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Come ingegnere non sono qualificato ad esprimere giudizi in materie letterarie.
Tuttavia conosco la norma UNI 6015 (1967). Segnaccento obbligatorio nell’ortografia della lingua
italiana. Ente Italiano di Unificazione, Milano.
è stata emanata nel 1967, quindi posteriore all’intervallo di tempo durante il quale sono state composte le opere di cui ti occupi.
La norma rende OBBLIGATORIE le segenti accentazioni: à, è, é, ì, ò, ó, ù, ma consente di usare í, ú.
Per un testo da stampre oggi, quindi non ci sono dubbi su come comportarsi con gli accenti. Quindi sono d’accordo con entrambi, anche sul consiglio di informare il lettore sull’aggiornamento dell’accwntazione ed eventualmente di informere l’eventuale curatore dei precedenti lavori.
Mi domando se l’accntazione oggi considerata errata usata prima del ’67 era dovuta davvero a ignoranza di ciò che L’Accademia della Crusca diceva da secoli e la Treccani aveva adottato da decenni, oppure se era una necessità dovuta alla situazione delle macchine da scrivere di quei tempi.
Ricordo due fatti:
1) L’elogio funebre di mio nonno morto nel 1947, aveva gli accenti sbagliati, pur essendo stato composto in tipografia.
2) mio padre disponeva di una macchina da scrivere degli anni ’30; se l’era fatta configurare con due tasti morti che tra minoscole e maiuscole permetteva di usare quattro diversi accenti: acuto, grave, dieresi, circonflesso che gli permettevano di inserire gli accenti giusti scrivendo anche in frncese e in tedesco. MA si era dovuto far personalizzare la tastiera che allora non era adatta a scrivere in lingue diverse dall’italiano, e faceva acqua anche per l’italiano. Tanto che ancora oggi le tastiere delle defunte macchine da scrivere, e quelle dei calcolatori rispondono alla norma ISO relativa alle tastiere, ma continua ad essere inadatta a scrivere in italiano, che non necessita della ç, probabilmente non necessta nellme dei segni ° e §, ma non permette di accentare le maiuscole; non sarebe difficile da fare, tanto che la tastiera Svizzera permette di scrivere correttamente in italino, in france, in tedesco e in romancio, le quatttro lingue ufficiali della Confederazione. 🙂 😯