Re: “L’arte di scrivere con LaTeX”

#23252
lorenzo.pantieri
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    ::

    Accetto la tua scelta, però in qualche caso ho tratto vantaggio dal poter consultare i sorgenti di “Introduzione all’arte della composizione tipografica” […].
    Speravo che potevamo trarre vantaggio anche dal poter consultare le tue guide.

    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

    Prendi la tabella 27 a pagina 114, che riporta le forme principali e le relative varianti delle lettere greche minuscole, nel font AMS Euler e nel font Palatino. Questo è il sorgente:
    `\begin{table}[tb]
    \caption[Lettere greche minuscole]{Lettere greche minuscole: forme principali e varianti.\index{Lettere greche}}
    \label{tab:GrecheEulerPalatino}
    \centering
    \subfloat[][Font \amseuler.]{\includegraphics[width=0.45\columnwidth,height=0.1323\textheight]{GrecheAMSEuler}} \qquad
    \subfloat[][Font \fonte{Palatino}.]{\includegraphics[width=0.45\columnwidth,height=0.1323\textheight]{GrechePalatino}}
    \end{table}`
    (Il comando \amseuler stampa “AMS Euler” nel modo corretto e mette una voce nell’indice analitico, il comando \fonte mette semplicemente il suo argomento -il nome di un font- nell’indice analitico).

    Vediamo di commentare. Volevo una tabella con due sottotabelle, per mostrare la differenza tra le lettere greche in Euler e in Palatino. Il fatto è che in un documento composto con LaTeX non è facile mescolare i font: il font si sceglie all’inizio, come opzione globale del documento. Una volta fatta la scelta, in questo caso tra Euler e Palatino, non si cambia. Questo rappresenta un vantaggio nella composizione di un documento “normale”, dal momento che ne viene assicurata l’omogeneità tipografica, ma uno svantaggio nella scrittura di una guida. La mia soluzione? Preparare a parte due PDF con impostazioni diverse, ritagliare le tabelle e includerle come immagini. Visto che le tabelle non venivano alte uguali (la differenza era piccola, ma l’occhio attento la notava), ho usato quell’opzione “height=0.1323” per comprimerne (leggermente) una e dilatare (leggermente) l’altra, in modo da pareggiarle.

    Una porcata, in definitiva, ma non ho trovato soluzioni migliori. Di esempi così, nell’Arte, potrei fartene a dozzine. Ora, mi guardo bene dal consigliare l’utente finale dal fare cose del genere, anzi troverei del tutto sconveniente che un utente, a maggior ragione se principiante, vedesse “da qualche parte” del codice così concepito: potrebbe essere tentato di rifare la stessa cosa: come dice Enrico, la moneta cattiva ha la tendenza a diffondersi più di quella buona.

    Nell’Arte ci sono molti esempi di “buon LaTeX”, tutti accompagnati dai relativi sorgenti: è lì che devi guardare, Elrond. Come sono arrivato a quel risultato può interessare (forse) solo chi scrive una guida a LaTeX. Ma se stai scrivendo una guida a LaTeX, si tratta di cose che dovresti sapere per conto tuo. L’unico che ha visto il codice sorgente dell’Arte è Enrico, che l’ha trovato, del tutto a ragione, abbastanza raccapricciante. Si tratta di un paradosso (“predico bene, razzolo male”, ovvero “scrivi come dico di scrivere, ma non come scrivo io”), ne convengo. Ma tant’è! 😉

    Ciao,
    L.

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