Re: Riferimenti troppo precisi?

#21047
lorenzo.pantieri
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    Per finire lo sproloquio: il concetto di WYSIWYG è roba da piazzisti, parliamo di cose più serie.

    Sono d’accordo, naturalmente. Fra l’altro, quell’acronimo impronunciabile mi è sempre stato antipatico. Mi piace invece la suddivisione che fa Beccari in “composizione asinncrona” (LaTeX) e “composizione sincrona (Word et similia).

    Tuttavia è assai probabile che un neofita di LaTeX si imbatta nel “concetto” (forse sarebbe meglio dire slogan), e quindi tanto vale chiarire le idee.

    WYSIWYG
    What You See Is What You Get

    L’espressione indicata dall’acronimo (“quello che vedi è ciò che ottieni”) ha sostanzialmente due significati.

    Il primo significato si riferisce al problema di ottenere in stampa testo e immagini che abbiano una disposizione grafica uguale a quella visualizzata sullo schermo del calcolatore. I primi software e le prime stampanti nell’ambito dell’utenza domestica non davano risultati pienamente soddisfacenti, e questo problema fu superato con l’introduzione di nuovi dispositivi e software (pionieri furono il sistema di codifica dei caratteri TrueType sviluppato dalla Apple e il programma Adobe TypeManager).

    Con il tempo, il significato dell’acronimo si è esteso per analogia anche ad alcune problematiche nella creazione dei documenti. Nei comuni elaboratori di testo (come Microsoft Word) il compositore agisce direttamente sul testo già composto, così come appare sullo schermo del suo elaboratore, ed ogni sua azione si traduce in un’immediata variazione del testo composto. Programmi di questo tipo vengono detti WYSIWYG (ed il tipo di composizione che viene prodotto viene denominato “composizione sincrona”).

    L’acronimo che si riferisce al concetto opposto è WYSIWYM (What You See Is What You Mean, “ciò che vedi è ciò che intendi”). La caratteristica che più differenzia LaTeX dagli altri elaboratori di testo è proprio il fatto che per comporre un documento con questo sistema bisogna agire in tempi diversi per introdurre il testo e per comporlo. La “composizione asincrona” consiste nell’introdurre il testo da comporre senza badare al suo aspetto grafico, ma concentrandosi sulla struttura logica del testo, e di farlo fluire successivamente in un programma di impaginazione.

    Devo ancora limarlo, ma il concetto di fondo mi sembra quello.

    Ciao,
    L.

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