ArsTeXnica Live

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  • #119681
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    Ciao,

    visto che Texlive è in costante aggiornamento, mi sono chiesto se ciò non dovrebbe valere anche per ArsTeXnica. Ci sono infatti articoli pubblicati ormai anni fa che trattano approfonditamente alcuni temi e che potrebbero beneficiare di una revisione, considerando i progressi avvenuti nel frattempo in Texlive.

    Magari l’invito a pubblicare la revisione di un articolo su un tema già trattato potrebbe venire dal comitato scientifico della rivista oltreché dalla buona volontà del singolo autore di preparare una nuova versione.

    Questo sarebbe anche un modo per dare rilievo a determinati contributi e per aiutare l’utente non esperto ad “accorgersi” che certe cose in Texlive sono cambiate e che ci sono nuove possibilità texniche di cui non si è a conoscenza.

    Ciao
    Andrea

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    • #119682
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      Grazie Andrea,
      il problema che sollevi è reale. Non so però se ci sia una soluzione, purtroppo. Questo fatto riguarda praticamente tutte le discipline che hanno uno sviluppo molto veloce; l’informatica inprimis. (Mentre con la filosofia…beh…ci sono “cose” di duemila anni fa che “funzionano” molto meglio di “cose” contemporanee.).
      Il problema è che spesso rivedere un articolo significa riprendere in mano tutto, non solo correggere eventuali bachi dovuti a nuovi nomi di comandi e cose di questo genere.
      Nel mio caso, l’idea di rimettere mano ai miei articoli su biblatex e biber non mi entusiasma. C’è infatti il rischio che fra un anno ci si ritrovi nella stessa situazione. Beh, più avanti si va meno dovrebbero essere gli aggiornamenti richiesti. Ma niente è certo.

      E’ da escludere la revisione dell’articolo originale, perché si tratta di una pubblicazione e non si può modificare. Bisognerebbe farne una seconda edizione, ma questo è singolare per gli articoli. Forse lo si può prevedere per articoli che potremmo chiamare “seminali”.

      Al momento non mi vengono altre considerazioni. Aspettiamo il parere di altri.

      Ciao
      Ivan

    • #119683
      OldClaudio
      Partecipante
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        Secondo me la strada dovrebbe essere un’altra. infatti ArsTeXnica è una rivista mentre TeX Live è un software. QUesto impone che il software, specialmente se è frutto della collaborazione di migliaia di persone, deve essere continuamente aggiornato per eliminare grandi e piccoli bug e per aumentarne le funzionalità. TeX Live funziona abbastanza bene anche così, salvo che molti autori pubblicano dei pacchetti poi se ne disinteressano. Recentemente ho scritto ad un autore che il suo pacchetto conteneva un errore fatale che non si presentava con edizioni precedenti; gli ho spiegato eprché e gli ho mandato la correzione. Pensate che mi abbia risposto? Magari dicendomi di pensare ai fatti miei? Nemmeno per sogno. Si ratta di un prof universitario in una università americana, titolare un una disciplina relativa all’informatica, ma su una cattedra convenzionata da una fondazione, quindi particolarmente onorifica. Che sia un atteggiamento baronale? Non lo sparò mai, ma non voglio comunicargli le mie credenziali che sono superiori alle sue, anche se non sono proprio del suo mestiere.

        ArsTeXnica può anche ricevere articoli che descrivono le novità che riguardano il software in evoluzione, ma quello che dovremmo fare tutti, sarebbe quello di aggiornare le guide generali e tematiche che sono nella sezione Documentazione di questo forum; anche chi le legge potrebbe segnalare ai redattori di quelle guide ciò che non va perché diventato obsoleto o non più praticabile. Io stesso devo essere il primo a dare l’esempio, perché sono l’autore di quasi la metà delle guide tematiche e l’editor di una guida onnicomprensiva. Cerco di farlo e recentemente il manager di questo sito ha ricevuto una mitragliata di miei aggiornamenti; tuttavia non sono esaustivi. Inoltre, è triste dirlo, ma la lettura delle guide non sembra essere l’attività preferita dai frequentatori del forum. Alcuni (nuovi) frequentatori non si sono nemmeno accorti che c’è una sezione Documentazione.
        Ma quelli che usano le guide, possono farsi parte attiva nel segnalare la necessità di aggiornamenti di questa o quella guida.
        Anticipo il mio grazie a chi mi segnala errori o necessità di aggiornamenti; lo si può fare sia qui nel forum, sia per posta elettronica, visto che il mio indirizzo è presente in tutte le guide che ho scritto.

