Pdf, Latex e open source

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  • #20259
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    Salve a tutti e Buon Anno. Forse sarà per l’ora, forse per il giorno, ma mi sto ponendo una domanda.
    Preambolo: insegno matematica e condivido file contenenti esercitazioni, compiti, presentazioni con i miei colleghi. Poiché da un po’ di tempo uso con grande soddisfazione Latex, quelli che produco io sono ovviamente in Pdf (i miei colleghi, al contrario, usano Word). Mi è stato chiesto: “Cosa usi per scrivere i documenti?”. Ho risposto sinteticamente, cercando di spiegare in breve cosa è Latex, rendendomi conto però che distribuire documenti in Pdf preclude agli altri la possibilità di modificare i testi da me prodotti. Quelli scritti con Word, invece possono essere agevolmente personalizzati da chiunque, con MsOffice od Openoffice.
    Domanda: produrre documenti da condividere con altri usando Latex, sembrerebbe contrario alla ‘filosofia’ open source. È vero che posso distribuire, insieme al Pdf, anche il ‘sorgente’, ma gli sguardi un po’ stupiti e attoniti dei colleghi alle spiegazioni su Latex mi fanno pensare che vivrebbero tutto questo come un’imposizione, da parte mia e si sentirebbero costretti a studiare controvoglia ‘questa cosa nuova’. Inoltre mi sembra di avere fatto la figura di una persona che si vuole a tutti i costi differenziare, che ha piacere di mostrarsi sempre ‘un passo avanti’, e questo mi dispiace.
    Scusatemi se vi ho tediato con queste mie considerazioni. Rinnovo gli auguri di Buon Anno a tutti

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    • #20260
      lorenzo.pantieri
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        LaTeX non è un programma di composizione sincrona (come lo è Word): è fatto così (comandi e testo insieme, pdf “chiuso”, …) per ottime ragioni, che permettono di raggiungere la massima qualità tipografica.

        Ci sono effetti collaterali, naturalmente: è più difficile da usare degli altri elaboratori di testo, e richiede (un po’ di) impegno e studio.

        Domanda: produrre documenti da condividere con altri usando Latex, sembrerebbe contrario alla ‘filosofia’ open source.

        No, assolutamente. Se distribuisci il sorgente, chiunque può modificare il documento (LaTeX è gratis e multipiattaforma, che si vuole di più?). Certo, uno deve studiarselo, LaTeX (e ci sono ottime guide, gratuite).

        Questo, peraltro, vale anche per la matematica: se la vuoi conoscere, ti tocca studiartela e fare un po’ di fatica. Poi sta a chi deve farlo vedere se ne valga o no la pena.

        Buon anno,
        Lorenzo

      • #20261
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        Concordo con lorenzo. Ho avuto anch’io a suo tempo lo stesso problema.

        Quelli scritti con Word, invece possono essere agevolmente personalizzati da chiunque, con MsOffice od Openoffice.

        Questo discorso può anche valere al contrario, soprattutto nel caso di word che è un software a pagamento (almeno in teoria, ma questo è un altro discorso).

        Peraltro credo che se ritieni che latex ti permetta di svolgere al meglio la tua professione (e produrre esercitazioni e quant’altro ne è una parte) tu faccia benissimo ad usarlo, al massimo dedica qualche minuto ai tuoi colleghi se dovessero avere bisogno di fare qualche modifica alle tue produzioni (e se dovessero decidere di imparare latex).

        Buon Anno

      • #20262
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        Io credo che la cosa più delicata in questi casi sia rendere “morbido”
        l’impatto con la composizione asincrona.

        In altre parole, per introdurre al collega il mondo di LaTeX io dedicherei del
        tempo ad installare il “motore”, cioè, ad esempio, MiKTeX o TeXLive,
        avendo cura nel tranquillizzarlo, spiegando che si tratta di una procedura
        semplice e da fare una tantum (dopo si renderà conto che se serve qualche
        estensione ed è collegato in rete, questa si installa da sola!).

        Poi, servirà un’altro pochettino di energia a dare al collega la “patente”:
        cioè aiutarlo ad installare rapidamente TeXnic Center o TeXMaker o WinEdt.

        Infine, un semplice esempio, del tipo “Salve mondo” dimostrerà che,
        in fondo, la composizione non è poi così asincrona…

        Agostino

      • #20263
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        Mi introduco in questa discussione per una considerazione. I problemi di non avere un documento direttamente “modificabile” tipo Word, sorgono secondo me non solo per chi non conosce LaTeX. Il mio relatore lo conosce perfettamente ed avrebbe gradito, credo, anzichè stampare tutte le volte la bozza della mia tesi (con conseguente spreco di carta) e correggerla a mano, inserire le sue considerazioni direttamente nel testo (avrei faticato meno anche io a correggere la tesi!!). D’altra parte fornire i miei sorgenti mi sembra una cosa poco elegante e poi, giustamente, il relatore vuole valutare anche gli aspetti tipografici finali…
        Detto questo, uso LaTeX da un po’ e continuo a elogiarlo ed ho insegnato le basi a quelli che hanno deciso di cominciare ad usarlo. Non si può avere tutto… 😆 Ciao!

      • #20264
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        Io credo che ci sia effettivamente questo tipo di problema quando ci deve essere interscambio di documenti tra soggetti che collaborano allo stesso livello.
        Penso alle situazioni in cui stai lavorando a parte di un documento, e magari ti stai divertendo anche a farlo con LaTeX, ma poi il tuo lavoro deve essere integrato con quello di qualcuno che usa Word… Sembra un dramma.
        Ovviamente questa non è una situazione realistica. Nella realtà delle cose è chiaro che si decide prima con quale strumento comporre il documento. E se si sceglie Word uno ci mette una pietra sopra, o al massimo lavora con OpenOffice.

