Progetto di un testo complesso e strutturato di contenuto giuridico; classe book

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  • #117471
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    Buonasera a tutti,
    è la prima volta che scrivo su questo forum e vi prego di perdonarmi se per caso il mio post non è del tutto in linea con gli standard previsti (immagino anche per l’inevitabile lunghezza di esso).
    Una piccola presentazione: non sono un informatico e non ho formazione scientifica (faccio l’avvocato) ma da moltissimi anni ho l’ambizione di riuscire a comporre un testo in LaTex per le ovvie ragioni che potete immaginare. Tuttavia, ogni volta che – nel tempo – ho provato a imparare ho dovuto sempre lasciar perdere, un po’ per mancanza di tempo e un po’ per l’inadeguatezza delle mie conoscenze.
    Ora ci voglio riprovare perché sto preparando un lavoro (per me) molto importante e MSWord – che pure oramai conosco piuttosto bene – non mi basta più: per dare un’idea il progetto che sto allestendo sarà di alcune centinaia di pagine, con moltissime note e moltissimi riferimenti incrociati.
    Per questo motivo sono settimane che sto leggendo di tutto: le ottime guide di Pantieri, la guida Guit, moltissimo materiale on line e via così… ma mi sto perdendo e non riesco ancora ad avere un’idea precisa di come realizzare quello che ho in mente.
    In poche parole (come cerco di spiegare dallo schema che trovate nel file allegato) si tratta di un testo strutturato di una certa complessità e lunghezza, classe book, per il quale credo di aver capito che sarà necessario utilizzare molti file .tex nidificati.

    [attachment=2387]Struttura_progetto.pdf[/attachment]

    Più in dettaglio: sarà un commentario giuridico ad un’importante (e corposa) normativa dell’Unione europea e, in parte, italiana. Per avere un’idea approssimativa potete fare riferimento al file allegato.
    Sto studiando, naturalmente, \include, \input, \import, il pacchetto subfiles e standalone… ma non riesco ancora a capire quale approccio sia migliore.
    Per questo chiedo un aiuto, un’indicazione anche di massima per capire meglio che cosa andare cercare e che cosa studiare in particolare, suggerimenti su che cosa sembra più aderente al progetto come lo descrivo qui sotto.

    Ringrazio da subito chiunque vorrà rispondermi
    Un caro saluto a tutti

    Marzio (Vincent)

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    • #117472
      robitex
      Amministratore del forum
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        Ciao.
        Posso darti solo le mie impressioni sul tuo progetto. Non ho mai composto testi giuridici con LaTeX a meno che non si possa considerare un testo giuridico un Capitolato Speciale d’Appalto, che è un testo diviso in parti e articoli con commi e lettere.
        Comunque sia, la regola generale vale sempre: più è complesso un testo e più LaTeX darà un risultato migliore rispetto ad altri sistemi perché è programmabile.

        Se potenzialmente il tuo progetto può considersi quindi risolto, occorre implementarlo per davvero seguendo un metodo di prova ed errore. Questo perché a mio avviso è preferibile concretizzare un risultato ancora insoddisfacente che lavorare a una forma finale a prescindere. Bando alle chiacchere, quel che vorrei dirti è che la progettazione è un itinerario con ostacoli e salite non un’osservazione da lontano della vetta.

        Alla prossima.
        R.

      • #117473
        Filippo
        Partecipante
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          Ciao e benvenuto. Capisco la tua apprensione, e innanzitutto mi sento di consigliarti una cosa: LaTeX è qualcosa da imparare facendo, certo van lette le guide, ma poi a un certo punto bisogna anche buttarsi e iniziare a scrivere. Ragionando con la propria testa, evitando i copia-incolla di codice che non si comprende. LaTeX è molto logico, e se si fa questo esercizio, si può imparare rapidamente.
          Questo per dire che, capisco la tua apprensione, ma non fasciarti la testa in anticipo. Il cap. 5 della Guida GuIT che trovi su questo sito nella sezione Documentazione dice tutto quel che ti serve per organizzare il tuo documento, in particolare credo troverai utile il par. 5.8 “Organizzazione dei file sorgente”. Una volta letto, inizia a scrivere. Se poi trovi grossi scogli, qui c’è un sacco di gente competente.

        • #117474
          OldClaudio
          Partecipante
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            Ho esaminato con attenzione il tuo progetto.
            Non male come complicazione, ma la struttura che vuoi implementare è già contenuta nella classe book; sta a te realizzare le varie sezioni del tuo progetto con i suoi comandi.

