Re: “L’arte di scrivere con LaTeX”

#23102
lorenzo.pantieri
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    ::

    mi permetto di dare anche io un piccolo suggerimento.

    Chi è abituato a utilizzare Oo Writer o MS Word inserisce le virgolette e gli apici con ” e ‘ ed il software provvede a trasformarle in virgolette aperte o chiuse.

    Con LaTeX ci si comporta in maniera un po’ diversa (più complicata?) e tu, nell’Arte (pag. 50) descrivi per filo e per segno il procedimento.

    Come emergeva da questa discussione sul forum, però, soprattutto nella versione stampata è difficile riconoscere quali simboli utilizzi per ` piuttosto che per ‘ o ancora per “ ”.

    Allora, visto che il tuo lavoro è in costante aggiornamento, ti consiglio di rendere il più chiaro possibile il paragrafo.

    Ciao a tutti.

    Come avevo ammesso subito “a caldo”, l’obiezione sollevata dal nostro amico -che ringrazio di cuore- coglie(va) nel segno. Il fatto è che i Bera Mono -ma anche i Palatino- hanno caratteri molto simili per rappresentare le virgoletta aperta e chiusa. Questo di regola non costituisce un problema, ma in una guida che spiega come inserire le virgolette lo è, senza dubbio.

    Mi sono venute in mente diverse soluzioni, tutte con pro e contro.

    • Lasciare le cose così come stavano, magari aggiungendo una nota per mettere in guardia il lettore: in questo caso l’estetica di ClassicThesis è invariata, ma il passo non sarebbe risultato chiaro.

    • All’estremo opposto, rinunciare ai Palatino e ai Bera Mono in favore dei Computer Modern, che hanno caratteri per le virgolette aperta e chiusa molto diversi, che si distinguono bene: in questo caso non ci sarebbe stato più alcun problema con le virgolette, ma l’estetica di ClassicThesis sarebbe andata a farsi friggere.

    In mezzo a queste soluzioni manichee, ce ne sono altre.

    • Creare una famiglia di font virtuali formati dai Bera Mono (e dai Palatino), ma con le virgolette dei CM. Un chimerismo che però mi lascia davvero perplesso.

    • Solo nei passi che spiegano l’uso delle virgolette, usare le virgolette dei CM, lasciando invariato il resto.

    Alla fine, ho optato per quest’ultima possibilità perché mi sembra di gran lunga la migliore (un pessimista direbbe: è il male minore). Un purista potrebbe storcere il naso: di regola mescolare i font non si dovrebbe mai fare. Tuttavia la tipografia è più un’arte che una scienza: in una guida a LaTeX, la chiarezza ha la precedenza.

    Visto che c’ero, ho anche riformulato i due paragrafi problematici. Potete giudicare il risultato nella nuova versione dell’Arte (pag. 19 e 49-50), che ho appena messo in linea.

    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

    Che ne pensate?

    A presto,
    L.

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