo al cerchio si distrugge la botte…:sad:
Un’altra classe con cui si può fare di tutto e di più è memoir; io l’ho usata spesso come base per costruirci sopra altre classi, ma facendo troppo, la sua documentazione diventa monumentale (centinaia di pagine) e quindi difficile da consultare e da usare.
A mie spese, ho imparato che è più facile partire dalle classi standard, poi ci sono una miriadi di pacchetti che toccano ora questo ora quello, ma di solito non sono interdipendenti; sono focalizzati solo su un aspetto. La configurazione dell’indice generale, per esempio si fa benissimo con il pacchetto tocloft, ma il pacchetto si occupa solo dell’indice generale e degli elenche delel figure e delle tabelle, senza toccare nient’altro. Altri pacchetti consentono di dimensionare la griglia di stampa: geometry, per esempio. E via di questo passo.
ine dei commenti di un vecchio brontolone