tonos e oxia

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  • #117956
    samiel
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      Ho un problema di cui non riesco a definire esattamente la natura.
      Scrivendo in greco politonico, la lettera alfa con accento acuto che viene riprodotta
      è comunque la alfa con tonos del monotonico, non quella con oxia del politonico.
      In alcuni font le vocali accentate del monotonico sono leggermente diverse
      da quelle, ovviamente con l’accento acuto, del politonico. In questo modo però
      si riscontrano delle differenza fra i vari acuti. Usando un editor, io ricorro a degli ‘shortcuts’
      da tastiera e succede appunto quanto sopra. Per usare le lettere con oxia del politonico
      devo fare un copia incolla con glifo da qualche sito, non riesco a produrle direttamente io.
      Questo usando sia la tastiera “greco” sia quella “greco politonico”. Qualche lume?
      grazie
      m

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      • #117957
        OldClaudio
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          Dipende da quali pacchetti, usi, da quale compilatore usi, da quel sistema operativo usi, da quale tastiera/driver di tastiera usi.

          Per gli accenti greci, altini, e di altre grafie, ne esistono di due tipi:
          a) quelli che si trovano già nei singoli glifi e questi glifi accentati hanno un particolare numero che ne rappresenta l’indirizzo unicode. Quando scrivi con l’input codificato utf8, a seconda del programma che usi quel carattere immesso con la tastiera viene trasformati nella sua LICR (LaTeX Internal Character Representation) e poi a seconda del programma che usi questa LICR viene sostituita con il codice giusto.
          b) esistono anche i selfcombining diacritical marks; questi sono caratteri che rappresentano diacritici e che si sovrappongono automaticamente alla lettera che li precede; questi caratteri spesso sono usati nei file PDF creati con programmi generalmente diversi dai compilatori del sistema TeX; non si collocano bene come i caratteri già dotati di accento.

          Un esempio? I caratteri Unicode predono una posizione per æ e Æ, e per le loro varianti già accentate con l’accento acuto; in totale 4 posizioni Unicode. ci sono solo œ e Œ, senza le varianti accentate, due posizioni Unicode. Se le vuoi accentare con l’acuto devi ricorrere al carattere U0301 denominato COMBINING ACUTE ACCENT. Per scrive latino liturgico capita di dovere usa œ oppure Œ accentati, e bisogna usare quel combining acute accent. Va da se che con alcuni font l’accento si auto combina centrandosi bene sul carattere da accentare; con altri font vi si colloca sopra ma allineato con il marigne sinistro, con altri allineato con il margine destro; insomma tutte le posizioni sono possibili.
          Aggiungi quest’altro fatto; se scrivi con pdfLaTeX e usi il pacchetto textcomp, disponi delle maiuscole già accentate con accenti più abbassati, oltre ad una comando per mettere l’accento con le macro di TeX usando dei caratteri più ribassati in modo che la maiuscola non provochi eventualmente una interlinea supplementare \lineskip per rispettare il vincolo posto da \lineskiplimit.

        • #117958
          samiel
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            Allora, io sto lavorando a un font, per cui so bene come funzionano
            glifi, slot e valori Unicode. Il mio problema è che senza regole particolari
            in greco le vocali con accento acuto vengono rese con tonos,
            e si mescolano alle altre scritte con oxia. Se questi glifi sono, come in alcuni font,
            leggermente diversi, si produce una certa disomogeneità.
            Nella fattispecie, io sto facendo tutto con Lualatex
            e ho provato a usare la tastiera con greco e con greco politonico,
            senza riscontrare differenze. Peraltro, l’unica differenza fra le due tastiere
            è che la prima, a differenza della seconda, consente l’immissione diretta
            dei glifi arcaici (come sigma lunato e digamma) e delle varianti
            (come la phi e la theta, che hanno due diverse versioni).
            Nel preambolo ho impostato
            `\usepackage[polutonikogreek]{babel}`
            e ho provato anche
            `\usepackage[greek.ancient]{babel}`
            A questo punto, ho inserito nel font un lookup di sostituzione singola
            che corrisponde alla sostituzione

            `\directlua {
            fonts.handlers.otf.addfeature{
            name = “tonosoxia”,
            type = “substitution”,
            data = {
            alphatonos = “ά”,
            epsilontonos = “έ”,
            etatonos = “ή”,
            iotatonos = “ί”,
            omicrontonos = “ό”,
            omegatonos = “ώ”,
            upsilontonos = “ύ”,
            },
            }
            }`
            ma continua a non funzionare.
            Il lookup che invece ho creato nel font è il seguente:
            `lookup loclLocalizedFormsinGreeklookup5 {
            lookupflag 0;
            sub \Alphatonos by \uni1FBB ;
            sub \Epsilontonos by \uni1FC9 ;
            sub \Etatonos by \uni1FCB ;
            sub \Iotatonos by \uni1FDB ;
            sub \Omicrontonos by \uni1FF9 ;
            sub \Upsilontonos by \uni1FEB ;
            sub \Omegatonos by \uni1FFB ;
            sub \iotadieresistonos by \uni1FD3 ;
            sub \alphatonos by \uni1F71 ;
            sub \epsilontonos by \uni1F73 ;
            sub \etatonos by \uni1F75 ;
            sub \iotatonos by \uni1F77 ;
            sub \upsilondieresistonos by \uni1FE3 ;
            sub \omicrontonos by \uni1F79 ;
            sub \upsilontonos by \uni1F7B ;
            sub \omegatonos by \uni1F7D ;
            } loclLocalizedFormsinGreeklookup5;

