- Questo topic ha 6 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 19 anni, 6 mesi fa da
Daniele Avitabile.
-
CreatoreTopic
-
2 Marzo 2007 alle 15:26 #13203::
Salve a tutti,una curiosità. Vorrei sapere se è possibile ottenere una numerazione progressiva delle note introdotte nel documento (classe book), cioè senza ripartire da 1 ogni volta che si inizia un nuovo capitolo. Come mai LaTeX utilizza questa impostazione di default? Ametto di essere un profano dell’argomento, ma non sarebbe più giusto numerare le note in maniera progressiva (anche per consentire riferimenti a una stessa nota da capitoli diversi)?
Grazie a tutti,Stefano
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
2 Marzo 2007 alle 17:49 #13204::
Salve a tutti,
una curiosità. Vorrei sapere se è possibile ottenere una numerazione progressiva delle note introdotte nel documento (classe book), cioè senza ripartire da 1 ogni volta che si inizia un nuovo capitolo. Come mai LaTeX utilizza questa impostazione di default? Ametto di essere un profano dell’argomento, ma non sarebbe più giusto numerare le note in maniera progressiva (anche per consentire riferimenti a una stessa nota da capitoli diversi)?Anche la numerazione delle equazioni riparte da capo dopo ogni capitolo: equazione (1.1), (1.2), …, (1,99), (1.100), (2.1), (2.2), … Se vuoi riferirti ad una nota di un determinato capitolo (ma non esagerare con questi riferimenti, altrimenti è scomodo per il lettore), puoi sempre scrivere:
`Vedi la nota~\ref{nota} del capitolo~\ref{capitolo}….`
Ciao,
L.
-
2 Marzo 2007 alle 22:17 #13205::
Anche la numerazione delle equazioni riparte da capo dopo ogni capitolo: equazione (1.1), (1.2), …, (1,99), (1.100), (2.1), (2.2), …
Veramente non mi sembra proprio la stessa cosa, visto che il numero di equazione contiene anche il numero di capitolo…comunque non è un problema, per ora non ho questa necessità di riferimenti “a distanza”…la mia, come detto, era più che altro una curiosità!
Grazie e alla prossima,Stefano
-
3 Marzo 2007 alle 0:06 #13206::
una curiosità. Vorrei sapere se è possibile ottenere una numerazione progressiva delle note introdotte nel documento (classe book), cioè senza ripartire da 1 ogni volta che si inizia un nuovo capitolo. Come mai LaTeX utilizza questa impostazione di default? Ametto di essere un profano dell’argomento, ma non sarebbe più giusto numerare le note in maniera progressiva (anche per consentire riferimenti a una stessa nota da capitoli diversi)?
La mia opinione è:
1. non si devono usare note al piede se non con estrema parsimonia
2. nel malaugurato caso vengano usate, non ci si deve mai riferire al testo di una notaRiferirsi a una nota di un altro capitolo è un reato punibile con 3 anni di Windows. 😀
Parlando seriamente, so che in certi ambienti umanistici è tradizione abusare delle note al piede, con riferimenti alle note stesse. È un supplizio per il lettore, che deve andare in cerca a tentoni della nota con il solo numero; oppure ci sono cose del tipo “si veda la nota 43 del capitolo 4 a pagina 245”.
Adesso pensa a un testo di quelli, con una cinquantina di note per capitolo (per stare stretti). Otto capitoli fanno 400 note: sicuro di voler infliggere al povero lettore la nota 400?
Ciao
Enrico
-
3 Marzo 2007 alle 8:37 #13207::
1. non si devono usare note al piede se non con estrema parsimonia
2. nel malaugurato caso vengano usate, non ci si deve mai riferire al testo di una notaGli umanisti esagerano: conosco libri con pagine costituite da tre righe di testo e per il resto da note (non parliamo neanche di cose come op. cit. e ibidem, che sembrano fatte apposta per indisporre chi legge).
Personalmente, non ho niente contro l’uso parsimonioso delle note a piè di pagina. Quelle che non sopporto, invece, sono le note in fondo al libro. Sto leggendo l’ultimo testo di Odifreddi: ci sono parecchie note, che vengono poste in fondo al libro. Questo costringe il lettore a un fastidioso ping-pong tra una pagina e l’altra; oppure a leggersi prima un capitolo e poi tutte le note relative. La seconda soluzione è forse più fastidiosa della prima: ogni volta che incontro la nota mi chiedo se mi starò perdendo qualcosa di importante, e magari la nota contiene semplicemente un riferimento bibliografico.
Ciao,
L.
-
3 Marzo 2007 alle 8:59 #13208
-
3 Marzo 2007 alle 9:52 #13209::
Pur concordando appieno sull’uso parsimonioso delle note a piè pagina, mi viene da pensare che il nostro giudizio sia pesantuccio nei confronti degli umanisti. Seondo me infatti sono le loro esigenze ad essere diverse. A parte i casi in cui le note a piè pagina sono il solo contributo dell’autore (come ad esempio i testi scolastici sulla Divina Commedia… ), ce ne sono altri in cui frequenti citazioni di uno o più testi forzano l’autore a piazzare una nota, per non spezzare il flusso del discorso.Quando sono in fase di scrittura (su carta), io scrivo le note a piè pagina, attribuendo loro il significato di commento accessorio; quando poi scrivo il documento vero e proprio, cerco di integrare la nota nel testo, se posso, e ne faccio a meno. Però io scrivo documenti di carattere scientifico, e credo che per quelli umanistici questo giochetto possa essere molto difficile da applicare.
Il commento di Lorenzo su Odifreddi mi ha fatto tornare in mente un altro libro di divulgazione, “Chaos” di John Gleick. Le note alla fine del testo sono in realtà una bibliografia commentata (sono anche il motivo del successo del libro tra gli specialisti del settore), e spesso l’autore impiega una nota solo per il nome dello scienziato che ha detto una frase o fatto un commento nel testo principale.
Ma conosco esempi più estremi: nel caso del romanzo “Perceber” di Colombati, le note alla fine del libro mi costringevano ad usare due segnalibri 😀
Ciao
Daniele
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.