        Aggiungo un’informazione che a qualcuno può fare un po’ senso e si mette le mani in tasca per toccare il suoi amuleti preferiti.
        Sto per compiere 81 anni; quanto mi rimane da vivere? Spero in molti anni ancora, se e solo se la mia testa continua a funzionare; ma prima o poi verrà la mia ora; che cosa succederà delle mie guide? Verranno cestinate? Verranno conservate nella sezione Documentazione come oggetti di antiquariato? Qualcuno più giovane vorrà prendersi cura a nome proprio di quelle guide? Qualcuno più giovane vorrà sostituirle con guide pensate e create ex novo? Non sono questioni di amuleti da toccare; il GuIT durerà certamente molto più a lungo di me e continuerà ad avere bisogno di guide, quindi…

        Le scuse del “Non ho tempo”, “Devo badare a svolgere il mio lavoro”, “Non ne sono capace”, sono solo scuse. Se una cosa piace, si trova sempre il tempo per dedicarvisi come succede per qualunque altro hobby. Sotto, ragazzi: datevi da fare! Da vecchietto vi cedo volentieri il posto!

      • #119684
        robitex
        Amministratore del forum
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          Ciao.
          Per me la questione si risolve semplicemente considerando, e mi pare sia la stessa posizione di Claudio, due diversi tipi di documentazione: l’articolo su ArsTeXnica e la guida.
          Come per tutte le riviste, gli articoli una volta pubblicati sono immutabili (si possono eventualmente fare aggiunte con articoli successivi) mentre le guide sono aggiornabili. Hanno quindi nature opposte.
          Penso in particolare alle guide tematiche che rispondono esattamente all’esigenza di essere aggiornate. Spesso si trova su https://github.com/GuITeX il sorgente e chiunque può inviare segnalazioni o addirittura il codice già modificato come proposta via git.
          Il problema vero, sempre a parer mio, è che il sostegno al GuIT da parte delle nuove generazioni preoccupa per quantità. A quanto pare i giovani non sono interessati o non vedono l’associazione come occasione di crescita culturale.
          Non ho dati alla mano è solo una mia valutazione a occhio.
          R.

        • #119685
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          robitex” post=120162
          Il problema vero, sempre a parer mio, è che il sostegno al GuIT da parte delle nuove generazioni preoccupa per quantità. A quanto pare i giovani non sono interessati o non vedono l’associazione come occasione di crescita culturale.

          Piccola polemica che non porterà a nulla, anche perché se ne è già discusso nelle sedi ufficiali e la strada che si intende percorrere è un’altra.
          Se l’associazione avesse un aggancio accademico, e questo lo si può ottenere solo usando l’accreditamento scientifico di ArsTeXnica, ci sarebbero molti giovani “interessati”. Metto le virgolette, perché l’attività dei giovani accademici non è necessariamente sempre interessata. Ovvero, l’interesse è altro, ma per ottenere quest’altro si accetta anche di tenere in piedi un sito, partecipare alla manovalanza nella gestione di una rivista o per organizzare un convegno, ecc.

          Ciao
          Ivan

        • #119686
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          Grazie a tutti per le risposte.

          Comprendo che, essendo Arstexnica strettamente legata all’associazione GUIT, le implicazioni sono tante e quindi la questione della revisione di articoli già pubblicati passa forse in secondo piano.

          Mi permetto solo di specificare meglio come è nato il suggerimento.

          In un filone precedente ho segnalato ad un utente l’articolo di Gordini-Liessi su Lilypond e la composizione tipografica degli spartiti. Tommaso ha quindi aggiunto un post segnalando la presenza di un nuovo pacchetto per l’integrazione di codice lilypond in latex basato su lua che superava certi limiti di lilypond book.

