Ho già scritto che classicthesis soffre di una certa elefantiasi e carica pacchetti che non dovrebbe, per esempio listings, hyperref e backref. Il primo serve solo a pochi; basterebbe definire l’apposita opzione che definisca nel modo desiderato i parametri per comporre il codice LaTeX. Gli altri due devono essere richiamati a richiesta dell’autore: non sempre le funzionalità di hyperref sono necessarie e spesso danno problemini che risultano incomprensibili a chi non ne ha bisogno.
Di sicuro, e su questo proprio non ho dubbi, nessun pacchetto o classe che si occupi della forma tipografica si deve permettere di definire comandi come \On o \Ologn che sono semplici abbreviazioni per la composizione di particolari strutture. Ancora, definire \ie e \eg per le comuni abbreviazioni inglesi è qualcosa che non va fatto in un pacchetto o classe del genere. Immagino che siano rimasugli dell’origine del pacchetto, ovviamente nato per comporre la tesi di Miede. Perché infliggerli agli utenti che non hanno le sue esigenze?
Per finire: il modo con cui è scritto è terribile. Dovrebbe essere una classe; quel caricare prima classicthesis-ldpkg è un’assurdità. Se li si guarda con attenzione si scoprono duplicazioni di caricamenti di pacchetti, comandi definiti qua e là senza un ordine preciso: per esempio, hyperref è caricato da ldpkg, mentre sappiamo bene che hyperref va caricato quasi sempre per ultimo.
Il risultato è encomiabile, ma ora si dovrebbe raffinare il codice e farlo diventare una classe.
D’accordo su tutto, certo. Giro immediatamente le Tue osservazioni ad André.
Ciao,
L.