Magari alla lavagna, perché c’è poco spazio. Sul compito GIAMMAI! 🙂 Meglio dare un esercizio di meno e pretendere che il compito sia scritto in italiano, possibilmente corretto. Sono del parere che abituarsi a due codici, uno abbreviato per “la brutta copia” (cioè una prima stesura) e uno senza abbreviazioni faciliti la comprensione e eviti la falsa idea che per andare bene in matematica occorre ricordarsi a memoria tutte le formule.
Non sono certo per insegnare a memoria roba del tipo “l’opposto del coefficiente di primo grado aumentato o diminuito della radice quadrata del discriminante, il tutto diviso per il doppio del coefficiente del termine di secondo grado”: l’algebra ha fatto passi da gigante dal periodo retorico. Ma scrivere gli “e”, gli “o” e i “per ogni” in simboli è, secondo me, sbagliato sia dal punto di vista didattico che da quello concettuale (si confondono linguaggio formale e metalinguaggio, brrrr).
Ciao
Enrico
Certo, sono perfettamente daccordo con te! Forse mi sono spiegata male!
Comunque ciao e grazie tantissimo per l’aiuto.
Angela