Re: Dimensione variabile dell’integrale o chi per esso

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Se invece devi scrivere l’integrale di una matrice, meglio darle un nome, no? Esegui i calcoli prima di scrivere l’integrale e poi riassumi il tutto in una formula meno pesante.

E’ ciò che ho sempre pensato e fatto. Tuttavia mi sono sempre interrogato su questa lacuna in quanto sistemi simil-TeX (vedi EXP), seppure molto meno potenti e decisamente datati, hanno gli integrali di dimensione variabile. Non permettere l’allungamento degli integrali è una scelta che può avere senso, tuttavia, in qualche caso, un integrale di dimensione maggiore può essere stilisticamente migliore.

Posso essere d’accordo; per un’applicazione una tantum puoi usare una versione scalata a mano (\mbox{\Huge$\int$}) e sistemare i limiti con un po’ di pazienza.
Ciao
Enrico

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