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Ciao a tutti. Riporto da un vecchio post un intervento di Enrico sulla distinzione tra tabelle (ma credo che il discorso possa estendersi senz’altro alle figure) “in testo” e “fuori testo”.Ci sono due tipi di tabella. Il primo tipo, che chiamerò “in testo”, l’altro che chiamerò “fuori testo”.
Qual è la differenza? Che una tabella del primo tipo appartiene al flusso del discorso e non può andare altrove senza che il discorso ne risenta. Quelle del secondo tipo, invece, ammettono di essere spostate dal punto ideale per esigenze tipografiche.
Solo le tabelle fuori testo ammettono una didascalia e un numero al quale potersi riferire: per la loro natura non appartengono strettamente al flusso del discorso. Quindi chi legge deve avere chiaro che cosa c’è nella tabella (questo è lo scopo della didascalia) e deve saperla trovare (con il numero).
Le tabelle in testo, invece, non ammettono una didascalia proprio perché la loro funzione è spiegata dal testo che le precede e le segue. Non ci devono essere riferimenti a queste direttamente da altre parti del documento. Ovviamente non possono essere grandi, e devono essere di chiarissima comprensione. Una tabella complessa deve andare fuori testo.
Adesso […] è chiaro perché il comando \comando{caption} ha senso solo nell’ambiente \ambiente{table} e in quello \ambiente{figure} che serve per le illustrazioni.
Nella mia esperienza con LaTeX, ho maturato la seguente idea, che credo un po’ diversa da quello che dice Enrico… e quindi questo mi insospettisce sulla sua validità, per cui chiedo lumi a voi! 😉
Io credo che, di regola, le figure e le tabelle dovrebbero andare fuori testo (quindi dentro un ambiente figure o table, con la loro brava didascalia).
Naturalmente, esistono delle eccezioni. Ho passato in rassegna i miei lavori, e mi sono accorto di aver usato delle immagini senza farle flottare solo per esigenze davvero molto particolari:
1. una nota a margine che contiene una figura, a mo’ di ghirigoro (per esempio http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf a pagina 15).
2. il logo su un frontespizio (che deve stare “esattamente lì”);
3. Un’immagine che in un’appendice costituita da una sola pagina (quindi una didascalia è forse superflua). http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf a pagina 33.
4. Un ideogramma inserito nel flusso dei discorso come immagine e non come testo:
`La “X'' di \TeX{} è un suono che non esiste in italiano. Si trova tuttavia in moltissime lingue, oltre al greco: … cinese n\u{\i}~{\color{Maroon}h}\u{a}o~\raisebox{-0.2ex}[0pt][0pt]{\includegraphics[width=2em]{nihao}}.
`Insomma, esigenze davvero paricolari, che definirei più “grafiche” che testuali.
Che ne pensate?
Soprattutto, in riferimento a questo passo
Una tabella [in testo] appartiene al flusso del discorso e non può andare altrove senza che il discorso ne risenta.
vorrei conoscere un esempio in cui davvero sia necessario introdurre “una tabella (o un’immagine) in testo, senza che il flusso del discorso ne risenta”.
Ci ho pensato su, ma a me non mi viene in mente niente!
Grazie mille,
L.
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