            Vorrei farti un’osservazione che riguarda i libri in generale; mi riferisco ai libri il cui contenuto è strutturato, cioè forse divios in parti, sempre diviso in capitoli, che a loro volta sono divisi in sezioni (paragrafi), sottosezioni (sottoparagrafi) volendo fino ai sottocapoversi; tutte queste parti possono venire numerate gerarchicamente, ma di default la classe book numera solo dalle parti fino si sottoparagrafi, ma nette nell’indice generale solo fino ai paragrafi. è facilissimo impostare certi parametri per numerare anche le sotto-sotto-sezioni (sotto-sott0-paragrafi), i capoversi e i sotto-capoversi (anche se a mio parere numerando fino ai sotto-sotto-paragrafi si esagera forse un po’, ma dipende dal testo che uno scrive).

            Ora nel tuo progetto dividi in parti, ciascuna di queste divisa in sezioni; mmm; sarà un questione di terminologia, ma questa cosa non può essere fatta con la classe book; o tu chiami capitili quelle che nel tuo progetto hai chiamato sezioni, oppure chiami capitoli quelle che nel tuo progetto chiami parti.

            Cominciamo: i supersezionamenti; un libro strutturato contiene tre supersezionamenti principali: l’inizio, il corpo e la fine che si introducono con \frontmatter, \mainmatter, \backmatter. Di default la classe book le gestisce in questo modo:

            Front matter: la numerazione delle pagine è in numeri romani; i sezionamenti non sono numerati; ogni chapter comincia indifferentemente su una pagina qualsiasi.

            Main matter: la numerazione delle pagine ricomincia da 1 con cifre arabe; i sezionamenti sono numerati; ogni chapter comincia su una pagina dispari (di destra); i sezionamenti subalterni non vanno nell’indice generale

            Back matter: la numerazione delle pagine prosegue in cifre arabe quella della main matter; i sezionamenti non sono numerati; ogni chapter comincia su una pagina qualsiasi; tutti si sezionamenti fino ali sottoparagrafi vnno nell’indice generale

            Nota che ho scritto chapter, non chapter*, perché il comando \chapter* non mette niente nell’indice né modifica le testatine, indipendentemente dal fatto che sia usato nelle front, main o back matter; i sezionamenti subalterni non vanno nell’indice generle.

            Ovviamente queste impostazioni possono essere modificate; nella Guida GuIT ho descritto come ho fatto, per esempio ad ottenere la numerazione romana in maiuscoletto (visto che i romani non conoscevano il minuscolo (tranne quando scrivevano sui muri con una forma arcaica di scrittura legata precorritrice della scrittura legata dei nostri giorni — vedi Pompei). Ma vi ho scritto anche come sia sostanzialmente una questione di stile (più o meno apprezzabile) quella di numerare l’inizio con una numerazione diversa e oggi non sussistono più i motivi pratici per i quali una volta, quando si componeva in piombo, si faceva così.

            Nella front matter ci stanno il frontespizio, l’indice generale, la prefazione, l’introduzione (purché questa non sia un \chapter diviso in sezioni subalterne — non è proibito, ma ma di solito non si fa); Gli acronimi si possono mettere nella front matter, ma stanno meglio nella backmatter

            Nella main matter va il copro del docuemnto e le appendici numerate; queste hanno bisogno di essere numerate se sono più di una, altrimenti una sola appendice comincia la back matter.

            Nella back matter vanno tutte le parti di consultazione, compresa eventualmente l’unica solitaria appendice non numerata; quindi oltre a questa appendice, ci stanno bene la bibliografia, l’indice analitico, il glossario, gli acronimi, eccetera. Per averli indicati nell’indice bisogna configurarli apposta.

