Dividere in step una dimostrazione

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  • #119785
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    Buongiorno a tutti,

    ho bisogno di scrivere una dimostrazione molto lunga e vorrei dividerla in passaggi chiave. Mi piacerebbe molto ottenere una formattazione come è stata ottenuta in quest0 articolo da pagina 6 in poi. Sinceramente non saprei da che parte iniziare. Allego il file di base della mia tesi per potermi aiutare al meglio.

    `\documentclass[a4paper,11pt,openright,twoside]{book}

    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage{mathptmx}
    \usepackage{amsmath, amssymb, amsthm}
    \usepackage{graphicx}
    \usepackage{xcolor}
    \usepackage{hyperref}

    %\graphicspath{.\Immagini}

    %\usepackage[norules]{frontespizio}
    %impostazioni link ipertestuali
    \hypersetup{colorlinks=true,
    linkcolor=blue,
    pdfpagemode=UseOutlines}
    %numeraione teoremi
    \theoremstyle{plain}% default
    \newtheorem{thm}{Teorema}[chapter]
    \newtheorem{lem}[thm]{Lemma}
    \newtheorem{prop}[thm]{Proposizione}
    \newtheorem{cor}[thm]{Corollario}

    \theoremstyle{definition}
    \newtheorem{defn}{Definizione}[chapter]
    \newtheorem{conj}{Congettura}[chapter]
    \newtheorem{exmp}{Esempio}[chapter]

    \theoremstyle{remark}
    \newtheorem*{oss}{Osservazione}

    %interlinea 1=normale, 1.3=1 linea e mezzo, 1.6= 2 linee
    \linespread{1.3}

    \begin{document}

    \frontmatter

    %\begin{frontespizio}
    %\Istituzione{}
    %\Logo[4cm]{logo}
    %\Corso{Matematica}
    %\Dipartimento{Matematica}
    %\Annoaccademico{2020–2021}
    %\Titoletto{Tesi di laurea magistrale}
    %\Titolo{Il problema isoperimetrico con densità}
    %\Candidato{Stefanini Matteo}
    %
    %\Margini{1.5cm}{2cm}{1.5cm}{2cm}

    %\end{frontespizio}
    \begin{flushright}
    \null\vspace {\stretch{1}}
    \textit{
    Alla mia ragazza,\\
    alla mia famiglia,\\
    che hanno sempre creduto in me.}
    \vspace{\stretch{2}}\null
    \end{flushright}

    %\input{abstract}

    \hypersetup{linkcolor=black}
    \tableofcontents

    \mainmatter
    \hypersetup{linkcolor=blue}
    \chapter{Prova}
    la seguente equazione
    \begin{thm}
    Si ottiene la seguente:
    \begin{equation}
    \label{eq:1}
    x+y=2
    \end{equation}
    \end{thm}

    \begin{proof}
    Proof of some theorem

    \end{proof}

    \end{document}
    `

    spero di aver messo i commenti al posto giusto in modo tale che possiate avere un file compilabile.

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    • #119786
      OldClaudio
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        @redflame
        , vedo che usi ancora la codifica latin1. sono un paio d’anni che la codifica di default di tutto il sistema TeX è impostato sula codifica utf8; il fatto che tu usi quella codificami fa pensare che tu stia riciclando un vecchio template, forse quello stesso che avevi usato per la laurea triennale. Dovresti aggiornarti. E ovviamente dovresti aggiornare anche lo shell editor che stai usando in modo che usi la codifica utf8.
        Dovresti anche evitare la dedica; la tua ragazza e la tua famiglia sono più contenti di saperti laureato che non di vedersi dedicata la tesi; questa, inoltre, costituisce un documento “burocratico” non una libera pubblicazione; se ti daranno la dignità di stampa, potrai pubblicare come ti pare e dedicare il tuo lavoro pubblicato a chi vuoi.
        Ovviamente questi sono consigli di un vecchio professore, non un “ordine perentorio”.

