::
Il codice seguente sembra fare quello che desideravi;`\documentclass[a4paper,11pt]{scrletter}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}% Non occorre, perché utf8 default
\usepackage{verbatim}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{tikz}
\usepackage[americanresistors,americaninductors]{circuitikz}
\usepackage{multicol}
\setlength{\columnsep}{5mm}
\setlength\columnseprule{.4pt}
\usepackage[top=10mm, left=7mm, right=7mm, bottom=10mm]{geometry}
\setlength{\parindent}{0pt} % rientri annullati
\usepackage{xcolor}
\newcommand\kw[1]{\textcolor{blue}{\itshape #1}}
\definecolor{burntorange}{cmyk}{0 ,0.51 ,1 ,0}
\usepackage{enumitem}
\setlist[enumerate]{noitemsep}
\setlist[itemize]{noitemsep}
\setlist[description]{noitemsep} % righe per non avere spazi nei pacchetti enumerate, itemize e description fra un \item e l'altro
\usepackage{hyperref}% spostato alla fine del preambolo
\begin{document}
\begin{center}
\textbf{\LARGE INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO}\\[0.3em]
\textbf{\Large IIS LONIGO \hspace{0.5cm} – \hspace{0.5cm} \today}
\end{center}
\begin{multicols}{2}
% L'interruttore magnetotermico è un dispositivo di protezione degli impianti elettrici. Oltre a poter eseguire manualmente le operazioni di apertura e chiusura di uno o più poli, è in grado di aprirsi in modo automatico in caso di sovraccarico.\\
Il dispositivo contiene due relè (a volte regolabili) che proteggono da due differenti tipologie di sovraccarico:\\
\resizebox{\columnwidth}{!}{%
\begin{tikzpicture} [line width=0.8pt]
% \draw [help lines] (0,0) grid (6,8);
%INIZIA PEZZO GRIGIO
\fill [black!20, draw=black] (4.4,0.3) — (4.8,0.3) — (4.8,2.7) — (5.8,2.7) — (5.8,4.8) — (5.4,4.4) — (5.4,3.1) — (2.7,3.1) — (2.7,2.7) — (4.4,2.7) — (4.4,0.3);
% FINISCE GRIGIO, INIZIA NERO
\fill [even odd rule, black!80, draw=black] (2.25,0.6) — (2.25,1.7) — (2.55,1.7) — (2.55,1.1) — (5.1,1.1) — (5.1,0.6) — (2.25,0.6) % PEZZO NERO
(4.6,0.85) ellipse (0.3 and 0.17);
% PEZZO NERO, perno (4.6,0.85)
% \draw (4.6,0.85) circle (0.1);
% FINISCE NERO INIZIA GRIGIO IN ALTO
\fill [black!20, draw=black] (5.3,4) — (4.9,4.4) — (4.9,8) — (5.3,8) — cycle;
% Commenti
\draw (4.6,1.5) — (5.6,1);
\draw (4.6,0.5) — (5.6,0.8);
\node [align=left, anchor=180, text width=4cm] at (5.8,1) {questo pezzo sta sotto e si deve vedere nel foro del pezzo nero};
\end{tikzpicture}%
}
\end{multicols}
\end{document}`Il procedimenti è descritto nella pagina 179 della documentazione di TikZ
Nel preambolo (che non è minimo come richiede il concetto di esempio MINIMO compilabile) mi sono permesso di fare qualche modifica.
a) La codifica latin 1 è obsoleta; da 3 o 4 anni la codifica di default è utf8 per tutti i file sorgente da dare in pasto ai compilatori del sistema TeX
b) il pacchetto hyperref va caricato per ultimo, tranne in alcuni casi specifici, come glossaries, che ridefinisce alcuni comandi di hyperref; è necessario consultare sempre la documentazione dei pacchetti che si usano nel propri documenti, perché l’ordine di caricamento può essere decisivo.
Naturalmente la documentazione di TikZ va letta selettivamente, perché è lunghissima e quindi bisogna leggerla con attenzione, almeno le sezioni che descrivono i comandi che si intendono usare; tu usi fill, quindi devi sapere tutto su fill.
Ti ringrazio per avere posto questo problema sul forum; come ti ho detto io non uso TikZ quasi mai perché la sua potenza non mi serve per i tipi di disegni che faccio di solito. In particolare i miei disegni di circuiti elettronici; il pacchetto circuitikz non mi piace nè con lo stile americano che usi tu, ne con gli altri stili; mi sono costruito un mio pacchetto personale e i circuiti disegnati con le mie macro mi piacciono molto di più–ovviamente è una questione di gusti personali. Ci sono moltissime cose che si possono fare solo con TikZ e con pgfplots (basato su TikZ) e quindi in quei casi sono costretto anch’io a usare TikZ ma mi capita tanto raramente che ogni volta devo consultare ila documentazione.
Grazie a te ho imparato ad usare “even odd rule”, che non ricordavo di avere mai notato.