Qualità della stampa tipografica

  • Creatore
    Topic
  • #120550
    Up
    0
    Down
    ::


    Sembra che il pdf prodotto da pdfLaTeX non sia della qualità richiesta per una stampa tipografica.
    Alcuni osservano che il nero che LaTeX utilizza per default è, in realtà, un gray_0%.
    Nel dubbio ho creato un nero nello spazio colore CMYK e l’ho imposto come colore per la stampa del testo.
    Ha senso questa operazione?
    Esiste un pacchetto che permetta di controllare i parametri della qualità della stampa nel pdf?
    Grazie,
    Riccardo

Visualizzazione 11 filoni di risposte
  • Autore
    Risposte
    • #120551
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Esistono delle norme ISO per la stampa. sono siglate PDF/X.
        Il pacchetto pdfx.sty (già presente nell’installazione di TeX Live} permette di soddisfare quelle norme ISO per la stampa.
        Leggi la documentazione con il comando texdoc pdfx dato nel termiale del tuo elaboratore e vedi come impostare sia l’opzione al pacchetto, sia il profilo di colore.

        Devo dire che tutti i libri prodotti con il sistema TeX che ho avuto modo di comporre personalmente, o che ho avuto occasione di esaminare sia come file sorgente e PDF, sia come risultato stampato, non hanno nessun difetto anche se chi li ha scritti non ha esplicitamente indicato il solo profilo di colore basato sul modello CMYK. Io personalmente non l’ho mai fatto; forse la tipografia del mio editore ha software adatto per trasformare un file PDF previsto per la lettura a schermo (modello di colore RGB) in un file adatto alla stampa. Ma questo dovrebbe essere così per ogni tipografia. Se però si passa alla ipografia con un file PDF conforme alla norma ISO PDF/X, la tipografia non può avanzare nessuna scusa.

        Se fosse vero che il colore grigio sei funt usati dal sistema TeX è basato sul modello gray, con il valore zero, avrebbero ragione, perché le norme ISO mettono nello stesso calderone sia il modello RGB sia il gray. Tuttavia non credo che sia così; credo invece che se si usano font vettoriali e si evitano i font bitmapped, il grigio non entri in gioco. Ripeto, i miei libri stamapti partendo da file PDF che non sono stati composti conformemente alla norma PDF/X sono sempre stati stamapati benissimo.

        Hai fatto benissimo a porre questa domanda. Spero che rispondano anche altri utenti di questo forum.

      • #120552
        Filippo
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          Aggiungo una questione: se si vuole stampare il nero come ‘nero ricco’, esistono varie ‘formule’ di nero ricco, e quella corretta lo può conoscere solo lo stampatore, che conosce la sua stampante, l’inchiostro usato e il tipo di carta. Siamo sicuri che fornirgli un file con modello CMYK, e quindi con un nero con una formula specifica, sia davvero un bene?
          Per come la vedo io, o si contatta prima lo stampatore specifico, e si crea una formula per il nero secondo sue indicazioni, oppure si rischia di far peggio. Tanti accettano file in RGB che poi si convertono loro proprio perché così possono usare il giusto profilo colore.

          Domando eh, perché non sono molto ferrato in materia.

        • #120553
          Up
          0
          Down
          ::


          Il tuo dubbio è pienamente legittimo.
          Infatti la redazione ha preso contatto con lo stampatore e prima di fare danni sentiremo cosa dice.
          Comunque, dopo vari tentativi, mi sono convinto che Claudio ha ragione (come sempre) e finirà che il file va bene così com’è e la tipografia farà il suo lavoro.

          Ho provato a utilizzare il package pdfx, ma, non essendo in grado di scrivere tutte le istruzioni di cui ha bisogno se si vuole andare oltre il minimo indispensabile, ho ottenuto solo un file che si presenta come rispettoso dello standard pdfx-1a3 ma, in realtà, presenta ancora vari problemi.
          Come faccio a saperlo?
          Ho una vecchia versione di Acrobat Pro (la 9), che ha molte funzioni per la ‘Produzione di stampe’ e strumenti di verifica e correzione.
          Purtroppo l’unica risposta che capisco è che ci sono errori, ma non ho le competenze per intervenire.

          Capisco, però, che è come dite: a ognuno il suo mestiere, ed, evidentemente, quello dello stampatore è molto meno banale di quel che mi sembrava, e me ne scuso con gli stampatori tutti. 🙂

        • #120554
          Up
          0
          Down
          ::


          Riprendo al questione che ho sollevata perché, nel frattempo, ho acquisito molti altri elementi, anche se le stampe di prova ancora non ci sono a causa dei crocini.
          E proprio questi benedetti crocini sono la ragione della mia ulteriore richiesta di aiuto.
          Infatti:
          1. i crocini, se idealmente estesi, si debbono intersecare nei vertici della pagina finita che, nel mio caso, misura 180 per 235 mm: e questo lo fanno alla perfezione con l’opzione cam;
          2. intorno alla pagina finita, però, bisogna lasciare una corona rettangolare, detta ‘abbondanza’ dello spessore minimo di 3 mm;
          3. qui viene il guaio perché i crocini (opzione cam) invadono questa terra di nessuno per poco più di 1 mm (sic!), e pare che la faccenda sia gravissima.