          Al di là di questo singolo caso, immagino che esistano numerosi temi trattati in Arstexnica (e non nelle guide tematiche) che potrebbero beneficiare di un aggiornamento, tanto più utile visto che le guide vengono aggiornate più o meno regolarmente, mentre gli articoli, come avete scritto, normalmente no.

          È per questa ragione che, a mio modo di vedere, affiancare all’articolo originale nuove versioni, scegliendo magari solo quelli più importanti/interessanti, se volete a distanza di anni dalla prima pubblicazione e nella modalità che vi sembra più adatta, potrebbe essere qualcosa di utile.

          Ciao
          Andrea

        • #119687
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          Bisognerebbe concepire una seconda edizione aggiornata dell’articolo. Cosa non abituale, ma nemmeno illogica.
          Se ci sono nuove edizioni per i libri, perché non possono esserci nuove edizioni per gli articoli?

          Credo sia più un problema culturale. Anch’io, se devo essere sincero, ho qualche resistenza verso una seconda edizione di un articolo.
          Ma riconosco che non ci sarebbe niente di strano, se non il fatto che non ne siamo abituati.

          Ciao
          Ivan

        • #119688
          MatteoF
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            ivan” post=120160E’ da escludere la revisione dell’articolo originale, perché si tratta di una pubblicazione e non si può modificare.

            Oltre al fatto che, inquanto pubblicazione scientifica, potrebbe essere citata in altri articoli o manuali, e la modifica potrebbe inficiare la citazione bibliografica.

            OldClaudio” post=120161ArsTeXnica può anche ricevere articoli che descrivono le novità che riguardano il software in evoluzione.

            Negli ultimi anni LaTeX ha ottenuto importanti aggiornamenti. Tramontata definitivamente l’idea di realizzare un nuovo formato (LaTeX3), il LaTeX Project Team si è prefissato l’obiettivo di arricchire e modernizzare il formato attuale, aggiungendo comandi e funzioni altrimenti disponibili tramite pacchetti esterni.
            La newsletter LaTeX News riporta minuziosamente tutte le modifiche apportate al codice sorgente, ogniqualvolta viene rilasciato un aggiornamento di LaTeX2e (la versione “cumulativa”, dal 1994 in poi, è accessibile a tutti, con il semplice comando texdoc ltnews). Inoltre, riporta le modifiche più importanti dei pacchetti gestiti dallo stesso LaTeX Project Team (quali, ad esempio, [tt]array[/tt], [tt]varioref[/tt], [tt]amsmath[/tt]).

            Arrivo dunque alla mia proposta: sarebbe molto utile che ArsTeXnica (che ha cadenza semestrale) contenga un articolo “fisso” -tipo rubrica- in cui vengano descritti questi aggiornamenti del formato. Ovviamente non si tratterebbe di una mera traduzione di LaTeX News. Eviterei l’elencazione di quelle modifiche ai meccanismi interni, utili ai soli programmatori esperti. Evidenzierei, invece, quei comandi utilizzabili dagli utenti “finali”, magari con l’apporto di esempi esplicativi.

            Ad esempio, LaTeX News n.30 (2019) riportava i seguenti aggiornamenti, sicuramente utili e meritori di essere conosciuti:
            – introduzione del formato LaTeX-dev per testare l’ambiente di sviluppo;
            – supporto migliorato per i caratteri Unicode in pdftex: significa, ad esempio, la possibilità di utilizzo di lettere accentate nei riferimenti incrociati (es. [tt]\label{}[/tt]) o in comandi quali [tt]\input{}[/tt] e [tt]\includegraphics{}[/tt];
            – arricchimento dell’ambiente [tt]filecontents[/tt], che rende di fatto inutile il ricorso all’omonimo pacchetto;
            – arricchimento dell’interfaccia dei riferimenti incrociati: comandi quali [tt]\labelformat[/tt] e [tt]\Ref[/tt] rimossi dai pacchetti esterni ed inclusi nel kernel;
            – supporto delle citazioni bibliografiche tra diversi documenti, mediante il pacchetto [tt]xr[/tt];
            – introduzione del comando [tt]\overunderset[/tt] in [tt]amsmath[/tt].