            Ora non voglio scendere in troppi dettagli perché il messaggio diventerebbe troppo lungo. Tuttavia la struttura che io vedrei sarebbe la seguente:
            `\frontmatter
            Frontespizio
            Indice generale
            Prefazione
            Introduzione

            \mainmatter
            \chapter{La legge xyz …}
            \section{Articolo 1 della legge}
            testo
            \subsection{Commento prima questione}
            testo
            \subsubsection{Fonte AAA}
            testo
            \subsubsection{Fonte BBB}
            testo
            \subsection{Commento seconda questione}
            testo

            \chapter{Articolo 2 della legge}

            \backmatter
            \chapter(acronimi)
            \chapter{glossario}
            \chapter(indice analitico)
            \chapter{Giurisprudenza citata}
            \chapter{Bibliografia}`

            Poi in un secondo tempo rifinisci le cose, personalizzi lo stile dei dettagli, ma non preoccupartene prima di avere composto il tutoo.
            Ti raccomando le seguenti guide tematiche:

            Il LaTeX Reference Manual commentato
            Tipocomporre in italiano
            Font e tipografia
            La bibliografia in biblatex e i programmi di gestione dei record
            Introduzione alla creazione dei file di classe
            Introduzione alla definizione della geometria della pagina,

            Oltre, naturalmente alle guide generali: L’Arte di scrivere con LaTeX e Introduzione all’arte della composizione tipogrfica con LaTeX.

          • #117475
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            Dunque sei tu, l’autore di quella super guida!
            Grazie per la ricca risposta (e ringrazio anche chi ti ha preceduto per lo spunto e gli incoraggiamenti).
            Inizierò in questi giorni di ritiro forzato a fare le prove che suggerisci.

            Qui vorrei solo evidenziare la mia esigenza primaria: si tratta di testi estremamente lunghi, che oltretutto richiedono estrema cura ortografica; la mia paura è di avere da gestire un file enorme pieno di codice dove poi mi posso perdere la cura del testo. Per questo motivo, leggendo vario materiale (qualcosa anche di qualcuno tra quelli che mi hai appena raccomandato), mi sono subito orientato nella direzione di scomporre il tutto in file nidificati.

            Comunque, proverò e … casomai, temo di dover tornare a disturbare qui 🙂 .

            P.S. forse non ho cercato bene, ma mi pare di poter dire che mancano modelli di testi legali/giuridici in italiano: c’è qualcosa in tedesco e persino in brasiliano, ma mi pare che nessuno si sia occupato della lingua italiane… invece sono convinto che sarebbe un fronte molto interessante (e, peraltro, utile).

            Grazie ancora. Un caro saluto a te e a tutti.

          • #117476
            OldClaudio
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              No, finora nessuno in Italia si è preoccupato di creare una classe per documenti legali; ma il tuo è un documento di commento; un saggio di commento ad alcune leggi, non è in senso stretto l’enunciato di una legge, di un devreto o di simili cose, che richiedono formati particolari.
              Vedi, anche gli umanisti hanno bisogno di scrivere documenti critici, saggi su altri documenti, ma hanno delle idee strane, che i giuristi non dovrebbero avere. Non ci sono due umanisti che compongano una bibliografia nella stessa maniera e ovviamante secondo ciascuno di loro afferma che il suo metodo sia l’unico corretto; tuttavia nessuno di loro nemmeno si preoccupa di sapre se esistono delle norme per i riferimenti bibliografici, eppure esistono el norme ISO-UNI-EU che in Italian hanno valore di legge. Non scendono in troppi dettagli,ma specificano chiaramente quali siano gli elementi essenziali e quelli accessori di ciascun tipo di riferimento bibliografico.
              Tuttavia dispongono di edmac.sty, ledmac.sty, reledmac.sty per comprre gli apparati di note, fino a 5 se ben ricordo, am tutti i momenti, anche nel forum, nascono richieste di modifiche o poersonalizzazioni di queste cose.

              Come ingegnere non ti saprei consigliare per i testi giuridici sono fuori dalla mia portata; sebbene… Fra di documenti scaricabili dalla sezione Documentazione del sito, c’è “Saper comunicare – Cenni di scrittura tecnico scientifica”, che ho scritto quando ero ancora in servizio (ora sono in pensione da più di 13 anni) per i laureanti del Politecnico di Torino e per gli aspiranti( già laureati) a sostenere l’esame di stato in modo da entrare nella professione con il peide giusto, anche se manca ancora l’esperienza del lavoro sul campo. Ma perizie, capitolati e simili osno documenti legali, quindi nel mio piccolissimo, microscopico ho contribuito qualcosa anche in questo campo.

              Ma non, certamante, in un saggio del tipodi quello che ti accingi a scrivere.

