Beh.. concorderai con me che quanto riportato nel mio precedente intervento non aiuta gran che tutto questo. Se uno s’era già definito per conto suo il comando \On, ora lo deve togliere. Toglie classicthesis, lo deve ridefinire. E questo non ha nulla a che fare con il layout. Stessa cosa per il pacchetto listings.
Quel che non capisco è perchè questi comandi sono lì. Questa non è esattamente la versione 0.2 alpha del pacchetto…
Ho già scritto che classicthesis soffre di una certa elefantiasi e carica pacchetti che non dovrebbe, per esempio listings, hyperref e backref. Il primo serve solo a pochi; basterebbe definire l’apposita opzione che definisca nel modo desiderato i parametri per comporre il codice LaTeX. Gli altri due devono essere richiamati a richiesta dell’autore: non sempre le funzionalità di hyperref sono necessarie e spesso danno problemini che risultano incomprensibili a chi non ne ha bisogno.
Di sicuro, e su questo proprio non ho dubbi, nessun pacchetto o classe che si occupi della forma tipografica si deve permettere di definire comandi come \On o \Ologn che sono semplici abbreviazioni per la composizione di particolari strutture. Ancora, definire \ie e \eg per le comuni abbreviazioni inglesi è qualcosa che non va fatto in un pacchetto o classe del genere. Immagino che siano rimasugli dell’origine del pacchetto, ovviamente nato per comporre la tesi di Miede. Perché infliggerli agli utenti che non hanno le sue esigenze?
Per finire: il modo con cui è scritto è terribile. Dovrebbe essere una classe; quel caricare prima classicthesis-ldpkg è un’assurdità. Se li si guarda con attenzione si scoprono duplicazioni di caricamenti di pacchetti, comandi definiti qua e là senza un ordine preciso: per esempio, hyperref è caricato da ldpkg, mentre sappiamo bene che hyperref va caricato quasi sempre per ultimo.
Il risultato è encomiabile, ma ora si dovrebbe raffinare il codice e farlo diventare una classe.
Ciao
Enrico