            Un ultimo suggerimento: le informazioni di LaTeX News potrebbero essere prese a riferimento per i costanti aggiornamenti della Guida GUIT (Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX)

            Matteo

          • #119689
            OldClaudio
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              L’ideami piace, sia per quel che riguarda larubrica inArs, sia epr quel che riguarda l’aggiornamento della GuidaGuIT.
              Per la seconda opzione debbo dire che ne ho già inseriti molti di quegli aggiornamenti delle ltnews; non tutti, ovviamene, come, d’altra parte, tu stesso indichi. Siccome la GuidaGuI supera le 800 pagine, diventa un po’ difficile trovare tutti i punti da aggiornare; di solito riesco a trovare punti salienti, ma non sono sicuro di avere trovato tutti i punti da rivedere e modificare.
              Grazie per il suggerimento costruttivo, grazie davvero.
              Claudio

            • #119690
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              Arrivo dunque alla mia proposta: sarebbe molto utile che ArsTeXnica (che ha cadenza semestrale) contenga un articolo “fisso” -tipo rubrica- in cui vengano descritti questi aggiornamenti del formato. Ovviamente non si tratterebbe di una mera traduzione di LaTeX News. Eviterei l’elencazione di quelle modifiche ai meccanismi interni, utili ai soli programmatori esperti. Evidenzierei, invece, quei comandi utilizzabili dagli utenti “finali”, magari con l’apporto di esempi esplicativi.

              Da utente non esperto, mi sembra un ottimo suggerimento.

              Grazie
              Andrea

            • #119691
              OldClaudio
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                Incredibile.
                Ho posto mano alla verifica delle modifiche e degli upgrade di LaTeX negli ultimi 4 anni. Per fortuna ci sono le News Letters più o meno semestrali che raccontano le modifiche via via apportate. Di alcune ero al corrente, le più importanti, tant’è che su ArsTeXnica sono stati pubblicati articoli tradotti da TUGboatche raccontavano di quelle più epocali,come quella del rollback, che però interessano specialmente gli autori di classi e altri pacchetti, oltre al LaTeX Team stesso che cura gli aggiornamenti del nucleo di LaTeX e dei pacchetti considerati essenziali.

                Fra gli upgrade dell’ultimo anno 2020 ho trovato una cosa che riguarda l’ambiente picture (a cui sono particolarmente affezionato, anche se la maggior parte degli utenti preferisce rivolgersi ai grandi mezzi di pgfplots e TikZ; ribatto il chiodo: perché bisogna studiare fra tutto quasi 1000 pagine di documentazione per impadronirsi dipgfplots+Tikz, quando si possono fare cose eccelse anche con pict2e e volendo strafare, con curve2e e magari anche con euclideangeomery, che richiedono dileggere una documentazione che generalmente non supera a quarantina di pagine per ciascuno di quei pacchetti?).

                Comunque, non voglio tirare troppo l’acqua al mulino di pict2e, o del solo ambiente nativo di LaTeX picture. Veniamo a quello che ho scoperto: ora l’ambiente picture accetta anche comandi di posizione e ogni informazione relativa all’indicazione di lunghezze non solo con i multipli dell’unita di misura grafica \unitlength, ma anche in termini di lunghezze esplicite indicate con qualsiasi unità di misura conosciuta dai programmi del sistema TeX; per cui volendo, si potrebbe aprire un ambiente specificando`\begin{picture}(\textwidth,\textheight)` per creare un disegno che occupa completamente la gabbia di stampa, non solo, ma se le lunghezze sono esplicite, è lecito usare delle espressioni fra lunghezze, le stesse espressioni che si possono calcolare con gli argomenti del comando nativo \dimexpr (anche questo poco conosciuto dagli utenti finali di LaTeX).
                Ho provato queste nuove funzionalità ed effettivamente funzionano come previsto e convivono bellamente anche con le espressioni tradizioni indicate con numeri reali che rappresentano i multipli di \unitlength.
                Direi che risparmiano molti giri di parole, ops, di macro, quando si devono fare cose un po’ complesse.
                Personalmente ritengo che sia necessario impratichirsi un poco, ma credo che si possano fare cose egregie con questa non trascurabile innovazione di LaTeX.