          Allora le domande che sorgono sono più d’una:
          1. in genarle esiste una soluzione nota? un altro package, per esempio?
          2. Crop mi suggerisce di programmare i crocini come mi pare, ma francamente non so se imbarcarmi sul serio in quest’impresa. ho fatto un tentativo ma senza riuscire, almeno per ora.
          3. Però mi chiedo, possibile che l’Autore del package si sia perso in questa stupidaggine? Non sarà che sono capitato con uno stampatore speciale?

          Grazie come sempre,
          Riccardo

        • #120555
          Up
          0
          Down
          ::


          ps per favore non suggeritemi la classe Memoir: la adotterò senz’altro la prossima volta.
          Ma ho un libro pronto di 450 pagine con una marea di dettagli che funzionano alla perfezione e l’idea di riprogrammare tutto mi spaventa.
          Perché ci ho provato, ma il lavoro è veramente tanto.

        • #120556
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            Nella cosiddetta Guida GuIT (vedi sezione Documentazione) c’è la figura 20.1 che mostra un esempio di crocini che mi fu richiesto da una tipografia; evidentemente quella tipografia richiedeva crocini diversi da quelli che servono a te; il paragrafo che descrive la creazione dei crocini dice che si può usare il pacchetto crop, quello che hai usato, ma che probabilmente è difficile da riconfigurare per accontentare la tipografia che ti dovrebbe stampare il libro. Il paragrafo dice anche che ogni autore può configurarsi i propri crocini usando l’ambiente picture.
            Io ti consiglierei di usare il pacchetto eso-pic che si appoggia a picture, ma interferisce comodamente con il processo di “ship out” della pagina composta, mettendo sotto il livello del testo e degli altri contenuti sia una legenda, sia una figura sia un disegno fatto con picture. Ecco, questo è il punto: leggiti la documentazione di eso pic (texdoc eso-pic) e constaterai che la cosa non è difficile Devi solo aggiungere qualche riga di ambiente picture come argomento di qualcuno di quei comandi, specificando esattamente dove vuoi che i crocini cadano.
            Non devi cambiare nemmeno una riga del codice che si riferisce alle 450 pagine già pronte, ma devi aggiungere qualche riga di codice al tuo preambolo, o ad un tuo pacchetto di macro personali.

          • #120557
            Up
            0
            Down
            ::


            Caro Claudio,
            come sempre i tuoi consigli sono preziosi, anche perché sai commisurarli alle capacità di chi chiede aiuto al Guit.
            La tua guida la conoscevo, ma non ricordavo quelle pagine e, scioccamente, non ho pensato a riguardarla.
            Come che sia, ho scritto le righe che vedi qui appresso.
            `
            \documentclass{book}
            \usepackage{calc}

            %%%% GEOMETRIA DELLA PAGINA
            \usepackage[paperwidth=180mm, paperheight=235mm, inner=25.6mm, outer=25.6mm, top=22.9mm, headsep=7.3mm, bottom=23.3mm, onecolumn,]{geometry}

            %%%% CROCINI DI STAMPA (o FRAME)
            \usepackage[frame,width=210mm,height=297mm,center]{crop}
            \usepackage{eso-pic}

            \usepackage{graphicx}
            \usepackage{comment,lipsum}

            \begin{document}
            \begingroup
            %\thispagestyle{empty}
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageUpperLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(0mm, -3mm)
            \put(0,0){%
            \line(1, 0){10mm}%
            }%
            \put(0,0){%
            \line(0, 1){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }

            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageUpperLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(3mm, 0mm)
            \put(0,0){%
            \line(-1, 0){10mm}%
            }%
            \put(0,0){%
            \line(0, -1){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            \endgroup

            \lipsum[1-10]
            \end{document}
            `

            Se compili l’esempio vedrai che produce una coppia di crocini assai ‘rustici’ in alto a sinistra, ma ho chiesto e spero possano andar bene.
            Mi dispiace di non poter essere più sintetico nel codice, forse dovrei studiare qualcosa di più esplicito, in merito alla programmazione, ma non so da che parte cominciare.
            Comunque penso di creare un file a parte e richiamarlo con \include.
            Alla fine di questo incontro con la tipografia, se non vado fuori topic, potrei riassumere tutti i provvedimenti presi.
            Ma solo se può essere utili ad altri.
            Grazie.
            Riccardo

          • #120558
            Up
            0
            Down
            ::


            Mi permetto di suggerire un approccio alternativo (se ci fossero problemi con quello che proponi): compilare il tuo file in dimensione reale, senza abbondanze, e poi inserire il pdf in un nuovo documento (della dimensione del foglio di stampa) col pacchetto pdfpages. Questo nuovo documento potrebbe essere fatto con memoir, se quella classe ha crocini adatti alle tue esigenze, senza toccare nulla del file originale. Non assicuro che funzioni, e non è certo una soluzione raffinata, ma chissà…

          • #120559
            Up
            0
            Down
            ::


            OK grazie.
            Vediamo come va il piano A. Ma grazie per la dritta: è sempre bene avere il piano B e il tuo suggerimento può essere un buon modo per avvalersi dei vantaggi della classe Memoir senza scompaginare tutto.

