In definitiva, credo che un utente “normale” dovrebbe toccare solo l’albero personale, lasciando stare gli altri. Tu che ne dici?
Se non sbaglio, la versione attuale di quel paragrafo era stata ragionata in questo messaggio: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=5933
Sia in linea di principio, sia all’atto pratico, mi trovo sostanzialmente d’accordo con quanto descrivi nell’Arte: uno dei (pochi) casi in cui l’utente “installa” manualmente un pacchetto si verifica quando il pacchetto l’ha scritto lui stesso, e allora metterlo nell’albero personale gli farà poca differenza rispetto al metterlo nell’albero locale (l’albero principale, invece, si sa, è meglio non toccarlo), con l’indiscusso vantaggio di non dover aggiornare la base di dati dalla linea di comando. Allora, va benissimo che venga indicato come agire sull’albero personale e che (in nota) venga accennata l’esistenza degli altri due alberi con un riferimento alla pagina di documentazione, per cultura personale.
Mi soffermo però sulle indicazioni date circa l’agire sull’albero personale.
Nell’Arte è nettissima la distinzione MikTeX = Windows, TeXLive = Linux.
Io non mi ritengo assolutamente un utente avanzato, eppure ho TeXLive su Windows. Ancora, e parlo per esperienza personale, avendolo testato su inconsapevoli cavie, installare TeXLive su Windows Vista (che ha un modo tutto suo di gestire i privilegi di amministratore) tramite interfaccia testuale (la ‘bestia nera’ per un utente win) è veramente alla portata di tutti (o per lo meno alla portata di chiunque voglia, non appena installata una distribuzione LaTeX, incominciare a comporre documenti).
Allora, ciò che nella guida è, a mio modestissimo parere, ‘incompleto’ è l’elenco puntato di pagina 34: se uso texlive su win, come faccio a sapere dov’è l’albero personale?!?
Certo, le indicazioni sono congruenti a tutto il resto del capitolo, in cui la possibilità texlive + win non è contemplata, ma nella vita reale io sono un utente LaTeX, sono poco più che un principiante, consulto l’Arte quotidianamente ma non vi trovo risposta all’esigenza di posizionare un pacchetto “where LaTeX can find it”.
Insomma, io sono del parere (ma se ne era già parlato) che suddividere le distribuzioni LaTeX per sistemi operativi stia un po’ stretta sia a TeXLive (che su win funziona egregiamente) sia a MikTeX (che sta pian piano muovendo alla conquista del mondo Linux, con i tools multipiattaforma) – l’unico a vivere nel suo universo felice è l’utente Mac, che ha il suo bel MacTeX e vive sereno.
Infine, aggiungo ancora una volta che, secondo me, è decisamente opportuno mettere in guardia in maniera esplicita l’utente italiano dalla proverbiale lentezza del mirror roma2.
A presto
GG