                Sto aggiornando sia la GuidGuIT eia il pacchetto curve2e per sfruttare questa nuova funzionalità. Con la GuidaGuIT sto aggiungendo un capitolo30 che parla di quelle innovazioni degli ultimi 4 anni che possono interessare gli utenti finali di LaTeX.

              • #119692
                robitex
                Amministratore del forum
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                  OldClaudio” post=120205Incredibile.
                  Ho posto mano alla verifica delle modifiche e degli upgrade di LaTeX negli ultimi 4 anni. Per fortuna ci sono le News Letters più o meno semestrali che raccontano le modifiche via via apportate. Di alcune ero al corrente, le più importanti, tant’è che su ArsTeXnica sono stati pubblicati articoli tradotti da TUGboatche raccontavano di quelle più epocali,come quella del rollback, che però interessano specialmente gli autori di classi e altri pacchetti, oltre al LaTeX Team stesso che cura gli aggiornamenti del nucleo di LaTeX e dei pacchetti considerati essenziali.

                  Fra gli upgrade dell’ultimo anno 2020 ho trovato una cosa che riguarda l’ambiente picture (a cui sono particolarmente affezionato, anche se la maggior parte degli utenti preferisce rivolgersi ai grandi mezzi di pgfplots e TikZ; ribatto il chiodo: perché bisogna studiare fra tutto quasi 1000 pagine di documentazione per impadronirsi dipgfplots+Tikz, quando si possono fare cose eccelse anche con pict2e e volendo strafare, con curve2e e magari anche con euclideangeomery, che richiedono dileggere una documentazione che generalmente non supera a quarantina di pagine per ciascuno di quei pacchetti?).

                  Comunque, non voglio tirare troppo l’acqua al mulino di pict2e, o del solo ambiente nativo di LaTeX picture. Veniamo a quello che ho scoperto: ora l’ambiente picture accetta anche comandi di posizione e ogni informazione relativa all’indicazione di lunghezze non solo con i multipli dell’unita di misura grafica \unitlength, ma anche in termini di lunghezze esplicite indicate con qualsiasi unità di misura conosciuta dai programmi del sistema TeX; per cui volendo, si potrebbe aprire un ambiente specificando`\begin{picture}(\textwidth,\textheight)` per creare un disegno che occupa completamente la gabbia di stampa, non solo, ma se le lunghezze sono esplicite, è lecito usare delle espressioni fra lunghezze, le stesse espressioni che si possono calcolare con gli argomenti del comando nativo \dimexpr (anche questo poco conosciuto dagli utenti finali di LaTeX).
                  Ho provato queste nuove funzionalità ed effettivamente funzionano come previsto e convivono bellamente anche con le espressioni tradizioni indicate con numeri reali che rappresentano i multipli di \unitlength.
                  Direi che risparmiano molti giri di parole, ops, di macro, quando si devono fare cose un po’ complesse.
                  Personalmente ritengo che sia necessario impratichirsi un poco, ma credo che si possano fare cose egregie con questa non trascurabile innovazione di LaTeX.

                  Sto aggiornando sia la GuidGuIT eia il pacchetto curve2e per sfruttare questa nuova funzionalità. Con la GuidaGuIT sto aggiungendo un capitolo30 che parla di quelle innovazioni degli ultimi 4 anni che possono interessare gli utenti finali di LaTeX.

                  Grazie Claudio. Grazie per le utili informazioni.
                  Effettivamente grazie a te ho usato in qualche caso pict2e e lo utilizzerò al posto di TikZ perché più semplice e veloce, a meno di necessità grafiche.
                  Io sto aggiornando la guidalua. Penso che debba aggiungere esercizi semplici per venire incontro a quegli utenti che hanno bisogno di poche righe di codice e non hanno l’occasione di leggere prima la parte prima dove viene descritto il linguaggio.
                  Alla prossima.
                  R.

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