Io credo che ci sia effettivamente questo tipo di problema quando ci deve essere interscambio di documenti tra soggetti che collaborano allo stesso livello.
Penso alle situazioni in cui stai lavorando a parte di un documento, e magari ti stai divertendo anche a farlo con LaTeX, ma poi il tuo lavoro deve essere integrato con quello di qualcuno che usa Word… Sembra un dramma.
Ovviamente questa non è una situazione realistica. Nella realtà delle cose è chiaro che si decide prima con quale strumento comporre il documento. E se si sceglie Word uno ci mette una pietra sopra, o al massimo lavora con OpenOffice.
Nei casi in cui c’è interscambio di documenti tra soggetti che hanno ruoli decisamente
diversi, come quando un relatore deve correzione le bozze di tesi di un laureando o una laureanda, credo che il problema non sia insormontabile.
Non mi risulta che i relatori abbiano così tanto tempo da dedicare alla scrittura di pezzi di tesi. Essi piuttosto apportano delle correzioni qua e là, cancellature o suggerimenti di modifica.
Quando correggo le tesi dei miei studenti anch’io preferisco lavorare sulla versione elettronica del documento. Scorro il file PDF ed inserisco le mie annotazioni. Non è né più né meno che un tipico lavoro di revisione redazionale.
Un approccio alternativo è, sempre che la pazienza del revisore lo permetta, scrivere in un file di testo: (1) la posizione della correzione (pagina e riga dall’alto o dall’alto), (2) la frase da cambiare, (3) come va cambiata la frase o cosa va aggiunto o tolto.
Agostino