Ho provato il codice in “diverse salse” e funziona molto bene. Ho inserito citazioni sia multiple (fino a un massimo di 5 contemporaneamente: test molto conservativo!) che singole, oltre che nel corpo del testo, anche nelle didascalie, nelle note al piede e nelle intestazioni: non ho mai avuto problemi; non so se da questo si possa già concludere che il comando è robusto.
L’unica annotazione da fare (che penso non dipenda dal comando \defineabbrev ma da \eqref) è che i riferimenti alle formule vegono ugualmente scritti in tondo anche in ambienti formattati diversamente (per esempio in un ambiente tutto in corsivo). Diversamente, i riferimenti a figure, pagine, tabelle,… si adattano correttamente al contesto.
È una scelta precisa dello stile AMS, che vuole tutti i riferimenti in tondo. La condivido.
Per la precedente richiesta
sarebbe possibile far raggruppare automaticamente per intervalli i riferimenti consecutivi
speravo che si potesse riadattare il codice del pacchetto cite (come m’indicava Enrico). Mi sfuggiva un aspetto importante: i riferimenti bibliografici sono già noti all’inizio della compilazione, mentre in questo caso i riferimenti sarebbero noti solo alla fine della stessa, il che complica parecchio le cose (penso). Adesso la palla passa allo staff del GuIT, sull’opportunità o meno di trasformare le precedenti istruzioni in un pacchetto (così com’è o “potenziato”).
Sono noti tutti prima. Per essere precisi, sono noti i riferimenti risultanti dalla compilazione precedente: sia le citazioni che i riferimenti vengono scritti nel file .aux che viene letto all’inizio e immagazzinato in memoria; alla fine viene letto quello scritto durante la compilazione e viene paragonato con quello in memoria; se ci sono differenze, appare il comando che invita a ricompilare.
Non credo sia molto semplice fare come vorresti: il pacchetto cite si occupa solo delle citazioni, qui occorrerebbe tenere conto di molti fattori in più.
Cambiando argomento (ma restando sempre sul topic) chiedo un consiglio: nei riferimenti bibliografici ad una parte in particolare di un testo (dove la brevità è importante) è opportuno usare le abbreviazioni? Meglio
[11, cap. 2]
o
[11, capitolo 2]
?
Meglio “si veda~[11], capitolo~2”, secondo me. Ma in un articolo è ammissibile l’abbreviazione, non in un testo più lungo, dove queste “brevità” sono del tutto inutili.
Ciao
Enrico