          • #120560
            Up
            0
            Down
            ::


            Vorrei chiudere, come promesso, questo argomento.
            Le prove di stampa hanno dato buon esito.
            Riassumendo, ho dovuto affrontare solo due problemi: lo spazio colore delle figure e i crocini di stampa.

            Per i crocini ho risolto, come consigliato da Claudio, con il pacchetto esopic e il codice che riporto di seguito:
            `
            \begingroup
            %%%% IN ALTO A SINISTRA
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageUpperLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(0mm, -3mm)
            \put(0,0){%
            \line(0, 1){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageUpperLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(3mm, 0mm)
            \put(0,0){%
            \line(-1, 0){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            %%%% IN ALTO A DESTRA
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageUpperLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(0mm, -3mm)
            \put(180mm,0){%
            \line(0, 1){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageUpperLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(-3mm, 0mm)
            \put(180mm,0){%
            \line(1, 0){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            %%%% IN BASSO A SINISTRA
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageLowerLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(0mm, 3mm)
            \put(0,0){%
            \line(0, -1){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageLowerLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(3mm, 0mm)
            \put(0,0){%
            \line(-1, 0){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            %%%% IN BASSO A DESTRA
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageLowerLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(0mm, 3mm)
            \put(180mm,0){%
            \line(0, -1){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            \AddToShipoutPictureBG{%
            \AtPageLowerLeft{%
            \begin{picture}(0,0)(-3mm, 0mm)
            \put(180mm,0){%
            \line(1, 0){10mm}%
            }%
            \end{picture}
            }%
            }
            \endgroup
            `
            Questo codice si può facilmente adattare a qualsiasi formato.
            Per quanto riguarda lo spazio colore, ho convertito tutte le figure da RGB a CMYK, con una macro in Photoshop. Qualcuna ha preso una dominate rosa che, però, si può correggere.
            Non è stato necessario nessun altro intervento.

            Riccardo

          • #120561
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Be’, sei riuscito a complicare le cose semplici, ma ce l’hai fatta.

              Se ti piace lavorare con l’ambiente picture, ti suggerisco di studiarti la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, dove sono descritti diverse estensioni “moderne” di quell’ambiente, già descritte da Leslie Lamport, il papà di LaTeX, nella seconda edizione del 1994, a attuate solo nel 2003 con il pacchetto di estensione pict2e; leggi la documentazione di questa estensione con texdoc pict2e[\b] se non ti basta la descrizione della guida tematica nominata sopra. Tieni presente che ho costruito (e sono disponibili con ogni distribuzione del sistema TeX) le ulteriori successive estensioni curve2e e euclideangeometry.
              Giusto per farmi un po’ di réclame, ti informo che con curve2e ho disegnato tutti i circuiti dei miei testi di elettrotecnica e di elettronica che ho ho composto per i miei studenti; con euclideangeometry ho costruito tutte le macro necessarie per i diegni di geometria euclidea che si fano abitualmente nelle scuole secondarie e nei primi corsi propedeutici di matematica alla facoltà di ingegneria (dove spesso si fanno dei corsi di azzeramento per gli studenti che provengono da formazioni secondarie che preparano ad attività di vario genere, ma non per l’università ({azzeramento”delle lacune…). Qualche giorno fa ho costruito dele mappe mentali per le coniugazioni dei verbi transitivi (attivi e passivi) e intransitivi con tutti i tempi e i modi; ho scritto molto meno codice rispetto a quello che avrei dovuto creare con TikZ, e il risultato è apparso immediatamente comprensibile al mio nipotino di 11 anni, che si trascina dietro dalle elementari una certa dose di mancanza di lessico sufficiente per comprendere queste cose.

              Certo TikZ fa cose molto più belle, ma spesso viene usato come un cannone per ammazzare una zanzara. 😉

            • #120562
              Up
              0
              Down
              ::


              Grazie Claudio,
              studierò, i tuoi suggerimenti mi sono sempre stati di grande utilità.
              Usavo LaTeX da una dozzina d’anni, ma mai per un libro intero e invitato dall’editore a reimpaginare tutto secondo un progetto grafico bello, ma fatto ‘a prescindere’, con InDesign.
              Non è stato facile per chi, come me, ha fatto il principiante per tanto tempo, accontentandosi di quello che LaTeX fornisce senza alcuno sforzo di apprendimento e con risultati comunque eccellenti.
              A me ha dato un forte sostegno nel pensare e, poi nello scrivere. Non saprei spiegarlo, forse è un fatto personale, ma vedere la scrittura, pulita, ordinata, strutturata, mentre la fai è un modo per controllare meglio anche i contenuti.
              Peccato che i nostri studenti e, purtroppo, anche alcuni collaboratori già maturi, siano tanto restii ad usarlo.

              Riccardo

          Visualizzazione 11 filoni di risposte
          • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

          Go to top