              Ti raccomando di usare un editor che comprenda le cosiddette righe magiche (le righe di autoconfigurazione) perché comporre un grande testo molto lungo frazionato in molti file sorgente diventa molto più facile. Ricorda con attenzione la differenza fra \include+\includeonly, \input e \import (del pacchetto pdfpages? – ti sconsiglio di usare questo tipo di importazione; vale la pena di copia-incollare i testi da importare mettendoli dentro file .tex da immettere nel documento complessivo con \include o \input; non è vietato, ma te lo sconsiglio). Data la velocita di compilazione dei moderni calcolatori, non è più necessario ricorrere a queste articolazioni annidate a più livelli, come era necessario/consigliabile fare 20 o30 anni fa, ma è molto comodo poterlo fare epr tenere in ordine file relativamente piccoli e per gestire separatamente file che contengono strutture difficile da comporre, come capita talvolta con schemi grafici o con tabelle complicate. Ma dimenticati di Word e degli altri word processor, come Writer, PAges, e tanti alri; Spesso non ce la fanno con file grosi e vanno in crash. Con LaTeX (RAM permettendo) non ci sono problemi di nessun genere anche con file immensi. Invece anche con LaTeX è meglio frazionare i file immensi in tanti file di minori dimensioni perché l’editing diventa più maneggevole; e ricordati di avere l’editor collegato ai dizionari ortografici opportuni, anche se scriverai prevalentemente o solamente in italiano.
              Se usi un Mac e se usi il suo editor TeXShop, se gli hai installato i dizionari ortografici necessari, lui sa ricercare l’ortografia corretta nella lingua appropriata senza che tu marchi diversamente i brani i lingue diverse (ovviamante li devi marcare comunque perché LaTeX usi almeno la sillabazione/cesura in fin di riga corretta.

              Scusa se mi dilungo, ma mi viene in mente che su richiesta di giuristi in passato ho implementato nel modulo babel-italian la numerazione principale delle liste numerate con lettere, invece che con cifre, non solo ma mi era stati chiesto che si potessero numerare vuoi con le 26 lettere dell’alfabeto “latino/occidentale”, sia con le 21 lettere dell’alfabeto “italiano”. Quidi qualcosa esiste già per i documenti giuridici, anche se si tratta di una cosa minima. Oggi sarebbe molto meglio configurare le liste di tipo enumerate mediante le funzionalità del pacchetto enumitem.

            • #117477
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              🙂

              Vengo a darvi conto dei numerosissimi e generosi consigli che ho ricevuto qui.

              In primo luogo, dopo alcuni giorni di letture incrociate (come stimolate dal Professore) ho del tutto abbandonato l’idea di appoggiarmi a un template, e ho iniziato a strutturare il mio progetto con memoir: non so spiegare perché ma mi trovo più a mio con memoir rispetto a suftesi, che pure ho provato.

              Più sotto vi metto un EMC per farvi vedere che cosa ho combinato (non è tanto minimo, e me ne scuso, ma non so in che altro modo spiegare il mio lavoro).

              Rimangono alcune questioni aperte, che pian piano spero di risolvere:

              1. non sono ancora molto sicuro dell’ordine da utilizzare nel preambolo per la chiamata dei singoli pacchetti, ma – fin qui, almeno – la compilazione non mi restituisce né errori né avvisi nei log;
              2. come cambiare lo stile del testo nelle section che appartengono a un chapter: al momento non mi interessano scelte estetiche, quello che mi serve è distinguere visivamente il testo normativo contenuto nel chapter dalle annotazioni e commenti contenute nelle sue section nidificate; potrebbe per esempio essere chapter in due colonne (imitando un po’ la Gazzetta ufficiale) e section in una colonna (ma credo di aver capito che questo sembra problematico) oppure qualsiasi altra soluzione che raggiunga lo scopo…
              3. i riferimenti incrociati all’interno dell’intero libro;
              4. etichettare le singole parole o espressioni per l’indice analitico (importantissimo, per me);
              5. costruire la bibliografia; anzi, me ne servirebbero addirittura due di bibliografie: una per la c.d. letteratura e l’altra per la giurisprudenza; tre sarebbe perfetto, perché in realtà avrei da elencare “bibliograficamente” anche altre fonti ufficiali rilevanti, con carattere non giurisprudenziale.
              6. In seconda battuta, più avanti, mi piacerebbe sapere se è possibile “importare” dei documenti pdf esterni all’interno di un documento.tex; cerco di spiegarmi meglio: immaginate di avere una parte finale del libro intitolata “Allegati”, in cui inserire – nel caso più tipico – dei testi di legge rilevanti; sarebbe molto noioso convertire gli originali presi dalle fonti ufficiali in testo, senza contare il pericolo di possibili errori di battitura, mentre sarebbe molto efficace poter “includere” i file stessi; la cosa ottima sarebbe poter includere i file e mantenere gli headings…

              Vi ringrazio per avermi letto fino a qui.