        Nei casi in cui c’è interscambio di documenti tra soggetti che hanno ruoli decisamente
        diversi, come quando un relatore deve correzione le bozze di tesi di un laureando o una laureanda, credo che il problema non sia insormontabile.
        Non mi risulta che i relatori abbiano così tanto tempo da dedicare alla scrittura di pezzi di tesi. Essi piuttosto apportano delle correzioni qua e là, cancellature o suggerimenti di modifica.

        Quando correggo le tesi dei miei studenti anch’io preferisco lavorare sulla versione elettronica del documento. Scorro il file PDF ed inserisco le mie annotazioni. Non è né più né meno che un tipico lavoro di revisione redazionale.
        Un approccio alternativo è, sempre che la pazienza del revisore lo permetta, scrivere in un file di testo: (1) la posizione della correzione (pagina e riga dall’alto o dall’alto), (2) la frase da cambiare, (3) come va cambiata la frase o cosa va aggiunto o tolto.

        Agostino

      • #20265
        lorenzo.pantieri
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          Il mio relatore lo conosce perfettamente ed avrebbe gradito, credo, anzichè stampare tutte le volte la bozza della mia tesi (con conseguente spreco di carta) e correggerla a mano, inserire le sue considerazioni direttamente nel testo (avrei faticato meno anche io a correggere la tesi!!).

          Non si può avere tutto…

          Che non si possa avere tutto, è poco ma sicuro. Che sia impossibile prendere appunti direttamente su un pdf, però, non è vero. Io (su Mac) uso Skim, che permette aggiungere note al pdf (e anche figure, se dovesse servire). (Sulle altre piattaforme esisteranno certo soluzioni analoghe.) Certo, non è comodo come avere un documento “aperto” e direttamente modificabile, ma aggiungere successivamente le annotazioni al .tex e ricompilare è questione di un attimo.

          Ciao,
          L.

        • #20266
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          Ci sono anche altre situazioni: una mia conoscente, che ha problemi di vista, ha scaricato da internet un documento in pdf per lei molto interessante, ma che, una volta stampato, non riesce a leggere per i caratteri troppo piccoli. Abituata all’uso di word, sperava di poterli ingrandire, e ha criticato questa ‘modalità’ di pubblicare su internet i documenti. Non mi sembra che abbia tutti i torti. Mi chiedevo se con pdfedit (o qualche altro strumento) è possibile apportare ad un documento pdf delle modifiche del genere.

        • #20267
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          Ci sono anche altre situazioni: una mia conoscente, che ha problemi di vista, ha scaricato da internet un documento in pdf per lei molto interessante, ma che, una volta stampato, non riesce a leggere per i caratteri troppo piccoli. Abituata all’uso di word, sperava di poterli ingrandire, e ha criticato questa ‘modalità’ di pubblicare su internet i documenti. Non mi sembra che abbia tutti i torti. Mi chiedevo se con pdfedit (o qualche altro strumento) è possibile apportare ad un documento pdf delle modifiche del genere.

          Spero di non dire una banalità, ma se il documento è impaginato con sufficiente decenza (e questo, fortunatamente accade abbastanza spesso) ci sono dei margini tali da poter permettere l’aumento dello zoom in stampa ottenendo caratteri più grandi. Non sarà una soluzione radicale, ma certamente può lenire il problema.

          In merito a quanto riporta Lorenzo,

          Io (su Mac) uso Skim, che permette aggiungere note al pdf (e anche figure, se dovesse servire).

          aggiungo che un tool simile esiste anche per Windows (l’ho usato personalmente fino a qualche mese fa, ora non so se è ancora disponibile). Si chiama ARenable e c’è una discussione sul forum qui ,che ne parla e affronta argomenti simili a questo.

          Inoltre nella pagina seguente a quella del link c’è anche il riferimento a PDFEdit, già citato da angelama.

        • #20268
          robitex
          Amministratore del forum
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            Domanda: produrre documenti da condividere con altri usando Latex, sembrerebbe contrario alla ‘filosofia’ open source. È vero che posso distribuire, insieme al Pdf, anche il ‘sorgente’, ma gli sguardi un po’ stupiti e attoniti dei colleghi alle spiegazioni su Latex mi fanno pensare che vivrebbero tutto questo come un’imposizione, da parte mia e si sentirebbero costretti a studiare controvoglia ‘questa cosa nuova’. Inoltre mi sembra di avere fatto la figura di una persona che si vuole a tutti i costi differenziare, che ha piacere di mostrarsi sempre ‘un passo avanti’, e questo mi dispiace.
            Scusatemi se vi ho tediato con queste mie considerazioni. Rinnovo gli auguri di Buon Anno a tutti

            Si potrebbe vedere la cosa anche in maniera opposta:
            e se tutti usasessero LaTeX come potrei io usare word?

            Ed è un problema irrisolvibile visto che l’informazione digitale viene necessariamente espressa secondo un’informazione di codifica a sua volta digitale.

            Penso però che il formato testo dei sorgenti .tex sia la migliore garanzia di leggibilità nel tempo possibile (potrei portarvi l’esempio della mia stessa tesi di laurea scritta nel formato wps di Microsoft per Works 4.0 divenuta praticamente illeggibile.).

            Ed ancora di più in questo caso di ambito matematico, proprio la casa di LaTeX.

            Saluti.

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