            feature locl {
            script grek;
            language PGR exclude_dflt;
            lookup loclLocalizedFormsinGreeklookup5;

            } locl;`
            Ora, se io creo un lookup ‘locl’ per il turco, questo mi consente ad es. di passare
            dalla i minuscola alla relativa maiuscola, che in turco conserva il punto;
            quando attivo nel testo la lingua turca con \selectlanguage{turkish}
            il font in qualche modo legge che quella regola di sostituzione vale per latn{TRK } e infatti mi funziona.
            Ora, come faccio a mettere nel testo l’informazione che inizia quel greco per cui deve attivarsi
            la regola per grek{PGR} ?

            m

          • #117959
            OldClaudio
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              @samiel
              , non lo so; ho diegnato fotn codificati a 8bit, non ho mai creato font multibyte, e quindi non ti so dire nulla in merito.

              Ma ti so dire che polutonikogreek è obsoleto e oggi si dovrebbe scrivere greek.polutoniko, anche se non si risparmia nulla ad usare il modificatore invece di usare i nome per esteso; Tuttavia questo non è sostanziale: il fatto che usa sì la scrittura politonica, ma usa anche la cesura del greco moderno politonico, la kathareusa (opposto al monotonico o demtiki). Se devi scrive in greco antico, fosse anche solo la versione della filocalia, devi usare greek.ancient, che attiva la scrittura politonica, ma specialmente la cesura antica/classica.

              Per il reso, ahimè non ti so dire nulla.

            • #117960
              samiel
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                Ho provato tutte le combinazioni possibili, anche greek.ancient,
                nonché le tastiere greca, greca estesa e greca politonica.
                Comunque il problema non è presente solo nel font a cui sto lavorando:
                ho fatto una prova mettendo un pallino su alphatonos (per vedere bene)
                anche nello EB Garamond e nell’Adobe GaramondPremierePro
                e allo stesso modo tutte le alfa con acuto sono prese da alphatonos
                e non da alpha+oxia… nello EB Garamond gli accenti (tonos e oxia)
                si differenziano pochissimo, per cui a 10 -12 pt la cosa sfugge a un occhio non attento,
                però la differenza c’è. cmq grazie

                m

              • #117961
                samiel
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                  Per quelli che fossero interessati, il problema di base sta nel fatto che l’editor e/o il sistema operativo effettuano una normalizzazione di quanto immesso in forma Unicode standard (generalmente NFC). Ora, a parte altri errorini, bisognava evitare che anche nella sostituzione venisse effettuata la normalizzazione. A questo fine bisogna inserire nella regola di sostituzione i codici Unicode stessi e non il nome della lettera. Ecco il codice funzionante:

                  `\documentclass{article}
                  \usepackage{fontspec}

                  \usepackage[greek.polutoniko]{babel}
                  \babelfont{rm}[Numbers={Proportional,OldStyle},RawFeature=+calt]{EB Garamond}
                  \newfontfamily\sinoxia {EB Garamond}
                  \newfontfamily\oxia [RawFeature={+tonosoxia}]{EB Garamond}

                  \directlua {
                  fonts.handlers.otf.addfeature{
                  name = “tonosoxia”,
                  type = “substitution”,
                  data = {
                  Alphatonos = 0x1FBB,
                  Epsilontonos = 0x1FC9,
                  Etatonos = 0x1FCB,
                  Iotatonos = 0x1FDB,
                  Omicrontonos = 0x1FF9,
                  Omegatonos = 0x1FFB,
                  Upsilontonos = 0x1FEB,
                  alphatonos = 0x1F71,
                  epsilontonos = 0x1F73,
                  etatonos = 0x1F75,
                  iotatonos = 0x1F77,
                  iotadieresistonos = 0x1FD3,
                  omicrontonos = 0x1F79,
                  omegatonos = 0x1F7D,
                  upsilontonos = 0x1F7B,
                  upsilondieresistonos = 0x1FE3,
                  },
                  }
                  }

                  \begin{document}
                  \showoutput

                  \sinoxia

                  ά έ ή ί ό ώ ύ

                  \oxia

                  ά έ ή ί ό ώ ύ

                  \end {document}`

                  m

                • #117962
                  samiel
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                    ma come è possibile avere in uno stesso documento
                    una parte in greco monotonico e una in greco politonico?

                    m

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