              Grazie anche per qualsiasi vostra valutazione, suggerimento, critica etc. etc.

              Buon w.e. a tutti (…e un pensiero per chiunque si trovi in difficoltà in questo difficile momento).

              Marzio (vi allego anche il pdf dell’output)

              edit: troppo pesante per i limiti di upload imposti; : https://ln.sync.com/dl/d372a0140/qn4qnu9c-3i3942mr-ngq2jgjw-h93aghn2

              [attachment]C:\fakepath\memoirbook.pdf[/attachment]

              `

              \documentclass[letterpaper,10pt,twoside,onecolumn,%twocolumn,
              openright,final,%draft
              ]{memoir}
              \usepackage{lmodern}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage[utf8]{inputenc}
              \usepackage[french,english,italian]{babel}

              \usepackage{emptypage}
              \usepackage{afterpage}
              \usepackage{lipsum}
              \usepackage{hyperref}

              %%%%%%%%%%
              \begin{document}
              \author{Marzio Vincent V.B.}

              \pretitle{\begin{center}\Huge\bfseries}
              \title{Mega commentario giuridico lunghissimo, complicato e anche piuttosto noioso}
              \posttitle{\par\vskip1em{\normalfont\normalsize\scshape Sottotitolo di questo galattico lavoro, con probabilmente parecchie parole illustrative del verboso contenuto di esso\par\vfill}\end{center}}

              %%%%%%%%%%
              \maketitle
              \thispagestyle{empty}
              \cleardoublepage

              %%%%%%%%%%

              \frontmatter
              \pagestyle{headings}
              \cleardoublepage

              \begingroup
              %\endlinechar=-1
              \tableofcontents*
              \endgroup

              %%%%%%%%%%
              \begingroup
              \include{frontmatter/prefazione}
              \include{frontmatter/premessa}
              \endgroup
              %%%%%%%%%%

              \mainmatter
              \pagestyle{headings}
              % \cleardoublepage

              %%%%%%%%%%

              \include{mainmatter/introduzione}
              \include{mainmatter/regolamento/a0001}
              %%%%%%%%%% – metto qui di seguito il contenuto del file richiamato da \include – %%%%%%%%%%
              \chapter*{Art. 1 — Epigrafe dell'art. 1}
              \pagestyle{myheadings}
              \markboth{Titolo corto dell'opera}{Art. 1 — Epigrafe dell'art. 1}
              \phantomsection % deve essere dato se è caricato il pacchetto hyperref
              \addcontentsline{toc}{chapter}{Art. 1 — Epigrafe dell'art. 1}

              % \cleardoublepage %qualora volessi isolare il titolo del capitolo in una pagina che precede il suo contenuto
              % \clearpage %sembra avere lo stesso comportamento

              %%%%%%%%%%-da qui in poi il contenuto-%%%%%%%%%

              \lipsum[1-8]

              Questo che segue è testo
              \marginpar{\scriptsize Questa è una prova di testo di media lunghezza per una nota a margine del paragrafo. Vorrei utilizzarla per scrivere brevi commenti oppure i riferimenti alla giurisprudenza oppure ad altre norme giuridiche; sarebbe interessante anche per i riferimenti incrociati all'interno del book. Vediamo come viene.} %ricordarsi di mettere esattamente qui uno spazio vuoto, altrimenti le parole vengono attaccate
              arbitrario per riempire la pagina, con un nuovo capoverso (riga vuota). Accanto, invece c'è una nota a margine.

              \lipsum[9]

              Ancora del testo in un nuovo capoverso,
              \marginpar{\scriptsize Questa è solo un'altra prova di testo di media lunghezza per una nota a margine del paragrafo. Vorrei utilizzarla per scrivere brevi commenti oppure i riferimenti alla giurisprudenza oppure ad altre norme giuridiche; sarebbe interessante anche per i riferimenti incrociati all'interno del book. Vediamo come viene.} %ricordarsi di mettere esattamente qui uno spazio vuoto, altrimenti le parole vengono attaccate
              in mezzo ai paragrafi generati da \textit{lipsum}, che devo scrivere per qualche riga al fine di vedere il comportamento, nella stessa pagina di note a margine e note a piè di pagina, le quali — come spiego in nota
              \footnote{Questa invece è una nota a piè di pagina, dove potrò scrivere un sacco di cose utili e interessanti per l'approfondimento del testo cui si riferiscono. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose.

