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A me risulta che mettendo \nonfrenchspacing subito dopo \begin{document} la spaziatura angloamericana funziona benissimo; ma è difficile da vedere perché lo spazio dopo il punto fermo non aumenta di molto, anche se raddoppia rispetto a quello che si avrebbe con \frenchspacing di default.
Come noti, ho parlato di spaziatura angloamericana, non di spaziatura italiana. Infatti secondo la tradizione italiana la spaziatura dopi segni interpuntivi di fine periodo non è diversa da quella della virgola o di altri segni. Nota che a cavallo del cambio di secolo fra il XIX e il XX, fino, credo il ventennio o forse fino alla fine del ventennio,la tradizione francese nella tipografia era quella francese; faceva molto fine, specialmente durante il ventennio, quando la Gran Bretagna era la “perfida Albione”. In quel periodo si metteva anche lo spazio prima dei segni interpuntivi alti, quindi tutti tranne la virgola e il punto; maggiore prima dei due punti e non tanto prima del punto e virgola. Negli USA la spaziatura dopo era rimasta, perché secondo le regole di dattilografia USA con le macchine da scrivere monospaziate ancora dominanti fino agli anni ’80, la regola della buona dattilografa era di battere due volte la barra spaziatrice dopo il segni di fine periodo. TeX col suo formato plain, usato anche da Knuth per comporre il TeXbook, ha conservato questa tradizione perché i primi utenti erano abituati a quella regola, ma con TeX non funzionava, perché due, o n, spazi consecutivi vengono trattati come un solo spazio. Ecco quindi che Knuth e i suoi hanno inventato lo space factor che può essere impostato al valore 1000 per tutto il documento (\frenchspacing) o a 1500 o a 2000 con \nonfrenchspacing; tanto che il punto dopo una lettera maiuscola viene interpretato correttamante come punto di abbreviazione, mentre se i punto dopo una minuscola vien interpretato come un punto di fine periodo, mentre se si tratta di una abbreviazione non deve essere trattato come punto di fine periodo, specialmente se il periodo prosegue con una parola che comincia con una minuscola. Col comando \@ si può modificare localmente questa ambiguità del punto.
Questa è la storia delle spaziature uguali o diverse e degli accrocchi inventati agli albori di TeX, nel 1978. Allorasi scriveva ancora soltanto in inglese, ed era quasi impossibile usare TeX per comporre in un’altra lingua; mi ricordo che nel 1986 ottenni il permesso di creare una versione modificata di latex chiamata itlatex, sul mainframe del PoliTO, in modo che compilando in in italiano si potesero usare gli accenti senza impedire la sillabazione e la sillabazione non dividesse “equazione” in “equ-azione”; fu allora che creai il primo file di sillabazione per l’italiano, basandomi su un lavoro simile fatto da un ricercatore dello CSELT (ora ha cambiato nome, mi sembra che si chiami TiLab). Quando Nel 1990 TeX ha raggiunto la versione 3.0 che poteva finalmente gestire fino a 256 lingue, e nel 1991 nacque babel, non era possibile comporre correttamente un documento multilingue. Vedi che mi sono lasciato andare a raccontare cose che ormai fanno parte dell’archeologia del sistema TeX?
Perché allora vuoi usare una spaziatura all’inglese se scrivi in italiano?
Il consiglio che ti posso dare è di lasciar perdere questa disgraziata abitudine compositiva estranea alla nostra tradizione italiana.