inserire simboli con \footnote

  • Creatore
    Topic
  • #16186
    Up
    0
    Down
    ::


    Ciao a tutti,
    ho il seguente problema, dovrei indicare le note a piè di pagina, utilizzanto il comando \footnote, a volte con dei simboli ed a volte con i numeri progressivi. Questo perchè scrivendo degli esercizi di matematica molto spesso il numero che indica la nota può confondersi con un esponente.

    Qualcuno può suggerirmi qualcosa?
    Ho provato con

    \makeatletter
    \def\@makefnmark{simbolo da inserire}
    \makeatother
    \newcommand{\myfootnote}[2]{\footnote{\textbf{#1} #2}}

    ma tutte le note vengono indicate con il simbolo scelto, mentre se utilizzo

    \makeatletter
    \newcommand{\myfootnote}[2]{\begingroup
    \def\@makefnmark{}%
    \addtocounter{footnote}{-1}%
    \footnote{\textbf{#1}: #2}%
    \endgroup}
    \makeatother

    numera normalmente e non tiene conto del simbolo eventualmente inserito 🙁

    Grazie a tutti in anticipo 😀

Visualizzazione 6 filoni di risposte
  • Autore
    Risposte
    • #16187
      Up
      0
      Down
      ::


      Grazie per la risposta immediata, cercherò di evitare per quanto mi è possibile e consentito l’uso di note a piede.

    • #16188
      Up
      0
      Down
      ::

      ho il seguente problema, dovrei indicare le note a piè di pagina, utilizzanto il comando \footnote, a volte con dei simboli ed a volte con i numeri progressivi. Questo perchè scrivendo degli esercizi di matematica molto spesso il numero che indica la nota può confondersi con un esponente.

      Qualcuno può suggerirmi qualcosa?
      Ho provato con
      `\makeatletter
      \def\@makefnmark{simbolo da inserire}
      \makeatother
      \newcommand{\myfootnote}[2]{\footnote{\textbf{#1} #2}}`
      ma tutte le note vengono indicate con il simbolo scelto, mentre se utilizzo
      `\makeatletter
      \newcommand{\myfootnote}[2]{\begingroup
      \def\@makefnmark{}%
      \addtocounter{footnote}{-1}%
      \footnote{\textbf{#1}: #2}%
      \endgroup}
      \makeatother`
      numera normalmente e non tiene conto del simbolo eventualmente inserito 🙁

      Con il primo metodo stai dicendo che vuoi un simbolo fisso. Lo stesso accade con il secondo metodo: stai dicendo che, localmente, non vuoi alcun simbolo; ma quando TeX deve comporre la nota al piede, il gruppo è già finito e \@makefnmark ha di nuovo la definizione usuale.

      Devi usare il pacchetto manyfoot oppure bigfoot. Oppure, meglio ancora, non usare note al piede nelle formule. Se però vuoi la risposta definitiva, eccola: non usare note al piede. 🙂

      Ciao
      Enrico

    • #16189
      lorenzo.pantieri
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::

        Se però vuoi la risposta definitiva, eccola: non usare note al piede.

        È vero, le note a piè pagina danno qualche problema di impaginazione, però una loro utilità per me ce l’hanno: permettono di inserire un’informazione “secondaria” (ma utile) senza interrompere il flusso del discorso. Difficile farne a meno in un lavoro “lungo”.

        Dal punto di vista dell’impaginazione, le note a margine sono anche peggio… 😯 😥

        Ciao,
        L.

      • #16190
        Up
        0
        Down
        ::

        Se però vuoi la risposta definitiva, eccola: non usare note al piede.

        È vero, le note a piè pagina danno qualche problema di impaginazione, però una loro utilità per me ce l’hanno: permettono di inserire un’informazione “secondaria” (ma utile) senza interrompere il flusso del discorso. Difficile farne a meno in un lavoro “lungo”.