              Voglio anche vedere come funziona il capoverso (una riga vuota) nelle note. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose. Questa invece è una nota a piè di pagina, dove scrivere un sacco di cose.}
              — serviranno per annotazioni, riferimenti e altri contenuti di dettaglio, che non possono essere ospitati a margine.

              \lipsum[10-15]

              \input{mainmatter/regolamento/a0001c}

              %%%%%%%%%% – fine del testo contenuto nel file richiamato da \include – %%%%%%%%%%

              %etc. etc.

              %%%%%%%%%%

              \end{document}
              `

            • #117478
              OldClaudio
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                Caro Marzio, cerco solo di rispondere a ciò che sono in grado di dirti; ma spero che altri rispondano a quello che non so spiegarti o consigliarti.

                0) Letterpater mi sembra proprio fuori luogo; in Italia non trovi carta di quel formato, almeno non la trovi più; era disponibile il formato quadrotto negli anni ’60 del secolo scorso, ma, da quando l’UNI ha normalizzato i formati delle carte, oggi non si trova più; voi fartela arrivare dagli USA?:grin:

                a) Usa solo \includeonly nel main file insieme a tanti \include coi nomi dei pacchetti da includere; spiegazione nella GuidaGuit. Poi, volendo, potreti includere dentro i file inclusi altre parti, e in quel caso usi \input.

                b) Nello stile che hai creato con memoir la colonna del testo è piuttosto stretta, quindi due colonne non ci stanno; Ma puoi sempre mettere in evidenza i tuoi commenti mediante l’ambiente quotation. Alternativamente puoi colorare le section di commento, per esempio di azzurro scuro; per colorare i titolini delle sezioni memoir ha un intero capitolo.

                c) I riferimenti incrociati sono l’ABC di LaTeX e memoir non fa eccezione; la difficoltà è che LaTeX non può decidere da solo che cosa incrociarlo e dove; inoltre i riferimenti incrociati si possono fare solo con cose numerate: parti, capitoli, sezioni, sottosezioni, eccetera purché siano numerate in automatico, cioè sia LaTeX a dar loro un numero si può fare riferimento a figure, tabelle, teoremi (e cose simili ai teoremi; anche se scrivi un testo giuridico, i commenti sono dei testi formati da no o più enunciati e l’ambiente theorem può essere configurato anche per dare un titolo e un numero a un testo formato da no o più enunciati); probabilmente memoir provvede già da solo, comunque, all’occorrenza, il pacchetto amsmath con il suo accolito amsthrm permette di definire i “teoremi” dando anche loro un nome, perché puoi sempre definirti degli pseudo teoremi col nome “Giurisdizione, Cassazione, e simili); sono numerate anche le pagine e si può fare riferimento ad una intera pagina., invece che a un particolare brano, purché sia inserito in quella pagina ogni cosa numerata può essere marcata con una “etichetta”, mediante il comando [tt]\label{}[/tt], e vi si fa riferimento con [tt]\ref{][/tt] e alla sua pagina con [tt]\pageref{}[/tt]; ovviamente ogni oggetto marcato con una < etichetta> deve essere marcato con una diversa da qualsiasi altro oggetto; è pratica comune creare etichette prefissate con una abbreviazione che ricordi il tipo di oggetto etichettato; per esempio il capitolo che tratta della legge XYZ può essere etichettato con \label{chap:XYX}. Il label va sempre messo dopo il comando di sezionamento o qualunque altro comando che sia responsabile del suo numero.

                d) memoir prevede le sue funzionalità per gli idici analitici; ma sarebbe meglio non fare uso delle sue funzionalità, bensì riferirsi al pacchetto imakeidx; leggine la documentazione; c’è anche un warning a proposito dell’uso con la classe memoir, appunto, per sottolienare che per l’indice anlitico fatto con le funzionalità di memoir o quelle di imakeidx sono mutuamente esclusive.Leggi bene le istruzioni della documentazione, perché, andando a memoria, non vorrei avere detto una cosa errata. Personalmente uso solo e soltanto imakeidx con qualsiasi classe. Trovo molto comodo definirmi dei comandi che allo stesso tempo mi scrivano la parola o la breve locuzione nel testo e la riportino al livello giusto nell’indice analitico.

                e) Per costruire più bibliografie devi leggere e studiarti bene la guida tematica sulla bibliografia, nella sezione documentazione.

                f) È possibile importare documenti esterni, purché siano già in formato pdf; oppure se hai delle fotografie o degli screenshot delle cose che vuoi importare, le importi con \includegraphics del pacchetto graphicx, ma leggi memoir per vedere cosa dice a proposito delle immagini da importare. Per i file pdf, c’è il pacchetto pdfpages che ti piò inserire anceh più di una pagina (rimpiccilendola) in na pagina intera del tuo libro.

