- Questo topic ha 13 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 18 anni, 11 mesi fa da
angelama.
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CreatoreTopic
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7 Ottobre 2007 alle 14:50 #17546::
Salve a tutti! Mi sono appena iscritta ed è da solo da ieri sera che mi sono affacciata in questo meraviglioso mondo di Latex. Lo uso su Linux (neofita anche lì) con Kile. Insegno matematica in una scuola superiore. Il prossimo compito in classe lo scriverò senz’altro con Latex!! Il problema che (per ora) non sono riuscita a risolvere, nonostante abbia guardato sulle guide disponibili e su questo forum, è il seguente:
Vorrei mettere il segno di triangolo (un triangolino, quindi) sopra il nome del triangolo (ad esempio ABC). Come si può fare?
Grazie in anticipo 😆
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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7 Ottobre 2007 alle 15:06 #17547::
Salve a tutti! Mi sono appena iscritta ed è da solo da ieri sera che mi sono affacciata in questo meraviglioso mondo di Latex. Lo uso su Linux (neofita anche lì) con Kile. Insegno matematica in una scuola superiore. Il prossimo compito in classe lo scriverò senz’altro con Latex!! Il problema che (per ora) non sono riuscita a risolvere, nonostante abbia guardato sulle guide disponibili e su questo forum, è il seguente:
Vorrei mettere il segno di triangolo (un triangolino, quindi) sopra il nome del triangolo (ad esempio ABC). Come si può fare?Per esempio così:
`\usepackage{yhmath}
…
$A\widetriangle{B}C$`
O, meglio ancora, non mettendoci niente: lo so che nei testi delle scuole è una notazione molto diffusa, ma non serve.Se ci pensi bene, anche i concetti (su cui di solito si batte tantissimo) di “base” e “altezza” di un triangolo non sono matematicamente molto sensati: in fin dei conti, che importa come disegniamo un triangolo?
Ciao e buon lavoro,
L.
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7 Ottobre 2007 alle 15:15 #17548
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7 Ottobre 2007 alle 15:25 #17549::
http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.phpSulla (mia) TeXlive è già installato.
Ah, immagino che quel pacchetto non sia l’unica via per ottenere quel simbolo. Ho impostato una ricerca veloce di “triangle” sulla Lista completa dei simboli di LaTeX (che trovi linkata qui in alto), ed è la prima cosa che è venuta fuori…
Ciao,
L.
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7 Ottobre 2007 alle 17:29 #17550::
Forse non è la soluzione stilistica migliore, ma puoi anche scrivere:`
\[ \stackrel{\bigtriangleup}{ABC}\]
`
oppure
`
\[ \stackrel{\triangle}{ABC}\]
`dopo aver caricato nel preambolo
`
\usepackage{amsmath}
\usepackage{latexsym}
`Ciao Alberto
PS: Nella mia texlive che utilizzo su Ubuntu e come editor Kile non mi da il tuo problema con il yhmath.sty, prova a caricare alcuni pacchetti con synaptic o altro come texlive-math-extra o simili
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7 Ottobre 2007 alle 18:42 #17551
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7 Ottobre 2007 alle 18:52 #17552::
Il fatto è che quasi nessun ambiente Linux installa di default TeXLive. La maggior parte delle distribuzioni installa ancora tetex. Che distribuzione usi? Magari puoi fare l’installazione di texlive a colpi di click.
Concordo in tutto ma vorrei aggiungere una cosa in tutte le distribuzioni che ho provato c’è la possibilità di installare texlive e di caricare i pacchetti utilizzando synaptic (gnome) o adept install manager (kde).
Ciao e benvenuta.
Mi associo al saluto.
Ciao Alberto
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7 Ottobre 2007 alle 19:22 #17553::
O, meglio ancora, non mettendoci niente: lo so che nei testi delle scuole è una notazione molto diffusa, ma non serve.
Se ci pensi bene, anche i concetti (su cui di solito si batte tantissimo) di “base” e “altezza” di un triangolo non sono matematicamente molto sensati: in fin dei conti, che importa come disegniamo un triangolo?
Ciao e buon lavoro,
L.Ti ringrazio per l’aiuto. Non direi comunque che non serve la notazione in questione. ABC, se non meglio specificato, potrebbe essere sia un angolo che un triangolo, e non sempre è opportuno scrivere: “il triangolo ABC” o “l’angolo ABC”.
