Consiglio tipografico e dubbio su linea verticale

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  • #116921
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    Buongiorno a tutti, mi interesserebbe conoscere un vostro parere riguardo un particolare dettaglio. In poche parole sto scrivendo la mia tesi di laurea e, pur essendo una magistrale in ingegneria, poiché sto continuando uno studio già partito da altre persone la tesi deve essere scritta in italiano per mantenere lo stesso stile.
    Mi trovo però a dover usare termini in inglese relativi a comandi o parametri interni ad un software. Fino ad ora ho usato il comando \textit{…} per differenziare questi termini dal resto del testo.
    Vi chiedo un’opinione al riguardo considerando che ci sono paragrafi in cui questi termini si ripetono anche abbastanza spesso. Non conosco, se esistono, delle convenzioni tipografiche per queste situazioni.

    Come da titolo ho una domanda questa volta più pratica nel senso che quando avvio la stampa cartacea sulle pagine viene stampata una linea verticale, come ad indicare i bordi della pagina. Come mai? quando apro il pdf queste linee non ci sono e sto stampando su foglio A4 quindi lo stesso formato presente nel preambolo.

    Grazie a tutti per l’aiuto 🙂

    `\documentclass[11pt,a4paper,twoside,openright,notitlepage]{book}
    \raggedbottom % lascia alla fine delle pagine lo spazio invece che adattarle
    %—–Font e sillabazione
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{microtype} % migliora la scrittura del testo

    %—–Codifica dei caratteri
    \usepackage{amsfonts} % font matematici
    \usepackage{amsmath} % migliora stampa formule matematiche

    %—–Geometria – GUARDARE SITO POLITECNICO DI MILANO
    \usepackage{geometry}
    \geometry{a4paper,
    top=30mm, % margine superiore
    bottom=30mm, % margine inferiore
    inner=30mm, % margine interno pagina
    outer=25mm, % margine esterno pagina
    bindingoffset=3mm, % margine per la rilegatura
    heightrounded}

    %—–Interlinea
    %\usepackage{setspace}
    %\singlespacing

    %—–Immagini
    \usepackage{graphicx}
    \graphicspath{{Immagini/}} % percorso
    \usepackage{caption} % didascalie
    \captionsetup{tableposition=top, figureposition=bottom,font=small,format=hang,labelfont={sf,bf}} % modificare didascalie
    \usepackage{subfig}

    %—–Tabelle
    \usepackage{booktabs} % filetti professionali
    \usepackage{multirow} % tabelle multiriga

    %—–Equazioni
    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{amssymb}
    \usepackage{array}
    \allowdisplaybreaks % Per poter spezzare le descrizioni su due pagine
    \usepackage{siunitx} % Simbolo grado centigrado \ang{}

    %—–Bibliografia
    \usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
    \usepackage[sorting=none,backend=bibtex,style=numeric]{biblatex}
    \addbibresource{Bibliografia/Bibliografia.bib}
    %\bibliography{Bibliografia/Bibliografia.bib}

    %—–Intestazione
    \usepackage{emptypage} % serve per fare le pagine vuote tra un capitolo e l'altro
    %modifica intestazioni
    \usepackage{fancyhdr}
    \pagestyle{fancy}
    \renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt} % piede
    % intestazioni il minuscolo
    \renewcommand{\chaptermark}[1]{%
    \markboth{\chaptername
    \ \thechapter.\ #1}{}}
    \renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
    \fancyfoot[C]{\thepage}

    \usepackage{afterpage}
    %—–Riferimenti cliccabili
    \usepackage[hyperindex,colorlinks]{hyperref}
    \hypersetup{%
    colorlinks=true,
    citecolor=black,
    linkcolor=black,
    urlcolor=black,
    } `

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    • #116922
      OldClaudio
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        Ci sono tre coomenti da fare.

        1) Risponde, forse in parte alla tua domanda, i termini inglesi che riguardarono comandi e parametri di un software generalmente si compongono col font teletype a spaziatura fissa e seza cesure in fin di riga; invece di \textit dovresti quindi usare \texttt. Ma per la tua comodità puoi definire un comando stilistico e tanti comandi per ciascun comando da inserire nella tesi; per sempio`\let\commandstyle\texttt
        \newcommand\Input{\commandstyle{input}}
        \newcommando\Outpu{\commandstyle{output}}
        %eccetera
        `In questo modo nella prima riga puoi rendere \commandstyle equivalente ad un altro comando di scelta dei font, e con una sola modifica a quella prima riga, cambi la scrittura di tutti i comandi e di tutti i parametri in un colpo solo, senza dovere andare a cercarli uno per uno e modificarli uno per uno… Volend; puoi definire due equivalenze una per i comandi, e una, \parameterstyle, per i parametri, così uoi differenziarli — invece di equivalenze con def puoi anche eseguire delle definizioni, per cui potresti definirti`\newcommand\commandstyle[1]{\normalfont{\ttfamily\upshape#1}}
        \newcommand\parameterstyle[1]{\textnormal\ttfamily\itshape#1}}` in questomodo i comandi vengono in teletype diritto e i parametri in teletype corsivo.

        2) La riga verticale che non c’è nel pdf ma ti viene stamapta sulla carta dipende dalle impostazioni della stampante.

        3) Suppongo che il frontespizio si fornito dal PoliMI da colleghi che hanno scritto la tesi sull’argomento che tu stai continuando. chiami due volte amsmath, pa prima volta preceduta dalla chiamata a amsfonts e la seconda seguito da\amssymb; è concettualmente errato; cancella la prima istanza di amsmath con il suo predecessore amsfonts; in fatti amsmath viene caricato lo stesso e amssymb provvede lui stesso a chiamare amsfonts, ma fornisce anche i comandi per usare i caratteri di quella famiglia di font.

      • #116923
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        Ciao grazie mille per la risposta tempestiva!

        Ho provveduto subito ad aggiustare il preambolo.

        Per quanto riguarda il primo quesito in effetti \textttt{} sembra essere più indicato per i comandi. Il dubbio però è più che altro sulla “frequenza” con il quale differenziare queste parole. Ci sono parole ad esempio “time-step” che non si ripetono molto spesso e mi sono chiesto se fosse bello ogni tre per due vedere un cambio di font o se a questo punto non fosse più conveniente scriverli normalmente.

      • #116924
        OldClaudio
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          No, quelle locuzioni di una sola parola o di un paio sono termini tecnici che non fanno parte dell’italiano; per time-step e simili locuzioni io li scverei in cosivo al prima volta e in tondo tute le altre; meglio ancora, predisporrei una nomenclature o un glossario; in realtà questi due termini indicano la stessa cosa ma i pacchetti nomenclature e glossaries gestiscono quella “cosa” in modo diverso. Leggine la documentazione epr vedere se e quale ti piace di più.

        • #116925
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          Grazie per i consigli 🙂

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