                Credo di avere risposto a tutte le tue domande, aggiungendo anche la noterella a proposito di quella strana opzione per la classe che fa riferimento ad un formato di carta introvabile in Italia. Ma mi raccomando; leggi le documentazioni; nessuna delle operazioni che vuoi fare è banale, tranne quanto detto nella risposta c), perché quello è proprio l’ABC di LaTeX, non è l’unica cosa, ma è una di quelle che differenza questo mark-up di composizione da quello che possono fare i word processor, che, appunto, non possono proprio farle.

              • #117479
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                VincentLaw” post=118001
                Rimangono alcune questioni aperte, che pian piano spero di risolvere:

                1. non sono ancora molto sicuro dell’ordine da utilizzare nel preambolo per la chiamata dei singoli pacchetti, ma – fin qui, almeno – la compilazione non mi restituisce né errori né avvisi nei log;
                2. Se hai TeX Live 2029 inputenc non serve più caricarlo. Credo che lmodern sia meglio caricarlo dopo fontenc e babel. Almeno io ho sempre fatto così.

                  VincentLaw” post=118001
                  come cambiare lo stile del testo nelle section che appartengono a un chapter: al momento non mi interessano scelte estetiche, quello che mi serve è distinguere visivamente il testo normativo contenuto nel chapter dalle annotazioni e commenti contenute nelle sue section nidificate; potrebbe per esempio essere chapter in due colonne (imitando un po’ la Gazzetta ufficiale) e section in una colonna (ma credo di aver capito che questo sembra problematico) oppure qualsiasi altra soluzione che raggiunga lo scopo…

                  VincentLaw” post=118001
                  i riferimenti incrociati all’interno dell’intero libro;

                  Pacchetto hyperref, che già carichi. Se ne parla in diverse guide e, naturalmente, nella doc del pacchetto.
                  Vedi per esempio L’arte di scrivere con LaTeX.

                  VincentLaw” post=118001
                  etichettare le singole parole o espressioni per l’indice analitico (importantissimo, per me);

                  Vedi L’arte di scrivere con LaTeX, cap. 8

                  VincentLaw” post=118001
                  costruire la bibliografia; anzi, me ne servirebbero addirittura due di bibliografie: una per la c.d. letteratura e l’altra per la giurisprudenza; tre sarebbe perfetto, perché in realtà avrei da elencare “bibliograficamente” anche altre fonti ufficiali rilevanti, con carattere non giurisprudenziale.

                  Anche per questo punto rimando all’Arte. Credo che per le tue esigenze sia più che sufficiente. Probabilmente non ti servirà nemmeno leggere la doc del pacchetto.

                  VincentLaw” post=118001
                  In seconda battuta, più avanti, mi piacerebbe sapere se è possibile “importare” dei documenti pdf esterni all’interno di un documento.tex; cerco di spiegarmi meglio: immaginate di avere una parte finale del libro intitolata “Allegati”, in cui inserire – nel caso più tipico – dei testi di legge rilevanti; sarebbe molto noioso convertire gli originali presi dalle fonti ufficiali in testo, senza contare il pericolo di possibili errori di battitura, mentre sarebbe molto efficace poter “includere” i file stessi; la cosa ottima sarebbe poter includere i file e mantenere gli headings…

                  Questo è semplice. Se vuoi includere singole pagine puoi usare semplicemente graphicx con apposito comando.
                  Se vuoi includere un pdf intero o una parte c’è il pacchetto pdfpages

                  Ciao
                  Ivan

                3. #117480
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                  Grazie davvero a entrambi, OldClaudio e Ivan, per il tempo e la precisione delle risposte.
                  Mi tengo tutto da conto, ed ora inizio piano piano a importare i testi, seguendo i consigli che ho ricevuto.

                  A presto, buon w.e.

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