        Veniamo al tuo punto; L’unico motivo che ti suggerisce di usare l’ambiente proff del pacchetto amsthm è che alal fine delle diostrazione inserisce il quadratino con la scritta QED accanto (QED: Quod Erat Demostrandum).
        Tu puoi composti la dimostrazione con qualsiasi altro ambiete e te la puoi configurare come ti pare e piace. Ma nel tuo caso vedrei soluzioni molto semplici anche usando l’ambiente proof.
        La più semplice è che tu scriva esplicitamente`{\itshape Passo 1: primo passo}` lasciandovi una riga bianca prima e un’altra dopo. Ovviamente ogni volta cambi il testo e il numero.
        Puoi definirti una macroche ti faccia più o meno la stessa cosa definendoti un nuovo contatore subordinato al contatore theorem e una macro per scriverti il testo, per esempio:`% nel preambolo
        \newcounter{passo}[theorem]\renewcommand\thepasso{\arabic{passo}}
        \newcommand\passo[1]{\refstepcounter{passo}\par\noindent{\itshape Passo \thepasso:\emspace #1}\par}

        \begin{document}

        \begin{theorem}…

        \end{theorem}

        \begin{prof}[…]
        \passo{titolo del primo passo}

        \passo{titolo del secondo passo}
        ….
        % eccetera
        \end{proof}

        \end{document}`Ovviamente lo schema che ti ho scritto è uno schema di principio; adatta le definizioni e il nome del contatore che io ho chiamato “passo” a ciò che ti fa più comodo.
        L’articolo di Pratelli e Saracco che hai allegato è stato scritto con LaTeX; probabilmente con la classe amsart. Usa solo i font Compuer Modern che per scrivere in inglese possono anche andare bene, sebbene… Tuhai caricato il pacchetto mathptmx, suppongo per usare i font Palatino anche per la matematica ti suggerisco, invece, di usare i font newptxtext e newptxmath:[code]
        \usepackage{newptxtext,newptxmath}[code] che sono molto più professionali; ti raccomando, per la bella copia, di rimettere \linestretich al valore 1, perché il valore di 1.3 (indicato come “1 riga e mezzo”) è eccessivo per un testo non destinato a pubblico adulto; se proprio le righe del testo ti sembrano un po’ troppo vicine, puoi usare un valore non superiore a 1.1, ma non fidarti di questa sensazione; lo scartamento del 20% maggiore del corpo è già previsto da LaTeX e tipograficamente va bene; allargare lo scartamento (scartamanto=avanzamento di riga=corpo per coefficiente: 1.2 X 1.1 = 1.32; 1.2 X 1.3 = 1,56) può essere utile per annotare le bozze stampate per correggere o , appunto, annotare, ma nella versione finale è bene che lo scartamento rimanga quello preimpostato. Tieni presente, inoltre, che stai già componendo in corpo 11, già grandino di suo.

      • #119787
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        il fatto che tu usi quella codificami fa pensare che tu stia riciclando un vecchio template

        Mi hai beccato in pieno, di solito ho utf8 ma l’unico template book che avevo era quello dell tesi triennale e mi ero dimenticato di modificarlo.

        Nel frattempo mi sono dato un po’ di risposte da solo così ti evito di scrivere altro e male non mi fa essermi letto altra documentazione. Alla fine ho optato per questo risultato(credo odierari l’underline):

        `\newcounter{step}[thm]
        \renewcommand{\thestep}{\Roman{step}}
        \newcommand{\step}[1]{\refstepcounter{step}\par\noindent {\itshape \underline{Step \thestep}:\enspace #1}\par}`

        mi sono risposto da solo che dovevo modificare il nome del mio counter e che potevo tranquillamente mettere Roman. Non avevo mai usato i contatori e ti devo ringraziare per avermi suggerito questa macro così ho avuto occasione di documentarmi al riguardo.

        Per quanto riguarda i font grazie della dritta,vanno bene anche se decidessi di scrivere in inglese o nel caso ne hai di meglio da consigliare?.

        Invece legato a \linestretich e a 11pt non è la mia configurazione finale, è quella che uso per stampare e aggiungere correzioni su carta. Nella stesura finale rinserisco 10pt e tolgo linestretich.

        Comunque credo che i ringraziamenti non saranno mai abbastanza per l’immenso lavoro che fate su questo forum. Grazie mille!

      • #119788
        OldClaudio
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          No, non ti odio se usi \underline; ti dico solo che è sbagliato, perché in tipografia non si mette mai in rilievo una parola o una locuzione con due o tre metodi diversi; se vuoi esagerare puoi usare [tt]\underline{\itshape\bfseries #1}}[/tt] perché così si vede meglio sottolineato+corsivo+nero 😮
          Non me lo sto inventando: Sono un appassionato lettore di Robert Bringhurst che da molti è considerato il più grande book designer oggi vivente; un altro sarebbe Tufte,ma dopo averne acquistato il suo libro, mi sono convinto che si occupa prevalentemente di questioni grafiche, senza avere a mente che il fine della tipografia è quello di comunicare messaggi senza distrarre il lettore e senza affaticarne il compito di leggere.
          Ovviamente sei libero di fare come credi, indipendentemente dal fatto chi io ti ami o ti odi.:smile:

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