Ciao,
AngelaP.S. Infatti, avevo installato Tetex e non Texlive. In gestore pacchetti synaptic mi sono cercata tutto quello che riguarda texlive ed ho installato un bel po’ di roba (non tutte le lingue…) Ora spero che vada.
Ciao e grazie a tutti!!!
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7 Ottobre 2007 alle 19:48 #17554::
O, meglio ancora, non mettendoci niente: lo so che nei testi delle scuole è una notazione molto diffusa, ma non serve.
Se ci pensi bene, anche i concetti (su cui di solito si batte tantissimo) di “base” e “altezza” di un triangolo non sono matematicamente molto sensati: in fin dei conti, che importa come disegniamo un triangolo?
Ti ringrazio per l’aiuto. Non direi comunque che non serve la notazione in questione. ABC, se non meglio specificato, potrebbe essere sia un angolo che un triangolo, e non sempre è opportuno scrivere: “il triangolo ABC” o “l’angolo ABC”.
Vado un po’ OT, ma mi sento in dovere di intervenire: nel testo di un problema si deve scrivere “il triangolo ABC”. Usare notazioni astruse e quasi mistiche induce nell’allievo l’idea che in matematica non si debbano scrivere parole, ma solo una lunga serie di simboletti uno in fila all’altro come i geroglifici egizi che solo pochi sanno leggere.
Confrontiamo:
`Dato il triangolo $ABC$, isoscele sulla base $BC$, si dimostri che gli angoli $ABC$ e $ACB$ sono uguali.$\widetriangle{ABC}\wedge \overline{AB}=\overline{AC} \implies \angle ABC=\angle ACB$`
È chiaro quale dei due modi di enunciare il problema io preferisca. 🙂 “Nel compito scrivete quello che fate, mi raccomando” è una delle classiche esortazioni.Per finire: benvenuta! Avremo altri compiti in classe scritti come si deve e non come quegli orrendi testi (dal punto di vista tipografico, ma anche su quello matematico ce ne sarebbero da dire!) che spediscono per la maturità.
Ciao
Enrico
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7 Ottobre 2007 alle 19:50 #17555::
Ti ringrazio per l’aiuto. Non direi comunque che non serve la notazione in questione. ABC, se non meglio specificato, potrebbe essere sia un angolo che un triangolo, e non sempre è opportuno scrivere: “il triangolo ABC” o “l’angolo ABC”.
Penso sia una questione di gusti, e di abitudini. Come sai, in analisi si indica con lo stesso simbolo sia una serie (che è una successione) sia la sua somma (che, se siste, è un numero). Si assume che il significato sia chiaro dal contesto.
Non credo che esistano maggiori probabilità di confondere un angolo con un triangolo, e in quei casi scriverei senz’altro “il triangolo ABC”, o “l’angolo ABC”.
P.S: Mi sono accorto di aver scritto il messaggio in contemporanea con Enrico. Beh, non si può dire che non abbia interiorizzato le sue lezioni! 😀
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7 Ottobre 2007 alle 19:53 #17556
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7 Ottobre 2007 alle 20:27 #17557::
[quote]
O, meglio ancora, non mettendoci niente: lo so che nei testi delle scuole è una notazione molto diffusa, ma non serve.Se ci pensi bene, anche i concetti (su cui di solito si batte tantissimo) di “base” e “altezza” di un triangolo non sono matematicamente molto sensati: in fin dei conti, che importa come disegniamo un triangolo?
Ti ringrazio per l’aiuto. Non direi comunque che non serve la notazione in questione. ABC, se non meglio specificato, potrebbe essere sia un angolo che un triangolo, e non sempre è opportuno scrivere: “il triangolo ABC” o “l’angolo ABC”.
Vado un po’ OT, ma mi sento in dovere di intervenire: nel testo di un problema si deve scrivere “il triangolo ABC”. Usare notazioni astruse e quasi mistiche induce nell’allievo l’idea che in matematica non si debbano scrivere Th: $\widetriangle{ABC}\cong \widetriangle{DEF}$parole, ma solo una lunga serie di simboletti uno in fila all’altro come i geroglifici egizi che solo pochi sanno leggere.