        Dal punto di vista dell’impaginazione, le note a margine sono anche peggio… 😯 😥

        Non parlavo dal punto di vista dell’impaginazione, quanto proprio dal punto di vista della leggibilità di un testo. È evidente che certi testi non ne possono fare a meno, Knuth fa l’esempio di “Decline and Fall of the Roman Empire” di Gibbons, dicendo che non sarebbe stato lo stesso senza le note. Il problema delle note in un testo da leggere è che interrompono il flusso, a volte per dettagli insignificanti, a volte per cose molto rilevanti.

        Nei testi matematici non sopporto certe note che spiegano una notazione, per esempio: se si sente il bisogno di una spiegazione, allora occorre darla nel testo. Una nota, se proprio non se ne può fare a meno, dovrebbe andare a fine capoverso; mai e poi mai in una formula matematica. In ogni caso, le note devono essere tutte “dello stesso genere”, in modo che il lettore sappia che tipo di cose ci troverà e possa evitare di leggerle, tornandoci in seconda lettura, sapendo che non si perde nulla di importante.

        Ciao
        Enrico

      • #16191
        lorenzo.pantieri
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::

          Una nota, se proprio non se ne può fare a meno, dovrebbe andare a fine capoverso;

          Mi hai convinto al 100%: correggo subito!

          Nei testi matematici non sopporto certe note che spiegano una notazione, per esempio: se si sente il bisogno di una spiegazione, allora occorre darla nel testo.

          Enrico, approfitto della tua Conoscenza per chiederti se è lecita una nota dove venga “ricordata” una definizione o una notazione (che il lettore dovrebbe già sapere). Per esempio, qualcosa come:
          `…Si presenta l’opportunità di definire la nozione di soluzione debole, che in ipotesi opportune è equivalente a quella di soluzione classica.%
          \footnote{Ricordiamo che una funzione misurabile in un aperto $\Omega$ è detta localmente sommabile in $\Omega$ quando essa è sommabile su tutti i compatti inclusi in $\Omega$. L’insieme delle funzioni localmente sommabili in $\Omega$ è denotato con $L^1_\mathrm{loc}(\Omega)$.}

          Per introdurre la nozione di soluzione debole, consideriamo una funzione $u\in L^1_\mathrm{loc}(\Omega)$…
          `
          Inserire quella frase nel corpo del testo, IMHO, distrarrebbe il lettore dal flusso del discorso.

          Che ne pensi?

          Grazie mille,
          Lorenzo

        • #16192
          Up
          0
          Down
          ::

          Enrico, approfitto della tua Conoscenza per chiederti se è lecita una nota dove venga “ricordata” una definizione o una notazione (che il lettore dovrebbe già sapere). Per esempio, qualcosa come:
          `…Si presenta l’opportunità di definire la nozione di soluzione debole, che in ipotesi opportune è equivalente a quella di soluzione classica.%
          \footnote{Ricordiamo che una funzione misurabile in un aperto $\Omega$ è detta localmente sommabile in $\Omega$ quando essa è sommabile su tutti i compatti inclusi in $\Omega$. L’insieme delle funzioni localmente sommabili in $\Omega$ è denotato con $L^1_\mathrm{loc}(\Omega)$.}

          Per introdurre la nozione di soluzione debole, consideriamo una funzione $u\in L^1_\mathrm{loc}(\Omega)$…
          `
          Inserire quella frase nel corpo del testo, IMHO, distrarrebbe il lettore dal flusso del discorso.

          Che ne pensi?

          `…Si presenta l’opportunità di definire la nozione di soluzione debole, che in ipotesi opportune è equivalente a quella di soluzione classica.

          Per introdurre la nozione di soluzione debole, ricordiamo che una funzione misurabile in un aperto $\Omega$ è detta \emph{localmente sommabile} in $\Omega$ quando essa è sommabile su tutti i compatti di $\Omega$; l’insieme delle funzioni localmente sommabili in $\Omega$ è denotato con $L^1_\mathrm{loc}(\Omega)$. Consideriamo allora una funzione $u\in L^1_\mathrm{loc}(\Omega)$…`
          Ciao
          Enrico

        • #16193
          lorenzo.pantieri
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            Chiarissimo! 😉

            Ti ringrazio,
            Lorenzo

        Visualizzazione 6 filoni di risposte
        • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

        Go to top