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OldClaudio.
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CreatoreTopic
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17 Gennaio 2023 alle 19:13 #121403
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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18 Gennaio 2023 alle 9:09 #121404::
Lo scopo essenzialmente lo scopo.Gli scopi della composizione tipografica sono tanti, uniti solo dal fatto che la tipografia deve essere graficamente poco evidente a scapito della leggibilità; faccio un sempio banale; una settantina di ani fa facevo le medie; i miei libri erano solo in bianco e nero; alcuni avevano le note marginali, ma il minimo indispensabile; venivano venduti con le pagine da tagliare,ma era normale che ogni allievo “diligente” (magari col supporto dei genitori) ricopriva la copertina di cartoncino leggero con un bel foglio di protezione, affinché non si rovinasse, sporcasse, o comunque diventasse rapidamente un rudere… I docenti spiegavano tutto e non davano solo l’indicazione delle pagine da leggere. Oggi gli stessi libri sono sempre in brossura, sono stampati su carta patinata, a colori, pieni di immagini colorate, di medaglioni, di informazioni che sono certamente curiosità interessanti, ma che distraggono gli allievi; i docenti fanno lezione su un medaglioncino, e dicono agli alllievi di studiarsi da soli dalla pagina tale alla pagina talaltra; senza contare i docenti che non seguono il testo che loro stessi hanno prescritto, ma richiedono agli allievi di prendere appunti durante le lezioni e di studiarsi gli appunti. Tutto ciò NON serve per rendere più facile la letura e la comprensione del testo.
Ma gli altri scopi sono il tipo di documento, il formato, l’impaginazione, la scelta dei caratteri, il posizionamento degli oggetti mobili, la scrittura corretta ed adeguatamente evidenziata (senza colori, ma con caratteri diversi0 la parti scritte in lingue diverse, compresa la lingua della matematica; eccetera. Certo non puoi comporre un capitolato tecnico, con la classe book, e viceversa non puoi comporre un libro usando una classe adatta ai capitolati tecnici;
Tutto ciò si può ottenere anche con l’usodi adeguati pacchetti; ma ad un certo punto molti preferiscono disporre di una classe che contenga già le funzionalità offerte da quei pacchetti e magari anche le proprie macro personali;ecco allora che molti utenti, ritenendolo utile per gli altri utenti, caricano su CTAN le loro classi, più o meno versatili ma adatte per comporre documenti diversi dai tre titpi base, article, report, book. Queste sono le classi standard e sono aggiornate dal LaTeX Team in relazione anche agli aggiornamenti continui del nucleo di LaTeX. Le classi non standard possono essere aggiornate solo dai rispettivi autori, i quali spesso non lo fanno (per tanti motivi; per le classi datate e non aggiornate, gli autori potrebbero essere anche trapassati, ma come tali non hanno potuto informare CYAN che non sono più in grado di provvedere agli aggiornamenti. Siccome l’insieme dei pacchetti del sistema TeX ammonta a molte decine di migliaia, e contengono fra una cosa e l’altra circa 200 000 file, è chiaro che i vari Working Groups non possono stare dietro a tutti questi pacchetti
uttavia esistono classi non standard potentissime; cito memoir [che rasenta l’onnipotenza ( 🙂 )]; la collezione KomaScript (molto usata in Germania, ma anche nel resto del mondo, da parte di chi sa interpretare la documentazione in tedesco e la modestissima traduzione in inglese); la classe suftesi (che non serve solo per la composizione di tesi, ma offre un grande varietà di applicazioni).
Ecco perché io, pur avendo predisposto alcune decine di classi e pacchetti caricati su CTAN, preferisco quasi sempre ricorrere a una classe standard aggiungendo pochi e consolidati pacchetti, e di volta in volta con le macro che mi servono enon trovo nei pacchetti.
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