Confrontiamo:
`Dato il triangolo $ABC$, isoscele sulla base $BC$, si dimostri che gli angoli $ABC$ e $ACB$ sono uguali.$\widetriangle{ABC}\wedge \overline{AB}=\overline{AC} \implies \angle ABC=\angle ACB$`
È chiaro quale dei due modi di enunciare il problema io preferisca. 🙂 “Nel compito scrivete quello che fate, mi raccomando” è una delle classiche esortazioni.Per finire: benvenuta! Avremo altri compiti in classe scritti come si deve e non come quegli orrendi testi (dal punto di vista tipografico, ma anche su quello matematico ce ne sarebbero da dire!) che spediscono per la maturità.
Ciao
Enrico[/quote]Ciao anche a te!! grazie a tutti..
Non vorrei fare polemica per una stupidaggine, ma quando dicevo che in certe occasioni mi sembra più opportuno usare una notazione abbreviata, invece che scrivere il triangolo.. o l’angolo… mi riferivo non all’enunciato del teorema, ma all’ipotesi e/o alla tesi scritte in forma sintetica, che penso tutti insegnamo ai nostri allievi. Io per esempio non faccio scrivere loro
Th: il triangolo ABC è congruente al triangolo DEF
ma:
Th: $\widetriangle{ABC}\cong \widetriangle{DEF}$
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7 Ottobre 2007 alle 20:41 #17558::
Ciao anche a te!! grazie a tutti..
Non vorrei fare polemica per una stupidaggine, ma quando dicevo che in certe occasioni mi sembra più opportuno usare una notazione abbreviata, invece che scrivere il triangolo.. o l’angolo… mi riferivo non all’enunciato del teorema, ma all’ipotesi e/o alla tesi scritte in forma sintetica, che penso tutti insegnamo ai nostri allievi. Io per esempio non faccio scrivere loro
Th: il triangolo ABC è congruente al triangolo DEF
ma:
Th: $\widetriangle{ABC}\cong \widetriangle{DEF}$Magari alla lavagna, perché c’è poco spazio. Sul compito GIAMMAI! 🙂 Meglio dare un esercizio di meno e pretendere che il compito sia scritto in italiano, possibilmente corretto. Sono del parere che abituarsi a due codici, uno abbreviato per “la brutta copia” (cioè una prima stesura) e uno senza abbreviazioni faciliti la comprensione e eviti la falsa idea che per andare bene in matematica occorre ricordarsi a memoria tutte le formule.
Non sono certo per insegnare a memoria roba del tipo “l’opposto del coefficiente di primo grado aumentato o diminuito della radice quadrata del discriminante, il tutto diviso per il doppio del coefficiente del termine di secondo grado”: l’algebra ha fatto passi da gigante dal periodo retorico. Ma scrivere gli “e”, gli “o” e i “per ogni” in simboli è, secondo me, sbagliato sia dal punto di vista didattico che da quello concettuale (si confondono linguaggio formale e metalinguaggio, brrrr).
Ciao
Enrico
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8 Ottobre 2007 alle 4:05 #17559::
Magari alla lavagna, perché c’è poco spazio. Sul compito GIAMMAI! 🙂 Meglio dare un esercizio di meno e pretendere che il compito sia scritto in italiano, possibilmente corretto. Sono del parere che abituarsi a due codici, uno abbreviato per “la brutta copia” (cioè una prima stesura) e uno senza abbreviazioni faciliti la comprensione e eviti la falsa idea che per andare bene in matematica occorre ricordarsi a memoria tutte le formule.
Non sono certo per insegnare a memoria roba del tipo “l’opposto del coefficiente di primo grado aumentato o diminuito della radice quadrata del discriminante, il tutto diviso per il doppio del coefficiente del termine di secondo grado”: l’algebra ha fatto passi da gigante dal periodo retorico. Ma scrivere gli “e”, gli “o” e i “per ogni” in simboli è, secondo me, sbagliato sia dal punto di vista didattico che da quello concettuale (si confondono linguaggio formale e metalinguaggio, brrrr).
Ciao
EnricoCerto, sono perfettamente daccordo con te! Forse mi sono spiegata male!
Comunque ciao e grazie tantissimo per l’aiuto.
Angela
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