Ciao a tutti,
che bella discussione sta venendo fuori!
Dunque, ho dato un’occhiata alla bozza di Lorenzo, e il risultato è bellissimo.
Il mio ritorno a MiKTeX è dovuto soltanto a qualche elemento che gioca a mio sfavore: non ho la connessione alla rete, non me la cavo per niente bene con la riga di comando, ma me la vorrei cavare bene, ho imparato a scaricare un singolo pacchetto e a installarlo manualmente. Kubuntu è bellissimo e free, Kile davvero meraviglioso ma, per una cosa o per l’altra, non riesco a compilarci dentro i miei .tex.
Per quanto riguarda l’applicazione del libero arbitrio, mi trovi perfettamente d’accordo: una guida così generale dovrebbe mettere al corrente il lettore delle differenti distribuzioni e dei differenti editor senza prendere posizione, ma semplicemente descrivendo le loro caratteristiche, i pro e i contro. Ad esempio, un mio amico ha scritto una tesi in astronomia usando CrimsonEditor, e non l’ha più cambiato. Naturalmente, non è possibile rendere conto di tutti gli editor in commercio, ma di alcuni sì: quelli più usati. Perché Kile è così buono? Perché TeXnicCenter lo è di meno? (Mi sto inventando qualche domanda possibile.) Cosa può fare TeXShop che LEd non fa? (Tutto :D, direte voi, specialmente un noto autore :wink:… Ma rispondere a questa domanda, per esempio, non vuol dire indirizzare gli utenti verso Apple, né denigrare LEd, che uso e con cui mi trovo bene.)
Ogni guida, poi, è inevitabilmente il frutto del punto di vista di chi scrive. Questo aspetto è insopprimibile, a partire dal fatto che chi la redige è portato a pensare che il proprio editor sia il migliore: se no, l’avrebbe già cambiato, no? 😀 E poi, credo che per i livelli raggiunti dalle case produttrici di software, gli editor dedicati a LaTeX siano più o meno allo stesso livello per quanto riguarda la gestione del sorgente. Ecco che far vedere come si presenta uno stesso documento (qualunque) in più di un editor, potrebbe aiutare visivamente l’utente nella scelta. Subentrano, poi, questioni di gusto: o c’è un editor universale, al quale ci adattiamo supinamente, oppure è anche una questione di gusto.
Propongo all’estensore della guida di considerare la possibilità e l’opportunità di separare dall’Arte questo materiale, che potrebbe diventare davvero corposo soltanto inserendo qualche decina di immagini, e di preparare una guida sui problemi dell’installazione e della scelta dell’editor. Così facendo, l’Arte rimarrebbe di dimensioni ragionevoli per gli scopi che si propone, e questo secondo manuale potrebbe prendere il largo senza preoccuparsi di rientrare entro certi paletti. In fondo non è un’idea sciocca: questa è l’unica parte dell’Arte in cui non compaiono codici sorgenti (e non ci devono nemmeno comparire)… E in questa parte non si dà indicazione alcuna su come scrivere con LaTeX…
Che ne dite? Lorenzo, rimango a tua completa disposizione, se vorrai una mano.
Ora vado, che questa sera ho un concerto.
A domani
Tommaso